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Melone, un protagonista dell'estate

La coltivazione del melone è cresciuta in Italia negli ultimi anni, trainata dai consumi. Servono diversi accorgimenti per produrre il melone

Melone, un protagonista dell'estate - Plantgest news sulle varietà di piante

La scelta del terreno, della varietà, della concimazione e dell'irrigazione alla base di una buona produzione di melone

Fonte immagine: © Max Straeten - Mourgefile

E' al via in questi giorni l'attività promozionale di Ortofrutta Italia a favore dei meloni italiani, che vedrà l’adesione di migliaia di punti vendita delle principali catene della Gdo e di molti negozi specializzati. Un prodotto ortofrutticolo che negli anni ha aumentato la propria importanza nel made in Italy e ha accresciuto l'interesse dei consumatori.

Secondo i dati Fao del 2017 la produzione di melone nel mondo è stata di circa 29,5 milioni di tonnellate, di cui ben 17 milioni deriverebbero dalla Cina. Se escludiamo il colosso cinese i sei principali produttori di melone al mondo sono: Turchia (1,7 milioni di tonnellate), Iran, Egitto, India, Usa e Spagna (0,85 milioni di tonnellate, e primo Paese europeo). L'Italia con circa 0,63 milioni di tonnellate è il secondo Paese europeo e tra i principali al mondo, oltre ad essere tra i leader del Bacino Mediterraneo.

Diamo un'occhiata al territorio italiano. Complessivamente nel 2019, in base ai dati Istat, sono stati prodotti
6.159.854 quintali, tra pieno campo e coltura protetta. Gli ettari sono stati 24.016, l'88% in pieno campo e il 12% in coltura protetta. La Sicilia, in particolare l'areale produttivo di Agrigento, è la principale regione italiana con oltre 1,7 milioni di quintali prodotti. Grazie al melone mantovano Igp, invece, un altro importante centro di produzione è la Lombardia, seconda classificata con circa 1,1 milioni quintali.

 
Melone della tipologia Charentais e prodotto dall'azienda Enza Zaden
Aiace F1, melone della tipologia Charentais
(Fonte foto: © Enza Zaden)


Questo 2020, al dì la del problema Coronavirus (Covid 19), era iniziato con presupposti interessanti. La stagione produttiva dei meloni in Sicilia aveva ottenuto ottimi risultati, grazie ad una serie di fattori positivi: buona allegagione ma equilibrata (che ha permesso di avere una giusta offerta e ben distribuita), buona qualità del prodotto, un clima favorevole ed una minore pressione dei competior stranieri. Dai primi di giugno però le cose sono cambiate. In primis le piogge, le basse temperature e la grandine si sono pesantemente abbattute sulle produzioni del centro e del nord Italia. E poi in Italia, ma anche in Europa, si sono bloccati i consumi e sono crollati i prezzi, passando dai 2 euro al chilo di media ad 1 euro al chilo di media. Dobbiamo però guardare con ottimismo perchè tutti i principali operatori del settori (dall'Op Francescon all'Azienda agricola Don Camillo) sono concordi nel dire che gli impianti sono in salute e con buone allegagioni, ed appena le condizioni climatiche miglioreranno sarà possibile riprendere le vendite con positività.

Ma quali sono gli elementi agronomici principali per ottenere una buona produzione di melone? E' una pianta tipica dei climi caldi ed appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee. Il suo seme inizia a germinare sopra ai 22-24 gradi ed ama, per sviluppare al meglio la pianta, un clima intorno ai 30 gradi. Teme le gelate ed i ritorni di freddo, anche quelli non troppo cruenti (ad esempio un abbassamento della temperatura sotto i 14 gradi circa).
Richiede un terreno molto ricco di sostanze nutritive in genere, ricco di sostanza organica, tendenzialmente poco acido ed umido. E' pianta potassofila, ed il potassio è importante per favorire la concentrazione zuccherina del frutto. Attenzione anche ad un buon apporto di azoto, fosforo, calcio e magnesio. Richiede abbondanti irrigazioni, soprattutto nel periodo che va dalla formazione dei frutti al loro ingrossamento facendo attenzione ai ristagni idrici che rappresentano un elemento negativo diretto ed indoretto.

 
Melone E 815024 della tipologia retato senza fetta a buccia tradizionale della enza zaden
E 815024, melone della tipologia retato senza fetta a buccia tradizionale
(Fonte foto: © Enza Zaden)

Le tipologie di melone che vengono coltivate in italia sono diverse. Si parte dalle coltivazioni molto precoci sotto tunnel della Sicilia (da metà aprile) con il retato del gruppo cantalupensis. Si passa ai meloni retati della Campania in coltura protetta. Nel sud Italia il retato italiano convive con la produzione più di nicchia del melone 'gialletto' o Amarillo (Yellow Canary in inglese). Nel nord Italia la coltivazione è principalmente in pieno campo o al massimo in coltura semiforzata (tunnel removibili). Si coltiva sia il melone retato che il melone liscio, che sta conquistando fette di mercato sempre maggiori.

Per avere un quadro completo è necessario guardare i dati relativi alla bilancia commerciale. Per anni abbiamo più importato melone che esportato: nel 2017 ad esempio in base ai dati di Istat le tonnellate importate sono state oltre 30mila e quelle esportate oltre 31mila. Dal 2018 il trend è cambiato in modo positivo, con le esportazioni che hanno leggermente sorpassato le importazioni. Si può quindi dire che la produzione di melone italiano è al momento quasi completamente destinata al mercato interno.

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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