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Barbabietola, si cerca la ripresa

Per il settore bieticolo-saccarifero gli ultimi 15 anni sono stati anni difficili. Nuove scelte colturali e nuove varietà sono alla base del tentativo del rilancio, che va supportato da aspetti politici e di mercato. La redazione di Plantgest indica alcuni elementi importanti per coltivarlo e per scegliere la varietà giusta

Barbabietola, si cerca la ripresa - Plantgest news sulle varietà di piante

La barbabietola da zucchero, coltivazione importante in Italia

Fonte immagine: © Stevanovic Igor - IstockPhoto

L'importanza della barbabietola da zucchero o Beta vulgaris var. saccharifera risale al 1747, quando il chimico tedesco A.S. Marggraff estrasse zucchero cristallizzato dalle radici di barbabietola: un'alternativa più nostrana, e meno tropicale, al già diffuso ed antico zucchero di canna. In Italia lo sviluppo della barbabietola da zucchero si diffuse a partire dal 1897 circa, grazie a Emilio Maraini che perfezionò la tecnica industriale d'estrazione avviando poi alcuni impianti. Questa Chenopodiaceae o Amarantaceae è una coltura sarchiata da rinnovo e richiede dei terreni profondi e ben lavorati, con delle buone concimazioni.

Per anni l'Italia è stata leader di mercato per poi subire un duro colpo dalla riforma Comunitaria del settore saccarifero iniziata nel 2006: -90% circa della produzione in 14 anni. Questa riforma prevedeva che ogni Paese dell’Unione europea avesse una quota massima di produzione destinato al consumo: il resto doveva essere esportato, usato come biocarburante o per altri scopi industriali non alimentari, oppure sottratto dalla quota dell’anno successivo. Un altro colpo è arrivato nel 2017 con la chiusura delle quote per far spazio ad una liberarizzazione che ha portato al crollo dei prezzi ed un taglio del reddito dei bieticoltori. L'Italia è comunque rimasto il terzo mercato di consumo in Europa con 1,7 milioni di tonnellate di zucchero consumato. Ma la produzione oggi è di circa 300mila tonnellate per una produzione bieticola di 1,7 milioni di tonnellate. Un crollo produttivo che ha di fatto privato il nostro Paese di un proprio prodotto made in Italy e messo in crisi un intero settore: gli zuccherifici sono passati da 19 a 4 e gli ettari coltivati a barbabietola sono scesi da 250mila a 50mila. Siamo diventati un importatore di zucchero da altri Paesi .
Oggi Coprob rappresenta l'unica realtà industriale in Italia, presente sul mercato con il marchio Italia Zuccheri e può vantarsi dell’etichetta 100% made in Italy. La vera sfida di questa realtà è quella di mantenere una convenienza per le aziende associate a coltivare barbabietole, garantendo l'approvvigionamento industriale. Questo è possibile attraverso l'uso  delle nuove tecnologie e delle nuove varietà messe a disposizione dal progresso per tenere alta la produttività e fare fabbriche ancora più efficienti.

 
Barbabietola da zucchero, erbacea da rinnovo
Barbabietola da zucchero, coltura sarchiata da rinnovo
(Fonte foto: © Donjasnl0 Pixabay)

In Italia una delle realtà associative più importanti in questo settore è l'Anb-Associazione nazionale bieticoltori. Da quasi cent'anni sostiene il settore bieticolo saccarifero made in Italy. Recentemente l'associazione ha rinnovato il proprio organigramma, che rimarrà in carica per i prossimi tre anni. "Continuerò a tutelare gli interessi dei produttori di barbabietole sui tavoli nazionali ed europei - spiega Guglielmo Garagnani, neo presidente di Anb in un comunicato stampa del 28 luglio 2020 -, a salvaguardare la bieticoltura nell’ambito del sistema bieticolo-saccarifero e cercherò la valorizzazione del prodotto a fini agroenergetici per dare vita ad una più efficiente filiera bieticola orientata verso l’economia circolare. Il tutto per garantire agli associati profittevoli proposte commerciali ed un maggior reddito".
Un prodotto fondamentale per l’industria dolciaria ma importante come coltura erbacea dal punto di vista agronomico, ambientale ed energetico. E' una 'miglioratrice' in grado di arricchire i campi dopo la raccolta, aumentandone la resa produttiva, ed una coltura 'da rinnovo' grazie alle lavorazioni e le fertilizzazioni di inizio ciclo rotazionale. Visto la sua importanza l'assessore Alessio Mammi, in un comunicato pubblicato sul sito web della Regione Emilia Romagna, ha annunciato che verranno messi in campo 24 milioni di euro per la ripartenza del comparto dopo i mesi di lockdown, in base agli aiuti previsti dalla legge regionale (n. 5/2020).
 

Barbabietola: preparazione terreno, acqua e varietà

Da un punto di vista agronomico la preparazione del terreno è un elemento di estrema importanza. Questa fase deve iniziare nel periodo estivo con una lavorazione profonda da effettuarsi subito dopo la raccolta del cereale (ad es. grano verso giugno-luglio) che precede normalmente la barbabietola nella rotazione colturale. Infatti la barbabietola da zucchero è una delle colture estensive più esigenti nell’ambito dell’avvicendamento colturale. I cereali a paglia in genere, quali grano e orzo, vengono da sempre considerate ideali per precedere la bietola, soprattutto in terreni argillosi.
Un altro aspetto importante è la disponibilità di acqua: diversi studi effettuati in aziende agricole italiane hanno evidenziato come la Plv sia più alta in presenza di adeguato supporto irriguo. La carenza di acqua può vanificare buone pratiche agronomiche e giuste scelte varietali. L’incidenza degli interventi irrigui, sul totale dei costi diretti di coltivazione, si aggira mediamente attorno all’8-12%. Il fabbisogno idrico teorico della barbabietola è di circa 3500-4500 m3/ha in assenza di piogge, mentre in aree con consistenti piogge si può prevedere un reintegro, mediante irrigazione, attorno ai  1000-1500 m3/ha (Fonte Netafim).
Anche la scelta varietale è un elemento importante. Nel corso degli anni il panorama varietale è profondamente cambiato grazie al processo di miglioramento genetico, che ha permesso di affrontare problemi di grande rilievo per la coltivazione della barbabietola e per il suo uso industriale: ad esempio tolleranza e resistenza alle principali avversità biotiche ed abiotiche (Rizomania, Nematodi, Cercospora, Rizoctonia, etc), retrogradazione e produzione.

 
Barbabietola da zucchero, la coltivazione necessità lavorazioni profonde e irrigazione
Barbabietola da zucchero: acqua, lavorazioni profonde e scelta varietale per essere al top
(Fonte foto: © Wikimedia Images Pixabay)
 

Barbabietola, innovare per crescere

Di seguito alcune delle principali varietà suggerite da Coprob-Cooperativa produttori bieticoli, nel suo sito web e sul sito betaitalia.it, per le semine del 2020. La Coprob, con sede a Minerbio (BO), è leader del settore bieticolo saccarifero italiano, con una quota di circa 300mila tonnellate di zucchero (pari al 50-55% del settore). Le varietà più interessanti, e di più recente introduzione, da usare in caso di terreno sano sono: Eliska (Kws), Bambou (Sesvanderhave), Beniamina (Kws), BTS 5950N (Betaseed), Tonga (Sesvanderhave), Meradonna (Kws), Bali (Sesvanderhave), Essenzia (Kws), Gregoria (Kws), Preziosa (Kws), BTS 2730 (Betaseed), Tesla (Strube). Tutte queste varietà presentano una Plv superiore a 100 unità, con valori descescenti dalla prima (Eliska=112,5) all'ultima (Tesla=101,2).
In caso di terreni infestati da Nematodi le varietà consigliate sono: Eliska (Kws), Bali (Sesvanderhave), Marinella (Kws), Beniamina (Kws), BTS 555 (Betaseed), Bambou (Sesvanderhave), BTS 5950N (Betaseed), Balear (Sesvanderhave), Tonga (Sesvanderhave), Portal (Sesvanderhave), Lombok (Sesvanderhave), Preziosa (Kws). Tutte queste varietà presentano una Plv superiore a 100 unità, con valori descescenti dalla prima (Eliska=112,2) all'ultima (Preziosa=100,4).
Le varietà più interessanti resistenti all'erbicida Conviso One sono: Smart Briga (Kws) con 111,1 di Plv e Smart Renja (Kws) con 108,1 di Plv.
Per ulteriori informazioni, dettagli e visione di tutte le tabelle visitate il sito web di Betaitalia.it, con Bollettino N.1 del 20 gennaio 2020 dal titolo 'La corretta scelta varietale'. Betaitalia.it, è un servizio di ricerca in agricoltura nato dalla fusione delle competenze e dalla professionalità dei servizi di ricerca del mondo agricolo e industriale della filiera bieticolo-saccarifera italiana. Beta è oggi al 100% di proprietà di Coprob.

Per maggiori informazioni sulla barbabietola da zucchero in genere e sulla sua coltivazione è possibile consultare il sito web di Betaitalia, il libro 'Coprob e il futuro dello zucchero italiano' del 2017 di Ambrosetti editore ed il prontuario sulla coltivazione della barbabietola da zucchero del 2017. Interessante anche la giuda alla coltivazione della barbabietola del 2006.

La barbabietola produce zucchero (saccarosio liquido nello specifico) nelle foglie, attraverso la fotosintesi clorofilliana, e poi ne accumula una parte nella radice o fittone. Questo processo di accumulo avviene però solo quando l’apparato fogliare raggiunge uno sviluppo tale da garantire contemporaneamente una produzione di saccarosio da convogliare nelle normali funzioni della pianta e nell'accumolo della radice. Pertanto la produzione di zucchero è direttamente proporzionale alla quantità di luce che le foglie 'intercettano' durante la stagione vegetativa. Questo saccarosio verrà poi estratto sottoforma di sugo denso e trasformato in zucchero vero e proprio previa cristalizzazione (scopri tutto il processo sul sito web dell'Eridania) .

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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