Girasole Helianthus annuus L.

Girasole - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il girasole o Helianthus annuus L. è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Il nome latino deriva da due parole greche 'helios' (sole) e 'anthos' (fiore) in riferimento alla tendenza di questa pianta nel far girare il bocciolo verso il sole. Questo comportamento è noto come eliotropismo. La parola annuus indica il ciclo biologico che è annuale. Anche il nome comune italiano (girasole) deriva dalla rotazione dei boccioli in direzione del sole. 

I semi di girasole sono ricchi di vitamine, ferro e magnesio. Mentre l'olio di girasole è ricco di di acidi grassi insaturi, precursori degli acidi grassi omega 3 e 6. L’olio di girasole è un prodotto che può essere utilizzato per la produzione di biodisel.

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Il girasole è originaria dell'America centro-meridionale: per alcuni Perù per altri Messico. Alcuni ritrovamenti risalgono al mille a.C.. In entrambi Paesi comunque le popolazioni indigeni conoscevano ed usavano il girasole. Anche nell’America settentrionale sono stati trovati resti di questo fiore che risalgono al tremila a.C..

Arriva in Europa nei primi decenni del 1500, grazie al ritorno nel vecchio continente degli esploratori spagnoli. Inizialmente come pianta ornamentale e poi come pianta oleifera. Fu cosí che il girasole si diffuse rapidamente in tutta l’Europa occidentale.

Gli Incas la consideravano simbolo del Dio del sole, venerandola e usandola nelle celebrazioni religiose. I Maya lo usavano per ricavarne vari prodotti dai diversi usi: alimentare (cibo, bevanda, olio) e medicinale. Interessante anche l'uso come afrodisiaco, che rimase anche dopo l’arrivo in Europa per poi scemare. Il naturalista Loniarus, in uno dei suoi testi, consigliava di friggere i petali freschi di girasole e poi mangiarli con pepe e sale allo scopo di 'rinvigorirsi prima di affrontare i doveri coniugali'

Esiste una leggenda popolare, nata in epoca romana, che ne spiega la nascita. Ovido nel libro IV della Metamorfosi narra che Clizia, una giovane ninfa, è innamorata di Apollo, il Dio del Sole. Questo amore viene però respinto dall’amato. Lei invidiosa delle attenzioni rivolte dal Dio ad un’altra fanciulla cominciò a non mangiare ed a bere solo le sue lacrime. Sfinita da questo tormento si mise a sedere per terra iniziando a seguire con lo sguardo il volto del Dio del Sole, giorno e notte. Ad un certo punto il suo corpo si tramutò in uno stelo sottile e i suoi capelli in una corolla gialla: il girasole appunto.

Il girasole era molto amato dal Re Sole durante l’Età vittoriana e da Oscar Wilde, che lo volle come simbolo del movimento estetico che lui stesso aveva fondato. In Italia, poi, poeti come Eugenio Montale e Gabriele D’Annunzio hanno elogiato questa pianta nei propri versi, mentre nelle opere del grande Van Gogh la presenza del fiore è ricorrente.
Il girasole è una pianta erbacea annuale. La sua radice è fittonante. Il fusto o stelo è eretto e può raggiungere anche due metri d'altezza. Sullo stelo sono inserite le foglie, ruvide su entrambe le facce, munite di un lungo picciolo e di forma diversa a seconda della posizione. Sono opposte fino al 2°-3° paio, mentre in seguito sono alterne.

Nella parte terminale del fusto c'è l'infiorescenza o calatide, le cui dimensioni sono molto variabili (in media 10-40 cm di diametro). Questa infiorescenza è caratterizzata, esternamente, da una corona di fiori sterili (con grandi ligule gialle che impropriamente sono considerate costituire la corolla) entro cui sono inseriti tutti gli altri, più piccoli, fertili, ermafroditi. Il numero totale dei fiori varia da 500 a 3mila fino a un massimo di 8mila nelle varietà non da olio.

I fiori schiudono in maniera scalare, con andamento centripeto. In seguito alla fecondazione si forma un frutto secco indeiscente, detto achenio (inesattamente chiamato seme), di dimensioni e forma variabili. L'olio contenuto nell'achenio rappresenta in media il 40-50% del peso del seme. 

Caratteristico del girasole è l'eliotropismo, cioè il fatto di seguire il movimento della luce durante il giorno. Tale fenomeno, che riguarda l'infiorescenza durante la fase di sviluppo e le giovani foglie, cessa al sopraggiungere della fioritura, tanto che da questo momento in poi la maggior parte dei fiori rimane rivolta verso est sud-est.
Il ciclo del girasole può durare da un minimo di 80-90 giorni fino ad un massimo di 180: questo a seconda della varietà. Il girasole è pianta da rinnovo. In linea generale ha comunque bisogno di una certa quantità d'acqua, anche se le radici profonde permettono una buona ricerca.  

Per quanto riguarda il terreno, sono da evitare quelli troppo sciolti perchè incapaci di trattenere l'acqua, e quelli troppo pesanti, specie se mal preparati e privi di struttura. Il pH deve essere intorno a 6-7,2. Inoltre, presenta una moderata tolleranza alla salinità. 

La pianta mostra una notevole adattabilità climatica pur essendo termofila, Si adatta bene sia alle pianure fresche ed irrigue del nord Italia sia nelle zone asciutte e calde della collina interna del centro-sud dell'Italia.
E' una pianta da rinnovo. Sfrutta però l’effetto positivo dei residui di una pianta 'preparatrice', come ad esempio il mais. Può aiutare la coltivazione di alcune piante come la barbabietola da zucchero. E' preferibile non far tornare sullo stesso terreno prima di 3-5 anni, per evitare l’insorgere di malattie.
Ha un ciclo primaverile-estivo molto breve e lascia il terreno in buone condizioni di fertilità. Una volta sviluppata, ha una notevole capacità di soffocare le infestanti. Prima della semina è necessaria un'aratura (in genere in estate) a notevole profondità (50-60 cm) o una lavorazione a due strati. Il terreno nei primi 6-8 cm dovrà essere ben amminutato.

Possono essere eseguite lavorazioni secondarie vicino al momento della semina. Il tutto dovrà essere compiuto con il minimo passaggio di macchine per limitare il compattamento del terreno. In Italia la semina viene effettuata nella prima metà di aprile al Nord, verso la fine di marzo al Centro e non oltre la metà di marzo al Sud. La semina viene fatta a file distanti 60-70 cm, con seminatrice di precisione, curando la distanza di semina in modo da avere senza diradamento 4 piante a metro quadrato (4-6 kg/ha).

Dopo la germinazione può rendersi utile la sarchiatura. Per la lotta alle infestanti si ricorre generalmente al diserbo, che può essere anticipato (inverno), in presemina, in pre-emergenza o in post-emergenza.
Oggi le verietà di girasole che vengono usate hanno un fabbisogno idrico medio di circa 600 mm. L'acqua dovrà essere frazionata durata tutto il ciclo in base alle varie fasi fenologiche e in base all'andamento climatico.

Il girasole è comunque in grado di fornire buone produzioni anche in limitata disponibilità idrica, per questo è diventata una delle piante da rinnovo più diffusa negli areali non irrigui del centro Italia. 
Il girasole è pianta molto esigente di azoto, meno di fosforo e potassio.

L'azoto svolge un ruolo importante per lo sviluppo fogliare e per la formazione degli acheni. Il suo assorbimento da parte della pianta avviene precocemente. E' verosomile pensare ad un investimento medio di 80-100 kg di azoto ad ettaro con una distribuzione anticipata. E' comunque necessario eseguire un'accurata analisi del terreno per definire al megli la reale quantità.

Per quanto riguarda il fosforo si va dai 60-80 kg ha per i terreni ben dotati con pH neutro, a circa 100 kg ha per quelli scarsamente dotati. Per il potassio le dosi possono andare da zero a 150 unità in relazione alla dotazione del terreno. Sia per il fosforo che per il potassio, data la loro scarsa mobilità, è consigliabile anticipare la somministrazione al momento della preparazione del letto di semina.

Tra i microelementi è importante ricordare il boro, di cui la pianta è molto esigente.
Si raccoglie tra agosto e settembre, in base al momento in cui è stato seminato. La raccolta inizia quando si verifica la caduta spontanea degli involucri fiorali portati dal frutto, il viraggio al bruno della calatide e la completa secchezza delle foglie basali e di parte di quelle mediane. Vengono utilizzate le mietitrebbiatrici da frumento opportunamente modificate.

Una buona produzione di acheni si aggira intorno a 20-25 quintali ad ettaro. In condizioni molto favorevoli di può arrivare a 35-40 quintali. Da 100 kg di semi di girasole si ottengono 35-40 kg di olio, con un buon valore alimentare, una buona conservabilità e stabilità. Dall'estrazione dell'olio si ha come residuato un panello molto ricco di proteine che viene impiegato nell'alimentazione zootecnica.

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