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Mele, un 2017 che si preannuncia in chiaro scuro

Il trend produttivo per la stagione 2017 è negativo sia in Italia che in Europa. I prezzi potrebbero trarne vantaggio. Ma ne siamo sicuri?

Mele, un 2017 che si preannuncia in chiaro scuro - Plantgest news sulle varietà di piante

In Europa il raccolto di mele è in calo del 21% e in Italia del 23%

Fonte immagine: ©MPloscar - Pixabay

Le previsioni per la produzione melicola italiana 2017 indicano un trend negativo. Il valore dovrebbe essere di circa 1,8 milioni di tonnellate, con un calo del 23% rispetto alla stagione precedente (Fonte dati Assomela/Cso) che aveva evidenziato una produzione superiore rispetto alla media. 
Tutte le principali regioni italiane sono state colpite da gravi gelate alla fine di aprile, proprio nel momento in cui i meleti erano in piena fioritura pregiudicandone così la produzione. Il Trentino è stata la zona più danneggiata ed il calo è superiore al 60%. Anche l'Alto Adige ha subito danni, ma il calo dovrebbere essere dell'8%. Danni a macchia di leopardo anche nelle altre principali aree produttive: dalla Valtellina al Piemonte, dal Veneto al Friuli fino all'Emilia-Romagna. Il calo produttivo generale è del 17%.

Diamo uno sguardo alle dinamiche varietali in base ai dati previsionali forniti da Assomela ad agosto: visto le aree geografiche colpite dalle gelate, la varietà che subirà un maggiore calo produttivo sarà certamente la Golden Delicious per la quale si stima una riduzione di almeno il 36%. Si prevedono riduzioni di produzione importanti anche per Red Delicious (-20%), Gala (-14%) Granny Smith (-11%), Braeburn (-16%) e Renetta del Canada (-80%). Perdite inferiori sono invece previste per Rosy Glow* e Cripps Pink* (-10%) e per Fuji (-5%). Scendono di poco (-6%) tutte le cosiddette 'altre varietà' che comprendono anche le varietà più nuove e quelle a club.

E la qualità? Anche qui ci sono alcune cose che non vanno. Molti frutti infatti si presentano con calibri inferiori alla norma. Senza poi dimenticare che alcune aree sono state ripetutamente colpite da grandine, che ha provocato ulteriori danni e deprezzamento del valore. Tutto questo porterà anche ad un'elevata quantità di mele da destinare alla trasformazione.

 
 
Varietà Modì® CIVG198*, in un impianto del ferrarese
(Fonte foto: ©AgroNotizie)
 

La situazione in Val Venosta

In Val Venosta la raccolta sta volgendo al termine. Il responsabile commerciale di VI.P-Associazione delle cooperative ortofrutticole della Val Venosta, Fabio Zanesco, commenta la prima parte della stagione produttiva. “Per quanto ci riguarda la raccolta delle Gala è linea con le attese, sia per prezzi che per volumi commercializzati. Per quanto riguarda la Red Delicious registriamo un buon avvio, con quantitativi simili allo scorso anno: i prezzi sono buoni ed i volumi settimanali in aumento, e questo ci lascia ben sperare per le prossime settimane in cui ci aspettiamo una crescita significativa grazie ai tradizionali programmi natalizi. La commercializzazione della nuova Golden, la Shinano Gold* Yello®, è partita ai primi di novembre ed i feed-back sono sicuramente positivi sia per la prima categoria che per la seconda, con numeri che rispecchiano le attese, anche in considerazione della produzione molto ridotta in Italia". 

"A causa della grandine estiva che ha interessato la parte alta della nostra valle, dovremo canalizzare una quota significativa di prodotto verso la seconda categoria con il nostro marchio Amélie®. La qualità della produzione per quanto ci riguarda è comunque ottima: in particolare per 'le rosse' che si presentano con un bel colore acceso e brillante, e per la Golden che ha acquisito la tipica 'faccetta rossa'. Dal punto di vista organolettico possiamo affermare che le giornate estive calde e soleggiate hanno conferito a tutte le varietà un grado medio zuccherino elevato
.

“Nelle prossime settimane entreremo nel pieno della campagna commerciale - conclude Zanesco - e dobbiamo essere quindi pronti a recepire le reazioni del mercato sia in Italia che all’estero. A fronte della particolare situazione di raccolta ridotta a livello europeo, infatti, il nostro obiettivo è di procedere con un decumulo regolare e canalizzare il prodotto in maniera ordinata, evitando oscillazioni a livello di prezzo e di volumi che potrebbero confondere clienti e consumatori”.

 
Varietà Yello® Shinano Gold*, nuova varietà di di mela Golden
(Fonte foto: ©AgroNotizie)
 

In Europa, la produzione cala del 21% 

Anche in Europa si prevede uno dei raccolti di mele più bassi di sempre: le tonnellate dovrebbero essere circa 9.300.000. La diminuzione stimata è del 21% rispetto al raccolto 2016 quando le tonnellate sono state 11.779.000. Un valore comunque al di sotto della media europea che è di circa 10.500.000 di tonnellate.
Quasi tutti i principali produttori europei hanno dovuto convivere con andamenti stagionali anomali, che ne hanno ridotto la produzione ed in alcuni casi anche limitato la qualità. In Polonia, il primo Paese produttore, si registra un calo del 29% mentre in Francia (il terzo dopo l'Italia) dell'8%. Conseguenze meno negative si evidenziano per alcune aree del sud Europa: Portogallo (+19%), Grecia (-10%) e Spagna (-4%) (Fonte dati Wapa).

E' presumibile quindi che vista la minore disponibilità di prodotto i prezzi saliranno, rispetto a quelli degli anni precedenti che non hanno entusiasmato i produttori. Naturalmente per far si che il tutto si verifichi la filiera dovrà funzionare al meglio.

 

Uno sguardo al mercato

Visto la mancanza di quantità si ipotizza che le vendite si concentreranno sul mercato europeo. Meno quindi verso Paesi terzi. Assomela comunque da anni svolge un ruolo di sostegno ai propri soci nell’apertura di nuovi mercati e nell’internazionalizzazione del settore. Ricordiamo il lavoro fatto nel 2014, in collaborazione con il Cso di Ferrara, per ottenere l'apertura del mercato degli Stati Uniti per le mele italiane da parte dell'Aphis (l’autorità fitosanitaria statunitense). Oggi gli sforzi sono concentrati per aprire i mercati di Cina, Taiwan e Vietnam. A questi si affiancano alcuni importanti contatti con altri paesi strategici dell’area asiatica.

Sono di settembre ed ottobre le visite delle delegazione di Taiwan e Vietnam, che potrebbero rappresentare il primo passo concreto per  giungere, si spera in tempi rapidi, alla stesura ed alla firma di un protocollo d'intesa bilaterale. Per la Cina si sta lavorando da tempo: i contatti e le visite sono continue. Si spera che a breve la situazione possa sbloccarsi.
 

Autore: Lorenzo Cricca

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