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Colza, sguardo al futuro

Questa coltura da rinnova, si presta bene per la produzione di bioenergie e biocarburanti. Ma come si coltiva il colza in Italia?

Colza, sguardo al futuro - Plantgest news sulle varietà di piante

Il colza è in crescita, grazie alle sue diverse capacità: coltura rinnovo, adatta a produrre bioenergie e biocarburanti, mangimi per animali

Fonte immagine: © Pixelfit - IStock Photo

Il colza (Brassica napus) è una coltura autunno-primaverile appartenente alle Cruciferae, e valida alternativa ai classici cereali a paglia (frumento, orzo, mais, avena, etc) che sfruttano gli elementi nutritivi del terreno impoverendolo. E' quindi un'ottima coltura da rinnovo e può entrare a pieno diritto nei programmi di rotazione colturale.

La sua dinamica produttiva in Italia è in crescita: dal 2013 ad oggi c'è stato un +2% per superfici coltivate ed un +15% per quintali prodotti. Da segnalare che all'interno di questo periodo si sono verificate stagioni negative. In base ai dati Istat nel 2020 sono stati seminati a colza 16.764 ettari che hanno prodotto 487.155 quintali. Con questi numeri però l'Italia rimane decisamente lontano dalle prime posizioni nella classifica europea e mondiale dei produttori di colza. Il primo produttore è il Canada con 18.684.700 tonnellate, seguito da Cina con 13.484.700 tonnellate e dall'India con 9.255.660 tonnellate. Nel 2019 complessimante nel Pianeta sono state prodotte 70.510.703 tonnellate su una superficie di 34.030.921 ettari: +6% per superfici e +17% per volumi.

La sua capacità migliorativa del terreno e la possibilità di rientrare nella produzione di bioenergie e biocarburanti sono alla base di un rinnovato interesse verso il colza. Nel 2016 in base al rapporto di GSE-Gestore servizi energetici la bioenergia in genere copriva il 49% dei consumi di energia rinnovabile e l’8,5% dei consumi totali: unica fonte rinnovabile in grado di coprire le richieste di energia sotto forma di elettricità, calore e carburanti per i trasporti. Entrambi i settori sono in grande espansione. Non dimentichiamo che il miglioramento genetico ha permesso di sviluppare ibridi con un bassissimo contenuto di acido erucico e sfruttabili per la produzione di olio alimentare ed un bassissimo contenuto di glucosinolati per le farine utilizzate nell’alimentazione zootecnica.

 
Campo di colza, con i tipici fiori gialli
Il colza è una coltura in crescita e che s'inserisce bene nel greening della PAC
(fonte foto: © Marvinh - IStockPhoto)
 

In primis terreno e varietà

Il colza va seminato a fine agosto-inizio di settembre o al più tardi a fine settembre-inizio ottobre. La semina può essere effettuata a spaglio o ancor meglio con una seminatrice pneumatica. In quest'ultimo caso si usano circa 50-55 semi/m2 per semine precoci e 60-65 semi/m2 per semine più tardive. La profondità di semina è di 2 cm con un'interfila di 40-45 cm. Durante la fase di semina è buona norma distribuire fosforo in modo localizzato. 
Il terreno deve essere ben lavorato e privo di ristagni idrici, pur mantenendo una certa umidità. Per quanto riguarda invece il pH ottimale, questo cambia a seconda del tipo di terreno: pH 7 se il tuo terreno è argilloso, pH 6 se il tuo terreno è argilloso-sabbioso e pH 6.5 se il tuo è argilloso-limoso.
La scelta della varietà è sicuramente un aspetto molto importante e non esiste una varietà universale, che vada bene per ogni situazione o località. Per questo motivo si consiglia di utilizzare seme certificato e garantito prodotto dalle principali aziende sementiere: Dekalb, Sis, Kws, LG-Limagrain, Pioneer, Maisadour. 

"Il colza, tra le colture oleaginose, risulta essere una delle colture di maggiore interesse per KWS - spiega Daniel Grandis, Responsabile Agroservice Sud Europa di KWS -. Negli ultimi anni abbiamo fatto grandi investimenti, sia a livello di miglioramento genetico che di sviluppo del settore. Il colza sta sicuramente crescendo e rappresenta un'interessante opportunità di reddito per gli agricoltori. E' una pianta dai costi colturali contenuti e con buoni livelli di valorizzazione. Dal punto di vista del miglioramento genetico stiamo lavorando per mantenere ed implementare i potenziali produttivi delle varietà KWS, adattandole ad una coltivazione sempre più sostenibile e rispettosa dell’equilibrio ambientale. Questo obbiettivo viene perseguito anche attraverso la selezione di varietà tolleranti o resistenti ai principali patogeni della coltura, limitando se non eliminando del tutto alcuni interventi fitosanitari. Un esempio su tutti: nel giugno 2020 il Terres Inovia ha pubblicato uno studio dove indica che KWS Feliciano* F1 è risultata poco suscettibile alle larve dell’Altica del colza. Inoltre ha dimostrato una resistenza (RlmS) al fungo patogeno Phoma"
Ecco alcune delle principali varietà di KWS in Italia: "Senza dubbio la varietà principale è KWS Gordon* F1 - conclude Grandis -, dall'eccellente spunto produttivo in tutti gli ambienti di coltivazione e con una produttività costante nel tempo. Tra le novità ricordiamo invece KWS Alvaro* F1, dotato di un ottimo adattamento territoriale che lo rende competitivo in tutte le tipologie di ambient, e KWS Cyrill CL* F1, tollerante ai diserbi a base di Imidazolinoni".

 
Colza, pianta adatta per la produzione di bioenergie e biocarburanti
Il colza, è una pianta che si adatta bene alla produzione di bioenergie e biocarburanti
(Fonte foto: © Jerzy Gorecki - Pixabay)
 

Colza, diserbo e concimazione

Il diserbo è una fase delicata soprattutto in pre-emergenza o in pre-semina. In base ad 'Disciplinare di produzione integrata dell'Emilia Romagna per il 2021' è possibile effettuare trattamenti in pre-semina e pre-emergenza per graminacee e dicotiledoni con Glifosate e in pre-emergenza su graminacee e dicotiledoni con Metazaclor, Pendimentalin e Clomazone. Per quanto riguarda il post emergenza su graminacee e dotiledoni abbiamo Imazamox (solo su varietà clearfield) e Metazaclor; su graminacee abbiamo Propaquizafop, Cicloxidim, Fenoxaprop-p-etile e Quizalofop p-etile isomero D; su dicotiledoni Clopiralid
Durante la fase di crescita della pianta e di coltivazione il colza necessita di 80-100 unità/ha di azoto (N), 60-80 unità/ha di fosforo (P2O5), 60-100 unità/ha di potassio (K2O) e 40.60 unità/ha di Zolfo (SO3). Da tenere in considerazione che tra tutti gli elementi nutritivi l'azoto rappresenta quello che influisce maggiormente sulla resa finale della pianta. 

 

Raccolta, mai abbassare la guardia

A fine primavera-inizio estate i coltivatori di colza iniziano a raccogliere. Questo è un altro momento delicato, perchè se si sbaglia anche di poco si rischia di perdere prodotto e quanto di buono è stato fatto fino ad ora. Il momento ottimale di maturazione si ha quando i primi baccelli del getto principale iniziano a fessurarsi. La maturazione di trebbiatura si ha quando si raggiunge il 12-13% di umidità.
Per effettuare bene la raccolta servono macchine trebbiatrici da grano adattate, per limitare il più possibile le perdite di prodotto. Ecco alcune indicazioni utili da tenere in considerazione: la barra falciante deve essere mantenuta sufficientemente alta, in particolare in presenza di steli ancora verdi e di significative infestazioni di malerbe; la ventilazione deve essere regolata al minimo; la velocità di lavoro deve essere ridotta aminimo. Diamo due dati: la velocità di battitura (rpm) con tamburi di diametro di 600-610 mm sarà di circa 500-600 con prodotto di medie condizioni (ne troppo umido e ne ptroppo secco) mebtre la velocità del rotore sarà di circa 450-550 rpm sempre con lo stesso prodotto.

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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