Fragola, selezionare varietà contro il ristoppio

La stanchezza del terreno può compromettere vigore e produttività della fragola. Gianluca Baruzzi approfondisce come il miglioramento genetico seleziona varietà tolleranti ai patogeni tellurici e quale ruolo hanno nella scelta varietale e gestione del suolo

Fragola, selezionare varietà contro il ristoppio - Plantgest news sulle varietà di piante

Il fenomeno del ristoppio colpisce in particolare modo la fragolicoltura (Foto di archivio)

Fonte immagine: © Michael Knöbl - Adobe Stock

Nella fragola (Fragaria × ananassa) è comune adottare sistemi di produzione intensivi. Tuttavia, il ritorno frequente della coltura sul medesimo appezzamento (ristoppio) può influire negativamente sul sistema suolo-pianta, rendendo il terreno meno fertile, equilibrato e sano.

 

Quando il suolo si trova in queste condizioni si parla di "stanchezza del terreno". Il fenomeno è causato da meccanismi complessi, che coinvolgono sia fattori biotici sia abiotici e che, in fragolicoltura, possono avere un impatto rilevante.

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AgroNotizie® in collaborazione con la Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana ha intervistato Gianluca Baruzzi, ricercatore del Crea-Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (Crea-Ofa) di Forlì, per approfondire come il miglioramento genetico può contribuire a ottenere varietà di fragola più rustiche e tolleranti alla stanchezza del terreno e ai patogeni tellurici.

 

La Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana si adopera per sviluppare la cooperazione scientifica e tecnica tra il mondo della ricerca, gli imprenditori ed i professionisti del settore ortoflorofrutticolo. Interessando con le sue azioni ed attività un ampio settore dell'agricoltura: dalle colture arboree da frutto e da legno, alle piante ortive, floricole e ornamentali, fino al vivaismo, ai tappeti erbosi, alla gestione del paesaggio e alla tutela degli spazi verdi. L'obiettivo è favorire il progresso e la diffusione del comparto.

 

Fragolicoltura, le cause della stanchezza del suolo

Un suolo ammalato si traduce in diversi problemi nella gestione dell'impianto. Sulla fragola, infatti, si osserva un deperimento progressivo che comprende difficoltà nell'attecchimento, ridotto sviluppo radicale (la fragola non ha radici molto profonde), scarso vigore, fioritura e allegagione irregolare, frutti piccoli e scarsa produzione, mortalità più elevata dopo stress idrici e periodi caldi.

 

In un sistema monocolturale poi i nutrienti possono esaurirsi facilmente e a differenza di quello che si può pensare l'utilizzo scorretto dei fertilizzanti minerali aggrava il fenomeno della stanchezza del terreno.

 

In fragolicoltura ci si concentra maggiormente sull'accumulo delle popolazioni di patogeni tellurici. In particolare, del complesso di funghi patogeni che causano il marciume della radice e del colletto per cui la fragola è altamente suscettibile.

 

"Si parla di Rizoctonia, Phythium, Fusarium, Phytophthora, Verticillium e attualmente si parla tanto anche di Macrophomina e Neopestalotiopsis" dice Gianluca Baruzzi.

 

Phythium è un genere di oomiceti che comprende diverse specie parassite delle colture, causando marciumi al colletto. Il patogeno attacca le giovani piantine e può vivere per lunghi periodi nel sottosuolo sottoforma di zoospore, finché le condizioni ambientali non sono favorevoli.

 

Una pianta di fragola appena messa a dimora e colpita da Phythium presenta, in genere, un marciume di colore marrone a livello del colletto. La piantina, quindi, tenderà a cadere e verrà persa.  Se invece l'infezione avviene in post trapianto si notano ingiallimenti, caduta e avvizzimento precoce delle foglie con lesioni acquose e marroni sulle radici. Le radici laterali tendono a marcire e l'epidermide si lesiona.

 

Collasso delle fragole causato dai patogeni del suolo

Collasso delle fragole

(Fonte: Gianluca Baruzzi)

 

Invece Neopestalotiopsis è un gruppo di funghi ascomiceti emergenti che sta causando forti preoccupazioni nelle aziende fragolicole specializzate. Il patogeno colpisce l'intera pianta e i sintomi riscontrati sono macchie fogliari, marciume a livello del frutto con croste nere e marciumi marroni-arancio a livello del colletto e della radice.

 

Un quadro fitopatologico complesso a cui bisogna sommare la riduzione dei prodotti di sintesi per la disinfezione e la fumigazione del suolo, una maggiore variabilità climatica con sbalzi termici, mancata disponibilità idrica, salinità dell'acqua che aggravano lo stress della pianta e l'intensificazione della produzione.

 

In questa situazione la selezione di varietà più rustiche, affiancate a corrette pratiche agricole, può aiutare il produttore a diminuire le perdite produttive e ad ampliare la strategia di gestione dei patogeni in un'ottica di prevenzione.

 

"Per rusticità si intende una varietà di fragola dotata di tolleranza, o ancora meglio, di resistenza nei confronti del complesso di patogeni fungini" specifica Baruzzi.

 

La selezione della fragola parte dalle radici

Per ottenere questi genotipi, il miglioramento genetico ricerca caratteri target specifici, da trasferire attraverso programmi di incrocio.

 

"Si ricercano genotipi vigorosi che nel momento di massimo stress produttivo non mostrano nessun tipo di sintomo, come il collasso della pianta o una diminuzione della pezzatura dei frutti".

 

Nello specifico, si ricercano piante con apparato fogliare vigoroso e soprattutto con un apparato radicale strutturato: "Lavorare sulle radici è fondamentale, perché è l'organo che entra a contatto con i funghi patogeni. Il colletto poi deve rimanere sano con i fasci cribrosi e il floema sempre vitali, in modo da consentire gli scambi di acqua e nutrienti fra le radici e la chioma".

 

I fasci cribrosi sono costituiti da tessuti deputati al trasporto delle sostanze all'interno della pianta. Lo xilema trasporta principalmente acqua e sali minerali dalle radici verso gli organi aerei, mentre il floema distribuisce la linfa elaborata dalle foglie agli altri organi della pianta.
Quando un patogeno colonizza e compromette i tessuti vascolari della fragola, il trasporto di acqua e nutrienti può essere ostacolato. La pianta, come abbiamo visto, manifesta quindi avvizzimento e deperimento, fino, nei casi più gravi, al collasso.

 

Come si selezionano poi i genotipi più tolleranti e/o resistenti?
"Si svolgono specifiche prove su suoli sottoposti a continuo ristoppio; quindi, dove viene coltivata fragola su fragola e assolutamente non fumigati. È così che parte la selezione dei semenzali ottenuti da incrocio e come Crea operiamo da lungo tempo con questa metodologia" risponde Baruzzi.

 

Tale approccio è finalizzato a selezionare e sviluppare materiale genetico dotato di una naturale tolleranza o resistenza alle condizioni avverse del suolo.

 

Una varietà rustica è quindi in grado di mantenere un buon vigore vegetativo, un apparato radicale sano e adeguate caratteristiche dei frutti, come pezzatura e colore, mostrando migliori prestazioni in presenza di patogeni fungini rispetto a una varietà suscettibile.

 

La scelta varietale contro il ristoppio

"In Italia sono disponibili decine di varietà tolleranti o resistenti. Il mercato, inoltre, è molto dinamico, con un elevato ricambio varietale e nuove cultivar che progressivamente sostituiscono quelle precedenti".

 

Tra le cultivar più diffuse nei principali areali fragolicoli italiani troviamo, per esempio, Sabrosa, Inspire, Rossetta®, Aprica, Marimbella®, Sibilla, Clery e Joly.

 

La scelta varietale è quindi fondamentale, perché le cultivar possono presentare livelli diversi di suscettibilità ai patogeni tellurici e alla stanchezza del suolo.

 

"Ci sono varietà che richiedono comunque la fumigazione del terreno, mentre altre possono essere coltivate anche senza questo intervento e risultano quindi più adatte alla coltivazione su terreni ristoppiati e anche in biologico, dove non è previsto l'impiego di fumiganti di sintesi".

 

La rusticità, tuttavia, non significa che una varietà possa essere coltivata senza ricorrere ad altre pratiche agronomiche. La risposta della pianta dipende infatti anche dalla pressione dei patogeni, dalla storia dell'appezzamento e dalla gestione del terreno.

 

Oltre alla genetica, Baruzzi sottolinea che anche la tipologia di materiale vivaistico può influire sulla risposta della fragola alla stanchezza del terreno.

 

"Le piante fresche ottenute da cime radicate presentano un apparato radicale giovane e, quando derivano da stoloni prodotti fuori suolo, non entrano in contatto con il terreno del vivaio" conclude Baruzzi.

 

Secondo le prove condotte, queste piante possono mostrare una maggiore tolleranza ai patogeni radicali. Non tutte le varietà, però, si adattano allo stesso modo a questa tipologia di materiale ed è per questo che soprattutto le nuove varietà sono oggetto di continue valutazioni sperimentali.

 

La risposta varietale viene inoltre studiata in combinazione con tecniche come la biofumigazione, pratica agronomica che si sta sempre più affermando non solo in biologico, utilizzata per ridurre la carica dei patogeni radicali nel terreno.

 

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Autore: Chiara Gallo

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