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Anguria, il frutto dell'estate cambia pelle

La stagione 2021 è stata difficile dal punto di vista produttivo, a causa delle difficoltà ambientali primaverili. I consumi però con l'arrivo del caldo sono decollati, facendo ben sperare produttori e commercianti

Anguria, il frutto dell'estate cambia pelle - Plantgest news sulle varietà di piante

Da grandi e con i semi oggi le angurie sono sempre più piccole e senza semi

Fonte immagine: © By41330 - Pixabay

Se si dice estate viene subito in mente l'anguria (o cocomero o cocomera). Un frutto dolce e rinfrescante che ha sicuramente deliziato le conviviali serate e le calde giornate della nostra infanzia ed adolescenza. In base ad una recente indagine della piattaforma online TheFork, condotta con un sondaggio tra i suoi utenti, l'anguria è l'ingrediente estivo più amato con il 35% delle adesioni, seguita da scampi e vongole veraci (32%), albicocche (24%) e pesche nettarine (20%). Diamo qualche dato sull'aspetto produttivo partendo dai dati Faostat del 2019 che posizionano l'Italia come 20esimo produttore di angurie al mondo con 650mila tonnellate: +43% rispetto al 2014. Al primo posto c'è la Cina con 60,7 milioni di tonnellate, seguita da Turchia con 3,8 milioni di tonnellate e India con 2,5 milioni di tonnellate. In totale al mondo sono 100.414.933 le tonnellate di angurie prodotte, su una superficie di 3.084.217 ettari. Se guardiamo al territorio nazionale, in base ai dati Istat del 2020, è il Lazio la prima regione con 134mila tonnellate. Seguono la Campania con 104mila e la Puglia con 99mila. La coltivazione a piano campo rappresenta ancora l'86% della superficie coltivata, che è pari ad oltre 18.335 ettari.

In linea generale l'anguria rimane un prodotto ancora coltivato in Italia, e che genera un certo interesse. Ma cosa ci si aspetta dalla stagione 2021? Bruno Francescon, presidente dell'Op Francescon, ha recentemente dichiarato all'interno del Think Fresh Webinar Preview che "le allegagioni non sono state ottimale, a partire dall'areale mantovano, a causa del freddo e del maltempo, causando di fatto problemi sulle quantità di angurie e meloni prodotte da ogni singola pianta. Aspetto però che non ha influito sulla qualità". Dello stesso parere è Antonello Verna, proprietario della Verna Country Farm con sede a Bernalda (Matera). "Il freddo e le pioggie primaverili hanno ridotto l'allegagione delle piante e conseguentemente limitato del 20% la produzione. La qualità però è altissima sia per dolcezza del frutto che per forma, lucentezza, e consistenza".  Se i consumi nel 2021 erano partiti con il fiatone a causa delle condizioni climatiche non favorevoli si sono poi ripresi nel mese di giugno grazie al caldo intenso, ed in alcuni casi fuori dagli standard stagionali. "Il caldo - conclude Verna - ci ha fornito l'assist per aumentare le vendite ed i prezzi. Se la campagna commerciale continuerà su questa linea potremo ritenerci felici a fine stagione, sia come agricoltori che come commercianti".

Il mondo del cocomero è comunque in fase di cambiamento, sia come mercato che come produzione. Per quanto riguarda l'aspetto di mercato dobbiamo dire che fino a qualche tempo le angurie più vendute erano quelle di grandi dimensioni (15-18 kg) e con semi. Personalmente ricordo l'acquisto di grandi cocomeri che venivano messi a bagno nei torrenti e ruscelli per essere tenuti freschi durante le scampagnate estive della mia infanzia. Negli ultimi anni però le cose sono cambiate e l'offerta si sta sempre di più differenziando. Così oggi al supermercato o dal fruttivendolo si vedono angurie mini o midi, dolci, croccanti, a polpa rossapossibilmente senza semi. Un prodotto che di fatto si adegua al cambiamento di gusti ed esigenze del consumatore: i nuclei familiari composti da una sola persona sono in crescita, così come le persone che pranzano fuori casa a causa degli orari di lavoro e di cucine che sono sempre più piccole e funzionali. I prodotti monodose, quindi, sono sempre più appetibili ai consumatori. 

 
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Il mercato delle angurie cambia: mini o midi e senza semi sono le preferite dai consumatori
(Fonte foto: © Gaometri - Pixabay)
 

Anguria mini, per tutte le occasioni

L'anguria sta cambiando pelle, passando da commodity pura (il prodotto è offerto al mercato senza differenze qualitative) ad una specility, dove la differenziazione e la qualità hanno un peso importante. Questo prodotto è sempre più richiesto - viene spiegato sul web site di Az. agr. Don Camillo di Brescello (RE) -  grazie alla sua praticità. Il loro peso è circa 2-3 kg. La sua buccia liscia è caratterizzata da striature di color verde scuro, la polpa è di color rosso vivo e presenta piccoli semi neri. La polpa è molto dolce, rinfrescante, croccante e con un tenue profumo delicato. "Abbiamo deciso di puntare anche noi sul cocomero - spiega Andrea Benelli, amministratore delegato dell'Az. agr. Don Camillo -, scegliendo però un prodotto ideale per queste nuove esigenze. Per questo motivo abbiamo scelto mini e midi angurie, dalla polpa rossa, dal gusto dolce e senza semi o con semi molto piccoli".
 

La midi anguria

Un altro segmento è quello delle angurie di medie dimensioni o anguria midi. Un prodotto che pesa tra i 3 ed i 6 kg capace di offrire una polpa dolce e dissetante ad un numero di persone maggiori rispetto alla mini anguria ma allo stesso tempo di non essere così ingombrante e difficile da gestire come le angurie tradizionali. All'interno di questo target abbiamo la Perla Nera, una midi anguria rotonda, con la buccia verde scuro percorsa da qualche velata striatura, con pochi semi e di colore bianco, soffici, che si possono ingerire senza problemi. Un’anguria ‘pop’ dall’immagine fresca e giovane, molto dolce ed incredibilmente croccante. L'idea di creare Perla Nera è nata della sinergia di tre importanti realtà: l’OP Francescon, La Mongolfiera e Peviani Spa. Un'altra possibilità è Camilla®, un marchio premium dell'Az. agr. Don Camillo che comprende diverse varietà senza semi, sia di tipologia striata che verde scuro.
 

Cocomeri tradizionali

Oltre alle mini angurie ed alle midi angurie senza semi continuano ad avere seguaci le angurie tradizionali con semi ma anche seedles. Il frutto di queste piante si presenta di dimensioni e forma variabili: dai 6 ai 14 kg, forma tonda oppure allungata, con buccia striata verde e polpa rosso brillante dal gusto spiccatamente zuccherino. Su questa linea di prodotto si continua a lavorare all'interno del Consorzio dell'anguria reggiana Igp. "Queste angurie - viene spiegato nel web site del Consorzio - hanno una buccia liscia o leggermente rugosa di colore verde con possibili striature più chiare. La polpa è di color rosso vivo a maturazione completata, croccante, soda e molto dolce. Le tipologie comprese nell’Igp sono tre: tonda (Asahi Miyako), ovale (Crimson) e allungata (Sentinel)".

Nel futuro la qualità sarà quindi sempre più importante ed elemento di distinguibilità e di possibile creazione di valore. Due elementi questi che possono essere premiati dal mercato e dal prezzo. Da un punto di vista agronomico si segnala un sempre maggiore utilizzo del portinnesto. Questo viene usato come base su cui allevare una varietà specifica e selezionata, grazie alla tecnica dell'innesto. In questo modo è possibile generare una pianta con un maggiore sviluppo radicale, una più efficace resistenza genetica verso le malattie telluriche (principalmente Fusariosi), una maggiore tolleranza agli stress ambientali, una maggiore vigoria di pianta che sovente determina un aumento della pezzatura dei frutti. Tra i principali portinnesti per anguria usati oggi ci sono la Lagenaria siceraria e l’interspecifico Cucurbita maxima x Cucurbita moschata.
Tante sono le varietà di cocomero o anguria in commercio, realizzate da diverse aziende sementiere. Per scoprirle tutte guarda Plantgest.com.
 

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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