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Popillia japonica, ecco un nuovo organismo alieno

Dal 2014 è in Italia nella Valle del Ticino. E' pericoloso per le colture agrarie ed è in progressiva espansione. La lotta chimica è al momento quella più efficace

Popillia japonica, ecco un nuovo organismo alieno - Plantgest news sulle varietà di piante

Nel 1975 il Popillia japonica è stato inserito nella lista A2 dell'Eppo degli organismi da quarantena

Fonte immagine: © Martino Buonopane - Ersaf Lombardia

Da anni stiamo assistendo all'interno dell'Unione Europea alla diffusione di organismi 'alieni', capaci di rappresentare un'importante minaccia alla biodiversità europea ed un rilevante problema economico all'agricoltura ed al suo indotto. L'Italia è uno dei Paesi più colpiti: per posizione geografica, per centralità nel traffico commerciale e turistico, per le sue caratteristiche climatiche che rendono facile l'acclimatazione di questi organismi.

Uno degli insetti di più recente introduzione è la Popillia japonica, coleottero scarabeide polifago originario del Giappone. E' comunemente chiamato Coleottero giapponese. Nel 1975 è stato inserito nella lista A2 dell'Eppo-European and mediterranean plant protection organization, che comprende organismi da quarantena già presenti nell’area ma non largamente diffusi e considerati sotto controllo ufficiale.
 

La sua diffusione nel mondo

Dal Giappone, luogo d'origine, si è poi diffusa in altri Paesi. Nel 1916 è arrivato negli Stati Uniti, colpendo principalmente piante ornamentali e colture prative (oggi crea gravi danni ai campi da golf). Col passare degli anni le segnalazione in giro per il mondo si sono moltiplicate: ad esempio Cina, Canada, Russia e Portogallo (prima segnalazione è degli anni '70 nelle Isole delle Azzorre). L'arrivo in Italia, e nell'Europa continentale, è datato estate 2014, in Lombardia (parco del Ticino) e Piemonte (Pavesi, 2014).
"Mettiamo a disposizione 330mila euro - ha detto recentemente Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura della Lombardia, in un comunicato stampa della Regione Lombardia - per la lotta ai coleotteri, tra cui la Popillia japonica. Il bando è pubblicato sul sito www.ersaf.lombardia.it. L'erogazione degli indennizzi avverrà fino ad esaurimento delle risorse disponibili, seguendo l'ordine di arrivo delle domande. La possibilità d'indennizzo è prevista per le perdite di produzione ed i costi aggiuntivi derivanti dalla esecuzione delle misure obbligatorie. Le domande dovranno essere presentate entro il 30 novembre 2018".

 
Popillia Japonica o Coleottero Giapponese, mentre stanno cibandosi di un fiore

Un gruppo di Popillia japonica o Coleottero giapponese 'attaccano' un fiore
(Fonte foto: ©Martino Buonopane - Ersaf Lombardia)
 

Cosa colpisce?

Provoca danni su più di 300 specie vegetali, risultando 'veramente' dannoso su oltre 100 tipi di piante. Eccone alcune. Tra le ornamentali ricordiamo: Acero, Betulla, Glicine, Ippocastano, Larice, Pioppo, Platano, Quercia, Robinia, Olmo, Salice. Tra le floreali: Altea, Rosa. Tra le frutticole: Arancio, Ciliegio, Corbezzolo, Cotogno, Fragola, Lampone, Melo, Melograno, Rovo o Mora, Nocciolo, Noce, Pesco, Susino, Vite. Tra le erbacee ed orticole: Asparago, Erba medica, Fagiolo, Mais, Pomodoro, Soia, Trifoglio e Zucchino. Un elenco lunghissimo che non pare avere una fine.
 

Come riconoscerlo

Gli adulti di Popillia hanno forma ovale, di circa 8-12 mm di lunghezza e 5-7 mm di larghezza. Il corpo è verde brillante e metallico mentre le elitre, che non coprono completamente l’addome, sono bronzee. Caratteristica distintiva fondamentale è la presenza sull’addome di cinque ciuffi di peli bianchi per lato e due all’estremità sull’ultimo segmento addominale. La presenza di questi ciuffi bianchi permette di distinguere inconfondibilmente la Popillia japonica dalla specie italiana Maggiolino degli orti (Phyllopertha horticola) e dalle altre specie di rutelidi italiani.
Le larve invece  hanno colore biancastro con capo e zampe brune. Spesso il corpo è raccolto a formare una 'C', nel modo tipico degli scarabeidi. E' ricoperto di peli, soprattutto nella parte distale dove la colorazione diventa più scura a causa dell'accumulo fecale. Complessivamente si hanno tre stadi larvali. La lunghezza della larva passa da circa 1,5 mm appena sgusciato dall'uovo ai 25-35 mm quando giunge la piena maturità.

 
Larva di Popillia Japonica o Coleottero Giapponese nel terreno

In Italia compie un ciclo all'anno ed ogni adulto femmina può produrre circa 60 uova
(Fonte foto: ©Martino Buonopane - Ersaf Lombardia)
 

Il ciclo biologico

In Italia la Popillia japonica compie un solo ciclo all’anno. Gli adulti compaiono nei mesi estivi, a partire dai primi di giugno fino ad arrivare a settembre. Durante la loro vita si alimentano principalmente dei tessuti fogliari, mantenendo intatte le sole nervature. Questo comporta che le foglie attaccate assumono un aspetto scheletrico fino a disseccare. Si alimentano anche dei petali dei fiori e dei frutticini. Quest'ultimi se attaccati possono manifestare due diverse sintomatologie: una forma irregolare o vere e proprie lacerazioni. Ogni femmina nel corso della sua attività depone fino a 60 uova. Ogni deposizione è caratterizzata da 2-3 uova, che schiudono in circa 15 giorni. Questo indica che ogni femmina viene più volte fecondata duranta la sua vita da adulto. Predilige deporre in prati umidi di graminacee, attraverso la formazione di gallerie profonde circa 5-10 cm. 

Una volta schiuse le uova, a partire dall’estate inoltrata, le larve attaccano le radici delle piante. Trascorrono l'inverno nel terreno come l'arve di terzo stadio, ad una profondità di 10-15 cm. Nella primavera successiva le larve si spostano nuovamente negli strati più superficiali del terreno dove riprendono l’attività trofica a carico delle radici delle piante. Raggiunto il terzo stadio di sviluppo si impupano e successivamente si avrà nuovamente lo sfarfallamento degli adulti a partire da giugno.

 

Uno sguardo alla difesa

Al momento la migliore difesa è l'uso di trattamenti insetticidi, soprattutto sugli adulti, attraverso prodotti commerciali a base di principi attivi registrati. Facciamo alcuni esempi. Per il Ciliegio e terreno destinato a fruttiferi abbiamo l'Imidacloprid, il Metam potassio e il Metam sodio. Per l'Ontano e le piante forestali abbiamo l'Estratto di piretro, l'Imidacloprid, il Metam sodio, il Metam potassio, l'Olio minerale e il Fluvalinate. Per le floreali e terreni destinati a floreali abbiamo la Cipermetrina, la Deltamentrina, l'Estratto di piretro, l'imidacloprid, il Metam sodio, il Metam potassio, l'Olio minerale, il Piperonil butossido ed il Fluvalinate. Per ulteriori informazioni e dettagli puoi consultare Fitogest.com.

Al momento, anche per situazioni normative, non è possibile eseguire una lotta biologica attraverso l'uso di antagonisti naturali. Diverse attività di studio su questo fronte sono in atto, con risultati che devono essere ancora vagliati in modo ufficiale. Partiamo dai nematodi entomopatogeni: per il controllo delle larve ricordiamo Steinernema galseri e Heterorhabditis bacteriophora mentre contro gli gli adulti c'è lo Steinernema carpocapse. Tra gli insetti entomoparassiti: per il controllo delle larve abbiamo Tiphia vernalis e Tiphia popilliavora mentre contro gli adulti c'è Istocheta aldrichi.

Le lavorazioni del terreno possono determinare una riduzione della popolazione larvale del 60-70%. E' possibile inoltre effettuare anche la cattura massale degli adulti con trappole a ferormoni, che permette di incidere sul numero degli adulti sessualmente maturi impedendone la diffusione e l'eventuale ovodeposizione. Le esche contengono un attrattativo composto da un richiamo alimentare e da un ferormone specifico.

Autore: Lorenzo Cricca

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