Cina, porte aperte alla medica italiana

Dopo anni di lavoro finalmente è stata siglata l'intesa fra i due paesi. I servizi fitosanitari italiani garantiranno la qualità del prodotto in partenza. Ma c'è spazio anche per l'Italian spring grass. Ne parliamo con Gian Luca Bagnara, presidente dell'associazione essiccatori (Aife)

Cina, porte aperte alla medica italiana - Plantgest news sulle varietà di piante

Per Gian Luca Bagnara, presidente di Aife (qui insieme al professore Lu Xinshi della Università di Beijing), il successo di una trattativa con la Cina non può prescindere da una conoscenza personale della controparte

Per i foraggi italiani si prospetta un futuro positivo e il recente accordo siglato in Cina dal ministro Gian Marco Centinaio apre le porte ad un flusso di esportazioni davvero enorme. Un successo per Aife (Associazione italiana foraggi essiccati) e per il suo presidente Gianluca Bagnara, che sulla Cina aveva investito diversi anni fa stringendo rapporti di collaborazione con l'Università di Pechino e l'Associazione allevatori cinesi.

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"È una conquista del sistema Italia - spiega Bagnara - perché il punto centrale del dossier siglato poche settimane fa è il riconoscimento da parte delle autorità cinesi della validità delle verifiche dei nostri servizi fitosanitari. Un traguardo che abbiamo raggiunto in anni di contatti e che concretamente apre le porte del mercato cinese alla medica italiana, un prodotto di elevato livello qualitativo, sottoposto agli standard Haccp e garantito sotto il profilo sanitario".

La resa proteica della medica è pari a 2mila chilogrammi/ettaro/anno
La resa proteica della medica è pari a 2mila chilogrammi/ettaro/anno
 

Numeri impressionanti

"Oggi la Cina - ricorda Bagnara - importa 1 milione di tonnellate di medica, il 90% delle quali viene dagli Usa ed è per la maggior parte Ogm. Oltre a ciò la medica è entrata nella lista dei prodotti soggetti a pesanti dazi a causa della guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti e questo aumenta la competitività dell'Italia. Il nostro foraggio infatti non è Ogm, è garantito sotto il profilo sanitario grazie al trattamento termico (la medica Usa invece è essiccata in campo) e ha le carte in regola per soddisfare una domanda in fortissima crescita da parte di un cliente che, al contrario di quanto si possa pensare, è estremamente attento al tema dell'Ogm e degli aspetti sanitari".

Poi entra in gioco la logistica, perché c'è un grande flusso di container "vuoti" che devono rientrare in Cina nei quali vengono caricati i balloni di medica essiccata: "Anche questo aspetto non è secondario - ricorda Bagnara - e ci consente di essere competitivi anche sotto il profilo dei prezzi. È una partita che si inizia a giocare adesso, ma se il prezzo della medica statunitense supera i 300 US$/tonnellata, siamo certi che potremo valorizzare adeguatamente il nostro foraggio. L'accordo siglato recentemente comprende anche la medica in pellet e non solo quella in balloni, quindi potremo ulteriormente soddisfare la domanda anche con questa referenza di pregio".

Sono circa 90mila gli ettari di medica garantiti da Aife
Sono circa 90mila gli ettari di medica garantiti da Aife


Italian spring grass

Ma non di sola medica si parla, visto che il "fieno polifita di primo taglio", commercialmente noto sul mercato internazionale come "Italian spring grass" sta suscitando l'interesse dei buyer per le sue qualità uniche. "Siamo ottimisti - conclude Bagnara - anche perché il rapporto creato con la nostra controparte cinese è di vecchia data ed è stato costruito ai massimi livelli su base personale e questo è un valore assoluto che aggiunge ulteriore valore ad una trattativa commerciale fra due mondi molto lontani fra loro anche sotto il profilo normativo".

L'accordo fra Italia e Cina ha invece sancito la possibilità di lavorare insieme, con un mutuo riconoscimento delle procedure e degli standard sanitari e questo potrà dare nuova energia ad un settore che ha vissuto momenti difficili nel 2012, con la scomparsa degli aiuti comunitari, ma che è riuscito comunque a crescere e ad arrivare ad un fatturato complessivo di 450 milioni di euro/anno, indotto compreso.

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di Giovanni De Luca

Autore: Allevatori Top

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