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Clementino Citrus x clementina

Clementino - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il clementino (Citrus x Clementine) è un agrume derivato dall'incrocio arancio dolce e mandarino. Appartenente alla famiglia delle Rutacee ed al genere Citrus. Il nome del suo frutto è la clementina. Oggi rappresenta il mandarancio maggiormente diffuso in tutto il mondo.

I primi ibridi di clementino sono stati realizzati in Algeria nei primi anni del 1900. Da lì si è poi diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo ed anche negli Usa.

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Il suo albero ha normalmente dimensioni abastanza ridotte, al massimo 3-4 metri d'altezza. E' un sempreverde ed è soggetto all’alternanza di produzione (un anno produce molto mentre il successivo fruttifica poco). Per ovviare a quest'ultimo aspetto è necessario agire dal punto di vista agronomico.

L’apparato radicale è superficiale e molto sensibile ai ristagni idrici. I rami tendono a formare una chioma globosa ed in alcuni casi, a seconda della varietà, possono presentare delle spine.

Le foglie sono lanceolate di colore verde intenso, leggermente più piccole rispetto a quelle del mandarino. I fiori, a 5 petali bianchi molto profumati, possono essere singoli o riuniti in mazzetti.

Il frutto si chiama clementina e rappresenta un esperidio di dimensioni medio-piccole, di forma rotonda e colore arancione più o meno intenso. La buccia, liscia o poco ruvida, si stacca facilmente dalla polpa ed all’interno è bianca. La polpa è di colore arancio acceso, è divisa in 8-10 spicchi, è molto succosa, ha un gusto molto piacevole e non ha semi.
Predilige un clima temperato-caldo, e quello del bacino del Mediterraneo è sicuramente il migliore. La sua resistenza al freddo è superiore rispetto al mandarino, suo principale competitor diretto. Attenzione però agli sbalzi termici: le basse temperature e le alte temperature possono pregiudicarne la fioritura e la fruttificazione.

Il clementino prediligere tutte quelle zone in cui può svilupparsi in pieno sole, a patto che non venga esposto a raffiche di vento. Quest'ultimo elemento infatti è molto pericoloso, sopratutto perché può portare alla rottura dei rami ed al disseccamento delle foglie dei germogli più giovani. Per ovviare a questo problema è possibile usare dei frangivento. 

Preferisce i terreni di medio-impasto, sciolti, ben aerati, profondi, fertili e con un ottimo drenaggio. Il pH migliore è quello che si avvicina alla neutralità. Da evitare quei terreni compatti, con un livello troppo alto di calcare e di sale.



 
Prima della messa a dimora delle piante in primavera è opportuno eseguire una lavorazione profonda con una contemporanea concimazione di fondo. In questa fase si può interrare una buona quantità di sostanza organica, fosforo e potassio. Mentre alla ripresa vegetativa si utilizza l'azoto. Nel caso in cui si verifichi la carenza di microelementi è meglio puntare sulla concimazione fogliare.

Si segnala comunque che per una corretta concimazione è sempre necessario eseguire preventivamente l’analisi del terreno, da integrare eventualmente con l’analisi fogliare.
L’ambiente mediterraneo si caratterizza per un livello di precipitazione non altissimo e soprattutto concentrate nel periodo autunno-vernino. Necessario risulta quindi il ricorso all’irrigazione, soprattutto nel periodo estivo.

Gli agrumi sono particolarmente esigenti nei confronti della qualità delle acque irrigue. Tra gli elementi da tenere maggiormente sotto controllo il cloro, il boro ed il sodio. La tolleranza nei confronti dei vari sali risulta altamente variabile in relazione al portinnesto e alla specie.

Oltre ai tradizionali metodi per sommersione a conche ed infiltrazione a solchi, oggi i sistemi d'irrigazione più usati sono quelli a goccia ed aspersione sotto chioma.
La forma della chioma che maggiormente si riscontra negli agrumeti è il globo. Molto utilizzato il sesto d’impianto in quadrato 5 x 5 m, se si pensa ad un allevamento statico. Oggi stanno crescendo sesti d’impianto temporaneo di m 4-5 x 3-3,5, al fine di ottenere un rapido ammortamento delle spese di impianto (anticipo della massima produttività per ettaro).

In questo caso quando le piante hanno raggiunto uno sviluppo tale da ostacolarsi l’una con l'altra ne vengono eliminate alcune per ottenere così sesti d'impianto di 4-5 metri x 6,7 metri. In questo modo evito l'investimento di diverse ore per il diradamento.
La raccolta va effettuata quando i frutti hanno raggiunto un grado corretto di maturazione. Al contrario di altre specie gli agrumi una volta staccati dalla pianta non continuano la fase di maturazione.

Durante l’operazione bisogna badare a non provocare danni ai frutti, per non aprire la strada all'ingresso dei parassiti. La raccolta viene attuata sia da terra che con scale. I frutti, raccolti con l’ausilio di apposite forbici per non privarli della rosetta, vengono posti in cesti di plastica o in cesti a sacco. Successivamente vengono trasferiti in cassette di plastica del contenuto medio di 20-22 kg.

Arrivate in magazzino subisce diverse lavorazioni: lavaggio, trattamento anticrittogamico, ceratura, selezione, calibratura e confezione. A tali operazioni possono, poi, esserne aggiunte altre, in dipendenza della specie e della destinazione del prodotto, così come alcune di esse possono essere eliminate.

Un’operazione tipica degli agrumi è la deverdizzazione, che scaturisce dal fatto che i frutti di alcune specie e varietà, pur commercialmente maturi, non hanno perso completamente il colore verde della buccia, e riguarda i limoni autunnali, le arance tardive, i mandarini, le clementine ed i satsuma.
Le clementine contengono circa il 49% di vitamina C e il 12% di vitamina A, rendendolo un ottimo antiossidante. L’apporto calorico di questo frutto è piuttosto basso. Risulta elevato il contenuto d'acqua. Buono il contenuto di fibre che stimola l’attività del nostro intestino. Inoltre contengono un elevato quantitativo di zuccheri semplici.

Alto è l'apporto di bromo: la sua azione è in grado di calmare il nostro sistema nervoso. Grazie alle sue caratteristiche benefiche, possono venire incontro ai soggetti che soffrono di insonnia, ma anche di coloro i quali sono alle prese con vene capillari fragili e inappetenza, in quanto riescono a stimolare l’appetito.

Presentano anche un elevato tasso di acidità che potrebbe generare degli effetti indesiderati a coloro i quali sono affetti da colite e ulcere.
 
Valori nutrizionali per 100 gr di prodotto
Calorie 47 Kcal
Proteine 0,85 gr
Carboidrati 12,02 gr
Zuccheri 9,18 gr
Grassi 0,15 gr
Fibra 1,7 gr
Sodio 1 mg

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