Pistacchio Pistacia vera L.

Pistacchio - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il pistacchio o Pistacia vera è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae. La pianta è originaria del Medio Oriente. La sua coltivazione si è poi diffusa con successo nel bacino del Mediterraneo. In Italia, pistacchio richiama subito Bronte, comune alle pendici dell’Etna celebre proprio per il suo pistacchio Dop. I pistacchi sono ricchi di sali minerali come calcio, ferro e magnesio. Elevati i contenuti di vitamine E e di carotenoidi. Rappresentano una fonte di vitamine del gruppo B grazie all'alto contenuto di acido folico, riboflavina, tiamina, niacina, acido pantotenico (o vitamina B5) e vitamina B6. Sono inoltre ricchi di fosforo.

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Il pistacchio ha probabilmente origine in un’area che comprende Siria, Palestina e Turkmenistan. Era noto e coltivato dagli antichi ebrei in quanto ritenuto un frutto dalle preziose virtù. All'interno dell'Antico Testamento (capitoli 42/43 versetto 11) il pistacchio è presente nell'episodio dove Giobbe manda i propri figli dalla terra di Canan in Egitto per prendere del grano: "Ecco ho sentito dire che vi è il rano in Egitto. Andate laggiù e comprate per noi... . Portate in dono a quell'uomo i prodotti scelti del paese: balsamo, miele, resine, laudano, mandorle e pistacchi".

Era noto anche alle popolazioni orientali: babilonese, assiri, giordani, greci sin dal III secolo a.C. come piante dalle capacità curative e dal potente potere afrodisiaco. La pianta arrivò a Roma nel 30 d.C. con Lucio Vitellio, governatore generale della Siria, come albero ornamentale esotico. Ben presto però le sue proprietà benefiche si diffusero nell'impero romano e nella nobiltà romana imponendo la coltivazione a fini alimentari. Ne venne così tentata la coltivazione in Liguria, in Puglia, in Campania e in Sicilia, ma l’esperienza non diede eccellenti risultati a causa delle limitate conoscenze climatiche dell’epoca che portò ad un inselvaticamento delle piante. Furono gli arabi, attorno al X sec. che incrementarono la coltivazione dei pistacchi, in Sicilia in modo particolare, grazie all'uso di marze innestate su pistacchi selvatici.
Il pistacchio o Pistacia vera appartiene alla famiglia delle Anarcadiaceae. Esistono anche altre tipologie di pistacchio, le quali oggi vengono usate come portinnesto e non per il consumo dei frutti: Pistacia terebinthusPistacia lentiscus. La pianta è molto vigorosa e in natura mediamente raggiunge i 4-5 metri. La chioma è ampia e con branche pendule. Le foglie sono composte, caduche, imparipennate e glabre (tomentose nelle piante giovani). E' pianta dioica e fiorisce in aprile-maggio, precedendo l’emissione delle foglie. I fiori sono privi di petali e portati da infiorescenze ascellari a forma di pannocchia; quelli femminili sono simili a un piccolissimo frutto con stimma trifido, carenato, allargato e papilloso, mentre quelli maschili sono provvisti di brattee e di grosse antere. Il frutto è una drupa monosperma, con mallo sottile, peduncolata e di forma ovale. Il seme, contenuto in due valve giallo crema o biancastro, è di forma allungata, di colore verde chiaro e ricco di olio e proteine.
Il pistacchio predilige aree soleggiate e condizioni climatiche miti per crescere in modo adeguato e fruttificare al meglio. Durante l’annata non deve essere esposta a temperature inferiori ai 7 °C, tranne in inverno quando essendo nel riposo vegetativo può sopportare anche anche i -10 °C. Resiste molto bene alla siccità e quindi non sopporta le abbondanti irrigazioni ed i ristagni d’acqua. Cresce bene in tutti i terreni anche in quelli poveri di sali minerali, come il calcio, oppure in quelli più calcarei o vulcanici. In linea generale il pistacchio è una pianta rustica che non richiede particolari cure.
Le piante di pistacchio vengono messe a dimora nel tardo autunno o in inverno, quando sono in riposo vegetativo. L’albero di pistacchio viene allevato usando la forma a vaso libero, più o meno aperto e impalcato a 80-100 cm, con un investimento di piante di circa 100-280 piante ad ettaro (sesti in quadro di 6-10 metri x 6-10 metri). Gli interventi di potatura sono tendenzialmente limitati in quanto, specie le grosse branche, cicatrizzano molto lentamente. La potatura di produzione deve tener conto del fatto che l’albero di pistacchio produce sui rami di 2 anni: per cui alla fine dell'inverno basta un leggero diradamento della chioma, eliminando rami secchi e deperiti. In alcuni casi vengono attuati anche interventi di potatura verde, quali la scacchiatura e la spollonatura. Inoltre è importante ricordare come il pistacchio sia soggetto all'alternanza di produzione: per cui negli anni di scarica si può intervenire potando con maggiore decisione, limitando invece gli interventi nelle annate buone.
L’irrigazione del pistacchio in fase adulta si può limitare al periodo di maggiore caldo estivo. Diverso può essere il discorso nelle piante più giovani dove già a partire dalla primavera piccoli e ripetuti apporti idrici possono aiutare la pianta a crescere al meglio. In base a dati bibliografici le piante fino agli 8 anni di età hanno un esigenza idrica compresa tra i 1200-1800 litri di acqua per anno. Oggi nei pistacchieti specializzati l’irrigazione viene effettuata con sistemi a goccia.
Come sempre è opportuno eseguire adeguate analisi chimico-fisiche del terreno per individuare i valori di fertilizzanti chimici ed organici da apportare. In linea generale per quanto riguarda la sostanza organica può essere preventivamente interrata al momento della lavorazione di fondo del terreno. Si utilizzano dai 300 ai 400 quintali di letame ogni ettaro di terreno, a cui andrà aggiunto perfosfato semplice di fosforo (circa 12 quintali ad ettaro) e solfato di potassio (circa 5 quintali ad ettaro). 

Gli interventi di concimazione annuale prevedono una somministrazione ad aprile in corrispondenza della fase di ripresa vegetativa con azoto e poi successivamente nel mese di maggio si può somministrare un concime ternario completo.
La raccolta dei frutti avviene in genere in maniera scalare a partire da agosto e fino a tutto settembre. E' fatta a mano, a volte, ricorrendo all'ausilio di teloni o reti. L’albero di pistacchio entra in produzione piuttosto tardi, in genere dal 5°-7° anno di età. Dal 10° anno entra nella fase di piena produttività che dura per altri 20-30 anni. Una pianta produce in media 7-10 kg, con punte che però possono raggiungere i 30 kg.

Dopo la raccolta i frutti devono essere privati del mallo e posti ad asiugare al sole per alcuni giorni. Questa dura 3-4 giorni. Il pistacchio in guscio viene poi conservato in sacchi di iuta in locali bui ed asciutti. I pistacchi sgusciati invece, per essere conservati hanno bisogno di essere sottoposti a tostatura.
I pistacchi sono una fonte di sali minerali come calcio, ferro e magnesio. Sono inoltre una fonte importante di antiossidanti e di polifenoli. Non dimentichiamo che sono ricchi di vitamina E, vitamine del gruppo B e di carotenoidi. Sono fonte importante di fosforo, un minerale che contribuisce ad accrescere la tolleranza al glucosio. 
 
Valori nutrizionali per 100 g di prodotto
Grassi 45.00 g
Acidi grassi saturi 6.00 g
Acidi grassi polinsaturi 14.00 g
Acidi grassi monoinsaturi 24.00 g
Acidi grassi tans 0 g
Colesterolo 0 mg
Carboidrati 28.00 g
Fibra alimentare 10.00 g
Zucchero 8.00 g
Proteine 20.00 g
Vitamina A 415 IU
Vitamina C 5.60 mg
Vitamina D 0 IU
Vitamina B6 1.70 mg
Vitamina B12 0 µg
Magnesio 121.00 mg
Sodio 1.00 mg
Potassio 1025.00 mg
Calcio 105.00 mg
Ferro 3.90 mg

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