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Actinidia arguta Actinidia arguta

Actinidia arguta - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il Kiwi è una ricca miniera di vitamina C anche se questa è molto delicata e si degrada col calore, la luce e l’aria. La pectina in esso contenutacrea un appagante senso di sazietà, contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, migliora il transito del cibo nel tubo intestinale prevenendo la stipsi e svolge un effetto di controllo sulla glicemia. Inoltre questo frutto possiede un'elevata quantità di fibra alimentare.

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Classificazione, origine ed aspetti botanici 
Originaria della Cina (dove si hanno climi umidi ed inverni miti) appartiene al Regno delle Platae, Diviione delle Magnoliophyta, Classe Magnolospsida, Ordine Theales, Famiglia Actinidiaceae, Genere Actinidia e specie A. Chinensis. Al genere Actinidia appartengono però numerose specie anche se le varietà coltivate appartengono principalmente alla specie A. chinensis ed alla A. deliciosa e solo in piccola parte all’A. Agruta e A. Kolomita. Essa è una pianta lianosa allo stato naturale, rampicante (può raggiungere fino a circa i 10 metri d'altezza) e con tralci lunghi che si avvolgono attorno ai sostegni. L’apparato radicale è superficiale con radici carnose e poco consistenti. Il fusto presenta tralci anche molto lunghi che portano gemme miste ed a legno. I germogli di colorazione rossastra si accrescono rapidamente. Le foglie, di colore verde intenso, sono lucide nella pagina superiore, tomentose in quella inferiore con peli di forma stellare e di colore verde chiaro, decidue, cuoriformi con picciolo molto lungo e stomi molto grandi. Le gemme sono inserite all’ascella delle foglie e sono a legno o miste e sul tronco possono essere presenti gemme avventizie utili per il rinnovo della pianta (ad es. a seguito di danni da freddo). E’ una specie dioica con cv femminili con fiori ad antere atrofizate e stigmi piuttosto pronunciati e fiori maschili con ovario abortito, dimensioni piuttosto grandi e molto ricchi di polline. Normalmente il fiore è inserito all’ascella delle prime 5-8 foglie del germoglio derivato da gemma mista. L’infiorescenza è normalmente costituita da un singolo fiore (in alcuni casi possono essere 2 o 3) che si manifesta a partire dalla seconda metà di Maggio. Il frutto è una bacca che matura mediamente a fine Ottobre, con buccia di colore bruno-verdastro, ricoperta da peluria, polpa di un verde caratteristico, con un cuore biancastro (columella) dove attorno sono posizionati numerosi e piccoli semi di colore nero-violaceo. Impollinazione principale è di tipo entomofila anche se i fiori non sono molto attrattivi per le api, e quella secondaria è di tipo anemofila. Questa scarsa attrattiva e l'elevata incompatibilità rende necessaria la presenza di impollinatori specifici che permettano di poter impollinare le cultivar prescelte alla coltivazione ed alla produzione.

Per quanto riguarda il panoramna varietale e produttivo fino a pochi anni fa la scelta era semplice, in quanto l'unica varietale che aveva trovato il favore del mercato era rappresentata dalla Hayward  che apparteneva alla specie deliciosa. Successivamente si è riusciti ad ottenere altre cultivar appartenenti oltre al gruppo deliciosa anche appartenenti al gruppo chinensis.
Oltre alle due già menzionate esistono altre specie interessanti come l'Actinidia Arguta (anche se ancora oggi ha principalmente interese ornamentale) e l'Actinidia Kolomita.

Actinidia a polpa verde e precoce (principalmente appartenente alla specie deliciosa)
Questa nuova tipologia di frutto permette di poter migliorare le caratteristiche del Kiwi tradizionale pur rimanendo legati ad una tipologia di frutti con certe caratteristiche molto apprezzate dal consumatore. Infatti Hayward è una varietà tardiva che richiede un periodo di conservazione in freddo per poter ottenere la caratteristiche organolettiche richieste. Questo problema impediva di avere un prodotto valido nel periodo autunnale (settembre-novembre) quando era più facile da parte dell’agricoltore strappare prezzi interessanti.
Questo vuoto è stato colmato dalle nuova varietà precoci di A.deliciosa a polpa verde come Summer 3373 e 4605 e Green Light.

Cultivar precoci a polpa verde

  • Summer 3373: Selezionata da seme A.deliciosa ed ottenuta da V.Ossani a Faenza (Ra) con caratteristiche derivate da entrambi i genitori. In particolare la pianta presenta le foglie più piccole, leggermente appuntite, una vegetazione più contenuta e rami con internodi ravvicinati. Il frutto è simile a Hayward sia come pezzatura che forma, leggermente allungato e con un peso specifico più elevato, leggermente meno acido. Mantiene le eccellenti qualità organolettiche anche nei frutti maturi e teneri. La produttività è elevata e l’epoca di maturazione è precoce corrispondente mediamente alla 1° decade di settembre nel comprensorio faentino (45-55 giorni prima di Hayward).
  • Earligreen: Mutazione naturale di Hayward individuata a Verona, molto precoce e che può quindi essere raccolta 40-50 giorni prima di Hayward. Presenta frutto di buona pezzatura e forma analoga ad Hayward.
  • Green Light: mutazione gemmaria di Hayward proveniente da Brisighella (Ra) maturazione di raccolta precoce (30-35 giorni prima di Hayward), pezzatura e forma simili ad Hayward.
  • Tomua: (precoce in lingua maori) è una selezione originaria della Nuova Zelanda che può essere raccolta 4 settimane prima di Hayward e che presenta caratteristiche del frutto simili ad Hayward stesso.
  • G3: Selezione cinese da pianta spontanea di A.deliciosa con raccolta ad inizio di Settembre, pezzatura dei frutti media, forma ovoidale, buccia marrone con peluria ridotta.
Cultivar tardive a polpa verde
  • Hayward: Cultivar pistillifera di riferimento nel mondo, ancora oggi molto coltivata nel nostro paese anche se oggi si sono presentate sul mercato alcune varietà molto interessanti che possono sostituirla. I frutti sono di buona pezzatura e di polpa color verde con ottimo sapore. I fattori che limitano la coltivazione nei nostri areali, sono fondamentalmente due: Il primo legato alla specie (scarsa resistenza alle minime termiche invernali) ed il secondo relativo alla cv (tardiva epoca di raccolta e possibile gelata dei frutti sulla pianta). Frutto a buccia pelosa e polpa verde brillante. Matura intorno ai primi di Novembre.
  • Top Star: Mutazione di Hayward che si distingue dalla cultivar originale per germogli e per i frutti glabri. La pianta presenta vigore inferiore a quello di Hayward che lo rende idoneo per impianti ad elevata densità. La varietà non è però stata sufficientemente valorizzata ed è attualmente relegata a pochi impianti.
  • Bo-erica: Mutazione naturale di Hayward individuata a Verona con epoca di fioritura e raccolta contemporanee ad Hayward. I frutti sono cilindrici, allungati e di elevata pezzatura.

Actinidia a polpa gialla (principalmente appartengono alla specie chinensis)
Oramai il kiwi è anche giallo e non più solamente verde. Questa tipologia di frutto si è diffusa nel nostro paese in modo importante conquistando il consumatore ed il mercato.

Cultivar precoci a polpa gialla
  • Jintao: Cultivar che germoglia in primavera con anticipo di cinque giorni rispetto ad Hayward e fiorisce circa nove giorni prima di Hayward. Presenta elevata fertilità dei tralci ed elevata produttività. I frutti sono allungati, cilindrici, molto regolari, di peso mediamente di 90.0 g circa. La polpa è gialla con il colore che diventa sempre più brillante vicino alla maturazione. L’epoca di maturazione e raccolta avviene circa 20-30 giorni prima di Hayward e la sua conservabilità in frigo è buona. Il contenuto in zuccheri e le qualità organolettiche sono superiori ad Hayward e simili ad Hort16A.
  • Anuki Gold: E’ una varietà di recentissima comparsa ed introdotta dal gruppo Suezawa. Presenta pezzatura del frutto elevata ed un contenuto in solidi solubili del 17% circa (molto elevato rispetto alla media). La conservabilità non è elevata come anche la capacità produttiva.
  • Kui-mi: Letteralmente vuol dire grande miele per la sua elevata pezzatura e per il sapore molto dolce del frutto. Il frutto di questa pianta originaria della Cina appare grosso, a forma di mela, scarsamente conservabile e con polpa che diventa di colore giallo in prossimità della maturazione di consumo. Il frutto raggiunge i 7 gradi Brix circa 20-25 giorni prima di Hayward.
Cultivar tradive a polpa gialla
  • Hort 16A: Introdotto da Zespri in Italia nel 2001 con il nome di ZespriKiwi® Hort16A* presenta albero di elevato vigore ed elevata produttività. Presenta un ciclo produttivo molto lungo germogliando 20-30 giorni prima di Hayward ed essendo raccolta 4-5 giorni dopo Hayward. Il frutto presenta un peso di 100.0 g circa ed un becco sporgente caratteristico che spunta dalla parte distale. Il colore della buccia è tabacco chiaro e la polpa appare gialla e con buon sapore aromatico che ricorda il frutto tropicale del mango. Elevata attitudine alla conservazione in frigorifero.
Actinidia arguta
In paesi come la Cina, la Siberia, le repubbliche caucasiche, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e Francia questa tipologia di Actinidia è molto diffusa a differenza di quello che accade in Italia anche se la sua coltivazione avveniva già prima dell’introduzione dell’Actinidia deliciosa.
Ancora oggi la A.arguta occupa un mercato di nicchia anche se negli ultimi anni si è svolta un’importante ed intensa attività di miglioramento genetico che a portato ad ottenere molte nuove cultivar anche molto adatte ai nostri territori.

Ad ogni modo sono presenti in Italia alcune varietà sia a buccia verde che a buccia color rosso mattone (libere anche da vincoli brevettali), che possono essere trovate disponibili presso alcuni vivaisti.
  • Jumbo: Selezione a frutto grosso, di incerta origine ma che presenta dei frutti per forma, aspetto e sapore a quelli rinvenuti spontaneamente nelle regioni montuose attorno a Beijing (Cina).
  • Anna Rossa o Anna Red: Varietà a buccia rosso mattone, di medie dimensioni, buon sapore, elevata shelf life (nei limiti della specie che come è noto non si conserva a lungo).
  • A.arguta purpurea: frutti con colore della buccia e della polpa rosso scuro, pezzatura medio-elevata e con caratteristiche organolettiche valide. Può essere un prodotto per ampliare in modo valido ed interessante la gamma actinidia.
Actinidia a polpa rossa e bicolore
Anche questa tipologia di frutto è una strada che viene percorsa in modo da poter dare nuove tipologie di prodotto per cercare di differenziare il mercato e dare nuovo impulso allo stesso.
Tra le selezioni appartenenti alla A. deliciosa troviamo la tipologia coloris con buccia pelosa, polpa verde ed in prossimità delle logge ovariche intorno alla columella un anello color rosso.
Tra quelle appartenenti alla A.chinensis c’è la tipologia rufopulpa caratterizzate da buccia liscia verde o marrone con polpa verde o gialla con anello rosso attorno alla columella simile alla precedente. Tra le varietà principali si ricordano Ghuhong e Hongyang.
  • Ghuhong: Cultivar selezionata da piante spontanee di Actinidia chinensis var. rufopulpa, presenta maturazione precoce con raccolta che avviene dfa fine Agosto ad inizio Settembre. Il frutto ha contenuto in solidi solubili della polpa che raggiunge il valore di 17.0 gradi Brix ed il peso medio varia da 80 a 120 grammi.
  • Hongyang: Varietà di origine cinese ottenuta da semenzai di piante selvatiche appartenenti alla specie Actinidia chinensis var. rufopulpa. Il frutto presenta forma cilindrico-allungata, buccia verde con peluria fine che si rimuove facilmente. La polpa è giallo verde ma dalla columella si irradia un colore rosso scuro che crea un contrasto particolarmente appetibile. La pezzatura media è di 55-60 grammi ed a maturazione presenta un tenore di zuccheri e di vitamina C maggiori rispetto ad Hayward.
Valore nutritivo e proprietà
Tutto questo materiale è però stato individuato in Cina allo stato spontaneo e che sono sotto osservazione ma non hanno ancora un interesse commerciale.
Il Kiwi è una ricca miniera di vitamina C che però è molto delicata e si degrada col calorela luce e l’aria. Per questo il Kiwi si è dotato di una grossa e robusta buccia esterna e di un intenso colore verde della polpa, il cui pigmento, la clorofilla, è capace di proteggere l’integrità della vitamina C. Questo frutto possiede inoltre un'elevata quantità di fibra alimentare e di pectina. La pectina in esso contenuta crea un appagante senso di sazietàcontribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sanguemigliora il transito del cibo nel tubo intestinale prevenendo la stipsi e svolge un effetto di controllo sulla glicemia.
E' altresì importante ricordare che le sostanze contentute nel frutto svolgono attività di potenziamento per le difese immunitarie contro virus e batteri o altri agenti organici fonte di patologie, assicurando una guardia attiva e continua contro radicali acidi. Inoltre influenzano il metabolismo dei carboidrati e degli acidi grassi per trarne energia, favoriscono l’assorbimento intestinale del ferro e producono una migliore permeabilità delle pareti dei capillari combattendone la fragilità. Altro aspetto importante è rappresentato dalla capacità delle sostanze presenti nel frutto di poter intervenire nel processo di decomposizione del Calcio e del Fosforo nelle ossa e nei denti in modo tale da poterlo rallentare e cosi rendere più resistenti nel tempo questi importanti apparati ed organi.
 
Composizione e valore energetico del Kiwi (100 g. di prodotto)
Parte commestibile 87%
Proteine totali 1,2 g
Acqua 84,6 g
Lipidi 0,6 g
Zuccheri 9,0 g
Fibra 2,2 g
Energia 44 Kcal
Sodio 5 mg
Potassio 400 mg
Ferro 0,5 mg
Calcio 25 mg
Fosforo 70 mg
Vitamina A ---
Vitamina C 85 mg
La storia del Kiwi ha inizio circa 800 anni fa nella valle del fiume Yang-Tse (che ha dato al frutto il suo nome originale “Yang-Tao”) e le sue prime otizie si hanno da testi risalenti all’epoca delle dinastie dei Ming. Anche gli imperatori della Cina lo consideravano una prelibatezza e ne apprezzavano il suo gusto delizioso e le sua polpa color smeraldo. Il resto del modo cominciò a conoscere il Kiwi solo nel 1800, quando un collezionista della Società Brittanica Reale di Orticoltura spedì in patria alcuni frutti ed i loro semi. E’ così che dall’Inghilterra, nel 1906, i semi dello Yangtao giunsero in Nuova Zelanda (dove cominciò lo sfruttamento industriale e dove attecchirono rapidamente trasformandosi in una varietà più grande e saporita), Australia  ed in America settentrionale. Fu però in Nuova Zelanda che fu poi chiamato Kiwi in onore dell’uccello nazionale di questo paese. L’arrivo in Italia è invece datato 1934 anche se la sua presenza avvene dapprima solo all’interno di orti botanici e giardini come pianta ornamentale e solo in un secondo momento (attorno al 1970) questa pianta viene considerata come albero da frutto con area di coltivazione principale posta in Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Veneto, Campania e Puglia.
Clima
Per la coltivazione dell’actinidia è quindi importantissima la scelta di un opportuno ambient di coltura. Le basse temperature invernali sono molto dannose per questa pianta. Le gelate invernali, a –14/-15 °C, determinano fessurazioni della corteccia che possono interessare anche i tessuti del cambio, se la pianta non risulta opportunamente corretta. Risultano dannose anche le gelate autunnali e primaverili, con danni ai frutti attraverso le prime e con necrosi ai boccioli fiorali con le seconde. L’actinidia teme, inoltre, i venti persistenti per l’aumento di traspirazione delle foglie e per la facilità di rottura dei germogli. Per difendere la pianta si possono così usare dei frangivento naturali o artificiali.
 

Terreno
Per quando riguarda il terreno, l’Actinidia predilige quelli di medio impasto tendenti allo sciolto, abbastanza profondi, permeabili, freschi, ricchi di sostanza organica, con PH neutro o subacido e contenuto in calcare attivo inferiore al 4-5%.

Si utilizzano solitamente piante ottenute da talea semilegnosa o legnosa e, in misura minore, per innesto. Per gli impiati sono da preferire le talee autoradicate di due anni o gli astoni con un apparato radicale sviluppato. Si consigliano le piante di pochi mesi di età (da talea), in quanto hanno uno scarso apparato radicale e non sono state poste ad acclimatamento. Infine, poiché è difficile distinguere le piante maschili impollinatici da quelle femminili, il frutticoltore dovrà fare riferimento ad una seria ditta vivaistica. La messa a dimora della pianta può essere effettuata da Novembre-Dicembre ad Aprile con piante a radice nuda o con pane di terra.Nel caso in cui l’impianto venga effettuato in autunno-inverno, il materiale deve essere ben lignificato e con un buon apparato radicale. Dato che la talea di un anno è debole è consigliabile l’impianto in primavera per permettere alla piantina di non affrontare la rigida temperatura invernale. Particolare attenzione va riposta nella disposizione delle radici nella buca (profonda e larga 30-60 cm), le quali dovranno essere disposte a 45° rispetto all’asse della pianta, in modo che il colletto e la base della talea rimangano qualche cm sopra il livello del terreno. Successivamente le radici verranno ricoperte con la terra fine.
Si cerca di utilizzare i sistemi che permettano il minore investimento di capitali ed impiego di manodopera sia per la potatura di allevamento che di produzione. I sistemi di alleamento più diffusi sono i seguenti:
  • Doppia pergoletta: Dal fusto, all’altezza di circa 1.80 m si suddividono due cordoni orizzontali permanenti, che verranno legati ad un filo. Da questi due cordoni si dipartono ortogonalmente verso il filare i tralci fruttiferi rinnovabili, che saranno legati a due fili paralleli a quello centrale, alla distanza di 1 m.
  • Pergoletta doppia modificata: E’ una variante della precedente che si sta ottenendo una sempre maggiore diffusione e che prevede che le traversine usate siano di lunghezza minore rispetto al precedente sistema. Inoltre i cordoni permanenti risultano legati ad un filo che è collegato al palo in una posizione più in alto di 20-30 cm rispetto alle traversine. (nel precedente erano praticamente allo stesso livello). In questo modo i tralci fruttiferi risultano inclinati verso il basso con una conseguente miglior esposizione ed un effetto positivo sulla qualità. Inoltre si ha un aumento del numero dei tralci di rinnovo ed i germogli fioriferi che si sviluppano su questi tralci sono più lunghi e numerosi con la conseguenza che nella parte centrale e distale tendono ad arrestare il loro sviluppo risultando così più corti favorendo l’arieggiamento e l’illuminazione della chioma.
  • Tendone: Può essere assimilato ad un pergolato continuo che ricopre l’intera superficie del terreno. Dal fusto, all’altezza di circa due metri, si dipartono quattro cordoni permanenti, da cui si sceglieranno altri tralci che, sviluppandosi ortogonalmente ai cordoni principali, costituiranno il reticolo del tendone. Questo sistema necessita di una struttura portante formata da pali disposti in quadrato o rettangolo che sostengono grossi fili di ferro che a loro volta sostengono fili più sottili che formano le vere e proprie maglie di sostegno delle piante. Ovviamente questo sistema è adatto per ambienti meridionali.
  • Controspalliera: Dal fusto centrale si dipartono 2-3 coppie di cordoni permanenti situati tra i 0,8 e i 2,0 m di altezza, che si sviluppano su un unico piano verticale (nella direzione del filare). Non è molto diffuso.
  • Fusetto: Dominazione impropria, mutuata dall‘allevamento di altre specie arboree da frutto. Caratterizzato da un robusto asse verticale su cui sono inseriti i tralci, i quali vanno rinnovati annualmente. I tralci possono essere tagliati a 2-3 gemme o asportati completamente. Tale forma è stata recentemente introdotta per gli impianti ad alta densità, oltre 1500 piante/ha, contro la media di 600-700.
Ricordiamo che i sesti d’impianto normalmente sono riconducibili a 5 m x 4 m (500 piante/ha), 5 m x 5 m (400-500 piante/ha) e 4,5 m x 2,0 m (1100 piante/ha).
La prima concimazione all’impianto si effettua con concimi organici (principalmente letame maturo). Le dosi per ettaro sono: 800 q.li di letame, 350 unit di P2O5, 300 unità di K2O sotto forma di solfato.
Successivamente, nei primi anni, si effettuano concimazioni azotate, iniziando con 20 unità per ettaro e crescendo gradatamente fino a 100-150 unità al 7°-8° anno. Per quanto riguarda il fosforo, si va dalle 20 unità alle 60 per ettaro, mentre per il potassio dalle 30 alle 150 per ettaro. E’ consigliabile eseguire le concimazioni azotate prima della ripresa vegetativa, le fosfatiche e le potassiche invece, in autunno ed inverno.
E’ indispensabile per la coltura dell’Actinidia. E’ infatti una pianta che necessita di molta acqua e sulla quale, in caso di carse precipitazioni, occorre intervenire. La pianta idealmente necessità di 4000-5000 mc di H2O all’ettaro, specie nel periodo tra Giugno ed Agosto, quello di maggiore sviluppo vegetativo e di crescita dei frutti. L’Actinidia ha elevati tassi di traspirazione per il notevole sviluppo delle foglie e, in più, è dotato di un apparato radicale molto superficiale. Per questi motivi bisogna irrigare molto spesso, ma a volumi ridotti, per evitare ristagni di umidità dannosi alla pianta
Durante i primi anni di impianto, se la stagione è secca, è opportuno irrigare anche quotidianamente. Dal 3° al 4° anno in poi, invece, si potrà irrigare a intervalli di 3-4 giorni, erogando 30 mm di acqua per ettaro. Si possano adottare impianti di irrigazione a pioggia sopra chioma, per aspersione sottochioma o anche sistemi localizzati (goccia a goccia). Anche la fertirrigazione ha fornito risultati positivi adottando il sistema di irrigazione localizzata. Infine bisogna tenere presente che, dato che è utile praticare l’inerbimento, è necessario aumentare, in questo caso,  l’acqua e le concimazioni azotate.
Potatura di allevamento: Consiste fondamentalmente nel far sviluppare un germoglio principale e vigoroso che formerà l’asse centrale della pianta. Se l pianta non ha questo germoglio, occorre alla prima ripresa vegetativa spuntare a 2-3 gemme sopra terra. Se poi, alla conclusione della stagione, non si sarà ottenuto un fusto diritto e forte, sarà necessario, all’inizio della nuova stagione, rispuntare a poche gemme in modo da favorire l’emissione di un germoglio sufficientemente vigoroso in grado di costruire il fusto della pianta.

Potatura di produzione: E’ paragonabile alla potatura della vite e quindi piuttosto intensa. Normalmente la potatura è sia secca che verde. La prima consiste nel rinnovare i rami coi germogli che già hanno dato i frutti, speronandoli o eliminandoli in parte. Quella verde consiste nell’eliminazione dei succhioni e nella citazione dei tralci fruttiferi a 5-6 foglie sopra l’ultimo frutto quando la vegetazione si presenti troppo vigorosa, iniziando circa alla fine del mese di giugno.
Produzione
Inizia normalmente dal 2°-3° anno dall’impianto, a seconda del materiale messo a dimora. La produzione massima (circa150-200 ql a ettaro) dovrebbe realizzarsi intorno al 5°-6° anno.
 
Raccolta
Avviene manualmente distaccando con una leggera torsione i frutti dal peduncolo. Il tempo in cui si compie la raccolta non è fisso e dipende dalla varietà e dall’andamento climatico stagionale. In genere verso il 20 Ottobre si inizia la raccolta della cultivar Bruno e alla fine di Novembre si termina la Hayward. Se la raccolta è per uso domestico si può attendere fino alla caduta delle foglie. Bisogna stare attenti all’abbassamento della temperatura (qualche grado sottozero) perchè in questo caso occorre raccogliere subito i frutti e poi conservarli in frigorifero.
 
Conservazione
Avviene in celle frigorifere eventualmente disposte di atmosfera controllata. Nel primo caso la temperatura deve essere di circa 0° C con un'umidità del 90-95%. Nel secondo caso invece la temperatura deve essere di 0°C con umidità relativa alta, basso tenore di ossigeno ed anidride carbonica al 3%. E’ sconsigliata la conservazione insieme ad altri frutti come le mele e le arance perchè la maturazione subisce una notevole accelerazione. Il frutto è infatti sensibilissimo all’etilene (abbondantemente presente con mele ed arance), che ne innesca irreversibilmente la maturazione. Per questo motivo durante la conservazione si dovrà controllare costantemente la conservazione di etilene nelle celle.

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Vivaio ortaggi: consigli per tecnica corretta

Buonasera a tutti mi chiamo Tiziano, ho 24 anni e quest'anno ho deciso di aprire un'azienda agricola. In questi mesi mi sono fatto da me le piante con la semina sui vassoi in polistirolo però non ho avuto dei buoni risultati e quindi ho dovuto comprare altre piante da un vivaio. Ho provato lasciando i vassoi in terra però le radici andavano tutte fuori dal vassoio. Secondo voi qual è il metodo ideale? Oltre il terriccio serve altro per aiutare la pianta? Per irrigare è preferibile usare una semplice pompa oppure avere un impianto a pioggia? Il terriccio è meglio pressarlo poco o molto? Grazie per le eventuali risposte spero di essere stato chiaro

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