Mandarino Citrus reticulata

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Descrizione della pianta
Il mandarino o Citrus reticolata è un agrume, gruppo che racchiude tutte le piante da frutto coltivate appartenenti al genere Citrus. Appartiene alla famiglia delle Rutacee. L'origine non è chiara; si sa che è nativo della zona compresa tra la Cina meridionale, l'Indocina e la parte orientale dell'India. Il mandarino è un frutto della tipologia esperidio: ricco di acqua, sali minerali, zuccheri semplici e vitamine. E' un'ottima fonte di acido ascorbico o vitamina C. In Italia le regioni maggiormente interessate alla coltura del mandarino sono Sicilia, Calabria e Campania.
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L'origine del mandarino è incerta. Si pensa comunque che sia nativo delle zone tropicali dell'Asia (Cina meridionale, Laos, Vietman, Cambogia, Thailandia e India orientale). Si trovano sue citazioni generiche nella letteratura cinese del XII sec. a.C. ed altre più dettagliate che risalgono al periodo della dinastia Han (tra il 202 a.C. e il 220 d.C.). Arriva in Europa nel XIX secolo, più precisamente in Gran Bretagna, grazie a Sir Habraham Hume. Successivamente giunse a Malta per poi, all'inzio dell'800, arrivare in Sicilia e Campania.
Il mandarino è una pianta arborea da frutto di media grandezza e vigore. La chioma è espansa, tendenzialmente pendula e può raggiungere l'altezza di circa 4-5 metri. I rami sono sottili: attenzione possono essere privi di spine o averne poche. I succhioni che tendenzialmente si sviluppano sono ricchi di spine. Le foglie sono piccole (più piccole di arancio e limone), di forma ovato-lanceolate e presentano il picciolo con alette sottili. I fiori sono piccoli, di colore bianco, profumati e singoli. I frutti sono degli esperidi di taglia media e globosi oblati (depressi ai poli). La buccia è sottile, liscia, non aderente alla polpa, con vistose ghiandole contenenti olii essenziali. La polpa del frutto è di colore arancio acceso, aromatica, dolce, succosa e ricca di semi (anche se sono state selezionate varietà apirene).
L'albero del mandarino resiste bene al freddo (più che dell'arancio e del limone): il congelamento degli organi principali può avvenire a -6 °C per la parte legnosa, -4 °C per le foglie, -3 °C per fiori e foglie e -2° per i frutti in fase di maturazione. Questo è sicuramente il fattore limitante principale. Senza dimenticare che soffre, come tutti gli agrumi, di abbassamenti repentini di temperatura che portano ad uno scarto termico di circa 10-15 °C (ad esempio tra giorno e notte). Proprio per queste motivazioni si preferisce coltivare il mandarino in zone a clima mite, con temperature invernali superiori allo zero, o caratterizzate da gelate brevi e di lieve entità. Necessitano di un terreno fresco, tendenzialmente equilibrato per tessitura, molto ben drenato (soffre i ristagni idrici) e ricco di sostanza organica (non inferiore al 2%). Il pH deve essere compreso tra 6 e 7,5, cioè tendenzialmente neutro.  
La tendenza è quella di lasciare uno spazio vitale alla pianta di circa 25 m2. Per questo motivo si può pensare ad una coltivazione a quadro di 5x5 metri oppure a rettangolo con piante di 6x4 metri. In questo modo si hanno circa 400-450 piante ad ettaro. Se si hanno terreni non molto ricchi si possono avere piante più fitte, permettendo di raggiungere le circa 550 piante ad ettaro.

 
Come sempre è importante ricordare che per effettuare al meglio la concimazione è necessario effettuare una preventiva analisi chimico-fisica del terreno. A prescindere da questo, come per gli altri fruttiferi, anche il mandarino e tutti gli altri agrumi necessitano in particolar modo di tre sostanze principali: fosforo (P) azoto (N) e potassio (K). Le quali devono essere apportate sia in fase d'impianto, fosforo in primis, sia in fase di produzione con cadenza tendenzialmente annuale. Tra i microelementi più utili abbiamo invece boro, ferro, magnesio, manganese, molibdeno, rame, zinco e zolfo. 
Per coltivare il mandarino, come per tutti gli agrumi, è necessario avere acqua. L'irrigazione diventa così un elemento imprescindibile. In generale si danno 600-800 m3 di acqua per ettaro per ogni adaquamento. Attenzione al livello di sali presenti perchè se alto può arrecare danni. I più comuni sistemi d'irrigazione sono la sommersione, l'inflitrazione laterale, l'rrigazione a pioggia e l'irrigazione a goccia. E' in crescita nei nuovi impianti l'uso di sistemi a basso volume.
Il mandarino è un frutto ricco di acqua, sali minerali (potassio in primis), zuccheri semplici e vitamine. E' un'ottima fonte di acido ascorbico o vitamina C. L'apporto energetico è alto, soprattutto se paragonato ad altri frutti della stessa categoria, ed è dato quasi totalmente da fruttosio. Ha un buon carico glicemico ed un'elevato apporto calorico. Contiene buone quantità di fibra.

 
Valorni nutrizionali per 100 g di prodotto
Acqua 81.40 g
Carboidrati 17.60 g
Zuccheri 17.60 g
Proteine 0.90 g
Grassi 0.30 g
Colesterolo 0 g
Fibra totale 1.70 g
Sodio 1.00 mg
Potassio 210.00 mg
Ferro 0.30 mg
Calcio 32.00 mg
Fosforo 19.00 mg
Vitamina A 18.00 µg
Vitamina B1 0.08 mg
Vitamina B2 0.07 mg
Vitamina B3 0.30 mg
Vitamina C 42.00 mg

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Mandarino privo di frutti!

Ciao, sono Angela. Per favore qualcuno può aiutarmi? Ho un albero di mandarino che quest’anno, dopo 30 anni di rispettosa carriera, non vuole assolutamente darmi nemmeno un frutto. Sono amareggiata anche perché ci tengo, quest'albero l'ha piantato mia nonna che oggi non c’è più… Ed io devo farlo rinascere in tutto il suo splendore! A proposito qualcuno può dirmi se averlo annaffiato con acqua all'aglio può aver causato questo disastro? L'ho fatto perché c'erano i pidocchi! AIUTATEMI ALMENO A SAPERE COSA C'E CHE NON VA! Grazie:D

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