Melanzana Solanum melongena L.

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Descrizione della pianta
La melanzana (Solanum melongena) è una pianta orticola annuale a ciclo primaverile-estivo, della famiglia delle Solanaceae. E' molto coltivata in tutte le regioni italiane per i suoi frutti di colore bianco avorio, rosato, lilla, violetto più o meno intenso, nero.

Molto ricca di sali minerali, vitamine, fibre, acqua ed antiossidanti. La sua origine è dell'Asia sub-tropicale, in modo particolare dell'India.

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Questo ortaggio sembra provenire dalle zone calde dell’Asia meridionale, forse dall’India orientale. Qui era diffusa come pianta spontanea. La melanzana non era conosciuta né dai Greci né dai Romani. Nel XIII arriva in nord Africa e nel Bacino del Mediterraneo.

L'arrivo in Europa avviene verso la metà del 1300 grazie ai Padri Carmelitani: prima in Spagna e poi in Italia ma sempre come pianta ornamentale. Era infatti diffusa la credenza che la melanzana facesse male alla salute se ingerita, infatti era conosciuta come 'mala insana'. L'uso come ortaggio ad uso domestico risale al 1500.
La melanzana o Solanum melongena L. var esculentum è una pianta perennante appartenente alla famiglia delle Solanaceae. A livello agricolo viene coltivata come annuale e si caratterizza per il ciclo biologico lungo (circa 150-180 giorni). Se ne conoscono tre diversi varietà botaniche principali: esculentum (bacche destinate al consumo), insanum (scarsamente produttiva e con frutti non completamente idonei al consumo) e ovigerum (utilizzata per scopi ornamentali).

L'apparato radicale è espanso e con numerose radici ramificate. Il fusto è eretto e ramificato con portamento cespuglioso: erbaceo nella fase giovanile e lignificato in fase più adulta. Le foglie sono semplici, ampie, di forma ovata od oblungo-ovata, talvolta lievemente lobate e di colore verde scuro. Sono ricoperte di peluria sulla pagina superiore e glabre su quella inferiore. Sono portate da un picciolo di 4-5 cm e disposte lungo il fusto e le ramificazioni in modo alternato.

I fiori, che si differenziano dalle ascelle, sono grandi, peduncolati, singoli o riuniti in mazzetti, di dimensioni che variano in funzione della cultivar. E' ermafrodita, sia con organismi maschili che femminili, la cui maturazione avviene contemporaneamente e dura 2-3 giorni. La fecondazione è autogama ed incrociata. La corolla è composta da 5-9 petali pigmentati di diverse tonalità di violetto. 

Il frutto è una bacca carnosa con epidermide lucido e liscio. La polpa è bianca, soda e spugnosa con un sapore più o meno amaro. Nella polpa sono inseriti i semi, con colore che varia dal giallo paglierino al marrone chiaro, di forma compressa-cuneiforme. Il calice rimane attaccato al frutto anche dopo la maturazione, munito di aculei carnosi e pungenti con sepali di colore dal verde al violetto. Il frutto è portato da un lungo picciolo legnoso e spinoso.
La melanzana è una pianta relativamente rustica che si adatta bene alle diverse strutture di terreno, pur preferendo quelli di medio impasto, tendenzialmente sciolti, ben drenati e fertili. E' però importante che il calcare attivo sia inferiore al 10%.

Il pH preferito è quello tendenzialmente neutro, anche se si adatta bene a reazioni tendenzialmente subacide e subalcaline. Attenzione all'acidità, che influenza negativamente sullo sviluppo della pianta. Tollera elevate concentrazioni dei sali nella soluzione circolante del terreno fino a valori di 2.700-3.000 mS/cm. La falda deve collocarsi ad una profondità non inferiore a 100 cm, mentre la profondità utile del suolo si colloca a 50-60 cm.

E' tra tutte le Solanacee quella più sensibile nei confronti delle condizioni climatiche in tutte le fasi del suo ciclo di sviluppo. Per germinare servono mediamente 20-25 °C (23-25 °C di giorno e 16-18 °C di notte). Se si scende sotto i 10-12 °C il processo si sviluppo rallenta con conseguenze che si tradurranno in malfarmazioni dei primi frutti e la trasformazione dei sepali del calice in foglie. Sotto i 10 °C la pianta arresta ogni sua attività per poi avere danni irreversibili sotto i 2-4 °C. 

Soffre molto gli eccessivi sbalzi di temperatura che rischiano di compromettere il suo sviluppo. È per questo motivo che la coltivazione della melanzana viene effettuata soprattutto nelle zone centro-meridionali della nostra penisola; può comunque crescere abbastanza bene anche in quelle aree del settentrione che godono di un particolare clima. Nelle zone più fredde si possono proteggere in parte le piante con l’operazione di pacciamatura.
Allo stato naturale si caratterizza da elevata resistenza alla siccità, grazie ad un'elevato controllo della traspirazione stomatica. Gli interventi irrigui iniziano subito dopo il trapianto e si interrompono in prossimità della raccolta. Mediamente si ipotizza un consumo idrico per chilogrammi di frutti prodotti di 150-200 litri d'acqua per le aree del sud Italia e 100-150 litri per quelle del nord Italia. Per evitare stress da carenza idrica si consigliano turni abbastanza frequenti con dosi ridotte: ogni 5-6 giorni sui terreni più sciolti e in prossimità delle temperature più alte. 

Oggi l'irrigazione a manichetta è quella più usata, anche per evitare di bagnare la parte epigea. L'acqua non deve avere valori di salinità superiori a 1.800-2.000 mS/cm per non incorrere in penalizzazioni qualitative e produttive. In condizioni di stree la pianta ritarda l'epoca di maturazione dei frutti e ne fa diminuire la qualità organolettica. 
La melanzana è una pianta tendenzialmente depauperante per il terreno. Richiede pertanto apporti nutritivi elevati che saranno però regolati in base ad un'analisi del terreno ed agli asporti colturali. Quest'ultimi sono: 1 tonnellata di prodotto sono 5,4 kg di azoto, 2,1 kg di fosforo, 6,0 kg di potassio, 0,2 kg di calcio e 0,6 kg di magnesio. 

La concimazione organica di base anticipa di circa 3 mesi la messa a dimora delle piantine, in ragione di circa 60-80 t/ettaro. Prima dell'impianto si somministrerà il 15% del fabbisogno d'azoto e del 40% di fosforo e potassio.

La melanzana manifesta un'elevata sensibilità nei confronti dei meso e dei microelementi che ne condizionano lo sviluppo, la produzione e l'insorgenza di malattie. 
Si consiglia di non far seguire alla melanzana altre Solanacee, Cucurbitacee e Chenopodiacee. Inoltre attenzione a non inserirla prima o dopo il mais ed altri cereali oppure prima o dopo alcune orticole quali leguminose, carota, cavolo, lattuga e ravanello. 

Soprattutto in serra la pratica del ristoppio è sconsigliata: infatti più cicli ripetuti provocano la riduzione della produzione per 'stanchezza' del terreno. 
La raccolta è scalare e manuale. I primi frutti si raccolgono dopo 60-80 giorni dal trapianto quando le bacche hanno raggiunto la loro dimensione massima ed i semi cominciano ad imbrunire. La giusta frequenza di raccolta permette di favorire l'uniformità dei frutti, l'intensità di pigmentazione, la brillantezza dell'epidermide, la consistenza della polpa e la fase di post-raccolta. La bacca carnosa viene raccolta con il picciolo, tagliato con forbici o con un coltellino. 
Le melanzane sono ricche di sali minerali: in primis potassio, fosforo e magnesio. Contengono inoltre una buona quota di vitamine: in primis vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C, vitamina K e vitamina J.

Contengono solanina, sostanza tossica che si perde durante la cottura.

Sono molte ricche di acqua, poco caloriche e piuttosto ricche di fibre. Le melanzane stimolano la produzione di bile ed aiutano a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Come tutti i vegetali di colore viola, le melanzane sono molto ricche di antiossidanti.
 
 
Valori nutritivi per 100 gr di melanzana
Calorie 18 Kcal
Acqua 92,70 gr
Carboidrati 2,60 gr
Zuccheri 2,60 gr
Proteine 1,10 gr
Grassi 0,40 gr
Colesterolo 0 gr
Fibra 2,60 gr
Sodio 26 mg
Ferro 184 mg
Ferro 0,30 mg
Calcio 14 mg
Fosforo 33 mg
Vitamina C 11 mg

 

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