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Cocomero Cucurbita citrullus (Citrullus lanatus)

Cocomero - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il cocomero o aunguriaCitrullus lanatus, è una orticola appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee. E' originaria dell’Africa tropicale. E' oggi coltivata sia nella fascia tropicale che in quella temperata-calda.

I cocomeri sono senza dubbio uno degli alimenti più dissetanti grazie al loro elevato contenuto in acqua. Contiene un elevato valore di vitamine e sali minerali, potassio in primis. La polpa ha un buon potere diuretico e depurativo, mentre i semi hanno un elevato potere lassativo.

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Il cocomero è il frutto commestibile del Cucumis citrullus, una pianta originaria dell’Africa Tropicale. Il termine cocomero è tradizionalmente usato nell'Italia centrale e meridionale. Nelle regioni dell’Italia settentrionale diventa anguria. L’Accademia della Crusca ha cercato di definire la storia del suo nome: anguria arriva attraverso la modifica veneziana del termine greco angóurion, ossia cetriolo, mentre cocomero è da considerarsi la forma panitaliana.

Il frutto appare in alcuni geroglifici dell’Antico Egitto di cinquemila anni fa. Secondo alcuni testi trovati durante scavi archeologici per la religione egizia il cocomero, nascendo dal seme del dio Seth, veniva spesso deposto nelle tombe dei faraoni come forma di sostentamento per l’aldilà. I nobili l'offrivano agli ospiti in visita quale ristoro dalle fatiche e dalla sete.

Anche nella Bibbia si parla di cocomero: è scritto infatti che gli ebrei nel deserto del Sinai rimpiangevano i cocomeri mangiati in Egitto. In Europa arriva dopo XII secolo grazie agli arabi. Nella civiltà greca l'anguria veniva indicata con lo stesso nome del cetriolo. Lo stesso avvenne nel mondo latino, almeno fino a Virgilio, mentre sembra che Plinio per Cucumis intendesse proprio il cocomero.

Questo frutto è stato molto usato dagli artisti del Rinascimento ed è stato celebrato in molti, quadri di grandi maestri come Caravaggío o Matisse.
L'anguria o cocomero, Citrullus lanatus, è pianta orticola annuale. E' costituita da uno stelo che rapidamente si ramifica in altri steli striscianti sul terreno. Questi ultimi sono muniti di viticci.

L'apparato radicale è fittonante e presenta un'elevato sviluppo sia superficiale che in profondità. Le foglie sono grandi, senza picciolo, con lembo profondamente lobato, di colore verde grigiastro e tormentose. E' monoica, ossia con fiori maschili e femminili separati sulla stessa pianta, anche se non mancano casi di varietà andromonoiche con fiori maschili e fiori fertili ermafroditi.

Il frutto del cocomero è un peponide in cui epicarpo, mesocarpo ed endocarpo sono saldati insieme. All'interno della polpa ricca di acqua sono immersi numerosi semi appiattiti.

L’aspetto, la forma e le dimensioni dei frutti sono assai variabili con la varietà e le condizioni di coltura: il peso di un frutto varia da 2 a 15 Kg, la forma è sferica o allungata, il colore esterno è verde-chiaro, verde scuro o con striature dei due colori, la polpa è generalmente rossa, ma esistono anche tipi a polpa gialla o bianca.
E' una pianta abbastanza esigente in fatto di temperature: per germinare le sue piantine hanno bisogno di almeno 10-15 C°. Per questo motivo si tende a seminarlo o trapiantarlo in primavera inoltrata.

Data la scarsa piovosità durante la stagione di crescita, l’irrigazione è quasi sempre indispensabile. I terreni più adatti al cocomero sono quelli profondi e sciolti, o per tessitura o per ottima struttura.

 
Il cocomero è una coltura da rinnovo. E' buona norma, dopo aver coltivato cocomero, non ripiantarlo nello stesso terreno prima di 4-5 anni per ridurre soprattutto i rischi d’attacchi parassitari.
Partiamo dal fatto che è sempre consigliabile eseguire un'accurata analisi del terreno prima di distribuire concimi. Questo per dare la giusta quantità nei giusti momenti. Mediamente possiamo dire che durante la creazione dell'impianto è sicuramente buona cosa eseguire una concimazine di fondo ed una somministrazione di concime organico. In assenza dell'uso del letame, la somministrazione media di altri prodotti potrebbe essere di 120-180 Kg/ha d’azoto distribuito parte alla semina e parte in copertura all’allungamento dei fusti, 80-100 Kg/ha di P2O5 e 100-150 Kg/ha di K2O, quando necessario.
Per creare l'impianto è possibile eseguire sia la semina che il trapianto di piccole piantine. Un sistema di semina molto usato è di seminare vicini 4-5 semi per poi diradare le piantine nate lasciandone 2 per postarella.

Dato il portamento strisciante e la lunghezza degli steli il sesto d’impianto è alquanto largo: molto comune per le varietà tradizionali a grande sviluppo è quello di 2-3 m tra le file e 1,5-2 m tra le postarelle, in modo da realizzare una fittezza di 0,3-0,5 piante/m2. Se si usano varietà abbastanza piccole, tipiche delle nuove varietà, la fittezza può essere aumentata riducendo le distanze (1x1 tra le postarelle).

La quantità di seme necessaria si aggira sui 3-5 Kg/ha.
L'acqua è un elemento molto importante. Per questo motivo servono irrigazioni frequenti, soprattutto durante la germinazione, il trapianto,la crescita della pianta. Non si irriga invece poco prima della raccolta per non annacquare troppo il sapore della frutta.
Per maturare i frutti hanno bisogno di circa 4 mesi, dopo la semina. Un pò meno per il trapianto. I più evidenti sintomi che si manifestanno vicino alla maturazione del frutto sono: disseccamento del peduncolo e del cirro che lo accompagna, suono cupo e sordo alla percussione, scomparsa totale della pruina che ricopre il frutto immaturo.

La raccolta è eseguita a mano ponendo particolare attenzione per evitare ferite o abrasioni che comprometterebbero la conservabilità del frutto. Le produzioni variano da 30 a 50 t/ha in funzione dell’ambiente, della cultivar, della tecnica colturale seguita.
L’anguria è molto ricca d'acqua. Il suo valore è superiore al 90% dell'intero frutto. Il suo nutriente più importante è il licopene, una sostanza antiossidante e quindi utile nella prevenzione dei tumori e nella lotta contro i radicali liberi.

Contiene inoltre un'alto valore di fibre, proteine, sodio, potassio, ferro, calcio, glucidi e vitamine dei gruppi A, B1, B2 e C.

È un frutto dissetante, diuretico e depurativo. Fa bene al fegato e ai reni ed è molto gradevole nelle giornate particolarmente calde. Inoltre, il suo contenuto di sali minerali aiuta a combattere quella stanchezza tipica dell’estate.
 
Prodotti per 100 gr di anguria
Energia 16kcal
Acqua 95,30 gr
Carboidrati 3,7 gr
Zuccheri 3,7 gr
Proteine 0,4 gr
Colesterolo 0 gr
Fibra totale 0,2 gr
Sodio 3 mg
Potassio 280 mg
Ferro 0,2 mg
Calcio 7 mg
Fosforo 2 mg
Vitamina C 8 mg
Vitamina B1 0,02 mg

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