Nocciolo, preparazione del terreno e sesto d'impianto

Da Vivai Nicola alcuni consigli per la realizzazione di un nuovo corileto partendo dal terreno e dai lavori preimpianto

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Per l'impianto di un nuovo noccioleto sono molto importanti la scelta di piante sane e la preparazione del terreno

Fonte immagine: Vivai Nicola

Per realizzare un nuovo corileto, con buone garanzie di attecchimento, è necessario scegliere piante sane, dotate di un buon apparato radicale ed esenti da attacchi di parassiti.
Per questo Vivai Nicola consiglia di rivolgersi a vivaisti accreditati, come i loro, che possano fornire piante certificate e garantite.


Il nuovo impianto

La scelta di piante sane e la preparazione del terreno sono due aspetti molto importanti per l'impianto di un nuovo noccioleto, da essi dipende tutta la produzione di nocciole.
Le malattie come l'asfissia radicale e il marciume radicale spesso sono la diretta conseguenza di lavori d'impianto mal eseguiti, senza un'adeguata conoscenza e preparazione tecnica.


Preparazione del terreno

Prima di realizzare un nuovo impianto è necessario analizzare il terreno per determinarne la granulometria (percentuali di sabbia, limo e argilla) ed effettuare un'analisi fisico chimica per valutarne l'effettiva idoneità alla messa a dimora di piantine di nocciolo.

La pianta di nocciolo preferisce terreni tendenzialmente sciolti, con pH neutro (da 6,8 a 7,2), ma si adatta anche nei terreni acidi e alcalini (fino a pH 8).
Perché non si verifichino fenomeni di clorosi, il valore del calcare attivo del terreno non dovrebbe superare l'8%.


Lavori preimpianto

Prima di effettuare il nuovo impianto occorre eseguire i lavori di livellamento e spietramento. Il terreno va preparato in piena estate (luglio agosto) quando è asciutto.

Di seguito i lavori da svolgere preimpianto:
  • concimazione di fondo: apportare 500-600 quintali per ettaro di letame maturo;
  • scasso terreno e lavorazione: eseguire uno scasso profondo di 80-100 centimetri di tutta la superficie;
  • drenaggi: effettuare se necessari, per ridurre rischi di asfissia radicale, soprattutto in terreni poco permeabili;
  • affinamento del terreno: pochi giorni prima di effettuare l'impianto passare la fresa o l'erpice per affinare il terreno.
Si sconsiglia l'impianto in terreni asfittici (ovvero dove manca la circolazione di aria nei pori del terreno e dove c'è un'eccessiva quantità di acqua).


Messa a dimora delle piantine di nocciolo

Una volta preparato il terreno si procede alla tracciatura in base al sesto d'impianto scelto, ovvero si definirà quante piantine interrare per ettaro.

Il periodo migliore per la messa a dimora è l'autunno, dai primi giorni di novembre; viene fatta in primavera solo se c'è possibilità di irrigazione.
Effettuata la tracciatura si preparano le buche a mano o con apposite trivelle con un diametro di 30-50 centrimetri e una profondità di 30-40 centimetri.
Per favorire lo sviluppo delle radici, il terreno della buca può essere miscelato con leonardite naturale essiccata e macinata. Il prodotto contiene circa il 75% di acidi umici fossili ad azione prolungata.

Una volta posizionata la piantina e riempita la buca con il terreno, possono essere inseriti dei tutori che hanno la funzione di segnalazione e di protezione delle piantine da eventuali animali selvatici.

Nella primavera successiva si procederà al taglio dell'astone (pianta giovane) in base alla forma di allevamento in precedenza scelta.

L'impianto di un nuovo noccioleto è un'operazione alla quale va prestata particolare attenzione in quanto, in questa fase, si compiono scelte che potrebbero condizionare l'intero ciclo produttivo nonché economico del noccioleto.


Che cos'è il sesto d'impianto?

Il sesto d'impianto è la disposizione geometrica delle piante, generalmente è impostato con criteri geometrici, distribuendo le piante in allineamenti paralleli, detti file o filari, separati da fasce rettangolari dette interfile.

La disposizione geometrica è importante perché:
  • rende omogenea la distribuzione delle risorse in termini di illuminazione, elementi nutritivi e disponibilità idrica, allo scopo di ottimizzare il grado di sfruttamento delle risorse e il grado di competizione intraspecifica tra le piante;
  • razionalizza l'esecuzione delle operazioni colturali, con particolare riferimento a quelle eseguite meccanicamente.

Quali sono i sesti d'impianto più diffusi nella coltivazione del nocciolo e i fattori di scelta?

I sesti di impianto più diffusi sono:
  • 4x4 m (625 piante/ettaro)
  • 5x4 m (500 piante/ettaro)
  • 5×5 m (400 piante/ettaro)
  • 6×4 m (416 piante/ettaro)
  • 6×5 m (333 piante/ettaro)
  • 6×6 m (278 piante/ettaro).
La scelta del sesto d'impianto è legata a diversi fattori:
  • la fertilità del suolo
  • la forma di allevamento scelta
  • la possibilità di effettuare irrigazioni
  • la necessità d'impiego di macchinari, come per esempio le semoventi per la raccolta meccanizzata delle nocciole.

Tipologia dei sesti d'impianto
Tipologia sesti d'impianto
(Fonte foto: Vivai Nicola)

Sistemazione d'impianto quadrata (Figura 1 - Disegno A) o rettangolare (Figura 1 - Disegno B): le piante vengono collocate sugli angoli di un quadrato o di un rettangolo.
Sistemazione d'impianto a quinconce (Figura 1 - Disegno C): le piante vengono sistemate ai vertici di un triangolo isoscele e disposte in campo nella stessa posizione delle caselle, dello stesso colore, della scacchiera del gioco di dama.
L'ultima sistemazione proposta è da preferire nelle zone collinari perché riduce i rischi di ruscellamento superficiale delle acque e delle frane.

Oggi, complice la meccanizzazione di molte pratiche colturali, ad esempio la potatura e la raccolta meccanica, sono aumentate le distanze fra le file.

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