Evo 2.0, la migliore qualità dell'olio toscano dal vivaio alla tavola

Le innovazioni della misura 16 del Psr

Evo 2.0, la migliore qualità dell'olio toscano dal vivaio alla tavola - Plantgest news sulle varietà di piante

Il progetto Evo 2.0 ha puntato all'aumento della produzione, infittendo gli oliveti esistenti, recuperando quelli abbandonati e realizzando nuovi impianti certificati e resistenti alle malattie

Fonte immagine: Agronotizie

Evoca Toscano è l'extravergine nato da tanti piccoli produttori, targato Igp Toscano ottenuto grazie al progetto Evo 2.0, che ha portato anche alla sua vendita online.

Fare un olio di eccellenza che evoca la Toscana nella sua tradizione ma anche nell'innovazione era lo scopo del progetto Evo 2.0 finanziato dal Psr della Regione Toscana e che ha previsto la partecipazione di molte piccole aziende delle province di Firenze, Prato e Pistoia (41mila olivi, su una superficie totale di circa 250 ettari) che altrimenti da sole non avrebbero potuto raggiungere questo obiettivo.

Progetto Evo 2.0
(Fonte foto: Progetto Evo 2.0)

Partendo dal vivaio fino alla tavola, il progetto ha affrontato tutta la filiera olivicola, dalla scelta delle piante, alla messa a dimora, al sesto d'impianto fino al prodotto finito, tutto questo rispettando il territorio toscano. La ricerca svolta durante il progetto era finalizzata a rendere più competitive le aziende anche in futuro in un mercato internazionale più ampio.

Per produrre un olio di eccellenza toscano dall'unione di piccole aziende si è partiti dalla scelta delle varietà autoctone pesciatine, tra le migliori presenti in Toscana, provenienti da aziende vivaistiche di Pescia, ossia Leccino, Moraiolo, Frantoio, Pendolino, Maurino e Leccio del Corno.

La Toscana presenta un panorama olivicolo che caratterizza tutta la regione; la domanda di piante di olivo è sempre più forte e le attuali tecniche di propagazione vivaistica non riescono a rispondere adeguatamente.

Il Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr, partner del progetto, si è occupato di venire incontro a queste richieste grazie alla tecnica della micropropagazione in vitro che consente di ottenere piante in grande numero, di ottima qualità e garantite dal punto di vista genetico sanitario e materiale clonale identico alla pianta madre. La pratica della micropropagazione inoltre può avvenire in spazi ridotti con costi a regime limitati.

Il mercato negli ultimi anni sta richiedendo oli tipici e anche monovarietali come Frantoio o Leccino; ma avere tante varietà in collezione permetterà di poter utilizzare le varietà migliori in un clima che sta cambiando e questi olivi rispondono alle nuove sfide del cambiamento climatico.

Nell'ambito del progetto, parte molto importante ha riguardato la formazione continua degli olivicoltori a partire dalle prime fasi di impianto fino alla raccolta, ma anche la trasformazione con visite in aziende, lezioni pratiche in campo ad esempio di potatura di piante produttive ma anche di piante abbandonate, con esperti a disposizione degli olivicoltori partner del progetto, consigli e indicazioni sul monitoraggio dell'oliveto da un punto di vista fitosanitario ed eventualmente su come e quando intervenire contro i patogeni come ad esempio la mosca.

Questa parte del progetto è stata molto apprezzata dagli olivicoltori perché ha dato loro indicazioni e strumenti per recuperare piante abbandonate, per riqualificarle e renderle produttive.

Il progetto quindi, partendo dalla tutela della biodiversità genetica e favorendo l'utilizzo delle cultivar di olivo toscano disponibili nei vivai pesciatini, ha puntato anche all'aumento della produzione, infittendo gli oliveti esistenti, recuperando quelli abbandonati e realizzando nuovi impianti certificati e resistenti alle malattie.

Olio Evoca Toscano
Evoca Toscano è l'extravergine nato dal progetto Evo 2.0
(Fonte foto: progetto Evo 2.0)

Per il prodotto finito è stato realizzato uno specifico logo, per descrivere le qualità organolettiche e salutistiche dell'olio extravergine di oliva toscano.

Visita la pagina dedicata al progetto Evo 2.0 o chiedi maggiori informazioni al contatto: michele.bellandi@coldiretti.it

Progetto Evo 2.0
(Clicca sull'immagine per ingrandirla)
 
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