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Arancio dolce Citrus x sinensis

Arancio dolce - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Le arance sono gli agrumi più diffusi al mondo. Gli agrumi appartengono alla famiglia delle Rutaceae, sottofamiglia Aurantioideae, tribù Citreae, sottotribù Citrinae. La pianta dell'arancio o Citrus sinensis è originaria della Cina e piú in generale del sud-est asiatico. Pare che questo frutto sia stato importanto in Europa dai marinai portoghesi nel XIV secolo. Esistono però alcuni testi di epoca romana che parlano di questo frutto già nel I secolo, con il nome di 'melarancia'.

Esistono diverse tipologie di frutto. Alcuni sono a polpa bionda, come le navelina o le washington navel, altri sono a polpa rossa come le tarocco o le sanguinello. In Italia ci sono più di venti varietà coltivate come frutta da tavola o da spremuta. La buccia, invece, viene sfruttata per estrarne l’olio essenziale in essa contenuto e, in misura minore, per la produzione di canditi e frutta essiccata.
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Gli alberi dell'arancio dolce hanno una chioma compatta, simmetrica e rotondeggiante. Le foglie, ovate, lucide e cuoiose, presentano un picciolo leggermente alato. I fiori (zagare), bianchi e profumati. possono essere singoli o riuniti in infiorescenza. Il frutto è una bacca denominata esperidio ed è formata da tre parti essenziali: il flavedo (la parte esterna), l'albedo (la parte centrale) e l'endocarpo (la parte interna). 

Il flavedo è la parte più esterna spessa, colorata e ricca di ghiandole contenenti oli essenziali. L'albedo, parte interna saldata all’epicarpo, è bianco e spugnoso. L’endocarpo, la parte più interna, è diviso in spicchi per merito di sottili membrane ed è formato da piccole vescicole piene di una soluzione acquosa di zuccheri e acidi. I semi, di colore biancastro e forma ovoidale, possono essere presenti oppure no a seconda della varietà.

L’epoca di fioritura avviene in primavera. L'epoca di maturazione delle arancie va dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, a seconda della varietà coltivata. E' da considerare il fatto che i frutti dell'arancio dolce non maturano una volta staccati dall'albero, per cui vanno lasciati sulla pianta fino al grado di maturazione desiderato.
E' una pianta tropicale per cui ha tendenzialmente particolri esigenze dal punto di vista climatico. E' necessario un ambiente caldo, sufficientemente umido, con inverni miti e senza ampie escursioni termiche. Da considerare che svolgono generalmente la loro attività vegetativa a temperature comprese tra i 13 e i 30°C. Temperature sotto i 0°C possono danneggiare le piante. Dannose risultano pure le temperature superiori ai 38°C, specie se si verificano in coincidenza di condizioni di bassa umidità relativa e durante la fase dell’allegagione.

La presenza di venti forti e persistenti può provocare gravi danni alle colture di agrumi. Resiste abbastanza bene alla siccità, anche se richiede irrigazioni abbondanti per poter esprimersi al massimo dal punto di vista produttivo. Si stima che la piovosità annua dovrebbe non meno di 1800-2000 mm. In Italia quindi l'irrigazione diventa quasi sempre necessaria.

Gli agrumi prediligono un terreno sciolto o di medio impasto, profondo, fertile, ben drenato (non sopportano i ristagni idrici), con pH compreso tra 6,5 e 7,5 e ben dotato di sostanza organica. Rifuggono i terreni troppo argillosi, calcarei e salsi.
La forma di allevamento più usata è quella a globo. Per ottenerla è sufficiente cimare a circa 50 centimetri di altezza il fusto di giovani piante di agrumi, mantenendo tre o quattro branche dalle quali si svilupperà la chioma. Tendenzialmente si preferiscono forme di allevamento dette a 'chioma piena'. Molto utilizzato il sesto d’impianto in quadrato 5 x 5 m. Attualmente sta prendendo piede un sesto d’impianto dinamico di m 4-5 x 3-3,5, al fine di ottenere un rapido ammortamento delle spese di impianto (anticipo della massima produttività per ettaro). Quando le piante hanno poi raggiunto uno sviluppo che comporta l'ostacolarsi delle piante verranno effettuati espianti per ottenere un sesto di m 4-5 x 6-7 m.
In primis è necessario ricordare che per effettuare una corretta concimazione è necessario un'analisi del terreno. Quest'ultima è da integrare con l’analisi fogliare, che permette di sapere quali sono i livelli nutrizionali raggiunti dalla pianta e diagnosticare così eventuali situazioni di carenza o di eccesso dei diversi elementi nutritivi.

Il primo elemento importante è l'azoto. E' consigliabile frazionarne le dosi in più interventi, in quanto questo elemento è molto mobile nel terreno. Se si effettua una concimazione tradizionale (al suolo) le prime somministrazioni vanno effettuate nel periodo di fine febbraio-marzo ed un secondo intervento ad allegagione avvenuta (fine luglio). Nel caso in cui venga praticata la fertirrigazione si potrà aumentare la frequenza degli interventi. Nelle cultivar tardive è meglio attendere la raccolta del frutto prima di dare azotati. 

Il secondo elemento è il fosforo. Influisce positivamente sulla produttività e soprattutto sulla qualità dei frutti. E' scarsamanete mobile. Una buona concimazione di fondo sopperisce ad eventuali carenze. I concimi chimici che eventualmente vengono somministrati vanno distribuiti nel periodo delle piogge e vanno comunque sempre interrati. 

Il terzo elemento è il potassio, che dopo l'azoto è l'elemento maggiormente assorbito da parte degli agrumi. E' molto importante per la qualità dei frutti. L'elemento è scarsamente mobile e, salvo nei terreni molto sciolti, difficilmente è soggetto a dilavamento. Nel caso d'interventi il periodo per effettuarli è l'autunno, prima però che inizino le piogge. Si preferisce usare solfato di potassio, da interrare con le lavorazioni. In sostituzione si possono fare interventi fogliari con nitrato di potassio al 3-5%.

Tra i microelementi più interessanti per l'arancio ci sono il ferro, il manganese e lo zinco. Sono da somministrare tramite fertirrigazione e/o concimazione fogliare nel periodo primaverile-estivo.
Visto le medie precipitazioni in ambiente mediterraneo l'uso dell'irrigazione in agrumicoltura è d'obbligo, soprattutto durante il periodo estivo. Un valore approssimativo della quantità d'acqua minima è di circa 2.000 mm all'anno. Da tenere d'occhio la qualità dell'acqua usata. Infatti un elevato contenuto di cloro, boro e sodio ed altri elementi provocano una riduzione della qualità e della quantità produttiva. La tolleranza nei confronti dei vari sali risulta altamente variabile in relazione al portinnesto ed alla specie.

Per quanto riguarda i sistemi di irrigazione, oltre ai tradizionali metodi per sommersione a conche e infiltrazione a solchi, risulta attualmente preferito quello per aspersione sotto chioma e in alcuni casi a goccia.

Per il controllo delle erbe infestanti, responsabili di esercitare una spiccata competizione idrica nel periodo primaverile-estivo, viene generalmente praticato il diserbo.

La potatura dell’arancio può essere eseguita due volte l’anno: la prima in inverno dopo la raccolta dei frutti e la seconda in estate (tra giugno e inizio luglio).


Si potano i rami secchi o spezzati, i succhioni e si alleggerisce la chioma recidendo quelli interni per favorire la penetrazione dei raggi solari e l’arieggiamento.


Si effettuano potature più drastiche solo in caso di forti infestazioni parassitarie per evitare la diffusione alle piante vicine.

La raccolta va effettuata quando i frutti hanno raggiunto un grado di maturazione sufficiente, e non prima. Questo perchè, a differenza di molte altre specie fruttifere, negli agrumi una volta staccati i frutti dalla pianta si blocca ogni processo di ulteriorie maturazione.

Si preferisce raccogliere con tempo asciutto e dopo che i frutti non sono più umidi della rugiada. La raccolta viene attuata sia da terra che con scale ma sempre con l’ausilio di apposite forbici, per non privarli della rosetta.

Una volta che il prodotto è arrivato al magazzino subisce diverse operazioni: lavaggio, trattamento anticrittogamico, ceratura, selezione, calibratura e confezione. A tali operazioni possono, poi, esserne aggiunte altre, in dipendenza della specie e della destinazione del prodotto, così come alcune di esse possono essere eliminate.

La conservazione dei frutti, che deve essere preceduta da una efficace lotta preventiva contro le alterazioni di postraccolta, può essere effettuata in atmosfera normale o controllata.
Le arance rappresentano una importante fonte di vitamine: soprattutto la C e la A. Ma anche le vitamine del gruppo B sono presenti. Le arance 'vantano' anche un elevato contenuto di bioflavonoidi, che assieme alla vitamina C sono molto importanti soprattutto per la ricostituzione del collagene del tessuto connettivo. Per questo motivo possono favorire il rafforzamento delle ossa e dei denti, ma anche delle cartilagini, tendini e legamenti. Senza dimenticare l'ottimo riscontro che hanno verso la circolazione sanguigna.

Inoltre la qualità 'rossa' delle arance è molto ricca di antocianine in grado di contrastare con successo, gli stati infiammatori. La vitamina C contenuta nell’arancia ha evidenziato, oltre a ciò, proprietà antianemiche poiché favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi. E ancora: l’arancia è particolarmente ricca di terpeni che, assunti regolarmente in una dieta ricca di frutta e verdura, si sono rivelati molto efficaci nella prevenzione dei tumori del colon e del retto.

Di questo frutto non si spreca veramente nulla poiché anche la scorza bianca interna, contiene una discreta quantità di fibra alimentare solubile, che funge da vero e proprio equilibratore nella regolazione dell’assorbimento degli zuccheri, dei grassi e delle proteine.

 
 
 
Valori per 100 grammi di prodotto
Parte edibile 80 gr
Energia 34 Kcal
Proteine vegetali 0,7 gr
Carboidrati 7,8 gr
Grassi 0,2 gr
Fibre 1,6 gr
Ferro 0,2 mgr
Calcio 49 mgr
Vitamina C 50 mgr

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Salve a tutti, sono un giovane agricoltore e nello specifico coltivo arance tarocco; ho un dubbio su che cosa utilizzare per una carenza di ferro che si può avere, visto la scarsità di pioggia e la salinità del terreno nelle mie zone, quindi preventivo e non curativo. Usare il solfato di ferro nella dose di 500 g/pianta oppure il chelato di ferro nella dose di 100 g/pianta, naturalmente il dubbio nasce dalla differenza di prezzo tra i due prodotti. Qualcuno può aiutarmi? Grazie

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