Futurpera 2019, sempre più punto di riferimento per la filiera

Ottima presenza di operatori del settore, l'8% dei quali stranieri e 2.500 partecipanti ai convegni tecnici: il bilancio della terza edizione del Salone è positivo. Focus su cimice asiatica, maculatura bruna e commercio estero

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Futurpera: incontri e confronti sull'andamento del settore

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150 aziende innovative, il 30% in più rispetto al 2018, grande partecipazione degli operatori del settore, l'8% dei quali provenienti da tutti e cinque i continenti e 2.500 presenze ai convegni del World pear forum e agli incontri tecnici dedicati alle tematiche più rilevanti.
Questi i numeri positivi della terza edizione di Futurpera, conclusasi lo scorso 30 novembre a Ferrara. Il comparto pericolo ha infatti scelto nuovamente il Salone internazionale della pera come punto di riferimento per incontrarsi e confrontarsi sull'andamento del settore.

"Sono particolarmente orgoglioso e soddisfatto dell'andamento di questa edizione che ha portato il mondo a Futurpera e Ferrara nel mondo" ha affermato Filippo Parisini, presidente di Ferrara Fiere. "Si tratta di un evento che punta, infatti, a eleggere Ferrara come capitale mondiale dell'Agro-Valley".

Anche Stefano Calderoni, presidente della società di scopo Futurpera, ha parlato di obiettivi pienamente raggiunti per questa terza edizione.
"Dopo tre edizioni posso affermare che Futurpera è ormai un evento affermato e di successo. Un successo perché è il punto di riferimento di un pubblico composto da aziende agricole, tecnici e operatori del settore sempre più numeroso. E questo significa che il comparto non si arrende ed è venuto a Futurpera per trovare risposte e uno spazio per confrontarsi. Un successo per la presenza di buyer e operatori stranieri che vedono il Salone come una grande opportunità per scoprire i nostri prodotti e le nostre tecnologie produttive. E un successo perché attraverso l'offerta convegnistica siamo riusciti a coinvolgere un numero di esperti e ricercatori eccezionale, che hanno saputo dare prospettive e speranza al comparto".

"Ora - ha concluso - stiamo pensando a un evento intermedio nel 2020, un convegno internazionale che aggiorni il settore sulla lotta alle fitopatologie e sulle prospettive di mercato. Un auspicio, invece, per l'edizione 2021 è un maggiore coinvolgimento degli altri settori produttivi del territorio, perché pensiamo che l'evento sia un'opportunità enorme per tutta l'economia ferrarese".

Molto soddisfatti anche i rappresentanti dell'Oi pera.
"Abbiamo lavorato molto, insieme a Cso Italy -  ha affermato Albano Bergami, vicepresidente Oi pera - per dare agli operatori un'offerta convegnistica capace di dare risposte concrete alle maggiori criticità del settore e pensiamo di aver raggiunto l'obiettivo".
 

Maculatura bruna, cimice asiatica e mercati

I temi trattati nel corso della tre giorni di Ferrara sono stati numerosi e numerosi sono stati gli esperti presenti nel corso dei convegno organizzati.

Un tema trattato è stato quello della maculatura bruna, uno dei principali problemi del pero. Causata dal fungo Pleospora allii, attivo prevalentemente nella sua forma di Stemphylium vesicarium, si è manifestata alla fine degli anni '70 in Emilia Romagna ed è diventata la principale malattia fungina del pero in Italia, tanto da diventare la principale responsabile dei cali produttivi degli ultimi anni.

Altro tema affrontato è stato quello della cimice asiatica con il convegno dal titolo "Come affrontare le nuove sfide: l'esempio della cimice asiatica". Gli esperti hanno analizzato la diffusione a livello italiano ed europeo e le novità a livello di strategie integrate e territoriali per la difesa.

Gli ingenti danni provocati dalla cimice asiatica sono ormai noti a tutti i livelli della filiera pericola, ma quale è la diffusione dell'insetto e quali sono le ultime novità in termini di difesa? E' stato nello specifico il tema affrontato nel corso del Salone, con un occhio rivolto alla sperimentazione sulla vespa samurai (Trissolcus japonicus) un parassita naturale che, come ha annunciato l'assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna, Simona Caselli, si sta già allevando e verrà rilasciato la prossima primavera per cercare di contenere il fenomeno già nel 2020.

Sul palco si sono alternati esperti e ricercatori e tutti hanno concordato sull'esigenza di contenere la cimice asiatica attraverso una strategia che integri diversi strumenti: monitoraggio, difesa chimica, difesa biologica, dunque l'utilizzo di antagonisti e nuove sperimentazioni molto promettenti.

Infine spazio anche al commercio internazionale con il convegno dedicato a "Le prospettive commerciali e le nuove opportunità di mercato". Nel corso dell'incontro "sono stati annunciati i grandi passi avanti del protocollo di export verso la Cina, giunto alle fasi finali. Naturalmente - ha affermato Albano Bergami, vicepresidente Oi pera - continuano a permanere alcune criticità in ambito commerciale, prima tra tutte una disgregazione dell'offerta. Per questo serve un'aggregazione totale, non la divisione in piccoli o grandi gruppi strutturati, ma un'unità vera del comparto".

Autore: G R

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