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Lattuga, con l'innovazione si cambia

La resistenza o tolleranza alle malattie ed ai problemi fisiologici sono chiave fondamentale per il successo di una varietà di lattuga. Quali sono le principali patologie? Quali sono le varietà di lattuga gentile e cappuccia più coltivate, in Veneto in primis?

Lattuga, con l'innovazione si cambia - Plantgest news sulle varietà di piante

Tante le tipologie di lattuga coltivate e consumate in Italia: in primis ricordiamo l'iceberg, la gentile e la cappuccia

Fonte immagine: © Consorzio lattuga di Lusia Igp

Quali sono le verdure più consumate in Italia? In base a quanto pubblicato dal Cso Italy nel 2018, su dati Gfk relativi al 2017, al primo posto c'è la patata con oltre 700mila tonnellate. Seguono poi il pomodoro con 580mila tonnellate e le insalate con 430mila tonnellate. All'interno del gruppo delle lattughe, in base a quanto emerge da una ricerca di mercato di Bonduelle del 2019 su dati Nielsen, è l’iceberg la più consumata in tutta la Penisola, con le sue 12mila tonnellate. A seguire troviamo il lattughino verde con circa 9mila tonnellate, mentre per pochissimo è fuori dal podio la rucola con quasi 8mila tonnellate. Qualche dato sull'aspetto produttivo. In base ai dati Istat nel 2020 sono stati prodotti 5.029.377 quintali su una superficie di 19.872 ettari, in linea con la produzione e gli ettari coltivati nel 2014.  

In Italia la lattuga è coltivata sia in pieno campo che in coltura protetta. Le prime 5 regioni, in base ai dati Istat 2020, per la coltivazione in pieno campo sono Puglia (4.860 ha), Sicilia (2.156 ha), Lazio (1.367 ha), Emilia-Romagna (1.229 ha), Campania (1.149 ha) mentre in coltura protetta abbiamo Lazio (15.020 ha), Campania (1.215 ha), Veneto (1.097 ha), Lombardia (339 ha), Emilia-Romagna (130 ha). L’ampia gamma di tipi di lattuga coltivati e la diffusione della coltivazione su gran parte del territorio nazionale garantisce la presenza del prodotto sul mercato durante tutto l’anno.

Sono diverse le tipologie di lattuga conosciute in Italia. Ricordiamo la lattuga romana, la lattuga riccia, la lattuga cappuccio, la lattuga gentile, la valeriana o songino, la lattuga iceberg, il lattughino, la lattuga trentina, la lattuga pasqualina, la lattuga salanova, la lattuga pesciatina o toscana. L'innovazione è anche nella lattuga la leva per guardare al presente ed al futuro con positività. "Oggi l'aspetto del miglioramento genetico ha un elevato valore nella lattuga - spiega Antonio Ferrante, Professore di agronomia e sistemi colturali erbacei ed orticoli all'Università di Milano -. Questo perchè è necessario adeguarsi alle evolute esigenze agronomiche e di mercato. Oggi le varietà commercializzate sono tante, ma tutte si rifanno a determinati punti chiave: uniformità delle dimensioni dei grumoli, contemporaneità di maturazione, miglioramento dello sviluppo dell’apparato radicale, germinazione a temperature sub-ottimali (alle alte e basse temperature), eliminazione del sapore amaro, minore attitudine all’accumulo di nitrati, resistenza fisiopatie (ad esempio 'tipburn' e vetrosità), resistenza a malattie (Bremia lactucae, Fusarium spp., Alternaria cichorii, Sclerotinia spp., Botrytis cinerea, Stemphilium botryosum), resistenza a parassiti (afidi: Nasonovia ribes nigri, Acyrthosiphon lactucae, Myzus persicae, Uroleucon sonchi) e tolleranza alla salinità".

 
Lattuga, la tipologia gentile e cappuccia sono le più coltivate nel Veneto
La lattuga gentile e la lattuga cappuccia sono le più coltivate nel Veneto
(Fonte foto: © Consorzio lattuga di Lusia Igp)


Dal punto di vista della coltivazione il trapianto ormai è la tecnica più diffusa per la messa in opera dell'impianto. Il terreno preferito dalla lattuga è quello sciolto o franco, caratterizzato da una tessitura piuttosto grossolana, che lo rende particolarmente permeabile, e con buona disponibilità di acqua per l’irrigazione. Pertanto il terreno deve essere costituito da una percentuale di sabbia non inferiore al 30% e da una quantità di argilla non superiore al 20%. Uno dei principali areali produttivi è il Veneto, che presenta importanti aree vocate che complessivamente coprono più di 1.300 ettari, tra pieno campo e coltura protetta, con la lattuga gentile e quella cappuccia che rappresentano le tipologie più significative. Per evidenziare l'importanza della lattuga in Veneto ricordiamo la presenza dell'insalata di Lusia, la sola in Europa tutelata dal marchio Igp ottenuto nel 2009 (il disciplinare prevede tra l'altro l'uso delle sole lattuga Cappuccia e Gentile). 

"Tra i vari aspetti del miglioramento genetico - spiega Franco Tosini, agronomo e responsabile del Centro Sperimentale Ortofloricolo 'Po di Tramontana' di Veneto Agricoltura - le resistenze e tolleranze alle principali malattie e fisiopatie sono elemento fondamentale, visto anche i cambiamenti climatici in atto che modificano continuamente ed inaspettatamente le regole d'ingaggio. Quali sono le principali problematiche a cui i breeder mondiali stanno guardando con maggiore interesse? Partiamo dalla Bremia lactucae, agente della peronospora della lattuga, che oggi presenta 36 razze diverse (è in arrivo anche la 37). E le varietà non possono prescindere da questa resistenza: chi non lo è, anche se ottima per aspetto e qualità viene sostituita. Basta guardare quanto successo nel 2020 dove la Bremia in Veneto ha dato diversi problemi, a causa anche della presenza in campo di varietà che avevano un 'buco' di resistenza per le razze 33 e 35. Queste varietà nella stagione 2021 sono state accantonate. 
Poi segnaliamo il Fusarium Oxisporum f. Sp. Lactucae razza 1, un fungo del terreno che aggredisce le lattughe creando infezioni prevalentemente in corrispondenza dei rialzi termici. I sintomi iniziali consistono in una crescita stentata e asimmetrica delle piante, clorosi fogliare e, nei casi più gravi, un rapido avvizzimento che può arrivare alla completa perdita della produzione. Si segnala che da un paio di anni è stata segnalata la presenza della razza 4, che inizia a dare più di qualche problema
". 

"Altra malattia importante -
prosegue Tosini -, per cui è necessario avere piante resistenti, è la suberosi radicale della lattuga, causata dal batterio Sphingomonas suberifaciens. Passiamo poi al virus Lbvv-Lettuce big vein virus, causa dell'ingrossamento nervale della lattuga, ed al Nasonovia ribisnigri, afide succhiatore che è vettore di diversi virus tra cui il mosaico del Ribes spinoso, il virus del mosaico del cavolfiore, il virus del mosaico del cocomero e del mosaico della lattuga. E quali sono le principali varietà in commercio? Fare un elenco non è facile perchè le varietà sono tante. E' però possibile indicare quali nel 2021 sono state le varietà maggiormente scelte dai produttori veneti tra le tipologie gentile e cappuccia. Per il periodo estivo abbiamo Voltron* (Rijk Zwaan) e Agila* (Enza Zaden) per la gentile e Danzarina* (Rijk Zwaan), Isolina* (Rijk Zwaan), Emiliana* (Rijk Zwaan) per la cappuccia. Per il periodo primaverile-autunnale ci sono Bonalisa* (Enza Zaden) e Agila* (Enza Zaden) tra la gentile e Isolina* (Rijk Zwaan) e Donela* (Enza Zaden) tra la cappuccia".

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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