Susino, la crisi si supera con l'innovazione

Il 2021 è stato per il susino l'annus horribilis: scarsa produzione e consumi al minimo. La susina oggi è un prodotto vecchio che va cambiato, grazie a nuove varietà e strategie. La redazione di Plantgest ha realizzato questo articolo con il supporto della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana

Susino, la crisi si supera con l'innovazione - Plantgest news sulle varietà di piante

La susina rappresenta una delle eccellenze del made in Italy: qui abbiamo Angeleno® Suplumsix*, varietà di susino cino-giapponese e la più coltivata e consumata in Italia

Fonte immagine: © Geoplant Vivai

È crisi quest'anno per il susino in Italia, tra difficoltà produttive ed un consumo mai decollato. La contrazione produttiva è da reputare ad un andamento climatico stagionale inadeguato, precipitazioni eccezionali e presenza di malattie invalidanti per le piante (fitoplasmi, virus e batteri in primis). Mentre la contrazione dei consumi è da reputare ad una crisi strutturale del settore, che oggi propone un prodotto lontano dalle esigenze e dai gusti del consumatore. La susina appare vecchia e datata e le innovazioni introdotte non hanno ancora inciso nell'interesse del cliente ed in quello del produttore.

Ecco lo stato dell'arte della coltivazione del susino in Italia e del suo mercato. In base ai dati del Cso Italy di Ferrara le superfici italiane sono di circa 13mila ettari per una produzione di poco superiore alle 200mila tonnellate (per un consumo interno di circa 65mila tonnellate). I maggiori volumi vengono prodotti in Emilia Romagna (mediamente il 37% nel triennio 2016-2018). Seguono Campania col 17%, Piemonte 14%, Lazio 9% e Basilicata 4%. Le superfici italiane di susine biologiche superano i 1.200 ettari (fonte Sinab, 2017). A livello mondiale l'Italia è al 9° posto preceduta da Cina, Romania, Usa, Serbia, Iran, Turchia, Cile e India. L’export del biennio 2017-2018 si è posizionato su circa 56mila tonnellate, a cui è corrisposto un valore di 52 milioni di euro. Oltre il 60% delle esportazioni del 2017 è rappresentato da sei Paesi: Germania 29%, Regno Unito 13%, Polonia 7%, Austria 6%, Emirati Arabi 4% e Danimarca 4%. Annualmente l’import oscilla con volumi tra le 9mila e 11mila tonnellate annue, a cui corrisponde un valore di oltre 13 milioni di euro. Negli ultimi anni in crescita la rappresentatività del prodotto spagnolo che nel 2017 ha raggiunto il 52% dei volumi, segue il Cile col 13%, Paesi Bassi 12%, Francia in calo sul 7%, in aumento Slovenia attualmente al 6%.
 

Il 2021 per il susino

Le susine cino-giapponesi, con la varietà Angeleno® Suplumsix* in primis, sono ancora quelle più coltivate ed apprezzate. Il susino europeo ha rappresentato negli ultimi due decenni una piccola parte del comparto, anche se oggi sta vivendo una crescita d'interesse. In linea generale (anche a prescindere dalla tipologia di prodotto) le cultivar a maturazione tardiva occupano il 73% delle superfici, quelle intermedie il 13% e quelle precoci il 4%. "L'Emilia Romagna è la regione leader in Italia - spiega Roberto Colombo, tecnico di Agrintesa -.  La produzione di susine quest'anno è discreta e superiore rispetto a quella del 2020. I dati però indicano una contrazione del 50% circa rispetto ad un andamento normale. Dal punto di vista remunerativo però il 2020 è stato molto positivo con prezzi medi di liquidazione di circa 0,90 euro al kg (con momenti abbondantemente sopra l'euro). Quest'anno invece i prezzi di liquidazione si apprestano ad essere decisamente più bassi. Da un punto di vista varietale in Emilia Romagna il 60% della produzione è Angeleno® Suplumsix*, il 30% è formata da una miriade di varietà di susino cino-giapponese ed il 10% è dedicata a due varietà di susine europee (Stanley e President). Negli ultimi anni si sta riscoprendo la coltivazione del susino europeo e si stanno impiantando varietà nuove di susino cino-giapponese. A livello agronomico nei nostri terreni il susino cino-giapponese viene allevato a fusetto con 1-1,50 metri per pianta lungo la fila e 4-4,30 metri tra le file mentre per il susino europeo in vaso o in parete con 2,5 metri lungo la fila e 4-4,50 metri tra le file. Per il portinnesto c'è Mirabolano 29C".
"Il trend produttivo in Piemonte è stabile - spiega Davide Nari, referente innovazione frutticola per Agrion -. Il 90% della nostra produzione è Angeleno® Suplumsix*. Il restante 10% è diviso tra TC Sun*, Grenadine*, Stanley (susina europea) e Crimson Glo*. Esistono alcuni impianti di Darmasin (o Ramassin), una cultivar locale di susino diffusa quasi esclusivamente nel territorio piemontese. Quest'anno però la produzione di susina è crollata: -60/70% rispetto alla normalità. La qualità è alta per grado zuccherino, sapore, pezzatura e colore. Un paio di considerazioni agronomiche: nel recente passato abbiamo fatto prove con impianti a fusetto monoasse (1,5 metri tra le inate lungo la fila e 4 metri tra le file) ma con scarsi risultati; il migliore sistema d'allevamento è la palmetta libera con 2-2,30 metri di distanza tra le piante lungo la fila e 4,5 metri tra le file. Il portinnesto di riferimento rimane il Mirabolano 29C".
  
 
Stanley, varietà di susino europeo: la più coltivata in Italia in questa tipologia di susina
Ecco Stanley, la varietà di susino europeo più coltivata in Italia
(Fonte foto: © Battistini Vivai)
 

Un po' di varietà

La scelta varietale è un elemento fondamentale per l'agricoltore. Sbagliare significa non fare reddito e perdere i soldi investiti. Anche nel susino è un momento importante. Per supportare il frutticoltore in questa scelta la redazione di Plantgest ha raccolto un elenco di varietà consigliate. 
Il primo elenco è tratto dal Disciplinare di produzione integrata della Regione Emilia Romagna, pubblicato a febbraio 2021. Per il susino cino-giapponese abbiamo: Sorriso di Primavera (-12 gg da Shiro, che è il 15 luglio), Metis® Blockred IV*(-10 e SIS-Susino Interspecifico), Black Diamond® Sulumtwentytwo* (-7), Metis® OX4-A* (-5 e SIS), Dofi Sandra* (-4), Songria 15* (-2), Obilnaja (0) Shiro (0), Black Diamond® Suplumtwentyeight* (+2), Black Spendor* (+4), Anne Gold* (+7), Metis® OX5-A* (+7 e SIS), Serena* (+10), Black Gold® Suplumtwelwe* (+14), Grimson Glo* (+15), Tasty Sweet® (+15), Metis® SD7-A* (+16 e SIS), Black Diamomnd® Suplumeleven* (+22), Aphrodite* (+20), Black Diamond® Suplumfortyfour* (+22), Metis® 1C116* (+22 e SIS), Golden Plumza* (+24), Fortune (+25), Black Glamour® S1UNIBO* (+25), Friar (+30), Black Diamond® Suplumfortythree* (+31),  Joanna Red* (+35), Pink Jewell 11* (+35), TC Sun* (+42), Metis® Plumred VII* (+45 e SIS), Metis® OX8-B* (+45 e SIS), Suplumsix* Angeleno® (+56), Grenadine* (+60), October Sun* (+60) Gituma* Autumn Giant® (+70), Metis® September Yummy* (+85 e SIS). Per il susino europeo abbiamo: Precoce d'Ersinger (-40 gg da Stanley, che è il 24 agosto), Valerie* (-35), D'Ente 707 (-3), Stanley (0), Empress (0), Presidente (+11).  
Su Plantgest potete trovare informazioni tecniche ed agronomiche dettagliate sulle varietà e i vivaisti che le producono, ed a cui potete rivolgervi per acquistare le piante. 
Tra le varietà cino-giapponesi sono state inseriti gli ibridi interspecifici (codificato con SIS): piante che nascono dall'impollinazione incrociata, effettuata manualmente o con le api, tra susine ed altre drupacee affini (albicocco in primis e ciliegio). I frutti di queste piante hanno l'aspetto delle susine ma con sapori e caratteristiche organolettiche e commerciali tipiche delle altre specie. Un prodotto che risulta nuovo, ma anche appetibile dal consumatore, e capace di creare un nuovo mercato. Questa è la sfida dei prossimi anni. Inoltre alcune di queste varietà possono essere vendute solo attraverso club. Nel caso di Metis® le due realtà frutticole associate a questo club sono Granfrutta Zani e Minguzzi Spa consortile mentre nel caso delle Black Diamond® attraverso la Sun World International.

Facciamo anche un tuffo nel passato ripubblicando le ultime Liste varietali del susino disponibili, pubblicate nel 2014 all'interno del progetto nazionale Mipaaf e Regioni (per questa drupacea era coordinato dal Cra-Unità di Ricerca per la Frutticoltura di Forlì e dal DiSPAA dell'Università di Firenze). "Tra le cino-giapponesi a maturazione precoce l'offerta non è ampia, in funzione del fatto che i consumi in questo periodo sono scarsi. Per questo motivo abbiamo due varietà antiche: Sorriso di Primavera e Shiro (cultivar di riferimento, che matura dal 1 al 15 luglio secondo le zone del Sud, Centro e Nord Italia). Tra queste due Carmen Blu® e Dofi­Sandra*. Poi quelle a maturazione intermedia: periodo che segue la maturazione di Shiro per circa un mese. Tra le varietà si ricorda Anne Gold*, Aphrodite*, Fortune, Blackamber, Laroda, Black Gold® Suplumtwelwe*, Black Diamond® Suplumfortyfour*. Nel periodo tardiva (da metà agosto fino a fine settembre) ci sono: Golden Plumza*, TC Sun*, Green Sun®, Bragialla*, Friar, Angele­no® Suplumsix*, Autumn Giant® Gituma*. Passiamo alle susine europee. Nel periodo precoce ed intermedio c'è la sola Firenze 90. Nel tardivo (che inizio alla fine di agosto) abbiamo Emperor, Stanley, President e D’Ente 707 (adatta per l'essicazione)".

 
Ecco Metis®, ibrido interspecifico di susino e albicocco: una nuova frontiera per il susino
Ecco Metis®, ibrido interspecifico di susino e albicocco: una nuova frontiera per il susino
(Fonte foto: © Metis-Fruits)
 

Largo all'innovazione

La situazione di difficoltà del susino, dopo un periodo d'importante sviluppo e di considerevole espansione, passa attraverso una totale assenza di programmazione e di specializzazione. Inoltre è mancata del tutto l’innovazione varietale, la crescita dell’offerta e ci si è legati principalmente a cultivar tradizionali, talvolta superate dal punto di vista agronomico e commerciale. Per il rilancio del comparto susino è inevitabile puntare al rinnovo varietale, cercando varietà più idonee a soddisfare i gusti del consumatore, ed innovare il processo produttivo. Il processo di miglioramento genetico del susino si sta indizzando verso la resistenza alle principali problematiche fitosanitarie ed il miglioramento degli standard qualitativi (sapore, grado brix, colore, pezzatura, consistenza, conservabilità). Ad esempio crescono le varietà gialle che non arrossiscoono durante la fase di piena maturazione e di post-raccolta, permettendo così una raccolta adeguata e ben fatta. Oppure si stanno cercando varietà che possano avere una vita post raccolta molto lunga: Angeleno® può essere conservata in celle frigorifero anche per 3-4 mesi (quasi come una pera o una mela) mentre le altre cino-giapponesi hanno una durata di circa un mese.
Indispensabile appare anche la segmentazione dei canali di vendita fra i diversi livelli qualitativi espressi ed i corrispondenti prezzi, garantendo comunque sempre il rispetto di standard minimi. Infine è necessario guardare a mercati sempre più lontani, non appena la crisi generata dal Covid-19 lo permetterà, alla luce anche della crisi dei consumi nei mercati interni all’Unione europea, in modo tale da aprirsi nuove opportunità commerciali e molto probabilmente anche molto remunerative.

Analizzando con alcuni tecnici l'aspetto agronomico della coltivazione del susino sono emersi due elementi produttivi fondamentali che tedono essere tenuti in considerazione: il diradamento e l'acqua. Il diradamento è un'operazione importante che deve essere fatta precocemente (prima della fine di giugno) allo scopo di regolare al meglio la produzione della pianta ed indirizzare correttamente la qualità dei frutti. L'acqua invece va distribuita non in grandi quantità ed in modo regolare: una settimana prima della raccolta la pianta va messa (dove è possibile) in asciutta per permettere ai frutti di completare al meglio la loro maturazione.

Questo approfondimento è stato realizzato grazie al contributo della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana, di cui Davide Nari e Roberto Colombo sono soci. Sin dalla sua fondazione nel 1953, la Soi (già Società orticola italiana) si adopera per sviluppare la cooperazione scientifica e tecnica tra il mondo della ricerca, gli imprenditori ed i professionisti del settore orto-floro-frutticolo, interessando con le sue azioni ed attività un ampio settore dell'agricoltura che include le colture arboree da frutto e da legno, le piante ortive, le colture floricole, le piante ornamentali, il vivaismo, i tappeti erbosi e la gestione del paesaggio e la tutela degli spazi a verde, con il fine ultimo di favorirne il progresso e la diffusione. La Soi promuove studi, ricerche, convegni, mostre attività editoriali ed altre iniziative attraverso le attività delle sue sezioni e dei gruppi di lavoro.

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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