Favino Vicia faba L. var. minor

Favino - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il favino o Vicia minor, come la fava e la favetta, è una leguminosa. Questa coltura annuale viene coltivata principalmente come pianta da sovescio, pratica agronomica che porta all'interramento di alcune piante, una volta cresciute, allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno e migliorarne la struttura. In particolar modo apporto azoto, come tutte le leguminose.

Altro uso è quello di pianta rinettante, per evitare l'erosione del terreno e per evitare la crescita d'infestanti. Negli ultimi anni sta crescendo l'uso nell'alimentazione del bestiame, tramite farine d'estrazione o panelli.
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Il favino è una pianta che cresce molto ed in modo rapido ed ha bisogno di un sostegno a cui sostenersi per crescere in modo verticale. La radice del favino è fittonante e ricca di tubercoli voluminosi, i quali permettono l'azotofissazione. Gli steli sono eretti, fistolosi, non ramificati e quadrangolari e posso raggiungere un'altezzza di quasi 2 metri se sostenuti. I fiori (vanno da 1 a 6) sono di colore bianco con macchie scure, portati su un racemo all’ascella delle foglie mediane e superiori. Il frutto è detto baccello con all'interno 2-5 semi.
E' una pianta microterma: vivono a temperature tra 0° e 14° C, tollerano in estate un calore non troppo forte, sopportano il freddo invernale e necessitano di piogge regolarmente distribuite. Attenzione però alle gelate ed ai ritorni di freddo, che il favino soffre. Fruttifica principalmente nei palchi mediani (5°-7°) con allegagione del solo 20-40% dei fiori.

Il favino consuma molto acqua e per questo motivo sia in primavera che in estate è necessario irrigare: il momento in cui è necessario apportare più acqua è durante la fase di granigione, cioè il periodo in cui si vengono a formare i frutti (le granaglie).

Per quanto riguarda il terreno, il favino da sovescio si adatta bene a terreni pesanti, argillosi e argillo-calcarei. Non può stare su terreni sciolti, poveri di sostanza organica e soggetti a ristagni d’acqua. Il pH del suolo migliore per la fava è quello subalcalino, cioè compreso tra 7,3 e 8,0.
Viene seminata in autunno al centro-sud Italia e in primavera al nord Italia: le semine autunnali vanno eseguite in modo che le piantine raggiungano lo stadio si 3-5 foglie prima dell’arrivo dei freddi invernali; mentre le semine primaverili vanno eseguite il prima possibile per anticipare il ciclo colturale e sfuggire alla siccità. L’obiettivo della semina è ottenere 30-40 piante/m2 e per questo motivo è buona cosa utilizzare 100-170 kg/ha di seme in funzione del peso dei 1000 semi.
Il favino da sovescio si raccoglie grazie all'uso di una mietitrebbia da grano ma regolata in base alle esigenze mutate: i giri del battitore devono andare al 50%-60% circa (400-600 giri/min.) della velocità massima e con distanza tra battitore e controbattitore in funzione delle dimensioni del seme. L’epoca di raccolta è la metà di giugno nell’Italia meridionale, la fine di giugno in quella centrale, la metà di luglio nell’Italia settentrionale con semina primaverile.

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