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Sputacchina dell'olivo, come difendersi?

Il Philaenus spumarius è in Italia il principale vettore del batterio da quarantena Xylella fastidiosa, che sta decimando l'olivo in Puglia. La redazione di Plantgest.com fotografa la biologia e le possibilità di controllo.

Sputacchina dell'olivo, come difendersi? - Plantgest news sulle varietà di piante

Philaenus spumarius è un Rincote della famiglia dei Cicadellidae molto polifago e che ben si adatta alla condizioni climatiche pugliesi

Fonte immagine: © Hakoar - Fotolia

Fiumi di parole sono state dette e scritte negli ultimi anni sul batterio da quarantena Xylella fastidiosa, che sta decimando gli olivi pugliesi causando la cosidetta CoDiRO-sindrome del complesso del disseccamento rapido. Migliaia gli olivi eradicati e tagliati: un intero ecosistema distrutto ed un'economia messa sul lastrico.

Ma come si diffonde il batterio da pianta a pianta? Solo recentemente si è iniziato a parlare infatti di vettore. Tra gli insetti che fungono da 'trasportatore' (traduzione del latino 'vector') ricordiamo i Cicadellidae: sottofamiglia Cicadellinae (comunementi conosciuti come smarpshotter) e sottofamiglia Aphrophoridae (a cui appartengopno le sputacchine). Negli Stati Uniti d'America, dove il batterio è diffuso da oltre un secolo, gli insetti vettori sono rappresentati dagli sharpshooter mentre in Europa, almeno fino ad oggi, gli insetti vettori sono rappresentati dalle sputacchine. Tra le sputacchine la specie identificata come principale vettore di Xylella fastidiosa negli oliveti pugliesi è la Sputacchina mediaPhilaenus spumarius.

 
Sintomi di disseccamento dei rami riconducibili a Xylella fastidiosa su olivo

Sintomi di disseccamento dei rami riconducibili a Xylella fastidiosa su olivo
(Fonte foto: ©Efsa su concessione di Donato Boscia, Cnr Bari, e Franco Nigro, Uniba - www.efsa.europa.eu/it/press/news/131126#gallery)
 

La sputacchina dell'olivo

Il Philaenus spumarius appartiene all'ordine dei Rincoti ed è un insetto polifago. L'olivo è tra le piante da cui si nutre, durante la fase adulta. Questo insetto non causa danni diretti alle colture, sia nella fase giovanile che in quella adulta, a parte rari casi accertati negli Stati Uniti d'America su fragola ed erba medica. La sua pericolosità è data dalla ormai comprovata capacità di trasmettere il batterio sull'olivo. Per questo motivo si è reso indispensabile il suo controllo.
Questa sputacchina si nutre della linfa che scorre nei tessuti xilematici delle piante, effettuando punture di suzione nei tessuti più teneri attraverso il proprio apparato boccale pungente. In questa fase può acquisire il batterio potenzialmente presente nella pianta. Lo Xylella fastidiosa viene poi conservato per tutta la vita dell'insetto nell'apparato digerente. Nel momento in cui raggiungerà una nuova pianta per nutrirsi immetterà involontariamente il batterio all'interno dello xilema, diffondendo di fatto la malattia, e stimolando i tessuti alla produzione di un gel che impedisce il regolare flusso del fluido. Le conseguenze sono il rapido disseccamento della parte colpita. 
Un team formato da ricercatori pubblici e dalla Regione Puglia ha individuato, in media, 4 milioni di sputacchine per ettaro nelle zone di 'contenimento' e 'cuscinetto', circa 200 al metro quadro.
 

Il ciclo biologico

Per poter combattere efficacemente una malattia o il suo potenziale vettore è importante conoscerne il ciclo biologico. Inoltre ogni area spesso ha la propria storia, perchè le condizioni pedoclimatiche e la popolazione vegetale ed animale sono diverse. Nel caso della Philaenus spumarius in Puglia compie un ciclo all'anno. Si inizia con la comparsa delle forme giovanili tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Le piante ospiti in questo caso sono piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, Fabiaceae e Apiaceae che crescono spontanee in natura o che vengono coltivate. Gli adulti compaiono poi tra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Essendo molto mobili si spostano su vari arbusti selvatici e su alcune piante arboree (tra cui anche l'olivo). Questa fase dura fino all'autunno, per poi far ritorno sulla vegetazione erbacea per ovodeporre e completare il ciclo. Sverna infine come uovo sui residui vegetali.  

 
Olive mature su panta di olivo in areale pugliese

Il 13 febbraio 2018 è stato firmato il Decreto n. 4999 sulla lotta alla Xylella
(Fonte foto: © Hans - Pixabay)   
 

Il Decreto n. 4999 del 13 febbraio 2018

Il 13 febbraio 2018 è stato firmato il Decreto n. 4999 relativo a 'Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di Xylella fastidiosa'. Pubblicato il 6 aprile 2018 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie generale n. 80 l’atto ricalca quasi completamente quello del 2016. Con una sola eccezione: i trattamenti insetticidi voluti per combattere la popolazione degli insetti vettori del patogeno, le sputacchine, non sono più 'fortemente raccomandati' ma bensì 'obbligatori'.

"Da fine maggio ad agosto - cita il Decreto - si ha la maggiore presenza di adulti sulle piante arboree o arbustive e durante questo periodo avviene la maggiore trasmissione del batterio. L’adulto dopo aver acquisito il batterio, da piante infette, lo conserva fino alla fine del suo ciclo biologico trasmettendolo alle piante sane. In questo periodo è necessario: ridurre quanto più possibile la popolazione degli adulti sia prima che acquisiscano il batterio (maggio) che successivamente (giugno-agosto), al fine di minimizzare le nuove infezioni e, quindi, l’espansione della zona infetta e dei focolai; ridurre quanto più possibile le fonti d’inoculo, rappresentate dalle piante infette. Due sono i trattamenti obbligatori, anche degli ordinari interventi fitosanitari nei confronti dei comuni parassiti dell’olivo per il controllo del rodilegno, della tignola, della mosca delle olive della margaronia (e tanti altri), con insetticidi autorizzati, con efficacia buona/ottima nei confronti del Philaenus spumarius, ovvero con acetamiprid".

Attenzione però al fine di rendere efficace l'azione di controllo del vettore è buona norma effettuare i trattamenti durante le prime ore del mattino, quando l'insetto è poco mobile, avendo cura di bagnare bene la parte più interna della vegetazione. E' anche utile miscelare la sostanza attiva con olio minerale bianco in dose ridotte (massimo 500 g/hl), per migliorarne l'efficacia. E' importante estendere i trattamenti anche alle zone incolte o di erbe spontanee all'interno e all'esterno del terreno coltivato ad olivi. 

 
Olivo secolare in un oliveto tradizionale pugliese

Uno dei tanti olivi secolari abbattuti in questi anni a seguito della diffusione della Xylella in Puglia
(Fonte foto:  ©Adamilo - Fotolia)  
 

La lotta agronomica

Poichè non esiste un metodo diretto per curare la Xylella fastidiosa è importante intervenire sul vettore attraverso interventi agronomici e fitoiatrici. Una prima azione riguarda la gestione del suolo con lavorazioni superficiali per ridurre la popolazione degli stadi giovanili del vettore nel periodo primaverile e mantenere il terreno libero da erbe infestanti, possibili ospiti dell'insetto. Il controllo delle erbe infestanti potrebbe essere attuato anche con la trinciatura, che risulta comunque meno efficace nella riduzione della popolazione della sputacchina rispetto alla lavorazione del terreno. In alternativa alla lavorazione superficiale del terreno ed alla trinciatura, si può effettuare il pirodiserbo, nel caso di aree in cui è difficile l'accesso con mezzi meccanici.

Una seconda azione è la potatura delle piante arboree ospiti, che ha come obiettivi ridurre la vegetazione ospite del vettore, rendere più efficace la distribuzione e gestione dei mezzi di controllo fitoiatrici del vettore e ridurre i volumi degli agrofarmaci utilizzati. E' buona norma disinfettare gli attrezzi utilizzati per la potatura con una soluzione di ipoclorito di sodio al 2% o con sali quaternari d'ammonio prima e durante il loro utilizzo per evitare di diffondere altri patogeni dell’olivo.

 

La lotta chimica

Per controllare il vettore della Xylella fastidiosa è importante intervenire preventivamente con adeguati interventi fitosanitari. La Decisione della Commissione europea 789/2015 e s.m.i. prevede misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo dei vettori, nell'ambito di una strategia di contenimento della diffusione del batterio. Ad oggi in Italia sono registrati su olivo e su Philaenus spumarius tre sostanza attive: acetamiprid, deltametrina e olio essenziale di arancio dolce (utilizzabile anche in biologico). Per dettagli puoi consulatre Fitogest.com.
Si riporta inoltre la tabella delle sostanze attive che sono state oggetto di un lavoro di prova di efficacia su questo insetto condotto dal Crsfa 'Basile Caramia' e dal Cnr-Ipsp di Bari, per un periodo temporale di un anno (C. Dongiovanni et alt.- Atti giornate fitopatologiche 2016, vol. 1 pag. 393-402). Questa tabella è stata inserita nel Decreto n. 4999 del 13 febbraio 2018.
 
Tabella Decreto n.4999 del 13 febbraio 2018 su lotta Sputacchina in Olivo

Tabella Decreto n.4999 del 13 febbraio 2018 su lotta Sputacchina nell'olivo e pubblicato il 6 aprile in Gazzetta ufficiale n.80
(Fonte Ministero dell'agricoltura)

Si segnala che è in fase di studio la possibilità di utilizzare il Zelus renardii, segnalato in Italia dal 2013, come predatore naturale della Sputacchina media. Da prime osservazioni fatte all'interno di un progetto coordinato dal Prof. Francesco Porcelli, entomologo del Disspa di Bari, sui vettori potenziali dello Xylella le prospettive sono incoraggianti. Il ricercatore lo ha osservato studiando lo psillide Macrohomotoma gladiata. In questo caso lo Zelus renardii ha predato gli psillidi presenti sui rami di Ficus ornamentali. Prove di laboratorio sono state eseguite su Philaenus adulti, constatando l’aggressione letale del predatore in pochi secondi. Vanno comunque eseguite prove più dettagliate e su larga scale per capire se lo Zelus renardii possa realmente aiutare nella lotta. Senza dimenticare che va capito se può essere allevato in massa, e soprattutto, su dieta completamente sintetica, facilmente conservabile e dispensabile.

Autore: Lorenzo Cricca

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