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Sette suggerimenti per coltivare il nocciolo

Agli agricoltori italiani piace sempre di più la coltivazione del nocciolo. Ma di quele terreno ha bisogno il nocciolo? Quali sono i principali accorgimenti agronomici che l'agricoltore deve sapere, per fare un noccioleto da reddito? Su quali varietà di nocciolo puntare? NocciolaRe.it, il portale sul nocciolo più famoso d'Italia, risponde a queste domande, e non solo

Sette suggerimenti per coltivare il nocciolo - Plantgest news sulle varietà di piante

Sempre più nocciole in Italia, un trand positivo sia per consumi che per superfici coltivate a nocciolo. Un made in Italy che può rappresentare una verà opportunità di reddito

Fonte immagine: © Myriams Fotos - Pixabay

A cura dello staff di NocciolaRe

Il nocciolo rappresenta una delle eccellenze dell’agricoltura italiana. Un made in Italy che ha radici profonde e che oggi è in forte espansione, grazie all'aumento dei consumi di nocciole in Italia e nel mondo e dal crescente investimento che le principali aziende dolciarie italiane stanno mettendo in atto. La coltivazione del nocciolo rappresenta quindi un’ottima opportunità per l'imprenditore agricolo e che offre oggi interessanti margini di guadagno. Coltivare una pianta di nocciolo è un'attività non difficilissima, ma per avere buoni risultati è necessario attuare una gestione adeguata e scegliere bene l'ambiente pedoclimatico.

Le famiglie italiane negli ultimi tre anni hanno costantemente incrementato il consumo di nocciole: le vendite a volume di nocciole, confezionate presso la Grande Distribuzione, sono aumentate del 6,3% nel 2019 rispetto all'anno precedente, per un valore totale di circa 38 milioni di euro (Fonte Ismea, febbraio 2020).

Ma come si può coltivare il nocciolo? Cosa serve per progettare e realizzare un impianto di nocciole? La redazione di Plantgest.com per rispondere a queste domande ha chiesto la collaborazione di NocciolaRe, il portale per tutti gli operatori della filiera del nocciolo e per chi vuole capire meglio cosa c'è dietro a questo frutto.

 

Noccioleto, progettazione ed impianto

"Il nocciolo - spiega NocciolaRe - è una specie rustica che, pur adattandosi anche ad ambienti marginali, fornisce buoni risultati produttivi (per quantità e qualità) solo quando viene messo in condizioni di coltura ideali. Ha quindi necessità di essere gestita al meglio in un ambiente ottimale e vocato. Sebbene la pianta di nocciolo europeo (Corylus avellana L.) presenti una buona resistenza al freddo, durante il periodo di riposo vegetativo (fino a -20°C), le infiorescenze maschili e femminili (che nel nocciolo sono separate) fioriscono nel periodo invernale (generalmente tra fine dicembre e metà febbraio) e possono subire danni dovuti alle basse temperature. In generale risulta difficile dare delle indicazioni precise circa le temperature limite della coltura: i danni da gelo possono essere più o meno importanti a seconda dell’andamento climatico dell’annata ed al verificarsi di particolari condizioni. Va inoltre considerato che la fioritura femminile è molto scalare e che difficilmente tutte le gemme possono essere danneggiate contemporaneamente. La fase di stimmi emergenti, per le infiorescenze femminili, e le fasi di allungamento degli amenti e di deiscenza del polline, per le infiorescenze maschili, sono i momenti più critici in cui temperature comprese tra -5 e -10°C possono arrecare dei danni. Durante il germogliamento (marzo), le giovani foglioline possono essere danneggiate da temperature di -3/-5°C nella fase di 1° foglia. Anche le alte temperature estive (superiori ai 35°C) sono da considerarsi limitanti per la coltura, soprattutto se prolungate ed associate a scarsa piovosità".

 
Impianto di nocciolo, o nocceleto, nelle colline piemontesi
Nella coltivazione del nocciolo attenzione al terreno ed al clima
(Fonte foto: © Agrion - ex Creso ricerca)
 

Nocciolo, rapporto con l'acqua

Il nocciolo presenta un apparato radicale prevalentemente superficiale (la maggior parte si sviluppa entro i primi 50 cm dello starto superficiale del terreno). Nei terreni più fertili ha però la capacità di svilupparsi più in profondità, garantendo così maggiori benefici in termini idrici e di fertilizzazione.
"Il fabbisogno idrico del nocciolo è stimato in 800-1000 mm d’acqua - continua NocciolaRe - ben distribuiti nel periodo marzo-ottobre. Il periodo critico è tra giugno ed agosto, mesi durante i quali si hanno sia l’accrescimento del frutto e sia l'accrescimento del seme. In questa fase la mancanza di acqua può creare danni alla produzione. Per questo motivo è necessario prevedere la possibilità di un apporto d’acqua con l’irrigazione fin dalle prime fasi d’impianto: le giovani piantine vanno irrigate accuratamente per favorirne il buon sviluppo ed accelerare l’entrata in produzione del noccioleto. L’irrigazione del nocciolo sta diventando una pratica sempre più diffusa poiché consente di ottenere risultati produttivi più costanti". Nella moderna corilicoltura l’irrigazione a goccia (guarda sul sito internet di Irritec per ulteriori informazioni) rappresenta la tecnica che garantisce le migliori performance.

 

Terreno per il nocciolo

"Come per altre specie frutticole il terreno ideale è quello di medio impasto. Sono invece da evitare i terreni che tendono ad avere ristagno idrico (asfittici) e quelli eccessivamente permeabili (sciolti). Riguardo al pH del suolo, il nocciolo presenta una certa elasticità (indicativamente tra 6,0 e 8,0) con esigenze diverse per le principali cultivar, ed una discreta tolleranza alla presenza di calcare attivo (fino al 8-10%).
Riguardo alla giacitura del suolo vanno evitate le zone di fondovalle, soggette alle gelate primaverili ed al ristagno di umidità. Anche le zone molto ventose sono da evitare, nelle quali può verificarsi nelle fasi invernali il disseccamento delle infiorescenze e nei mesi estivi il disseccamento delle foglie. Le piante allevate in zone ventose presentano sviluppo stentato e precoce deperimento"
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Le nocciole sono sempre più consumate e l'italia è una dei principali Paesi consumatori
La frutta secca è sempre più consumata al mondo, e le nocciole in primis
(Fonte foto: © Grafvision - Fotolia)
 

Nocciolo e varietà

"La scelta della varietà - dice NocciolaRe - va eseguita sulla base dell’analisi del contesto economico (possibilità di sbocchi di mercato) ma soprattutto sulla base delle caratteristiche pedo-climatiche dell’areale. A tale proposito è fondamentale reperire il maggior numero d'informazioni riguardanti le cultivar d'interesse; il fabbisogno in freddo e la fenologia (ovvero le epoche di germogliamento, fioritura e maturazione) sono uno degli aspetti principali da tenere in considerazione tenendo presente che ciascuna cultivar è stata selezionata in funzione dell’adattabilità alle condizioni pedo-climatiche della zona d’origine e che al di fuori di queste aree le ‘performances’ fornite potrebbero essere poco soddisfacenti. Anche la conoscenza di aspetti quali la sensibilità a patogeni e/o a particolari condizioni pedologiche e ambientali può essere rilevante".
Guarda su Plantgest l'elenco delle principali varietà di nocciolo oggi coltivate in Italia. Per avere informazioni sull'aspetto vivaistico o sull'acquisto di piante potete contattare Vivai F.lli Zanzi e Battistini Vivai, due dei principali vivaisti italiani di piante da frutto con una lunga tradizione verso il vivaismo corilicolo.

 

Impollinatori e nocciolo

Alla scelta varietale deve seguire la scelta degli impollinatori. "La presenza d'impollinatori è indispensabile all'interno di un impianto di noccioli, per assicurare una buona produttività del noccioleto (guarda su NocciolaRe un approfondimento sulla cascola precoce). Questo elemento vale in particolare in quelle aree che non siano in prossimità di aree boschive naturali con piante di nocciolo selvatico, che di fatto ricoprono il ruolo d'impollinatori. La scelta delle varietà da utilizzare come impollinatori richiede la conoscenza della compatibilità gamica tra cultivar (non tutte sono tra loro compatibili, quindi non è sufficiente sceglierne due o tre a caso) e dell’epoca di fioritura maschile che deve coincidere con quella della fioritura femminile della cv principale. Per un’impollinazione efficace è necessaria la presenza di due o più cultivar diverse che abbiano fioritura maschile in tempi successivi in modo tale da coprire tutto il periodo di fioritura femminile della cultivar principale". All'interno delle schede varietali o pomologiche di Plantgest potete trovare informazioni utili sugli impollinatori compatibili con quella data varietà.

 
Nuove varietà di nocciolo e impollinatori, scelta importante per un agricoltore
La ricerca sta lavorando per cercare nuove varietà di nocciole
(Fonte foto: © Myriams Fotos - Pixabay)
 

Sesto d'impianto del noccioleto

La scelta del sesto d’impianto da adottare va eseguita in funzione della vigoria delle piante della cultivar scelta per l’impianto e della forma d’allevamento. "È possibile utilizzare forme tradizionali a cespuglio - conclude NocciolaRe - (con non più di 4-5 fusti principali) che hanno il vantaggio di assecondare la naturale crescita della pianta e consentono di ricostituirla velocemente in caso di rotture dei fusti principali dovute a vento o neve. I sesti d’impianto richiesti dal cespuglio sono indicativamente di 6x6 o 5x5 metri a seconda della cultivar e della fertilità del suolo. Le forme che prevedono la presenza di un solo fusto principale vengono dette ‘monocauli’ e si distinguono in vaso cespugliato (impalcato a 40-50 cm dal suolo) ed alberello (impalcato a 70-90 cm dal suolo). La forma monocaule consente di ottenere piante di taglia più contenuta (i sesti utilizzati sono generalmente 5x4 m) che meglio si prestano alla meccanizzazione delle operazioni colturali, ma che d’altro canto non consentono un rapido recupero della pianta in caso di rottura dell’unico fusto.
Per l’approvvigionamento delle piante da mettere a dimora si consiglia di acquistare il materiale (piante di 1-2 anni con apparato radicale ben sviluppato) presso vivai autorizzati per avere garanzia dell’identità varietale e del buon stato fitosanitario delle piante. Una volta che si è acquistato il materiale, l’impianto va eseguito con tempestività per evitare il disseccamento dell’apparato radicale nelle piante a radice nuda"
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Per ulteriori informazioni potete scaricare dal sito internet dei Vivai F.lli Zanzi il Pdf con informazioni tecniche di coltivazione e sulla creazione di un impianto.

 

Nocciolo, concimazione e messa a dimora piante

Prima di effettuare l’impianto del noccioleto è importante eseguire un’analisi chimico-fisica del terreno, per poter pianificare correttamente la concimazione di fondo ed eseguire gli eventuali interventi correttivi (guarda su NocciolaRe un approfondimento sulla concimazione del nocciolo, con l'aiuto di Scam e Az.Agr.Corylicola).
"A seconda del tipo di suolo e della coltura esistente in precedenza, il terreno può essere preparato con un’aratura profonda a fine estate, oppure può essere eseguita una rippatura a cui può seguire uno scasso a buche al momento dell’impianto. Nei suoli che lo richiedano (terreni argillosi) è bene posizionare un drenaggio per lo scolo dell’acqua in eccesso, mentre nel caso di aratura totale del suolo è bene procedere con fresatura/erpicatura e successiva livellatura, operazione importante che consente di eseguire agevolmente le operazioni colturali meccanizzate negli anni successivi (es. raccolta meccanica). In fase di preparazione del suolo, che varierà in funzione delle caratteristiche dello stesso, è inoltre opportuno prevedere una concimazione di fondo utilizzando letame maturo (40-50 t/ha) e concimi minerali, quando necessari.
La messa di dimora delle piante va eseguita preferibilmente nel periodo invernale (novembre – marzo) per ridurre al minimo lo stress da trapianto. L’impianto può essere eseguito manualmente o con l’ausilio di macchine trapiantatrici dotate di GPS che consentono una più veloce realizzazione e un risparmio economico. L’impianto autunnale, quando possibile, è da preferire perché le piante sono in grado di incrementare il proprio apparato radicale anche durante il periodo invernale (quando la temperatura del suolo supera i 4,5 °C). Dopo l’impianto è preferibile proteggere le piantine con uno ‘shelter’ (ne esistono di diversi materiali) poiché sono molte appetite dai piccoli mammiferi ed ungulati"
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