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Melograno Punica granatum L.

Melograno - Plantgest.com
Descrizione della pianta

Il melogranoPunica granatum L., è una pianta appartenente alla famiglia delle Punicaceae originario di un'area compresa tra l'Iran e l'India settentrionale. Il frutto viene chiamato melagrana ed è coltivato da molti millenni: si raccogliere tra settembre, ottobre e novembre. Fin dall’antichità questo particolare frutto era simbolo di abbondanza e longevità. E' ricco di sostanze atiossidanti, ed è inserito nella lista degli alimenti anti-tumorali.

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Si ritiene che il melograno sia originario dell'Iran, dell'Afganistan e della Transaucasia orientale. Successivamente si diffonde in Asia minore, nel bacino del Mediterraneo e nell'Africa del nord grazie ai Fenici. I Romani poi si interessano a questa pianta chiamandola 'Malum punicum' diffondendola poi in tutta Europa. Il nome melagrano deriva dal latino malum (mela) e granatum (con semi). 

Anche i Greci conoscevano il suo frutto. Ad esso è infatti legata la leggenda di Persefone. Essa fu rapita da Ade, dio degli inferi, che se ne era invaghito. L’astuto Ade diede da mangiare a Persefone il frutto del melograno. La giovane ne mangiò solo sei semi, non sapendo che mangiando i frutti degli Inferi sarebbe stata costretta a rimanervi per l’eternità. Questo scatenò l’ira di Demetra, dea dell’agricoltura, che diede il via ad un lungo periodo invernale e di carestia. Alla fine l’inverno cessò solo grazie all’intercessione di Zeus. L’accordo fu che Persefone sarebbe rimasta negli inferi per il numero di mesi pari ai semi di melograno che aveva mangiato, quindi i sei mesi freddi. Il resto dell’anno, ossia le stagioni calde, lo avrebbe invece trascorso accanto alla madre. Persefone divenne sposa di Ade. Nei sei mesi che rimaneva nell’oltretomba svolgeva la funzione di Dea minore degli inferi. In primavera ed estate, quando tornava da sua madre, faceva invece rifiorire la terra al suo passaggio.
Il melograno è un arbusto che può raggiungere in natura anche i 10 metri d'altezza. Le radici sono fittonanti, ramificate, consistenti e di colore rossiccio. E' rustica. Per la sua coltivazione necessita di terreni fertili e soffici. Il clima deve essere caldo e con molta luce

I rami sono tendenzialmente molto sottili. Le foglie sono caduche, con picciolo corto e di forma lanceolata. I fiori sono grandi e di colore rosso-rosa dall'elevato valore ornamentale. Sono ermafroditi o staminiferi, solitari o raggruppati in 2-3 all'ascella delle foglie e si trovano nella parte apicale dei rami. La fioritura è scalare e avviene tra maggio e luglio per una una durata di circa 70 giorni. sono quella intermedia fornisce i frutti più commerciabili. 

La bacca (detta melagrana), è rossa, rotonda, con buccia coriacea, coronata dal lembo al calice e divisa in due serie di logge. E' separata da un segmento membranoso sottile e giallastro, l'endocarpo, che avvolge molti loculi nei quali si trovano i grani (gli arilli), che dal punto di vista botanico sono semi esalbuminosi di forma prismatica, i quali si presentano rivestiti da un tegumento rossastro, carnoso, dolce costituenti la parte edule del frutto. L'esocarpo a maturazione si presenta giallo-verde, nelle varietà meno pregiate, rosso acceso nelle varietà più pregiate.
La forma più interessante oggi è l'alberello rovesciato. Il sesto d'impianto è 6 metri tra le file e 3,5 metri lungo la fila. E' opportuno porre le piante su una sorta di 'cuscino' di di torba e sostanza organiche che aiutino la concimazione di base e favoriscano lo sgrondo delle acque in eccesso. In questo modo le piante appaiono coltivate su una baulatura che può essere alta anche 30 cm. Lungo la fila va poi posto un telo plastico bianco, per eseguire la pacciamatura.  

 
La concimazione più importante per il melograno è quella precedente alla messa a dimora delle piante. In questa fase va usato stallatico, letame maturo o altri concimi organici simili. Poi sarebbe buona norma far 'riposare' il terreno per un breve periodo, prima di piantare l’albero o la giovane pianta. Oggi con la piantumazione viene inserito nel terreno l'impianto di fertirrigazione che permette così di fornire, costantemente e nelle giuste dosi, elementi nutritivi. In primis l'elemento da fornire è l'azoto.
Il fabbisogno di acqua del melograno è di circa 7mila metri cubi ad ettaro all'anno. Per questo motivo va previsto un impianto d'irrigazionbe o di fertirrigazione. Ricordiamo che soffre il ristagno d'acqua e per questo motivo il terreno deve essere soffice e ben drenato.
La raccolta del melograno avviene in autunno. A seconda della varietà scelta e della zona climatica il periodo varia da settembre a novembre. 

Quando il frutto raggiunge il colore caratteristico della varietà a cui appartiene significa che è il momento di coglierlo. Altra indicazione del grado di maturazione è la dimensione, prendendo in mano il melograno pronto si può avvertire al tatto che è ben pieno di chicchi sodi. La raccolta è manuale.
Il melograno è una pianta ricca di vitamina C e B, di potassio e di altre sostanze antiossidanti. Si inserisce in quelli che oggi sono definiti come 'Super food', alimenti con i super poteri. Il melograno è ricco di acido ellagico, in grado - almeno così si ritiene - di rallentare il processo di distruzione di P53 (o proteina tumorale 53). Il tutto è in fase di studio per determinarne la reale efficacia. 
 
 
Sostanze per 100 g di prodotto
Acqua 80%
Energia 52-60 Kcal
Zuccheri 13%
Fibre 3-4%
Proteine 1%
Grassi 1%
Potassio 250 mg
Fosforo 22 mg
Vitamina C 20 mg

Si osserva anche una buona quantità di sodio, magnesio e ferro, mentre lo zinco, il manganese ed il rame sono presenti sono in tracce.

 

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