Emergenza idrica e termica, anche i noccioleti soffrono

Gli effetti negativi causati da stress idrico e termico si riflettono su qualità dei frutti e produttività delle piante. Vivai Nicola spiega come l'irrigazione di precisione può venire in aiuto

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La disponibilità o meno di acqua influenza sia la produttività della piante sia la qualità del frutto

Fonte immagine: Vivai Nicola

La Confagricoltura Piemonte dichiara "La carenza idrica sta causando danni significativi a tutte le coltivazioni, anche a piante tradizionalmente più resistenti alla siccità quale vite e nocciolo".

 

Mai come quest'anno i noccioleti stanno manifestando sofferenza causata dal cambiamento climatico: siccità estrema e aumento delle temperature sono due elementi che concorrono a rendere critica la situazione nei corileti. Vivai Nicola, che oltre alla vendita di piante di nocciolo fornisce assistenza tecnica nella valutazione, progettazione, realizzazione e conduzione di noccioleti, ricorda che la temperatura ideale per lo sviluppo del nocciolo si aggira intorno ai 27°C. Temperature oltre i 35°C determinano elevati tassi di traspirazione con fenomeni di clorosi e necrosi, fino al disseccamento completo delle foglie.

 

Effetti negativi dati dalla carenza di acqua

Quando si verifica una situazione di forte stress idrico, si ha una riduzione dello sviluppo della superficie fogliare con conseguente riduzione della fotosintesi e limitazione dell'assimilazione dei nutrimenti. Se questa mancanza avviene nei mesi tra giugno e agosto si ripercuote sulla produzione e sulla resa alla sgusciatura.


Se la pianta di nocciolo, invece, riceve l'acqua necessaria nei periodi di fioritura e formazione dell'embrione del frutto, si hanno ottimi risultati per quanto riguarda lo sviluppo e la qualità del frutto.

Gli stress di tipo idrico e termico portano anche ad un'accelerazione dei processi di sviluppo fenologico, a discapito dei periodi di accumulo di sostanze organiche.

 

Di seguito gli effetti negativi di stress idrico e termico:

  • minore produttività della pianta;
  • minore turgore vegetativo;
  • no accumulo sostanze organiche;
  • anticipo e accorciamento durata fasi fenologiche;
  • no fotosintesi che si traduce in non assimilazione dei nutrimenti;
  • necrosi a livello vascolare con conseguente disseccamento delle parti della pianta;
  • ridotto accrescimento nocciole a discapito della qualità e della quantità del frutto;
  • cascola dei frutti;
  • indebolimento delle difese immunitarie della pianta che porta il vegetale ad essere più vulnerabile alle avversità biotiche.

Perché irrigare il nocciolo?

La disponibilità o meno di acqua influenza sia la produttività della piante sia la qualità del frutto. Il sistema di irrigazione del noccioleto è una pratica recente, usata per migliorare ed aumentare la produzione, introdotta soprattutto per il cambio climatico avvenuto negli ultimi anni, infatti temperature sempre più alte nel periodo estivo con conseguente siccità creano stress alla pianta con conseguenze negative anche su qualità e produttività.

 

Questa coltura è sempre stata considerata come poco esigente di cure, ma se si parla di corilicoltura da reddito, non è così, una giusta irrigazione può cambiare completamente la resa dei noccioleto.

Con l'irrigazione di precisione la nocciole si sviluppano maggiormente, avendo così un peso maggiore, riducendo l'incidenza dei gusci vuoti, e aumentando l'incremento della resa.

 

Impianto di microirrigazione

Con il termine microirrigazione si intende un metodo di irrigazione che distribuisce l'acqua in modo lento e localizzato, a livello delle radici della coltura, che minimizza le perdite per evaporazione, deriva e percolazione. È riconosciuta come la tecnica irrigua più efficiente.

 

 

È appropriato fare una adeguata progettazione prima di realizzare un impianto di irrigazione 

È appropriato fare una adeguata progettazione prima di realizzare un impianto di irrigazione 

(Fonte foto: Vivai Nicola)

 

Prima di realizzare un impianto di irrigazione adeguato è opportuno procedere con una progettazione che si deve basare sui seguenti parametri:

  • analisi agroclimatica: stima del fabbisogno della coltura in relazione all'ambiente di coltivazione e conseguente definizione dell'evapotraspirazione;
  • analisi del terreno: analisi chimico fisica e gestione del suolo;
  • analisi dell'acqua: provenienza e analisi chimico fisiche delle acque irrigue;
  • geolocalizzazione: planimetria degli appezzamenti e definizione delle pendenze dell'impianto.

Nei noccioleti il tipo di irrigazione che si adotta può essere con ala gocciolante/subirrigazione, installata in superficie o interrata.

 

La subirrigazione è la tecnica più innovativa dal più alto profilo di contenuti tecnologici, l'irrigazione è localizzata alle radici assorbenti, con gocciolatori forniti di sistemi antisifone e difesa da intrusione radicale. La subirrigazione sfrutta il fenomeno della risalita capillare, crea un profilo bagnato sul terreno.

 

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Sensore di umidità per tenere sotto controllo l'umidità nel terreno

(Fonte foto: Vivai Nicola)

 

Inoltre con l'impianto di irrigazione ad ala gocciolante è possibile fare la fertirrigazione, fondamentale per garantire produttività e un corretto equilibrio vegeto produttivo alle piante, mantenendo elevata la fertilità del suolo nel rispetto della salvaguardia dell'ambiente.

 

Leggi l'approfondimento sulla fertirrigazione qui

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