Pisello Pisum sativum L.

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Descrizione della pianta
Il piselloPisum sativum Asch. et Gr. è una pianta erbacea annuale che appartiene all'Ordine delle Leguminosae o Fabaceae ed alla Famiglia delle Papilionaceae. Può essere coltivata sia per il consumo umano (fresco e industriale) che per quello zootecnico. E' ricco di amido e proteine ma dal basso potere calorico. Nell'apparato radicale le radichette di 2º o 3º ordine presentano delle nodulosità che sono sedi dell'azotofissazione, tipiche di tutte le leguminose. Il batterio protagonista di questa reazione biologica è il Rhizobium leguminosarum biovar. viciae.

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L'origine del pisello o Pisum sativum non è molto chiara. Probabilmente questa specie proviene dalle regioni asiatiche (forse dal Caucaso o dalla Persia), da dove poi si diffuse in Europa per opera degli Ari, antico popolo nomade appartenente al gruppo indoiranico dei popoli indoeuropei. Era conosciuto nell'antica Grecia: Teofrasto lo cita in alcuni suoi testi. Anche nell'antica Roma il pisello era conosciuto, così come riscontrato durante ritrovamenti in alcuni scavi (Pompei in primis) e come riportato nei testi di Columella e Plinio.

L'ascesa di questo ortaggi avviene alla fine del 1600 quando in Francia diventò di moda mangiare piselli, soprattutto (visto il loro costo) all'interno della nobiltà. Il pisello è considerato un simbolo di fortuna e prosperità, tanto che anticamente i suoi fiori venivano utilizzati per intrecciare ghirlande da offrire alle spose. 
Il pisello è una pianta annuale formata da un solo stelo cilindrico, sottile e semi-eretto di lunghezza variabile da 0,30 a 3 metri. Il pisello ha una radice fittonante, che si sviluppa fino a circa 1 m di profondità, dotata di numerose ramificazioni. Le foglie, provviste di cirro terminale ramoso, sono composte di 1-3 paia di foglioline e di stipole ampie e cuoriformi. 

I fiori hanno lunghi peduncoli e sono raggruppati in gruppi di 2-4 su racemi ascellari sorgenti sui nodi mediani e superiori dello stelo. La corolla è grande e vistosa, bianca nel pisello da granella, rosso-violetto nel pisello da foraggio. La fecondazione è autogama e produce un baccello liscio, quasi cilindrico, contenente numerosi semi. I semi sono variabili per forma, colore, dimensione. Un’importante differenza di forma è quella tra semi lisci e grinzosi, causata dal diverso biochimismo dell’accumulo di carboidrati nei cotiledoni.
Il pisello è una pianta che presenta limitate esigenze di temperatura per svilupparsi, anche se tende a rifuggere i forti calori e la siccità. Grazie a queste caratteristiche gli ambienti preferiti sono quelli freschi. In Italia così la semina autunnale può avvenire solo nelle regioni ad inverno mite (centro-meridionali) mentre in quelle settentrionali questa epoca può essere adottata solo con varietà resistenti al freddo. 

La resistenza al freddo del pisello è limitata, ma varia molto con il grado di sviluppo della pianta e con la varietà. La fase di massima resistenza è lo stadio '4-5 foglie', in cui sopporta senza danno temperature fino a -8 °C. Non ha esigenze particolari riguardo al terreno, tuttavia i terreni più adatti sono quelli piuttosto sciolti (per tessitura e struttura), caldi, ben areati, con moderato contenuto di calce e pH compreso tra 6,5 e 7,5, di buona capacità idrica.
Trattandosi di una leguminosa azotofissatrice, i cui residui arricchiscono il terreno, il pisello apre ottimamente una qualsiasi rotazione. E’ sconsigliabile seminare il pisello dopo la rottura del prato, al fine di evitare rischi di eccesso di azoto e di sviluppo di parassiti terricoli. Può trovare efficace collocazione in successione con il mais, aumentando il livello di fertilità del terreno.
La concimazione azotata non è di norma necessaria perché i batteri simbionti assicurano la totale copertura dei fabbisogni. In casi particolari può rendersi utile una somministrazione di 30-40 unità di N in copertura. I residui colturali lasciano mediamente nel terreno 30-40 unità/ha di N. Per quanto riguarda le somministrazioni di fosforo possiamo ipotizzare un valore pari a 100-110 unità per sopperire ai fabbisogni di una coltura con produzione fino a 60 q.li/ha di granella.

Per il potassio non sembrano necessari apporti massicci, che possiamo individuare in 100-120 unità di K2O. La concimazione organica è indispensabile per il raggiungimento di buoni livelli produttivi: si stima un valore di 2-3 kg di letame maturo al metro quadro in fase di pre-semina da interrare ad una profondità di circa 20-40 cm.
L’epoca di semina più comune nelle regioni del centro-nord Italia, dove il pisello da granella è il più diffuso, è in febbraio. Dove però abbiamo varietà resistenti al freddo la semina autunnale è da preferire. Al sud Italia generalmente la semina viena fatta in novembre. Attenzione nel caso in cui si destini il prodotto alll'industria è importate eseguire delle semine scalari in modo da prolungare il periodo di maturazione-raccolta.

In pieno campo la semina normalmente viene fatta su file distanti tra i 0,18 cm ai 0,25 cm. In questo modo possiamo usare all'incirca 70-100 semi a metro quadro con l'obiettivo di avere da 50 a 70 piante a metro quadro. Per la semina si usano in genere le seminatrici universali da frumento.
I piselli o Pisum sativum sono ricchi di fosforo, poco calorici, ricchi di amido e proteine, poveri di grassi. Per quanto riguarda l'amido il livello è però meno alto rispetto ad altri legumi. I piselli freschi contengono ferro, fosforo, calcio, potassio, vitamina A, vitamina B1, vitamina C, vitamina PP. I piselli secchi contengono principalmente ferro, magnesio e zinco e sono più calorici rispetto a quelli freschi.
 
Valori nutrizionali per 100g di piselli:
Acqua 79,40 g
Carboidrati 6,50 g
Zuccheri 4,00 g
Proteine 5,50 g
Grassi 0,60 g
Colesterolo 0,00 g
Fibra totale 6,30 g
Sodio 1,00 mg
Potassio 193,00 mg
Ferro 1,70 mg
Calcio 45,00 mg
Fosforo 97,00 mg
Vitamina B1 0,20 mg
Vitamina B2 0,08 mg
Vitamina B3 2,60 mg
Vitamina A 64,00 µg
Vitamina C 32,00 mg
L'azoto è un'elemento indispensabile per piante ed animali, infatti esso contribuisce alla formazione dei composti organici. Il pisello è una pianta azotofissatrice, grazie alla capacità di creare un legame simbiotico con i batteri azotofissatori. Le più importanti appartengono alla famiglia delle leguminose.

Ogni pianta ha una capacità diversa di fissare l'azoto nel suolo. La soia, per esempio, può fissare fino a 300 Kg di azoto per ettaro all'anno. Una parte di questo azoto viene usato dalla pianta stessa mentre l'altro rimane a disposizione nel terreno per le altre piante che non sono in grado di fissarlo. Per questo motivo queste piante possono essere usate per arricchire il suolo di azoto, senza alcun bisogno di ricorrere a concimi azotati di sintesi. Anche la pratica del sovescio, che consiste nel falciare le piante erbacee per poi lasciarle decomporre a terra, è un ottimo modo per arricchire il suolo.

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