Sorgo, pianta dal grande potenziale

Le superfici coltivate a sorgo in Italia e nel mondo crescono, spinte dalle grandi potenzialità agronomiche ed alimentari di questo cereale

Sorgo, pianta dal grande potenziale - Plantgest news sulle varietà di piante

Sorgo, una coltivazione sostenibile che apre a nuove opportunità di mercato

Fonte immagine: © ToppyBaker - IStockPhoto

Il sorgo (Sorghum vulgare o Sorghum bicolor) è una delle piante agrarie con la maggiore prospettiva futura, ottimo strumento da mettere in campo di fronte alle grandi sfide a cui l’agricoltura deve far fronte. E' infatti un cereale molto versatile, con un uso limitato delle risorse e con diversi vantaggi agronomici ed economici. Un enorme potenziale che deve ancora essere espresso. In questo momento è il quinto cereale per importanza economica dopo grano, riso, mais ed orzo. Nell’Ue le superfici coltivate a sorgo sono aumentate del 18% nel 2020: +20% per il sorgo da granella e +12% per il sorgo da foraggio. Stesso trend anche nell'Europa dell'Est (Russia e Ucraina in primis).

Nel mondo nel 2019 sono stati coltivati 40.074.667 ettari per una produzione di 57.893.378 tonnellate. Leader mondiale sono gli Stati Uniti d'America con 8.673.480 tonnellate, seguita da Etiopia con 5.265.580 tonnnellate e dal Messico con 4.352.947 tonnellate. Per l'Italia la produzione è di 322.500 tonnellate su una superficie di 46.800 ettari: +10% per produzione e +18% per superfici rispetto al 2019 (Fonte dati Faostat). "Il sorgo presenta un trend positivo ed il suo futuro è sicuramente roseo - spiega Andrea Formigoni, professore di nutrizione e alimentazione animale presso l'Università di Bologna -. Una coltura che può rappresentare una risposta alle problematiche di un'agricoltura che guarda al futuro. Il sorgo da granella è il cereale con le caratteristiche più vicine a quelle del mais e può essere incluso nelle razioni alimentari di diversi animali (bovini da latte, suini e ovini in primis), anche in completa sostituzione. Va però risolto un problema di corretto inserimento nella razione, che ne può pregiudicare il positivo risultato di utilizzo e di alimentazione. Anche il silomais può essere sostituito da silosorgo con integrazioni adeguate di amido nelle razioni". Può quindi diventare un ottimo alimento per gli animali, sia per produzione di carne che per la produzione di diversi prodotti alimentari made in Italy.

 
Marcus, nuovo ibrido di sorgo bianco da granella di Syngenta
Marcus*, nuovo ibrido di sorgo bianco da granella di Syngenta
(Fonte foto: © Syngenta)
 
"Il sorgo rappresenta una buona opportunità aziendale - conclude Formigoni - anche per il suo ridotto fabbisogno idrico, una delle sue maggiori peculiarità. Se la contrapponiamo al mais, coltura particolarmente avida di acqua, è evidente quali siano le prospettive future. Questo cereale potrebbe avere un certo interesse anche nell'alimentazione umana. Diversi studi scientifici - disponibili su Pubmed e presentati al 2nd European Sorghum Congress 2018 - dimostrano l'impatto positivo di una dieta a base di sorgo. Il sorgo è ricco di antociani ed ha basso indice glicemico". Per maggiori informazioni e per scaricare le presentazioni del Convegno vai su www.sorghum-id.com.
Per ulteriori informazioni sul sorgo puoi anche leggere due articoli pubblicati su AgroNotizie: 'Sorgo, un futuro splendente' e 'Sorgo da biomassa la coltura del XXI secolo'

Il sorgo da granella è coltivato soprattutto in Emilia Romagna e, in secondo luogo, nelle regioni del centro e del sud Italia. Per quanto riguarda il sorgo da insilato è coltivato in una zona molto più vasta: in Lombardia, nel sud Italia, in Piemonte, in Veneto e in Emilia Romagna. "In Italia - spiega Denio Mochi, Oilseeds & DFC Technical Product Manager di Syngenta - stimiamo una superficie complessiva a sorgo nel 2020 di circa 46mila ettari, di cui 20mila ettari a trinciato e 26mila ettari destinati a granella. Le varietà più coltivate nel sorgo da granella sono quelle a granella bianca o rosata, che hanno basso tenore di tannini (caratteristica richiesta dall’ industria mangimistica). Syngenta in questo ambito offre due ibridi: Marcus* e Albanus*, che essendo di ciclo medio-precoce possono essere impiegati in tutti gli areali di coltivazione compresi quelli più difficili dell’ Italia centrale. Per i sorghi da trinciato la tipologia più utilizzata è quella da granella di taglia alta in grado di assicurare una buona produzione di massa verde con un ottimo contenuto di amido. Il miglioramento genetico sta evolvendo verso nuovi ibridi a granella bianca con buona versatilità d'impiego, ma che abbiano delle elevate caratteristiche dal punto di vista sanitario: in particolare la tolleranza al Fusarium spp, che è la malattia più importante del sorgo in Italia e che è spesso causa di forti allettamenti della coltura".

 
Artista, sorgo bianco da granella prodotto dalla RV Venturoli
Artista*, sorgo bianco da granella prodotto dalla RV Venturoli
(Fonte foto: © RV Venturoli)
 

Cosa serve per coltivarlo?

In linea generale è maggio il mese ottimale per la semina del sorgo. Ci sono però areali dove già a metà aprile è possibile seminare ed altri dove è possibile effettuare la semina fino a fine giugno. Per effettuare una corretta semina è molto importante avere un terreno ben lavorato e fine, oltre ad essere pulito. La corretta qualità del terreno può influenzare negativamente o positivamente l'emergenza delle piantine. Le perdite normalmente sono tra il 15% ed il 20%, ma in ambiente sfavorevole può essere più elevato (eccessiva profondità di semina, terreno freddo, terreno grossolano, etc).
"Il sorgo è una coltura versatile - spiega Eloise Bersani, responsabile ricerca e sviluppo di RV Venturoli - e che si presta ad essere coltivato con ottimi risultati in qualsiasi areale. Nelle rotazioni colturali può seguire cereali a paglia, leguminose, prati ed erbai. Ad ogni modo dove si esprime al meglio è dopo le piante miglioratrici. Beneficia di una buona preparazione del terreno in pre-semina, che può essere fatta con un'aratura estivo-autunnale ed una successiva lavorazione di rifinitura a fine inverno. Si adatta comunque anche ad una minima lavorazione del terreno o ad una semina su sodo in secondo raccolto. La semina è da effettuare con temperatura del suolo superiore a 12 ° C ad una profondità di 2-4 cm. Per quanto riguarda la dose di semina si consiglia un investimento di 35-40 semi per m2 per il sorgo da granella: da aumentare un pò nel caso si produca sorgo da insilato. Durante la semina è consigliata la distribuzione di un geodisinfestante granulare per proteggere il seme da attacchi di insetti terricoli". Tra le principali varità che propone la RV Venturoli ci sono Artista*, Arsenio* e Ardito*. In base alle prove sperimentali del 2020 effettuate da diversi istituti pubblici, e recentemente pubblicate su alcune riviste cartacee di settore, Artista* è risultata la varietà più produttiva e performante.

E cosa si consiglia per la concimazione? "L'azoto va dato in pre-semina con 100-180 unità/ha per suoli poco profondi e aridi, da aumentare in terreni più profondi ed irrigui. Fosforo e potassio possono essere dati, se necessario in base ad analisi del terreno, in pre-aratura con 80-100 unità/ha". Anche il diserbo è un'aspetto agronomico molto importante. "Si esegue un primo intervento in pre-semina ed un secondo intervento in post-emergenza con prodotti registrati e indicati da etichette e disciplinari. Anche la sarchiatura può essere utile per difendersi dalle malerbe, limitando l'uso di prodotti chimici". Per ottenere la massima resa produttiva il fabbisogno idrico di questa coltura è di 400-450 mm all'anno e la fase più critica è da inizio fioritura al riempimento della cariosside.

Autore: Lorenzo Cricca
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