Pesco, cosa cambia tra varietà e nuovi astoni

Geoplant Vivai fa il punto sulle richieste per i nuovi impianti, sulle selezioni in valutazione e sulla sperimentazione degli astoni di pesco in vaso. Inoltre, la campagna vivaistica 2026 conferma l'interesse per varietà produttive, regolari e tolleranti agli stress

Pesco, cosa cambia tra varietà e nuovi astoni - Plantgest news sulle varietà di piante

Per il 2026 la nettarina a polpa gialla rimane il prodotto più richiesto dai produttori. In foto la varietà Najirene commercializzata da Geoplant Vivai

Fonte immagine: Geoplant Vivai

La campagna produttiva 2026 per le drupacee, nello specifico per pesco e nettarina, ha registrato volumi superiori rispetto all'anno scorso; nonostante l'inizio della stagione sia stato caratterizzato da calibri non particolarmente entusiasmanti. Le cause possono essere molteplici fra cui per esempio l'arrivo anticipato del caldo che ha bloccato le varietà più precoci.

 

Questa annata quindi si chiude con un'alta disponibilità di prodotto che però incide direttamente sul prezzo: "A differenza del 2025 i prezzi medi alla vendita saranno sicuramente più bassi, ma questo è inevitabile. L'anno scorso infatti c'era meno prodotto sul mercato e quindi i prezzi erano più alti" dice Gianluca Pasi, tecnico agronomo di Geoplant Vivai (Ra), azienda vivaistica che si occupa anche di miglioramento genetico e selezione varietale.

 

"I riscontri dei produttori sono comunque positivi, perché hanno prodotto molti quintali, mantenendo un prezzo medio, ed ottenendo una Produzione Lorda Vendibile (Plv) accettabile". La Plv media delle aziende, perciò, quest'anno si abbassa leggermente ma non ai livelli del 2025.

 

Con annate produttive così altalenanti, la qualità del materiale vivaistico svolge un ruolo fondamentale. Le piante devono infatti essere il più possibile stabili, sia dal punto di vista produttivo sia nella tolleranza agli stress.

 

Gianluca Pasi, quindi, fa una panoramica sulla campagna vivaistica 2026 con le richieste principali per pesco e nettarina e qualche novità per i produttori. Inoltre, un anticipo sull'innovazione degli astoni per rendere la gestione degli impianti più flessibile.

 

Pesco, le varietà più richieste per i nuovi impianti

"Rispetto al 2025 si è prodotto un volume maggiore di astoni di pesco e stiamo già andando verso il sold out" - spiega Pasi - ". Le piante in vivaio sono di ottima qualità, nonostante il caldo torrido di quest'anno. Questo anche grazie al fatto che non abbiamo avuto problemi di approvvigionamento idrico o di grandinate".

 

Di seguito si vedono le tipologie più richieste di pesche e nettarine.

 

Si riconferma per i nuovi impianti la nettarina a polpa gialla che rimane il prodotto più richiesto dai produttori e che rappresenta l'80% della produzione dell'Azienda ravennate. Per questa tipologia le varietà di riferimento sono per esempio Atanais* (Star Fruits) e Najirene* (Psb), entrambe con la stessa epoca di maturazione di Big Top.

 

Nettarina a polpa gialla Atanais

Varietà Atanais

(Fonte: Geoplant Vivai)

 

A partire poi dall'anno scorso c'è un rinnovato interesse per il pesco a polpa gialla che si riconferma anche quest'anno fra le richieste dei produttori. Per questa tipologia qualche esempio sono la Royal Maid® e la Sweet Dream*.

 

Arrivano inoltre già input per il 2027 con la nettarina a polpa bianca: "In Italia abbiamo visto una leggera ripresa o comunque la voglia di sostituire le tradizionali varietà con la polpa bianca per rinnovare gli impianti esistenti".
I produttori cercano per questa tipologia varietà con ottimi calibri e sapore aromatico, quindi frutti di qualità elevata.

 

Pesco, tra resa e tolleranza

Geoplant sta lavorando sempre di più con programmi di breeding nazionali, sviluppati quindi in Italia, con l'obiettivo di introdurre nuove accessioni e diverse sono già in valutazione. Fra queste spiccano tre serie di pesche e nettarine: Dulcebo, Brio e Dulce. Le varietà appartenenti a queste serie sono accomunate dalla tolleranza a Monilia, uno dei principali patogeni fungini responsabili del marciume dei frutti.

 

"In campo abbiamo mostrato ai produttori diverse varietà ma tre in particolare si sono dimostrate molto interessanti: Dulce 001, Pajalade e Brio 086" specifica Pasi.

 

Dulce 001 è un ibrido interspecifico fra albicocco e pesco. Nettarina gialla con epoca di raccolta a fine luglio. Ha una polpa fondente a lento intenerimento, molto buona e con un profilo organolettico interessante: essendo un ibrido ha un sapore intermedio fra una pesca e un'albicocca. L'albero è tollerante a Monilia.

 

Pajalade invece è una pesca a polpa gialla. L'albero produce frutti di grossa pezzatura, esteticamente belli e come periodo di raccolta si posiziona a inizio agosto.

 

Infine, Brio 086 è una nettarina gialla con epoca di raccolta fra Stark Redgold (inizio agosto) e Orion (metà agosto). L'albero è molto produttivo e rustico, produce frutti bicolori di grossa pezzatura con sapore equilibrato. Tollerante a Monilia.
"Brio 086 è una varietà che produce molti quintali con regolarità tutti gli anni ed è estremamente versatile" aggiunge Pasi.

 

In generale, considerando l'andamento climatico e i suoi effetti in pieno campo, la regolarità produttiva e le rese elevate sono oggi tra le caratteristiche da tenere maggiormente in considerazione nella progettazione di nuovi impianti, anche a discapito dell'aspetto estetico dei frutti.

 

Astoni di pesco in vaso, la tecnica si evolve

Non è solo la genetica a contribuire all'ottimizzazione di un impianto. Anche la tecnica agronomica ha un ruolo importante nel favorirne la buona riuscita fin dai primi anni.
Geoplant, infatti, propone già da tempo astoni a radice nuda di 8 mesi: "Oramai è un prodotto di riferimento per chi vuole coltivare il pesco. I riscontri sono molto positivi e a livello agronomico funziona".

 

Sotto questo aspetto c'è un ulteriore evoluzione, ovvero produrre astoni di pesco in vaso adatti alla coltivazione protetta. Attualmente l'Azienda sta portando avanti la fase di sperimentazione agronomica avanzata che richiederà ancora del tempo prima della commercializzazione vera e propria.

 

"Il concetto è lo stesso fatto per il pero. L'obiettivo è quello di produrre astoni di 8 mesi in vaso, quindi fuori suolo, coltivabili sotto rete o sotto tunnel".

 

I vantaggi sono diversi e comprendono un maggiore controllo fitosanitario e delle condizioni ambientali, per esempio in caso di grandine, oltre alla possibilità di ampliare la finestra di consegna delle piante.

 

"Ampliare la consegna a 10 mesi all'anno ha il vantaggio di poter lavorare anche con una finestra invernale che sta diventando sempre più corta" - continua l'agronomo - ". Le precipitazioni arrivano magari nel momento del trapianto e questo crea ritardi poi su tutti gli altri lavori agronomici. Con questa tipologia di prodotto invece l'impianto è molto più flessibile, anche perché il vaso si può trasportare ovunque".

 

Rispetto all'astone a radice nuda, quello in vaso ha dimensioni leggermente più contenute, raggiungendo un'altezza di 1-1,20 metri, ma presenta comunque rami anticipati, come il prodotto tradizionale.

 

"Sono piante più compatte ma i vantaggi agronomici potrebbero essere importanti" conclude Pasi.

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