Trifoglio rosso o violetto Trifolium pratense

Trifoglio rosso o violetto - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il Trifolium pratense è detto comunemente Trifoglio rosso o Trifoglio violetto. E' una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Fabaceae o leguminose. Nonostante la denominazione perenne in Italia ha un ciclo di vita produttivo che molto raramente supera i due anni. Viene coltivato principalmente per la produzione di foraggio destinato all'alimentazione del bestiame. 

E pianta che viene usata nel processo di rotazione colturale in quanto attorno alle radici presente una sostanza in grado di fissare l'azoto atmosferico e trasformarlo in azoto ammoniacale, che disciolto nel suolo è la fonte principe di azoto per le piante. 

 
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Il Trifoglio rosso o violetto o comune (Trifolium pratense) è una leguminosa (o Fabacea). Deve il suo nome, come per tutti i Trifolium, alla caratteristica forma della foglia divisa in 3 foglioline. Ogni fogliolina è ovale o ellittica, con stipole allungate, con resta terminale e con la pagina superiore caratterizzata da un disegno biancastro a forma di 'V' (più o meno evidente). È una pianta perenne la cui capacità produttiva reale ha una durata di circa 2-3 anni. L’apparato radicale è un rizoma legnoso avvolto da guaine scure con branche laterali su cui sono inseriti numerosi tubercoli della lunghezza di qualche millimetro che sono in grado di fissare l'azoto atmosferico. Il fusto è eretto, brevemente strisciante, semplice che può raggiungere un'altezza di 10-60 cm. I fiori, peduncolati o subsessili, sono riuniti in capolini globosi di colore viola. I frutti sono legumi, detti camare, indeiscenti inclusi nel calice, con pericarpo membranoso ed un unico seme ovoidale, liscio, giallognolo o marrone.
Il Trifoglio comune è una pianta foraggera che può essere coltivata su tutte le latitudini e tutte le altitudini. Negli ambienti a clima fresco ed umido trova il suo habitat ottimale, purchè vi sia una sufficiente profondità della parte fertile del terreno ed una buona capacità idrica della struttura. Vegeta bene sia in terreni alcalini che in terreni acidi purché la temperatura non sia elevata ed il terreno sia ricco d’acqua. Può essere coltivato in coltura pura ma può essere inserito in miscugli per prati polititi. 
La sua storia ha radici profonde nel tempo. Inizialmente il suo ruolo era principalmente decorativo e simbolico. Ad esempio nell'arte gotica simboleggiava la trinità. Nella tradizione greca e romana veniva usata anche per fini medicinali e curativi: si pensava ad esempio che avesse il potere di guarire dai morsi di serpenti e scorpioni, rappresentazione del demonio in Terra. Venerato dai Druidi, col tempo assunse il simbolo in Europa di fortuna e prosperità

Tra tutte le leggende legate al Trifoglio ve ne una che sicuramente oggi è la più conosciuta. Si narra che Patrizio, il primo a portare la parola di Cristo in Irlanda, fosse riuscito ad illustrare il mistero della Trinità proprio grazie al paragone con il trifoglio. Quando Patrizio venne proclamato santo, s'incominciò a rappresentare il fondatore della Chiesa d’Irlanda con un trifoglio nella mano. All'epoca della dominazione inglese, Giorgio III, cercando di assicurarsi la collaborazione della nobiltà irlandese, istituì nel 1783, l'Ordine di San Patrizio, nel cui stemma faceva bella mostra il trifoglio. In questo modo, legato alla figura di San Patrizio, il trifoglio s'impose come uno dei simboli dell'Irlanda.

Negli erbari medievali il Trifoglio era presente tra le piante dalle virtù curative. Nello specifico il trifoglio pratense giunse in Europa probabilmente attraverso la Spagna e, di qui, si estese poi in tutta Europa. All'inizio la sua coltivazione non non si estese. Solo verso la metà del 1600 in Inghilterra assunse un ruolo importante con l'introduzione dell'avvicendamento colturale in sostituzione del maggese nudo.
È una pianta foraggera, adatta tanto al taglio quanto al pascolo. Nei climi freddi e umidi, che gli sono più congeniali, il trifoglio ha un'accrescimento più rallentato che raramente permette di fornire nell’anno di impianto un taglio per fieno come invece accade in climi più caldi. Anche dal secondo anno in avanti non riesce, comunque, a dare più di un taglio annuo dal quale si ottengono da 2,5 a 4,0 t/ha di sostanza secca. Per la produzione di seme si utilizza il primo taglio del secondo anno e la raccolta deve essere eseguita quando gran parte delle infiorescenze hanno assunto la caratteristica colorazione bruna. 

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Controllo rape selvatiche in pieno campo biologico

salve a tutti, vorrei porre il seguente quesito: dopo 5 anni di erba medica ho coltivato il farro e il campo non presentava infestanti. In successione ho passato 2 volte il frangizolle e ho seminato ad ottobre il trifoglio alessandrino in purezza. Da dicembre osservo una infestazione enorme di rape selvatiche; ho provato ad intervenire con la zappa ma vista la quantità di piante ho dovuto rinunciare. Volendo arrivare alla raccolta del seme del trifoglio a luglio, come posso evitare la disseminazione delle rape selvatiche? Grazie e a presto! 8)

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