Assosementi, cento anni al servizio dell'agricoltura

Innovazione, sostenibilità e ricerca: queste le chiavi per vincere le sfide future. Se n'è parlato al centenario dell'Associazione italiana Sementi

Assosementi, cento anni al servizio dell'agricoltura - Plantgest news sulle varietà di piante

Un momento della tavola rotonda

Fonte immagine: Assosementi

"Cento anni di associazionismo in Italia nel settore delle produzioni sementiere, cento anni di attività a fianco delle aziende del settore sementiero, cento anni al servizio dell'agricolturaUn traguardo importante che vogliamo celebrare oggi con un momento di orgogliosa riflessione su quanto è stato fatto finora e con la concreta consapevolezza del contributo determinante che l'attività sementiera può continuare a garantire per lo sviluppo e la qualificazione del sistema".

Così Giuseppe Carli, presidente di Assosementi, nel saluto di apertura ringraziando i partecipanti all'incontro con cui l'associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane ha celebrato a Bologna il suo centenario lo scorso 8 novembre, intitolato "Assosementi: cento anni di innovazione per un futuro sostenibile".

Quando inizia la storia di Assosementi

Il settore sementiero italiano è stato tra i primi al mondo a sentire il bisogno di organizzarsi in un organismo di rappresentanza in grado di valorizzare l'attività degli operatori professionali, di lavorare al loro fianco e in collaborazione con le istituzioni, contribuendo in maniera determinante alla definizione del contesto normativo che regolamenta la produzione di sementi a livello globale, ha spiegato il numero uno dell'Associazione. "Abbiamo alle nostre spalle una grande tradizione e di questo dobbiamo esserne fieri. Prendiamone piena coscienza" afferma Carli.

Il 9 novembre del 1921 si è costituita la prima organizzazione di settore dando inizio alla storia dell'associazionismo sementiero in Italia: quel giorno si riunì a Bologna l'Assemblea del Comitato Promotore dell'Associazione Italiana Esportatori Sementi da Prato. Questa iniziativa fu promossa da un gruppo di esportatori di sementi da prato, in quel periodo oggetto di importanti scambi commerciali anche con l'estero.


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Giuseppe Carli, presidente di Assosementi
(Fonte foto: Assosementi)

I numeri del settore sementiero italiano

Cosa è successo in questi ultimi cento anni? Come potremo raccontare l'evoluzione del settore sementiero? Basta un dato per dare la percezione, secondo Carli: il dato delle rese del mais in italia. "Siamo passati dai 13 quintali per ettaro del 1921 ai 130 quintali di oggi: in un secolo la produzione di una specie fondamentale per l'alimentazione umana e animale si è decuplicata".

Ben 208mila sono gli ettari di superfici destinate alla produzione delle sementi ufficialmente certificate nel 2020 (+3% rispetto all'anno precedente) e più di 33mila ettari sono stati destinati alle sementi orticole, coinvolgendo 19mila agricoltori a livello nazionale nella moltiplicazione (15mila per le specie agrarie e 4mila per le specie ortive).

Oggi il fatturato complessivo all'ingrosso dell'industria sementiera si aggira intorno al miliardo di euro. "I nostri fondatori sarebbero orgogliosi - ha detto Carli -. È stato possibile raggiungere questo traguardo grazie alla ricerca e alla capacità di innovazione delle nostre aziende. Il contributo della ricerca sementiera in questi cento anni è stato il primo fattore di progresso per tutta l'agricoltura. Su questo non ci sono dubbi. Il seme è lo scrigno che racchiude l'innovazione: lo strumento capace di trasferire in campo i risultati della ricerca e del miglioramento genetico, il fulcro dello sviluppo del sistema agroalimentare".

Patuanelli: "Importante garantire un quadro normativo aggiornato e specifico"

L'importanza del settore agroalimentare nel tessuto produttivo italiano e il ruolo decisivo del comparto sementiero, quale primo anello della filiera produttiva agricola sono stati sottolineati dal ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli nella lettera inviata per l'occasione. "Si tratta di un settore costantemente proteso in avanti, grazie a un'incessante attività di ricerca e innovazione: un'azione volta a valorizzare le varietà del passato e a svilupparne di nuove, anche grazie all'uso delle moderne tecnologie, nell'ottica di un progressivo miglioramento delle potenzialità produttive e delle capacità di difesa delle piante nei confronti delle avversità biotiche e abiotiche. È importante a tal proposito, che sia garantito, sia a livello europeo che nazionale, un quadro normativo aggiornato e più specifico, che tenga conto del progresso tecnologico registrato negli ultimi anni".

Emilia Romagna in prima linea per il sostegno del settore

Si congratula con Assosementi per i cento anni il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini nella sua lettera, ricordando le sfide che attendono l'agricoltura, come la ripartenza dopo l'emergenza pandemica, la lotta ai cambiamenti climatici, la necessità di costruire una società più equa e inclusiva, l'utilizzo delle nuove tecnologie come arma formidabile per raggiungere i risultati sperati. Bonaccini ha inoltre sottolineato che l'Emilia Romagna è stata la prima regione italiana a ricevere il via libera della Unione Europea al Programma di Sviluppo Rurale per il 2021-2022: oltre 400 milioni di euro, il 35% in più rispetto al passato, saranno dedicati alle imprese, all'innovazione, ai giovani e alla buona occupazione.

Sempre dall'Emilia Romagna arriva il video messaggio dell'assessore all'Agricoltura Alessio Mammi che ringrazia l'Associazione per la collaborazione con le istituzioni e ricorda: "L'Emilia Romagna è la prima regione d'Italia per ettari dedicati alla moltiplicazione delle sementi, oltre 60mila. Oltre 70 aziende sementiere, un sistema bene organizzato fondato su ricerca e conoscenza che noi abbiamo cercato di sostenere e accompagnare nella sua evoluzione".


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Alessio Mammi, assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna
(Fonte foto: Isabella Sanchi - AgroNotizie)

 

Politica, industria e istituzioni alla sfida della sostenibilità

Dopo gli interventi di Michael Keller, segretario generale di Isf, International Seed Federation, e di César Gonzalez, manager Public Affairs di Euroseeds, si è svolta la tavola rotonda "Politica, industria e istituzioni alla sfida della sostenibilità".

Hanno preso parte al dibattito Massimo Casciello, direttore generale per l'Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, Bruno Caio Faraglia, dirigente della Direzione Generale dello Sviluppo Rurale del Mipaaf all'ufficio V, Servizio Fitosanitario Centrale, Produzioni Vegetali, Mino Taricco, componente della 9° Commissione Agricoltura, e Massimiliano Pompignoli, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna.

Paolo De Castro, eurodeputato e componente della Commissione Agricoltura, e Filippo Gallinella, presidente 13° Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, sono intervenuti con un video messaggio.

"Ci auguriamo che la Commissione Europea possa elaborare al più presto una nuova regolamentazione che distingua nettamente tra transgenesi e mutagenesi. L'innovazione in campo sementiero deve essere resa fluida, per dare vita a nuove varietà che siano davvero capaci di combattere le malattie delle piante per via genetica e non chimica. I nostri agricoltori devono essere competitivi e noi abbiamo il compito di aiutarli. Le Ngts rappresentano una grande e straordinaria opportunità che l'Europa non deve lasciarsi scappare" ha dichiarato Paolo De Castro nel suo video messaggio.

Filippo Gallinella nel video messaggio ha ricordato che "Le istituzioni sono consapevoli dell'importanza del lavoro svolto dal settore sementiero e dell'impatto che un seme controllato e certificato può garantire per la qualità e la tracciabilità delle produzioni. Siamo al lavoro sul tema del miglioramento genetico che riteniamo di cruciale importanza per un'agricoltura che deve assicurare sostenibilità e produttività: per questo con il mio gruppo sono primo firmatario della proposta di legge per cominciare a sperimentare in campo le Ngts".

Sul tema dell'innovazione è tornato Carli che alla domanda "Cosa serve all'industria sementiera per liberare il potenziale di innovazione?" ha risposto: "Semplicemente che le aziende sementiere possano portare avanti i propri programmi e progetti senza incontrare grandi ostacoli. È necessario che il nostro settore venga conosciuto e che si capiscano tutte le dinamiche che vi ruotano attorno; c'è bisogno anche della comprensione di tutte le nostre attività, che stiamo implementando la biodiversità, fornendo migliaia di prodotti nuovi ogni anno che vanno a favore della biodiversità. Inoltre c'è bisogno di collaborazione per portare avanti nuove tecniche di breeding. È necessaria anche la velocità, perché l'innovazione non può aspettare, e abbiamo bisogno di accesso ai finanziamenti per portare avanti i nostri progetti".

La sperimentazione è un aspetto fondamentale della ricerca ha evidenziato Bruno Caio Faraglia precisando: "La ricerca in agricoltura deve andare avanti. Attualmente la ricerca è supportata dal Ministero ed è possibile in ambiente confinato". Inoltre ha esortato ad essere pronti "nel momento in cui il quadro normativo europeo ci permetterà di uscire dai laboratori e andare nei nostri campi".

Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario di Stato del Ministero della Salute Andrea Costa.
"Voglio testimoniare la vicinanza delle istituzioni a un settore così strategico per il nostro Paese che svolge un ruolo fondamentale grazie alla ricerca in termini di alimentazione e sicurezza alimentare. Abbiamo davanti a noi delle grandi opportunità che sapremo cogliere insieme grazie a percorsi condivisi dove ognuno potrà portare il proprio contributo e credo che Assosementi sarà sicuramente protagonista in queste grandi sfide del futuro" ha concluso il sottosegretario Andrea Costa.

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Andrea Costa, sottosegretario di Stato del Ministero della Salute
(Fonte foto: Assosementi)


Nel corso del pomeriggio è stato presentato il volume "Cenni storici sulla Associazione Italiana Sementi ‘Assosementi'" curato da Marco Nardi, già segretario di Assosementi, premiato per la sua carriera all'interno dell'associazione insieme a Francesco Bavicchi, decano del settore orticolo, e a Elisabetta Cava, responsabile amministrativa della segreteria. È stato poi ricordato con un premio alla memoria Niccolo Morelli, figura di rilievo anche in ambito internazionale.

Uno sguardo aperto verso il futuro

Una giornata dedicata ad un importante traguardo, ma quali saranno le sfide che saranno state vinte tra cento anni? Ricordando che fra trent'anni saremo in dieci miliardi sul Pianeta, il presidente Carli ha detto: "Noi sementieri costruiamo progetti per raggiungere degli obiettivi, i progetti sono stati la nostra forza, i programmi, senza alcuna improvvisazione e alla base dei progetti per il futuro ci sarà una sola parola chiave: la sostenibilità".

"Siamo preparati perché le nostre competenze affondano in una lunga e gloriosa storia e manteniamo lo sguardo aperto verso il futuro, come ci è stato insegnato da chi ci ha preceduto. I nostri fondatori non avrebbero dubbi ad abbracciare le opportunità straordinarie che oggi ci sono offerte dalla ricerca scientifica e dalla tecnologia. Assosementi dopo cento anni è pronta a dare il proprio contributo di innovazione per i prossimi cento anni ancora. La nostra Associazione c'è: a fianco della scienza, delle aziende che vogliono innovare, delle istituzioni e della politica, degli agricoltori e dei consumatori, a fianco di tutta la filiera, Assosementi c'è".

Autore: Isabella Sanchi

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