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Una Mano per i Bambini
2017
11

Corilicoltura, sviluppo e problematiche

Futuro della filiera, commercializzazione del prodotto e prezzi sono stati i temi al centro dell'incontro del Gruppo di interesse economico della frutta da guscio
Corilicoltura, sviluppo e problematiche - Plantgest news sulle varietà di piante

L'incontro è stato aperto dal presidente nazionale della Cia Dino Scanavino

Fonte immagine: © almaje - Fotolia

Si è svolto ad Alessandria, nella sede provinciale della Cia, l'incontro del Gie (Gruppo di interesse economico) della frutta da guscio.
Presente il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino che ha aperto i lavori, incentrati sullo sviluppo della corilicoltura e sulle problematiche relative alla gestione del prodotto.
Presenti anche il coordinatore nazionale del Gie Fabrizio Pini, il rappresentante del settore in Piemonte Alessandro Durando, il direttore di Italia Ortofrutta Vincenzo Falconi, Anna Ruffolo per la Cia nazionale, e il direttore provinciale della Cia Carlo Ricagni.

Lo sviluppo della corilicoltura in Piemonte ha determinato nel corso degli ultimi anni una crescita significativa degli impianti di nocciolo, in particolare in provincia di Alessandria si è determinato il maggior numero di investimenti.
In Italia sono quattro le regioni corilicole più importanti: Lazio, Campania, Piemonte e Sicilia. In Piemonte sono oltre 20mila gli ettari impiegati a nocciole, di cui circa 2mila in provincia di Alessandria (le altre province rilevanti sono Cuneo e Asti).

Non possiamo dimenticare che l'industria dolciaria piemontese, in particolare Ferrero e Novi, consuma l'intera produzione di nocciole del Piemonte, produzione che in questa fase crea un reddito più che soddisfacente per i produttori. 

Nel dettaglio, l'attenzione dei partecipanti al Gie si è concentrata sul futuro della corilicoltura, specie sui rischi della commercializzazione del prodotto e del calo dei prezzi nel momento in cui entreranno in produzione tutti gli impianti di recente costituzione.

In conclusione, Dino Scanavino ha stimolato il coordinamento a creare adeguati strumenti organizzativi per i produttori, con particolare attenzione alle Organizzazioni di produttori.

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