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Zucchino, il più amato dagli italiani

Questo ortaggio è tra le verdure più consumate in Italia. Lo zucchino made in Italy rappresenta la principale offerta europea. Il trend produttivo è in crescita anche se i problemi non mancano

Zucchino, il più amato dagli italiani - Plantgest news sulle varietà di piante

La zucchina è una delle eccellenze del made in Italy, capace di esprimere una delle maggiori biodiversità

Fonte immagine: © Shat L. - Adobe Stock

Lo zucchino (Cucurbita pepo L.) è tra gli ortaggi più apprezzati dagli italiani. Questo grazie alla sua versatilità in cucina, al suo gusto delicato, all’ampiezza delle varietà e delle tipologie disponibili. Tutti elementi che manifestano un forte legame con la cultura e la tradizione territoriale. Il suo consumo in Italia è di circa 9 kg pro-capite annui, dato che lo pone al vertice della classifica europea (nel bacino del Mediterraneo è secondo solo all'Egitto con 9,5 kg/pro capite). Questo consumo è trainante per la coltivazione: in base ai dati Istat nel 2020 sono stati 20.151 ettari (1/4 in serra e 3/4 in pieno campo) per una produzione di 6.372.790 quintali. Con un trend in crescita negli ultimi anni. 

La zucchina made in Italy è portatrice di una differenziazione di prodotto unica: zucchino Nero di Milano, lungo Fiorentino, Romanesco, Striato di Napoli, Siciliano, Tondo di Nizza, Tondo Piacentino, Tondo di Firenze, Bianco Triestino, Trombetta di Albenga, Ortolano di Faenza, Verde Rigato Pugliese, Pâtisson, Giallo, Giallo rugoso friulano e Crookneck tanto per citarne alcune e tutte con caratteristiche estetiche ed organolettiche diverse. Una moltitudine di colori, forme e sapori che arricchiscono le tipicità culinarie italiane. Questa biodiversità è arricchita da un processo d'innovazione varietale, sempre più attivo, che ha portato alla realizzazione, da parte delle tante aziende sementiere, di numerosi ibridi capaci di avere caratteristiche morfologiche e agronomiche differenti. 

Questa eterogeneità permette allo zucchino di poter essere coltivato in tanti areali produttivi: da Predoi a Lampedusa e da Otranto a Bardonecchia. Ognuno di loro permette la raccolta del prodotto in momenti diversi, grazie anche a tecniche di coltivazione diverse. Dando la possibilità di avere zucchine made in Italy per tutto l'anno. Ad esempio l'areale siciliano permette la produzione di zucchine in contro-stagione (da ottobre a maggio circa). "Sino ad ora - spiega Marco Gravagna, dell'Az. Agri. Gravagna Vincenzo di Sampieri (RG) - la produzione dello zucchino è stata soddisfacente. Da segnalare però che il recente calo delle temperature e le gelate che si sono verificate ne hanno compromesso l'attuale produzione che ha comportato una riduzione dell'offerta. Proprio gli sbalzi termici sono infatti una delle principali problematiche agronomiche che devono essere limitate per garantire una buona capacità produttiva. Il calo produttivo accompagnato dall'aumento dei costi sta comportando un aumento dei prezzi dello zucchino. Aumento che molto probabilmente peserà ancora sulle spalle dei produttori, visto che questo ortaggio così consumato rimane per la grande distribuzione un prodotto 'povero'. Ci troviamo inoltre a lottare giornalmente con la spietata concorrenza straniera dove i costi di produzione, di manodopera e di trasporto sono notevolmente inferiori: motivo per cui si registra una forte sofferenza e scoraggiamento da parte delle aziende se produrre o meno lo zucchino nelle future campagne. Si pone in evidenza - conclude Gravagna - come attualmente la pianta dello zucchino abbia una vita minore rispetto a quella coltivata trent'anni fa. A mio parere il miglioramento genetico ha puntato principalmente a migliorare la qualità del frutto, lasciando un po' indietro l'aspetto delle rese per ettaro. Questo ha comportato un aumento complessivo dei costi di produzione, che sta aumentando il peso della situazione congiunturale e legata all'attualità".

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Gli areali produttivi in Italia con periodo di raccolta e tipologia di prodotto

(Fonte foto: © Syngenta Italia)

 

Dove va il miglioramento genetico?

Il miglioramento genetico nello zucchino è andato avanti a grandi falcate negli ultimi anni e ha permesso di ottenere una gamma di varietà sempre più performanti e dal sempre maggiore valore aggiunto. Ma quali sono gli aspetti su cui ci si è concentrati? La produttività, inteso come rese e continuità, è stato sicuramente un punto centrale. Poi si passa alle resistenze e tolleranze verso le principali avversità, biotiche ed abiotiche. Su questo punto dobbiamo citare le virosi, che rappresentano il principale rischio colturale sullo zucchino in pieno campo e sempre più anche in coltivazione protetta primaverile e autunnale: Potyvirus (WMV, ZYMV, PRSV), CMV, MoWMV e ToLCNDV (virus dell’accartocciamento fogliare ‘New Delhi’). Altro aspetto importante è il portamento della pianta, che se eretto ed aperto permette una coltivazione più sana ed una significativa riduzione dei costi di produzione e raccolta. Proseguiamo e troviamo la precocità produttiva, dove anticipare significa ridurre i tempi della fase vegetativa e sfruttare diverse opportunità di mercato. La regolarità della forma, l’uniformità e brillantezza del colore, la tenuta del frutto in post-raccolta sono anche questi requisiti sempre più importanti. Non solo per il mondo produttivo ma anche per l’intera filiera. Infatti commercianti, distributori e consumatori prestano sempre maggiore attenzione agli aspetti merceologici e dell'uso. Per informazioni sull'Accartocciamento fogliare causato da New Delhi puoi leggere anche questo articolo pubblicato nel 2021 su Plantgest.

L'uso del fiore di zucchino

Negli ultimi anni è cresciuto in cucina l'uso del fiore di zucchine. Questo comportata la necessità di avere varietà che siano capaci, per caratteristiche intrinseche, di poter essere raccolte in modo adeguato e con tempi corretti. Lo zucchino con il fiore ha una certa importanza in diverse aree, soprattutto lungo tutta la parte occidentale della penisola. In linea generale ne sono presenti diversi tipi per forma e colore: chiaro screziato, striato-costoluta o scuro. Oltre all’uso culinario il fiore viene usato per funzioni estetiche e per dare un indice concreto della freschezza del prodotto.

Sull'aspetto del fiore è necessario distinguere varietà che hanno due tipologie di fiori femminili: quelli che hanno una buona attaccatura dello stesso e per le quali la raccolta con fiore può essere effettuata allo stadio di 'sigaretta' o di frutto di piccola pezzatura e quelle che hanno l’attaccatura larga quanto la larghezza della punta dello zucchino e che devono essere raccolte necessariamente con il fiore pena la rottura del frutto nella parte terminale. E poi c'è il fiore maschile, che riscuote grande apprezzamento sia per il consumo fresco che per la trasformazione industriale. In commercio i fiori sono venduti a mazzetti o in vaschetta, a numero o più facilmente a peso. Il numero e la dimensione dei fiori può dipendere da condizioni climatiche (luminosità e fotoperiodo) e colturali (stadio fisiologico e di senescenza della pianta e concimazione), ma ha un’importante componente genetica.

Quali varietà scegliere?

Sono diverse le aziende sementiere in Italia che hanno zucchino nel proprio catalogo prodotti. Ecco di seguito un elenco delle principali in rigoroso ordine alfabetico: Biogya, Blumen Vegetables Seeds, Enza Zaden, Esasem, Gautier sementi, HM Clause (anche varietà resistenti a New Delhi), Lamboseeds, Meridiem seeds, Rijk Zwaan (anche varietà resistenti a New Delhi), Sais, Semillas Fito, Bayer vegetables-Seminis (anche varietà resistenti a New Delhi), Syngenta, Southern seeds, Tera seeds, United Genetics. Clicca sul nome per accedere alla pagina dedicata allo zucchino.

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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