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Pomodoro, la crisi del made in Sicily

La produzione del pomodoro siciliano vive un trend negativo, a causa di forte competitività e di crescenti problematiche fitosanitarie. La redazione di Plantgest ha intervistato il Prof. Salvatore Walter Davino, dell'Università di Palermo.

Pomodoro, la crisi del made in Sicily - Plantgest news sulle varietà di piante

Il 23 febbraio 2018 a Vittoria (RG) il primo convegno Road to Quality dal titolo 'La gestione del pomodoro in coltura protetta'

Fonte immagine: © Stevepb - Pixabay

Lo scorso 23 febbraio 2018, a Vittoria (RG), si è svolto il primo convegno Road to Quality 'La gestione del pomodoro in coltura protetta'. L'evento è stato curato da Salvatore Walter Davino del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell'Università degli Studi di Palermo e patrocinato da Assosementi e dall'Ordine degli Agronomi e Forestali della provincia di Ragusa. Inoltre alcune aziende dell'agroindustria (Agriacono, Certis, FMC, Bayer Cropsciences, Du Pont-Dow, MD Research) hanno sponzorizzato la manifestazione.

La scelta di creare questo evento nasce dalla volontà di far conoscere ed approfondire la crisi che vive la produzione del pomodoro siciliano. Tra le cause ci sono l'elevata competizione e la crescita delle problematiche fitosanitarie. La redazione di Plantgest.com ha intervistato Salvatore Walter Davino per approfondire alcuni temi trattati durante la manifestazione.

"Grazie a questo evento - spiega Davino - è stato possibile far conoscere all'opinione pubblica la crisi del pomodoro in Sicilia. Nella nostra isola il pomodoro è molto importante ed è molto coltivato, le ripercussioni sul piano socio-economico sono significative.
Il primo grande problema è la forte competizione da parte degli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. In questi luoghi è possibile produrre a prezzi più bassi, il che si traduce in un prezzo di vendita minore. Il consumatore ne è attratto, portando ad una riduzione della domanda del made in Italy.
Il secondo grande problema è rappresentato dai problemi fitosanitari, virus e virosi in primis. Tra tutti ricordiamo il New Delhi Virus e l'IL23, due malattie molto pericolose che si stanno affacciando nel nostro territorio"
.

 
Insieme di alcuni pomodori da mensa
Due i virus pericolosi per il pomodoro made in Sicily: il New Delhi virus e l'IL23
(Fonte foto: ©Babyboomer100-Pixabay)


Il Tomato leaf Curl New Delhi virus (Tolcndv) è conosciuto in tutto il mondo per la sua virulenza. Nell'autunno del 2015 viene individuato in Sicilia, dopo aver causato gravi danni in Spagna, su zucchino ed altre cucurbitacee. La sintomatologia del virus consiste in un ingiallimento a mosaico delle foglioline, crescita anomala della venatura centrale, margine fogliare ripiegato verso il basso, con conseguente compromissione dello sviluppo vegetativo. Sui frutti si verificano rugosità cutanee e spaccature che rendono il prodotto invendibile. Come buona parte dei virus la sua trasmissione da pianta a pianta avviene tramite un insetto vettore, il Bemisia tabaci (Mosca bianca del tabacco - Rosen et al., 2015). Recentemente in Spagna è stato segnalato su pomodoro. Per saperne di più leggi l'intervista a Davino su AgroNotizie del 27 luglio 2017 dal titolo 'Zucchine, arriva anche in Italia il rischio New Delhi virus'.
"Al momento le misure di controllo sono limitate - continua Davino - e si basano su: piante certificate, coltivazione in serre protette, eliminazione delle piante infette ed evitare cultivar suscettibili".

"l'IL23, variante del virus dell'accartocciamento fogliare Tylcv, è un problema di grande gravità per il comparto - prosegue Davino -, perchè attualmente non ci sono varietà tolleranti in commercio e perchè la perdita di produzione che porta è quasi totale (dall'80 al 100%). Al momento il virus è stato segnalato nella provincia di Caltanisetta. Crediamo che l'area possa però allargarsi visto che la Bremisia tabaci, l'insetto vettore, ha potuto proliferare grazie alle condizioni climatiche favorevoli".

 
Un grappolo di pomodori da mensa, pronti per un'insalata
E' necessario migliorarne la gestione agronomica: uso corretto di agrofarmaci e fertilizzanti
(Fonte foto: ©Maialisa-Pixabay)


Il terzo problema è legato ad una gestione agronomica sbagliata, soprattutto sull'uso non corretto degli agrofarmaci e dei fertilizzanti. "Negli ultimi anni abbiamo notato un proliferarsi di piante non certificate e non sane dal punto di vista fitosanitario. Questo è causato dalla volontà di ridurre i costi di produzione. Ma di contro ha aumentato la presenza di malattie ed intensificato la difesa. Ha quindi senso continuare in questa direzione? Direi proprio di no. 
E' necessario segnalare che negli ultimi anni si è diffuso l'uso di 'prodotti miracolosi': gli agricoltori devono diffidare perchè le facili soluzioni non esistono. E non dimentichiamo l'uso improprio dei fertilizzanti: una pianta ben concimata e nutrita sarà soggetta a meno stress e conseguentemente risulterà capace di contrastare al meglio eventuali malattie
".

"Da questa situazione però - conclude Davino - si può uscire, ma è necessario operare in modo nuovo: maggiore aggregazione e cooperazione per essere più competitivi, puntare su una produzione di qualità e di valore, maggiore capacità imprenditoriale, maggiore programmazione. Oggi l'agricoltura deve essere gestita come un'industria con scelte giuste al momento giusto. Ogni singola parte della filiera è interconnessa".

L'evento si è concluso con la distribuzione gratuita del libro dal titolo 'Le principali virosi del pomodoro: sintomi, diagnosi, diffusione e controllo', che ha l'obiettivo di realizzare una corretta divulgazione scientifica da chi la ricerca la fa quotidianamente. Questo volume è il primo della collana edita da Assosementi sulle principali patologie delle specie orticole. Gli altri sono: 'Patogeni delle colture da foglia', 'Le avversità delle Brassicacee' e 'Le avversità delle Cucurbitacee'.

Autore: Lorenzo Cricca

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