Viticoltura: sovescio, tecnica di semina e preparazione del terreno

Se n'è parlato al Centro di sperimentazione Laimburg in occasione della Giornata della tecnica in viticoltura lo scorso giovedì 13 giugno. Inoltre presentate le novità di 55 espositori del settore

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Alcuni momenti della 'Giornata della tecnica in viticoltura 2019'

Fonte immagine: © Centro di sperimentazione Laimburg

Grande interesse ha riscosso tra il pubblico il tema della giornata tecnica della viticoltura: sovescio, tecnica di semina e preparazione del terreno Il Centro di sperimentazione Laimburg ha presentato i risultati di diverse prove in questo ambito e in relazione alla tecnica di applicazione stazionaria e al miglioramento della fertilità del suolo. L'evento, che riunisce da più di cinquant'anni i viticoltori, si è tenuto lo scorso giovedì 13 giugno e ha fornito un esauriente quadro d'insieme sulla "tecnica" (in senso lato) disponibile sul mercato ed è stato possibile informarsi sulle ultime novità in fatto di macchine, attrezzi e modalità tecniche.

Inoltre alla "Giornata della tecnica in viticoltura 2019" ben 55 espositori hanno presentato le loro novità, i perfezionamenti e l'evoluzione della tecnologia. "Ciò che caratterizza la Giornata della tecnica è la possibilità di vedere le macchine in funzione, oltre che semplicemente esposte", ha spiegato Jakob Ganterer, presidente del comitato organizzatore della "Giornata della tecnica" dell'Als "In questo modo i nostri visitatori possono 'toccare con mano' il funzionamento delle macchine, confrontarle e valutarne vantaggi e svantaggi sul piano pratico".

La giornata ha una cadenza biennale ed è organizzata dall'Associazione tecnici agricoli altoatesini, Als, in collaborazione con la Ripartizione agricoltura, l'azienda agricola Laimburg dell'Agenzia demanio provinciale, il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura dell'Alto Adige e il Centro di Sperimentazione Laimburg.
"La tecnologia diventa sempre più importante per l'agricoltura e soprattutto per la viticoltura. C'è sempre meno forza-lavoro, motivo per cui l'uso della tecnologia è fondamentale", così l'assessore all'Agricoltura Arnold Schuler all'apertura dei lavori. "Grazie all'evoluzione della tecnica l'attività agricola è oggi più gestibile e precisa. Una sfida particolare per la viticoltura altoatesina in questo contesto è la forte pendenza. I macchinari agricoli adatti ai terreni ripidi facilitano notevolmente il lavoro, ma rappresentano contemporaneamente una grande sfida per i loro costruttori".
 

Tecnica di applicazione stazionaria

Sono stati inoltre presentati i risultati di prove condotte con la tecnica di applicazione stazionaria dai settori Viticoltura e Valutazione fitofarmaci del Centro di sperimentazione Laimburg. Negli impianti molto ripidi la distribuzione di fitosanitari con lancia a mano rappresenta spesso un problema. Per questo, gli esperti del Centro stanno testando da ormai cinque anni in un impianto pilota l'efficacia della tecnica di applicazione stazionaria con ugelli fissi.

"Davvero positivi" ha dichiarato Gerd Innerebner, responsabile del gruppo di lavoro Valutazione fitofarmaci del Centro di sperimentazione Laimburg, in merito ai risultati: "dato che in tutte le annate di prova i grappoli sono stati protetti in ugual misura dagli attacchi fungini sia con la tecnica stazionaria, che con quella mobile tradizionale, sia nell'ambito di una strategia integrata che biologica".

"Solo l'attacco fogliare verso fine stagione, in condizioni di elevata pressione infettiva, è stato contenuto meno con la tecnica stazionaria che con l'atomizzatore. Anche per quanto riguarda la deriva, la tecnica dell'applicazione stazionaria risulta almeno tanto efficiente quanto un trattamento eseguito con atomizzatore completamente provvisto di ugelli antideriva". Altrettanto positivo il commento dell'esperto in viticoltura Arno Schmid del gruppo di lavoro Fisiologia e tecniche colturali: "Il sistema stazionario potrebbe essere utilizzato, in Alto Adige, soprattutto nelle zone più ripide in alternativa all'atomizzatore, per la difesa fitosanitaria della vite".
 

Semina di essenze da sovescio in viticoltura

Il mantenimento e il miglioramento della fertilità del suolo sono fondamentali per tutte le colture agricole. A fronte della crescente scarsità della risorsa naturale acqua e degli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico è estremamente importante anche per la viticoltura altoatesina preparare il terreno alle prossime sfide. Un suolo sano e fertile è la base per una produzione della massima qualità. Il contenuto in sostanza organica o in humus rappresenta l'indicatore più importante per un terreno sano. Per mantenere elevata la presenza di humus e per la sua formazione, la semina di specie vegetali da sovescio nella corsia di transito è una tecnica nota da tempo.
"In questo contesto, negli ultimi anni la tecnica della semina autunno-vernina nel post-vendemmia ha già dato buoni risultati, qui in Alto Adige", ha confermato Florian Haas, responsabile del gruppo di lavoro Fisiologia e tecniche colturali del Centro di sperimentazione Laimburg. Con la lavorazione del terreno si altera l'inerbimento permanente costituito dalla flora spontanea e si riduce la concorrenza di queste ultime per l'acqua e le sostanze nutritive nei confronti della vite. "Con l'effetto fertilizzante delle specie seminate – in particolare leguminose e cerealisi migliora il bilancio nutritivo, il che favorisce un miglior sviluppo delle viti già dopo qualche risemina", ha sottolineato ancora Haas.
Sono state poi presentate diverse macchine per la lavorazione del terreno e prove di semina ad intensità crescente. 
 

Le semine contro il virus dell'arricciamento della vite

A scopo dimostrativo è stata distribuita anche, nel campo denominato "Hausanger", semente della specie Tagetes minuta. La pianta, originaria dell'America centrale e meridionale, produce essudati in grado di annientare i Nematodi presenti nel terreno. I Nematodi del genere Xiphinema sono infatti presenti in gran numero nei suoli pianeggianti della zona di Cornaiano e ciò rappresenta un serio problema in quanto questi organismi sono vettori del virus dell'arricciamento della vite (Gflv). In una prova in pieno campo in atto nei pressi di Cornaiano si testa l'idoneità di questa specie vegetale all'utilizzo allo scopo di contenere la comparsa di questa grave virosi.

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