Telo in Mater-Bi: il primo certificato come ammendante inorganico
Novamont ottiene la certificazione europea per il telo pacciamante in Mater-Bi come ammendante inorganico. Il prodotto non rilascia microplastiche, non si accumula e non ha effetti ecotossici mantenendo e preservando così la salute del suolo
Ad oggi solo una minima parte del rifiuto plastico agricolo è riciclato, causando la perdita di suolo e di carbonio organico (Foto di archivio)
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Novamont, Azienda specializzata nel settore delle bioplastiche biodegradabili e compostabili e nello sviluppo di biochemical, annuncia di aver ottenuto il certificato di conformità al Regolamento Fertilizzanti 2019/1009 per il telo pacciamante in Mater-Bi come ammendante inorganico.
Il telo biodegradabile nello specifico viene utilizzato in agricoltura per il controllo delle infestanti e a fine ciclo non necessita di essere smaltito separatamente perché si degrada.
Il telo
Il telo in Mater-Bi non si accumula nel suolo, non rilascia microplastiche persistenti e non provoca effetti ecotossici nell'ambiente. Inoltre, l'attività dei microrganismi ne determina la completa mineralizzazione e la successiva trasformazione in anidride carbonica e acqua.
La pacciamatura poi come pratica agronomica consente non solo di controllare efficacemente le erbe infestanti, ma anche di ridurre i prodotti diserbanti e risparmiare acqua.
Impatto ambientale delle agroplastiche
Si stima che la raccolta dei film per la pacciamatura rimuova circa 166mila tonnellate di suolo all'anno contribuendo, anno dopo anno, alla perdita di Carbonio Organico del Suolo (Soc), una componente fondamentale della salute del terreno. A oggi, purtroppo, la percentuale di teli pacciamanti smaltita correttamente è ancora minima; si calcola, infatti, che in Europa solo il 24% di rifiuto plastico da attività agricole è riciclato. In particolare, una delle principali cause dei bassi tassi di riciclo è dovuta alla contaminazione da parte del suolo.
Secondo la Fao, a livello globale, il consumo di plastiche in agricoltura ha superato i 12.5 milioni di tonnellate e quasi 20% di esse sono costituiti da film per pacciamatura. Le microplastiche, oltre 3 milioni di tonnellate l'anno, contaminano mari e suoli, provenendo in gran parte da fonti terrestri tra cui proprio le plastiche agricole.
Un problema che l'Europa ha deciso di affrontare anche con la Direttiva sul monitoraggio del suolo del 23 ottobre 2025, finalizzata a monitorare la salute dei suoli europei e a tutelarli, anche attraverso il contrasto al consumo di suolo e la bonifica dei siti contaminati.
Requisiti soddisfatti come ammendante
Il telo ha dimostrato di soddisfare tutti i requisiti previsti dall'atto delegato 2024/2787, che ha modificato il Regolamento Fertilizzanti 2019/1009, introducendo i criteri e i metodi di prova per la valutazione della biodegradabilità nell'ambiente (in acqua e al suolo) e dell'ecotossicità per i polimeri utilizzati per la produzione di teli pacciamanti.
Secondo il Regolamento, il telo in Mater-Bi quindi può essere considerato un ammendante inorganico, ovvero un prodotto fertilizzante con la funzione di mantenere, migliorare o proteggere le proprietà fisiche o chimiche, la struttura o l'attività biologica del suolo a cui è aggiunto.
"Questa certificazione è una dimostrazione concreta che Mater-Bi, la pionieristica famiglia di bioplastiche di Novamont, non rilascia microplastiche persistenti nell'ambiente" dice Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.
Soluzioni agronomiche e non solo
Negli anni Novamont ha dato vita, insieme alle bioplastiche Mater-Bi, a una serie di bioprodotti e soluzioni agronomiche per la transizione ecologica, dai teli biodegradabili in suolo per la pacciamatura a biofitosanitari, biolubrificanti e altre applicazioni in bioplastica biodegradabile, con cui gestire in modo efficiente le colture, contribuire a rigenerare i suoli inquinati e affrontare le sfide ambientali.
La costruzione di impianti per la produzione di questi bioprodotti ha permesso di sviluppare, in Europa, un'intera filiera delle bioplastiche e dei biochemicals rigenerando siti deindustrializzati.
"L'Azienda si è data l'obiettivo di adottare volontariamente gli stringenti criteri del Regolamento Fertilizzanti anche per lo sviluppo del Mater-Bi destinato alla produzione di shopper, sacchi frutta e verdura e tante altre applicazioni. L'applicazione dei criteri di questo Regolamento innalza il livello di garanzia delle caratteristiche di biodegradabilità, non accumulo in suolo e assenza di effetti ecotossici nell'ambiente di questi bioprodotti a tutela di tutta la filiera, dei nostri territori e delle comunità" conclude Bastioli.