Cavolo verza Brassica oleracea var. sabauda

Cavolo verza - Plantgest.com
Descrizione della pianta
Il cavolo verza prende il suo nome da latino 'caulis', che significa fusto, e 'viridi', che significa verde. Ha un passato antico di coltivazione ed uso: già i greci ed i romani lo conoscevano e lo usavano. Nel Medioevo il suo uso cresce, soprattutto in città e nelle sue periferie. Una famosa ricetta italiana a base di cavolo verza è la ribollita, una delle più antiche ricette della città di Firenze. Nel 1700 inizia una vera e propria differenziazzione varietale che porta l'espansione di questa pianta in tutto il mondo. La verza è pianta orticola a ciclo biennale appartenenete alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee ed al gruppo dei cavoli, di cui fanno parte anche il cavolfiore o il cavolo broccolo. Presenta una certa rusticità e adattabilità, caratteristiche che permettono al cavolo verza di essere coltivato in diversi ambienti con una certa facilità.

 

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La verza o cavolo verza (Brassica oleracea sabaudia) fa parte del gruppo dei cavoli e della famiglia della Crucifere o Brassicacee. È originaria delle regioni costiere del Mediterraneo. E' una pianta orticola a ciclo biennale, e quindi fiorisce dal secondo anno. Naturalmente dal punto di vista alimentare viene coltivata in modo diverso: entro l'anno di semina o trapianto viene asportata dal terreno la palla globosa di foglie. 
La parte aerea ha inizio da un fusto principale che pian piano cresce fino ad arrivare ad un massimo di 30 cm circa. Da questo fusto si diramano le foglie che complessivamente formano una grossa gemme apicale che di fatto è la testa edule del cavolo verza a forma di palla globosa. Queste foglie bollose e grinzose sono più piccole e biancastre nella parte apicale e più grandi ed avvolgenti, e di colore verde o violaceo, nella parte basale.
Il cavolo verza viene coltivato praticamente in tutta Europa, anche grazie alle sua rusticità ed adattabilità. Per quanto riguarda l'ambiente predilige comunque un clima temperato-fresco, anche se presenta una certa resistenza al freddo. Può passare l’inverno in campo anche nelle regioni settentrionali senza subire danni. Resiste bene anche al caldo, preferendo comunque zone in posizioni soleggiate. Attenzione però alla siccità, soprattutto continuata nel tempo. Il terreno ideale è quello di medio impasto tendente all’argilloso, ricco quindi di sostanza organica. Alcune problematiche possono sorgere nei terreni troppo compatti e pesanti e soprattutto in quelli con ristagni idrici.
La verza o cavolo verza può essere sia seminato che trapiantato, anche se la seconda è quella più performante. Nel caso del trapianto il seme viene prima seminato in semenzaio per poi essere messo in pieno campo in un momento successivo, e mediamente trascorrono circa 30-40 giorni. Questo processo dipende però dalla varietà che abbiamo scelto e dal tipo di coltivazione che vogliamo.
Ecco alcuni esempi: 
  • Per un trapianto nel mese di marzo con varietà primaverili (raccolta già a maggio) si semina in semenzaio a gennaio-febbraio, utilizzando una piccola serra o tenendolo in ambiente abbastanza protetto;
  • Per un trapianto nel mese di settembre con varietà autunali (raccolta prima della fine di novembre) si semina in semenzaio a fine luglio circa;

Attenzione all'avvicendamento colturale. E' buona norma non coltivare la verza sempre nello stesso terreno, in quanto sfrutta molto la terra andando tra l'altro in contro a malattie. Se dobbiamo indicare qualche pianta per avvicendarla diciamo una leguminosa (fagiolo, cece, pisello, ecc.). Il terreno del cavolo verza va preparato prima della messa a terra con una vangatura o un’aratura profonda di circa 30 cm. Successivamente si può affinare con un'erpicatura da eseguire un paio di settimane prima della semina o del trapianto. La distanza di trapianto è di circa 40-50 cm lungo la fila e tra una fila e l'altra. Durante la coltivazione è bene eseguire qualche sarchiatura, in modo da eliminare le erbacce.
Il cavolo verza è una pianta esigente dal punto di vista idrico. Il migliore impianto d'irrigazione è quello a goccia, bassi volumi e ripetuti. In caso di abbondanti precipitazione naturale l'irrigazione artificiale può essere anche limitata ma in presenza di carenza idrica è necessario intervenire rapidamente.
La raccolta si effettua tagliando la pianta appena al di sotto della superficie del terreno, in modo manuale o con macchine predisposte. Il periodo di raccolta può essere prolungato nel caso in cui si effettuano trapianti scalare che permettono di raccogliere cavoli per circa 2-3 mesi, sia se si tratta di varietà primaverili che di varietà autunnali. Naturalmente le problematiche di coltivazione sono differenti tra le due tipologie di coltivazione.
Il cavolo verza, come tutti i cavoli, emanano un cattivo odore durante la cottura in quanto sono ricchi zolfo che viene liberato dal calore. E' ricco di sali minerali, fibre, vitamina C e selenio. Essendo ricco di acido ascorbico favorisce anche l'azione della vitamina E in esso contenuta. Contiene anche il gefanto, una sostanza che protegge la mucosa dello stomaco dagli acidi.
 
Valori nutrizionali per 100 g di prodotto fresco
Lipidi 0.10 g
Colesterolo 0 mg
Sodio 28.00 mg
Potassio 230.00 mg
Glucidi 6.00 g
Fibra alimentare 3.10 g
Zucchero 2.30 g
Proteine 2.00 g
Vitamina A 1.000 IU
Vitamina C 31.00 mg
Calcio 35.00 mg
Ferro 0.40 mg
Magnesio 28.00 mg

 

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