Toscana, partono i pagamenti per i progetti di miglioramento dei castagneti

Selezionate 20 domande di contributo presentate nel bando di settembre. L'erogazione dei contributi è prevista già per gennaio 2023

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Un castagno con i frutti. La Toscana ha avviato le procedure per pagare i contributi per il miglioramento dei castagneti

Fonte immagine: Frank Vincentz - Wikipedia

In Toscana stanno per arrivare i primi pagamenti per i progetti di miglioramento dei castagneti da frutto previsti dal recente bando che si è chiuso a fine settembre.

 

Delle 75 domande di contributo che sono state inviate, la Regione ne ha selezionato e valutato come finanziabili 20.

 

A queste 20 aziende andranno quindi le risorse stanziate che superano i 500mila euro e che serviranno a coprire l'80% dei costi di realizzazione degli interventi previsti nei progetti presentati.

 

Interventi che nella pratica possono andare dal taglio delle piante estranee al castagneto, all'abbattimento delle piante di castagno morte o in deperimento; dalle potature di risanamento delle chiome, alla messa a dimora di nuove piante innestate o all'esecuzione di innesti; dalla viabilità forestale, alla realizzazione o al miglioramento o al ripristino delle sistemazioni idraulico forestali nell'area occupata dal castagneto.

 

Potranno essere finanziati anche gli interventi di riduzione del carico sulle pendici boscate per la tutela di centri abitati, delle infrastrutture e delle sponde di corsi d'acqua e la stabilità dei versanti boscati.

 

Nei prossimi giorni partiranno le istruttorie per l'assegnazione dei fondi e i pagamenti sono previsti già per gennaio 2023.

 

"Con queste risorse messe a disposizione dal Ministero, e che abbiamo scelto di indirizzare in particolare al recupero dei castagneti da frutto, diamo prima risposta ad un settore che non ha trovato sufficiente soddisfazione con le risorse del Piano di Sviluppo Rurale" ha detto l'assessore regionale all'Agroalimentare Stefania Saccardi.

 

Una scelta che, per Saccardi, punta al miglioramento dei castagneti, alla luce anche della sensibile contrazione delle aziende del settore che, dopo il problema degli attacchi del cinipide, adesso si ripercuote sui futuri assetti dell'equilibrio idrogeologico di sistemi estremamente fragili, quali quelli montani, in cui l'abbandono incide pesantemente sul contesto non solo produttivo, ma anche sociale dei territori. 

 

"Infatti il ruolo della castanicoltura nel panorama regionale riveste un ruolo importante non solo per gli aspetti produttivi ed economici - ha concluso l'assessore - ma anche per quelli ambientali, paesaggistici, sociali, culturali e per la tutela della biodiversità agraria e forestale e le nostre politiche puntano a valorizzarla".

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