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Coltivazione della canapa in Friuli

Un progetto di ricerca multidisciplinare, artigianato e creatività. A cura di Mario A. Rosato

Coltivazione della canapa in Friuli - Plantgest news sulle varietà di piante

Il progetto 'Filiera sperimentale canapa' coinvolge l'Università di Udine, l'Ersa e alcuni imprenditori agricoli

Fonte immagine: © Andris T - Fotolia

Hemp(R)evolution è un'associazione di promozione sociale nata dall'incontro di varie persone che già da tempo si occupavano della canapa nella Regione Friuli Venezia Giulia e all'estero.
L'interesse principale è quello di coltivare, trasformare, e commercializzare prodotti in canapa, sviluppando il progetto "Filiera sperimentale canapa" a partire da quest'anno agricolo.

Il filo conduttore di questo progetto è quello di creare una rete ovvero di collegare le varie realtà di distribuzione di prodotti in canapa già presenti sul territorio (ristoranti, punti vendita, e-commerce, imprese edili specializzate in bioedilizia) con enti di formazione, artigiani e artisti, promuovendo la sperimentazione agricola e l'ottimizzazione delle tecniche colturali più sostenibili nonché la selezione delle cultivar di canapa più adatte al territorio e la lavorazione locale dei prodotti.

La data di fondazione risale al 17 marzo 2017 con successiva presentazione dello Statuto e dell'Atto costitutivo all'Agenzia delle entrate e l'assegnazione del codice fiscale.
I nove soci fondatori hanno deciso di creare l'associazione perché in Friuli Venezia Giulia non ce ne sono altre che promuovano la cultura della canapa industriale, malgrado sia una coltivazione con profonde radici nella tradizione contadina locale.
 

Il progetto "Filiera sperimentale canapa"

Si tratta di un progetto pubblico-privato che vede il coinvolgimento dell'Università di Udine, l'Ersa (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) e diversi imprenditori agricoli.

E' stato presentato in regione e al Parlamento europeo, con lo scopo di ottenere fondi per l'acquisto di macchinari per la prima trasformazione della canapa, attuale collo di bottiglia per un vero decollo della canapa industriale in Italia, già segnalato dal dottore Gianpaolo Grassi in un altro articolo dello stesso autore.

Nell'attesa degli aiuti pubblici, l'associazione si autofinanzia tramite il tesseramento, iniziative come la "Festa della semina" del 21 maggio 2017, apporti dei soci e prevede di lanciare a breve una campagna di crowd-funding.

Foto 1: Un momento delle conferenze di divulgazione sulla coltura della canapa industriale, organizzate in occasione della Festa della semina a Manzano (Ud)

Lo scopo generale del progetto Filiera sperimentale della canapa è quello di creare un modello di economia diffusa, basata sulla solidarietà e la sostenibilità, ma anche sulla tradizione artigianale e l'innovazione tecnologica.

Quest'anno verrà condotta una coltivazione sperimentale su tre ettari nella zona centrale della provincia di Udine con diverse tipologie di terreno; le cultivar pre-selezionate in base a ricerche dell'Ersa sulle rese nel territorio sono le seguenti: Tiborszallasi, Fedora 17 e Codimono. Sull'ettaro coltivato con la cultivar dioica Tiborszallasi verrà condotto un particolare esperimento, installando quattro arnie per ottenere miele di canapa. Arnie sperimentali, rigorosamente realizzate in fibra di canapa.

L'obiettivo a corto termine del progetto è creare una filiera corta con la raccolta e condivisione di informazioni per chi sarà interessato alla coltivazione di questa fantastica pianta che oltre a dare moltissime applicazioni rigenera i terreni rovinati dalle colture intensive.
La collaborazione con l'Università di Udine prevede il monitoraggio della crescita delle tre qualità di canapa sotto test, e l'utilizzo di una pressa per ottenere olio alimentare e farina dai semi. La trasformazione dei fusti per estrarre canapulo e fibre saranno le principali sperimentazioni in campo, utilizzando per tale scopo un macchinario d'epoca conservato all'Università, e un nuovo prototipo di macchina per la raccolta che è in fase finale di progettazione.

I lettori interessati ad approfondire o collaborare nel progetto, possono rivolgersi direttamente al presidente di Hemp (R)Evolution, Gianni Gerussi: gianni.gerussi@gmail.com.
 
Foto 2: Il macchinario d'epoca conservato all'Università di Udine, per separare la fibra dal canapulo

Foto 3: Dettaglio del meccanismo di trasmissione e della maciulla, particolare cilindro dentato che rompe la fibra corta del canapulo senza danneggiare la fibra lunga, consentendo la separazione

Autore: Mario A. Rosato

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