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Sorgo Sorghum vulgare

Sorgo - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il sorgo o Sorghum vulgare Pers. (sinonimo Sorghum bicolor L. Moench) è una pianta annuale estensiva cerealicola tra le più importanti. Appartiene alla famiglia delle Poaceae o graminacee.

In relazione alla destinazione d'uso abbiamo diversi tipi di sorgo: per la produzione di scope, per la produzione di fibra, per la produzione di zucchero, per la produzione di foraggio, per la produzione di granella e per la produzione di biomassa.

E' il quinto cereale per importanza nell’economia agricola mondiale. Riccho di fribre, ma privo di glutine, è perfetto anche nelle diete per celiaci.

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Il nome del sorgo deriva dal latino 'surgere', che vuol dire alzarsi. E' stata una delle prime piante ad essere probabilmente coltivate nella storia della Terra, per cui la sua origine è molto antica. Si pensa che la sua apparizione sia avvenuta diverse migliaia di anni fa nell'Africa nordorientale (tra l’odierna Etiopia e il Sahel semi-desertico). Da li si è esteso in tutto il mondo: anticamente in Asia e in Europa, più recentemente in America e in Australia.

 
Il sorgo è una graminacea annuale. Il culmo, formato da una serie di nodi ed internodi, è eretto ed alto da 1 a 3 metri. Al suo interno c'è una sostanza chiamata 'midollo', che in alcune tipologie è secco mentre in altre è succulento e zuccherino.

Le foglie sono lineari, lanceolate, inserite alterne ad ogni nodo del culmo. Il lembo è glabro e lievemente dentellato. Le gemme dei nodi basali del culmo spesso germogliano determinando un certo accestimento della pianta.

L’apparato radicale è fascicolato. L’infiorescenza è un racemo terminale comunemente detto 'panicolo' a portamento eretto. il panicolo è compatto o spargolo a seconda della lunghezza e della robustezza dell’asse principale e dei rami laterali. Sulle ramificazioni laterali del panicolo sono inserite le spighette sempre accoppiate a due a due: una è sessile e fertile, l’altra è peduncolata e sterile.

La cariosside del sorgo possono essere vestite o nude a seconda della varietà. Inoltre può essere di diversi colori: bianca, gialla, bruna, rossiccia, bruno-violacea.

La fioritura di un panicolo inizia circa due giorni dopo la spigatura, cominciando con i fiori apicali e procedendo verso la base fino a completarsi in 6-10 giorni. In condizioni normali la fecondazione è autogamia per circa il 95%.

Diverse sono le tipologie, classificabili in base alla loro destinazione d'uso:
- Sorgo da scope o saggina (Sorghum vulgare var. technicum): L’asse principale del panicolo è cortissimo e su di esso sono inserite, quasi a formare un’infiorescenza ad ombrella, ramificazioni lunghissime ed elastiche. Tale infiorescenza, privata della granella, è usata per la fabbricazione di scope e spazzole;
- Sorgo da zucchero (Sorghum vulgare var. saccharatum): Sono piante molto alte, a culmo grosso, con foglie larghe, steli succosi e zuccherini per la presenza nel midollo di notevoli quantità di saccarosio (15-20%). Hanno importanza per la preparazione di sciroppi e per l’industria dell’alcool o come coltura foraggera da erbaio;
- Sorgo da foraggio: Sia nella forma giovanile e sia nella fase di maturazione lattea o cerosa della granella, si presta per l’alimentazione del bestiame;
- Sorgo da granella: Vengono coltivati per la loro granella che trova utilizzazione per l’alimentazione umana o per l’alimentazione del bestiame.
Il sorgo ha bisogno di esigenze termiche abbastanza alte, sicuramente maggiori rispetto al mais. Per germinare e nascere richiede temperature del terreno di 14 °C circa, a fronte dei 12 °C necessari per il mais.

Però ha esigenze idriche non elevate, e minori del mais. Questa rusticità ha dei limiti, visto che comunque è necessario contare almeno su una quantità d'acqua stimabile 
tra i 300 e 400 mm (circa 3.000-4.000 m3/ha).

Preferisce sicuramente terreni profondi, di medio impasto, ben strutturati e fertili. Si adatta bene anche a quelli argillosi pesanti con mediocre struttura. Tollera un ampia gamma di acidità (da pH 5,5 a 8,5) ed un'elevata salinità.
Il sorgo può tendenzialmente succedere a se stesso senza grossi problemi. E' però buona norma creare un certo avvicendamento. Di norma è considerato una pianta da rinnovo a semina primaverile tardiva. In genere segue un cereale autunno-vernino (ad esempio frumento). Possibile anche un ciclo in secondo raccolto, ad esempio dopo triticale.

Non frequente è il caso di sorgo in coltura ripetuta, dato che negli ambienti aridi dove il sorgo viene preso in considerazione, le colture più sicure e redditizie sono i cereali vernini, ai quali il sorgo si alterna per evitare gli inconvenienti del ringrano.
Il sorgo è una pianta da asciutta. Per questo motivo si deve favorire l’approfondimento radicale e la creazione di riserve idriche. E' quindi necessario eseguire lavorazioni profonde preventive, cioè prima dell’inizio della stagione piovosa. La migliore lavorazione è l'aratura o una lavorazione a 'due strati'.

Nei terreni argillosi è necessario eseguire poi dopo l'aratura un'ulteriore lavorazione di preparazione durante l’inverno o alla fine dell'inverno. Le lavorazioni possono essere energiche erpicature o estirpature. Il terreno sarà così pronto per la semina, visto che i semi sono molto piccoli. La perfetta preparazione del terreno è il punto più delicato della coltura.
Trattandosi di una coltura in asciutta è molto importante limitare il più posisbile concimazioni minerali quanto più scarse sono le disponibilità idriche. Indicativamente possono essere dati: 80-120 unità di azoto in pre-semina o parte in pre-semina (2/3) e parte in copertura (1/3); 45 unità di fosforo localizzato e 80 unità di potassio (ma solo in suoli carenti).
 
Mediamente è seminabile tra la fine di aprile e la metà di maggio, a seconda anche dell'areale in cui viene coltivato. Per farlo vengono usate seminatrici pneumatiche (quelle per il frumento) o quella di precisione della barbabietola. La quantità di seme erogata assicura una popolazione di circa 15-30 piante a m2. La distanza di semina è: 50-70 cm in interfila e 10 cm lungo la fila. La profondità ideale è di 20-30 mm (massimo 40) in terreno possibilmente ben rassodato da una rullatura presemina.
Solitamente viene coltivata in asciutta, grazie alla sua resistenza alla siccità. Per questo motivo non ha bisogno di grandi quantità d'acqua. Si stimano circa 300-400 mm all'anno. 

La fase più critica va dalla botticella alla maturazione lattea. In questo periodo apporti dell’ordine di 150-200 mm consentono di raggiungere produzioni dell’ordine di 8 t/ha di granella secca e oltre.

Il sorgo si spinge assai in profondità per attingere acqua e quindi si può irrigare in modo da bagnare 1 m di spessore; inoltre l’esigenza di tempestività è assai meno sentita che nel mais, dato che per il sorgo il limite di intervento irriguo è più basso che nel mais e che il sorgo può entrare in quiescenza.
L'epoca di raccolta del sorgo va da agosto alla prima metà di settembre. È da ricordare che il sorgo, a differenza del mais, mantiene completamente verdi le foglie e gli steli anche quando la granella è matura.

La raccolta della granella si fa con le stesse mietitrebbiatrici da frumento, regolando però l’altezza di taglio tanto in alto da raccogliere, se possibile, solo i panicoli. Proprio per questo motivo si stanno sempre di più utilizzando varietà che presentano un'elevata separazione del panicolo dall'ultima foglia. 

Le rese di granella conseguibili col sorgo sono variabili secondo l’andamento stagionale: in condizioni molto favorevoli di terreno e di piovosità estiva possono raggiungere 8-9 t/ha di granella; rese medie di 6 t/ha sono da considerarsi buone.

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