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Asparago, in alto i turioni

La produzione ed i consumi sono in crescita. I margini di sviluppo sono ancora ampi. E' però necessario innovare. Plantgest.com vi racconta come è andata all'International Asparagus Day di Cesena.

Asparago, in alto i turioni - Plantgest news sulle varietà di piante

L'asparago è una grande opportunità per l'Italia e per il suo made in Italy

Fonte immagine: © Agronotizie

Si chiudono i cancelli della prima edizione italiana di International Asparagus Day, che a Cesena Fiera dal 16 al 18 ottobre 2018 ha richiamato la filiera mondiale dell’asparago. Partiamo dai numeri: nei due giorni fieristici le presenze sono state 2.098, con il 38% provenienti dall'estero. Circa 200 le presenze alle visite tecniche che si sono tenute nel terzo ed ultimo giorno della manifestazione. "E' la conferma che una fiera verticale altamente specializzata - spiega Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera -, con vocazione internazionale, rappresenta una grande opportunità per i vari settori della filiera, asparago in primis. Due i punti di forza di questa manifestazione: l’unicità del format che mette insieme quattro tipologie di proposte (espositori, convegni, prove in campo e visite tecniche) e le peculiarità di Cesena Fiera, che con il suo il know-how, permette di creare qualche cosa d'innovativo. Nei prossimi giorni ci metteremo al lavoro per definire il futuro di questo evento, nel quale abbiamo avuto diverse richieste in ambito internazionale"

"L'asparago rappresenta un'importante opportunità per il settore ortofrutticolo italiano e per il made in italy - spiega Luciano Trentini, promotore ed artefice assieme a Christian Befve della manifestazione -. Sappiamo che la produzione italiana e mondiale è insufficiente rispetto alla reale domanda. Siamo quindi di fronte ad un prodotto con ampi margini di crescita. Inoltre solo il 40-45% delle famiglie italiane consumano oggi asparago. Al momento la superficie totale (in produzione e non) coltivata in Italia è di circa 11-12mila ettari, al di sotto di quella quota limite che è stimata ad oggi a 14mila ettari ed oltre il quale potrebbero esserci problemi di sovraproduzione interna e di disequilibrio per la filiera"

 
International Asparagus Day, la prima edizione in Italia a Cesena dal 16 al 18 ottobre 2018

Il taglio del nastro della prima edizione italiana dell'International asparagus day
(Fonte foto: © MircoRicci - Master Foto Cesena)
 

Cresce la produzione

Nel 2018 sono stati messi a produzione nel mondo 265mila ettari: +12% rispetto al 2013 quando gli ettari erano 207.280. Diamo un occhio ai singoli continenti: in Asia 104mila ettari, in Europa 74mila ettari, in America del Nord 52mila ettari e in Sud America 27mila ettari. Interessante il dato di crescita negli ultimi cinque anni a livello Continentale, con l’Asia che ha aumentato l’area di 34.800 ettari, il Nord America di 17.400 ettari e l’Europa di 4.500 ettari. 
Il maggiore produttore mondiale di asparagi è la Cina con 93mila ettari e 909mila tonnellate, seguito dal Messico (29mila ettari), dalla Germania (28mila ettari e 130.808 tonnellate), dal Perù (22mila), dagli Usa (21mila) e dalla Spagna (15mila). Settimo posto per l’Italia con circa 9.500 ettari in produzione, di cui oltre la metà in Puglia (6mila) dedicati all’asparago verde, ed una quantità di 46.419 tonnellate (Fonte dati Cso servizi, 2017). Complessivamente gli ettari messi a dimora sono però 11-12mila. Altre aree sono il Veneto (circa 1.700 ettari di cui il 70% asparago bianco e 30% asparago verde), la Campania (circa 950 ettari quasi completamente in serra), l’Emilia Romagna (750 ettari con prevalenza di asparago verde in pieno campo), la Toscana e il Lazio (circa 600 ettari ciascuna totalmente verde).
 

Uno sguardo all'export

 In Italia esistono cinque produzioni certificate dai marchi Igp e Dop: asparago di Badoere Igp, asparago verde di Altedo Igp, asparago di Cantello Igp, asparago di Cimadolmo Igp e asparago bianco di Bassano Dop. Tutte raccolgono il favore e l'interesse del mercato internazionale. "Complessivamente nel 2017 sono state esportate 8mila tonnellate circa di prodotto - continua Trentini -: in leggero calo rispetto al 2016, ma in netto aumento rispetto alle mille del 2000. Due sono le principali destinazioni: Germania e Austria. Seguono poi la Svizzera, la Svezia e la Francia. In contrazione Danimarca e Inghilterra. Anche l'Est Europa e il Medio Oriente sono in crescita"

 
International Asparagus Day, la prima edizione in Italia a Cesena dal 16 al 18 ottobre 2018

Un momento dei tanti convegni che l'Asparagus day ha ospitato nei due giorni di manifestazione 
(Fonte foto: © MircoRicci - Master Foto Cesena)
 

E il consumo?

Il maggior consumatore di asparago in Europa è la Germania con 85.350 tonnellate (11% verde e 89% bianco) di prodotto mentre in Italia il consumo è di 24.133 tonnellate (90% verde e 10% bianco): al 23esimo posto tra tutti gli ortaggi. Se nel paese teutonico il trend è in leggera contrazione dal 2014 ad oggi nel Bel Paese è in leggero aumento. Complessivamente si stimano circa 200mila tonnellate consumate tra Germania, Spagna, Italia e Francia: il 77% sull'intero volume dell'UE a 28 Paesi. "Il dato italiano sembra comunque destinato a crescere nel 2018 - spiega Daria Lodi del Cso Servizi -, tenuto conto che solo nel periodo gennio-agosto sono state acquistate 22.895 tonnellate di asparago. Da segnalare che nel Bel Paese la Gdo accentra il 58% degli acquisti, in calo però rispetto all'anno precedente. Nel 2017 ogni famiglia italiana ha consumato 2,17 kg di asparago con un indice di penetrazione di circa il 43%. In entrambi i casi il trend è in crescita dal 2008 ad oggi".
 

La Cina al primo posto

"Nel nostro Paese - spiega Chang Huaxing, dell'Associazione industriale cinese dell'asparago - la superficie coltivata è passata da 54mila ettari del 2009 ai 93mila ettari del 2017. Complessivamente nel 2017 sono stati prodotti 909mila tonnellate di asparago, di cui circa il 40% viene destinata all'industria di trasformazione. Nel nord la produzione è a pieno campo mentre al sud è in serra. Il periodo più difficile per noi è da ottobre a febbraio in quanto l'offerta è inferiore alla domanda, costringendoci così ad importare prodotto. Il valore economico ad oggi è di circa 2,6 miliardi di dollari. La produzione cinese si sta evolvendo molto negli ultimi anni, soprattutto dal punto di vista agronomico e tecnologico. La meccanizzazione quindi è sempre più presente, settore raccolta in primis. Stiamo cercando di creare dei nostri brand per migliorare l'aspetto comunicativo e l'appeal verso il mercato in genere (interno ed esterno). In Cina il consumatore preferisce acquistare turioni alti e grossi, senza antociani e privi di Ruggine e difetti".

 
International Asparagus Day, la prima edizione in Italia a Cesena dal 16 al 18 ottobre 2018

Buone le presenze di pubblico all'interno del padiglione espositivo 
(Fonte foto: © MircoRicci - Master Foto Cesena)
 

Sempre più meccanizzazione

"L'innovazione è un elemento fondamentale - commenta Christian Befve, esporto mondiale dell'asparago -, sia dal punto di vista varietale, agronomico che tecnologico. Solo proseguendo questa strada è possibile dare a questa coltura un futuro prospero. Tre infatti sono gli elementi principali che la stanno minando: elevati costi di produzione, negativi cambiamenti climatici e scarsità d'acqua. Per prima cosa dobbiamo avere nuove varietà che possano essere tolleranti ad alcune malattie e situazioni. Altro aspetto è una gestione agronomica che migliori le rese con un minore sfruttamento delle risorse naturali e con un minore impatto ambientale. E poi per abbassare i costi di produzione serve meccanizzare le principali operazioni colturali".
 

La parola alle aziende!

E se i numeri sono positivi, altrettanto lo sono i pareri degli espositori. “L'International Asparagus Days - commenta Marco Mingozzi, della Mingozzi Group - si è dimostrata una fiera molto positiva, indipendentemente dai numeri pur importanti, perché i presenti erano tutti della filiera, con produttori di asparago e di diverse nazionalità. Come prima esperienza di settore in Italia è sicuramente partita bene”. "E' una fiera molto specializzata - testimonia Hermann Neubauer, fondatore della Neubauer Automation - e questo è sicuramente un fattore importante, perché tra gli stand c’erano produttori e tecnici davvero interessati. Abbiamo avviato nuovi contatti e rivisto vecchi clienti, ma soprattutto abbiamo avuto risultati inaspettati con buone vendite”. Per LimGroup, gruppo olandese specializzato nella ricerca varietale dell’asparago, in fiera insieme ai distributori di Royal Seeds, il commento di J.J. Schuurman: “Abbiamo notato la buona qualità dei contatti - dice Schuurman -, perché la fiera è riuscita a raggiungere davvero tutta la filiera dell’asparago e molti paesi produttori a livello internazionale. Direi che siamo soddisfatti”. “Pur essendo di nicchia - spiega Aurenzo Bagioni, della Bagioni Technology -, la rassegna si è accreditata come un buon punto di incontro per scambiare opinioni e contatti in un mercato in continua evoluzione. La partecipazione è stata sufficientemente rilevante, soprattutto per i paesi Latino americani e la Francia. Sono mancati in parte i produttori anglosassoni”.

Autore: Lorenzo Cricca

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