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Mirtillo americano Vaccinium corymbosum

Mirtillo americano - Plantgest.com
Descrizione della pianta

Frutto tipico del sottobosco, il mirtillo ha tradizioni antichissime e viee utilizzato per curare diverse patologie. I mirtilli generalmente crescono nelle zone montane (sulle Alpi e gli Appennini), nei boschi e trovano la loro maggiore diffusione sui terreni ricchi di humus. Sono dei piccoli arbusti appartenenti alla famiglia delle Ericacee, alti circa 60 cm. La loro fioritura avviene in primavera e si distinguono in tre differenti specie: mirtillo nerorosso e blu. Secondo alcune recenti ricerche effettuate negli Stati Uniti, queste piccole bacche, sarebbero dotate di un enorme quantitativo di sostanze antiossidanti, in grado quindi di prevenire patologie cardiovascolari, proteggere dai tumori e addirittura ritardare il naturale processo di invecchiamento. Dunque hanno un duplice scopo: da una parte rappresentano una fonte di alimento, dall’altra vengono utilizzate come medicamento.

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Il sottobosco e' un luogo ricco di tesori, e tra muschi e felci crescono piccoli arbusti di mirtillo. Il mirtillo rappresenta da secoli una fonte di alimento e medicamento come dimostrato a antichi testi greci e romani: ad esempio l'utilizzo di mirtilli neri spontanei del sottobosco veniva consigliata da Dioscoride (I secolo d. C.) per curare la dissenteria. I frutti vengono anche utilizzati in oftalmologia per migliorare la visione notturna e in alcune retinopatie. Tradizionale anche l'uso in cosmetica. La pianta è diffusa nelle zone submontane e montane dell'Italia settentrionale e centrale, fino all'Abruzzo, spingendosi anche nei pascoli alpini. Questi frutti sono propri della cultura settentrionale tanto che in Irlanda ed in Scozia si celebra la domenica del mirtillo, dedicata a raccogliere le deliziose bacche, successivamente impiegate nella preparazione di crostate, confetture e sciroppi. In Scandinavia, Francia (soprattutto sui Vosgi) e Germania, ancor oggi ingenti quantitativi di mirtilli di bosco vengono consumati localmente freschi o trasformati in acqueviti, sciroppi, salse e gelatine, esportate nel resto d'Europa. Nel Nord America essi erano parte della dieta degli indiani che li consumavano freschi in estate e seccati in inverno. Le bacche soprattutto del mirtillo rosso, considerate simbolo di pace dagli indiani Delaware, erano utilizzate per tingere corpi e tappeti.

 

Il Mirtillo è pianta spontanea nell'emisfero boreale ed appartiene alla Famiglia delle Ericaceae, genere Vaccinium, comprendente circa 130 specie di cui poche di vero intersse commerciale.

Il mirtillo coltivato appartiene a tre specie maggiori:
Vaccinium corymbosum o Mirtillo gigante americano: spontaneo nel Nord America, è una pianta alta 1-4 m, a foglia caduca, con fiori bianchi o rosati; le bacche riunite in grappoli, sono di colore nero-azzurro, profumate; molto resistente al freddo (fino a -30°C).
Vaccinium uliginosum o Mirtillo blu: spontaneo in Europa, alto 15-25 cm, a foglia caduca, fiori bianco-rosso; produce bacche di color nero-bluastro, pruinose, con succo incolore e insipide.
Vaccinium ashei o Mirtillo conilopide: spontaneo nel Sud degli Stati Uniti, è una pianta alta fino a 6 metri, con bacche nere, senza o quasi pruina, riunite in corti racemi; è meno resistente al freddo del Mirtillo gigante americano.

Mentre il selvatico appartiene alle specie:
- Vaccinuim myrtillusMirtillo nero: spontaneo in Europa: alto 20-40 cm, con fusti angolosi e ramosi; fiorisce in maggio e fruttifica in luglio-agosto; presenta bacche solitarie o accoppiate, nere, ricoperte da pruina e con polpa colorata. Si trova nelle Alpi e negli Appennini fino all'Abruzzo, fino a circa 2.00 metri; i frutti possono essere consumati freschi o trasformati in marmellate o gelatine.
- Vaccinium vitis idaeaMirtillo rosso: spontaneo in Europa; alto 10-40 cm, sempreverde, con fiori bianchi o rosa, riuniti in grappoli terminali; produce bacche rosse, acide, amarognole; è diffuso nelle Alpi e nell'Appennino settentrionale.

Altre specie diffuse ma di scarso interesse ricordiamo:
- Vaccinium australeSoutheastern highbush blueberry, cui appartengono le prime varietà selezionate.
- Vaccinium oxycoccus Mortella di palude: spontaneo in Europa e nel Nord America; pianta sempreverde strisciante, con fusti filiformi lunghi 20-30 cm; produce bacche rosse e globose.
- Vaccinium angustifolium: spontaneo nell'America del Nord; ha taglia ridotta (fino a 50 cm) e produce bacche pruinose, di colore blu più o meno scuro, dolci e profumate.
- Vaccinium macrocarponCranberry o Bacca delle gru.

La pianta del mirtillo gigante è un arbusto cespuglioso a portamento eretto alto da 1,5 metri fino a 7 metri. Il cespuglio è costituito da germogli che si sviluppano a partire alla base o dal colletto della pianta stessa. Questi presentano colore variabile dal verde o grigio chiaro ed a maturità diventano rosso-bruni. Le foglie, decidue, sono glabre, hanno forma ovata allungata, con apice appuntito e bordi interi o leggermente seghettati. La pagina superiore è scura e lucida, mentre quella inferiore è opaca ed è coperta da una leggera tomentosità. Al termine della stagione il colore della foglia vira all'arancio o al rosso scuro conferendo ai cespugli un aspetto molto piacevole e adatto all'utilizzo ornamentale.

Il sistema radicale è superficiale ed espanso. E' costituito principalmente da radici molto fini e filiformi a cui sono frequentemente associate micorrize molto utili alla pianta per assorbire nutrienti. Sono di diametro inferiore a 0,2 mm e prive di peli radicali. La struttura anatomica dell'apice radicale è più sottile rispetto a quella di altri fruttiferi essendo costituita da solo 1-3 strati di cellule corticali che circondano uno stretto cilindro centrale. La maggior parte dell'apparato radicale è distribuito sotto la proiezione della chioma, ma alcune radici possono svilupparsi fino a 2 metri di distanza e 1 metro di profondità.

L'infiorescenza del mirtillo gigante è costituita da corimbi formati da 5-12 fiori. Il singolo fiore ha forma di campanula rivolta verso il basso. Il calice di 5 sepali congiunti è aderente all'ovario infero. I petali sono saldati, rivolti verso l'esterno e formano una corolla di colore bianco o rosa pallido. Gli stami (8-10) normalmente più corti del pistillo, sono composti ognuno da un corto filamento peloso e due antere. Il singolo pistillo ha uno stilo lungo e termina con uno stigma appiattito. L'ovario è costituito da 4-5 logge contenenti uno o più ovuli.

Il frutto è una bacca globosa, un pò appiattita, con una cavità calicina pronunciata. La forma e le dimensioni della cicatrice peduncolare e della cavità calicina variano molto nelle diverse cultivar e sono validi indicatori per l'identificazione varietale. Il colore della cuticola è variabile dal blu chiaro a blu nerastro; la cuticola è coperta da uno strato pruinoso bianco che rende il frutto più chiaro. La polpa è bianco-verdastra ed il gusto è dolce-acidulo, più o meno aromatico. Il frutto pesa mediamente da 1,5 a 2,5 grammi ed ha diametro di 10-25 mm. I semi sono molto piccoli e quasi indistinguibili dalla polpa; il loro numero può variare tra 5 e 70 (mediamente sono 20-30). Esiste una correlazione tra numero di semi e grandezza del frutto; maggiore è il numero dei semi e maggiore è la pezzatura della bacca. La pezzatura inoltre varia anche all'interno del grappolo: i frutti prossimali sono più grandi rispetto a quelli distali.

 

Il germogliamento delle gemme vegetative avviene circa una settimana prima della fioritura. Le piante fioriscono quando hanno soddisfatto il fabbisogno in freddo che per il mirillo risulta essere di circa 800-1000 ore con temperature inferiori a 7°C. Si riduce a 350-650 ore per il mirtillo conilopide.
L'accrescimento vegetativo del mirtillo è favorito da giorni longidiurni, mentre l'induzione a fiore avviene con condizioni brevidiurne. Agendo sulla lunghezza del giorno è possibile mantenere nello stadio vegetativo le piante fornendo 17 ore di luce al giorno, o indurre la fioritura senza che le piante entrino nel periodo di dormienza. La maggior parte delle gemme a fiore si forma in estate sui germogli di un anno e sulla crescita annuale dei laterali dei rami più vecchi; mentre sui germogli più vecchi si formano poche gemme a fiore e normalmente i frutti sono piccoli. Generalmente sono singole e poste sui nodi apicali del germoglio, ma occasionalmente si può formare più di una gemma a fiore per nodo. La differenziazione avviene alla fine dell'accrescimento stagionale dei germogli, in genere tra giugno e agosto. In quel momento le gemme a fiore si gonfiano e diventano rosse. A fine stagione queste gemme sono ben distinguibili per la forma sferica, le dimensioni due o tre volte superiori rispetto a quelle delle gemme vegetative. La differenziazzione avviene in modo basipeto (dall'alto al basso). Su un germoglio si sviluppano mediamente 10-15 gemme a fiore, anche se possono formarsene in numero superiore a seconda della cultivar e del diametro del germoglio.

La fioritura del mirtillo avviene da metà aprile fino alla prima decade di maggio. Il periodo della fioritura dura circa venti giorni. Sul germoglio la fioritura inizia dalle infiorescenze apicali e per primi sbocciano i fiori alla base dell'infiorescenza. La recettività del singolo stigma può durare fino ad una settimana; tuttavia, la percentuale di allegagione è superiore se l'impollinazione avviene nei primi 3-4 giorni dopo l'apertura dei fiori. E' necessario che almeno l'80% dei fiori alleghi per ottenere una buona produzione. Nonostante il mirtillo sia autofertile, la posizione del fiore, rivolto verso il basso, non facilita l'autoimpollinazione perché il polline tende a cadere fuori dal fiore. E' stato dimostrato che l'impollinazione incrociata aumenta notevolmente la produzione ed i frutti risultano di maggiori dimensioni. Occorre quindi alternare filari di una cultivar con l'altra avente un'epoca simile di fioritura. I migliori impollinatori sono le api e bombi; è consigliato introdurre nel frutteto gli alveari quando circa il 25% dei fiori è aperto. Il numero di alveari può variare da 2 a 5 per ettaro a seconda della dimensione delle piante, della densità dell'impianto e della dimensione delle famiglie di api contenute negli alveari.

Le bacche di mirtillo gigante maturano scalarmente nell'arco di 4-5 settimane. I frutti maturi non cascolano facilmente e possono essere lasciati nel cespuglio per più di una settimana. I frutti dopo la raccolta continuano a maturare ed i solidi solubili aumentano di conseguenza.

 

 

I mirtilli contengono discrete quantità di vitamina C e carotenoidi. Sono ricchi di principi attivi ed acidi organici. La mirtillina per esempio è una sostanz colorante che ha proprietà battericide. Le antocianine che proteggono e rinforzano la parete dei vasi sanguigni. Hanno proprietà astringenti, antinfiammatorie ed antisettiche; i decotti o gli infusi a base di foglie hanno proprietà ipoglicemizzanti. 

Composizione e valore energetico del mirtillo gigante (100 g di prodotto)
Parte commestibile 98%
Proteine totali 0,74 g
Acqua 84,21 g
Zuccheri 9,96 g
Fibra 2,4 g
Energia 57 Kcal
Potassio 77 mg
Sodio 1 mg
Ferro 0,28 mg
Grassi 0,33 g
Carboidrati 14,49 g

 

Le foglie contengono tannini, principi attivi dotati di attivita' astringente e antidiarroica e la neomirtillina che ha invece un effetto ipoglicemizzante. I frutti hanno proprieta' rinfrescanti, astringenti, toniche, diuretiche. Contengono numerosi principi attivi, fra cui le vitamine A e C, l'acido citrico e quello malico, la mirtillina, fosforo, calcio, manganese, la cui azione si esplica principalmente a livello dei capillari le cui parti vengono protette e rinforzate. Proprio per questa ragione nella couperose possono essere d'aiuto le creme a base di mirtillo. L'azione astringente si esplica invece attraverso l'eliminazione dei liquidi in eccesso a livello degli spazi interstiziali dei tessuti, con conseguente riduzione dell'edema. Per l'industria farmaceutica moderna, le bacche di mirtillo si sono rivelate utili in preparati contro le forme diarroiche e come componenti di antibiotici. L'interesse per queste bacche che maturano nel bosco non si limita al loro valore terapeutico, ma anche al loro gusto ottimo per marmellate, conserve, gelatine o per essere gustate con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero magari in compagnia di more e lamponi, nel tipico assortimento noto come frutti di bosco. In alcune localita' alpine, dai mirtilli si ottiene una speciale grappa, ad alto tenore alcolico, dal sapore delicato e dall'aroma intenso.

 

Molto importante è la scelta del terreno per questa cultivar, che dovrà essere molto acido (pH 4-4,5), privo di calcare attivo, ben drenato, tendenzialmente sabbioso e con sostanza organica nell'ordine del 3,5%. Tali esigenze da un lato rappresentano un limite ma possono rappresentare anche un vantaggio in quanto possono permettere lo sfruttamento di suoli poco adatti alla coltivazione di altre piante agrarie. Se queste condizioni non si riscontrano servirà apportare modifiche correttive tenendo presente che a pH inferiori a 3,5 il manganese e l'alluminio diventano fitotossici e a pH superiori a 5 il ferro diviene scarsamente disponibile. 
Inoltre risulta molto importante che la struttura sia sufficientemente sciolta onde evitare ristagni idrici e che lo stesso terreno abbia buona disponibilità di acqua per soddisfare le esigenze idriche della coltura nei periodo estivi. Se l'asfissia radicale può essere tollerata durante la quiescenza invernale non può esserlo durante il periodo di attività vegetativa.

Il mirtillo sopporta bene i geli invernali e se il legno è ben maturo alcune varietà possono resistere bene fino a temperature di -29 °C. Per questo motivo è buona norma sospendere la concimazione alla fine di giugno  per favorire la buona lignificazione dei tessuti giovani. E' abbastanza resistente alle gelate tardive: la fase critica si colloca nel periodo della fioritura, dove abbassamenti termici con valori assoluti di 8-10°C sotto lo zero possono compromettere l'allegagione. Il limite altimetrico di coltivazione nei nostri climi arriva fino a 1220 metri slm ma già oltre i 700 metri slm alcune varietà vengono sensibilmente danneggiate dal freddo nel periodo tardo invernale (soprattutto nei primi anni di vita). Il mirtilleto dovrebbe essere ben esposto al sole e riparato dai venti.

La prima cosa da fare per una corretta gestione è l'analisi del terreno. Successivamente si potrà iniziare alla preparazione del terreno che va fatta provvedendo all#39;eliminazione delle malerbe ed alla fresatura dello strato erboso, praticando poi una leggera aratura (circa 30 cm di profondità), con interramento della sostanza organica (ad esempio 70-80 q.li/100 mq di letame maturo), e dei fertilizzanti per la concimazione di fondo (25 kg di solfato di potassico-magnesiaco e 25 kg di perfosfato minerale ogni 1000 mq). Successivamente si provvede alla distribuzione dello zolfo pellettato per l'eventuale acidificazione con eventuale fresatura per interrarlo.

Le misure dell'impianto variano in funzione del tipo di copertura scelto: se si opta per il tunnel leggero largo 5,6 metri, si adotterà il sesto 2,80 m x 1,00 m, con un impiego di circa 400 piante/1000 mq; se si opta per la palificazione a sostegno delle coperture sulla singola fila si adotterà il sesto 3,00 m x 1,00 m che è anche meccanizzabile. E' consigliabile una pacciamatura con tessuto intrecciato largo 1-1,5 metri lasciando attorno alla pianta un buco di almeno 20 cm di diametro per la fuoriuscita dei polloni nuovi. In alternativa si possono spargere corteccia di conifera o segature per almeno 20 cm di spessore allo scopo di contrastare la crescita dell'erba sulla fila. Per la distribuzione idrica generalmente è consigliato posizionare una doppia manichetta oppure un'ala gocciolante con 2 gocciolatori per pianta. In alternativa si può pensare ai microspinklers utili per migliorare la distribuzione idrica quando l'impianto a più di 4 anni. 

La forma d'allevamento più consona è rappresentata dal cespuglio libero, che non necessità di sostegni, formato da 5-6 branche produttive accanto a 1-2 polloni di rinnovo. o scopo principale della potatura è quello di regolare contemporaneamente produzione e rinnovo della pianta. Va perciò tenuto presente tagli drastici squilibrano le piante accentuandone la spinta vegetativa. Mentre l'assenza di potatura fa invecchiare precocemente le piante che non si rivestono adeguatamente di brindilli produttivi.

Nel primo anno è fondamentale asportare tutti i fiori, per permettere alla pianta di completare la costruzione di una corretta parte epigea. Negli anni successivi (1-3) gli interventi di potatura dovranno essere più veloci e cercheranno di aprire la pianta eliminando branche e polloni presenti nella parte centrale e nella parte più bassa. L'obiettivo è quello di avere 5-6 branche. Ogni anno andremo poi ad eliminarne 1-2 vecchie per sostituirle con un paio di polloni vigorosi. Se la pianta è poco vigorosa si effettueranno dei tagli di ritorno sulla branca per non esaurirla. In impianti particolarmente vecchi si potrà poi intervenire in modo drastico con una sorta di capitozzatura delle branche vecchie a circa 15-20 cm da terra perdendo però 1-2 anni di potenziale raccolto.   

Il mirtillo è pianta con esigenze nutrizionali specifiche ed è quindi molto importante rispettarle al fine di evitare carenze e squilibri della pianta. L'aspetto nutrizionae non va però disgiunto dalla corretta somministrazione degli apporti idrici e degli apporti organici. Nelle nostre zone è importante ricordare che la concimazione deve essere sospesa entro la fine di giugno in modo che il legno possa maturare per avere minori problemi di svernamento.

I metodi di distribuzione del concime chimico sono: l'iniezione con tubi tipo venturi in linea con concime idrosolubile concentrato oppure regolati apporti di concime a spaglio. Nel primo caso è sufficiente dotarsi di una sola vasca con tubi Venturi (o dosatore proporzionale), inserire al suo interno il prodotto (ad es, solfato ammonico) ed immettere in linea il prodotto.
Le dosi potrebbero essere: 20-40 kg di solfato ammonico a seconda dell'età e della pianta, 18 kg di solfato potassico, 18 kg di solfato di magnesio e 9 kg di fosfato momopotassico.

Anche la disponibilità di sostanza organica è molto importante e quindi è bene apportare certi quantitativi di materiali compostati o ben maturi evitando di utilizzare letame fresco che potrebbe creare problemi legati ad eccessi di cloro e urea. Quindi tale esigenza organica può essere soddisfatta mediante pacciamature dela fila con prodotti naturali come torbe, aghi di pino, cortecce di conifere, materiale legnoso sfibrato). 
 

Se non si dispongono di impianti per la fertirrigazione si procederà alla concimazione a spaglio distribuendo annualmente su una superficie di 1000 mq 

L'irrigazione è uno dei fattori determinanti per la crescita e la produttività del mirtillo. A causa dello scarso sviluppo radicale della pianta è molto facile incorrere instress idrici. indicativamente il fabbisogno idrico massimo è di 30-50  hl/giorno per 100 mq per impianti adulti in piena produzione. Il periodo di massima richiesta coincide con le due settimane successive alla caduta dei petali e le due settimane prima e dopo la raccolta. Al di fuori di tali periodo potrebbe essere critico anche il momento della schiusura delle gemme.
Un tecnica adeguata adottata è l'aspersione localizzata che prevede l'uso di microirrigatori in grado di diffondere l'acqua su una superficie di circa mezzo metro di raggio in prossimità della pianta.  Nel caso di coltura protetta è meglio ricorre però al doppio impianto  (a goccia e microgetti) per non rinunciare ad apporti anche nell'interfila. In pieno campo è consigliabile una doppia manichetta. 

Uno dei fattori che maggiormente influenzano la produttività dell'impianto è la possibilità di avvantaggiarsi di una massiccia impollinazione entomofila posizionandoarnie mobili di api, bombi o altri apoidei all'interno dell'appezzamento. L'impollinazione è però fortemente condizionata dalle temperature e dalle precipitazioni durante il periodo della fioritura. La recettività dello stigma può durare 5-8 giorni. Tuttavia se l'impollinazione non avviene entro i 3 giorni successivi all'apertura del fiore si può andare incontro a minore allegagione.  

 La resa media di un impianto in piena produzione si aggira sui 15-20 q/1000 mq, anche se varia in relazione alla varietà, alle concimazioni, alle condizioni climatiche, alla gestione aronomica, ecc..
La raccolta è scalare e dura un mese per le varietà precoci e un pò di più per quelle tardive. Normalmente si effettua uno stacco ogni 5-7 giorni (qualche giorno in più se si è in coltura protetta). Lo stacco si effettua quando la bacca presenta una colorazione uniforme ed omogenea anche nel punto d'inserzione del peduncolo che molto spesso tende al verde-viola anche al momento della raccolta.  

Il mirtillo esige un terreno molto acido (pH 4,5-5,5), privo di calcare e ricco di sostanza organica. Un pH del terreno non sufficientemente basso o troppo alto limita l disponibilità di nutrienti e lo sviluppo della pianta. I primi sintomi di un livello non adeguato del terreno sono un ingiallimento e una colorazione anormale delle foglie oltre che in casi molto gravi squilibri vegeto-produttivi delle piante. Quindi quando il pH è più alto di valore ideale si procede all'acidificazione in modo da ridurre il valore ed aumentare la disponibilità dei nutrienti e migliorare la produttività del mirtilleto. La correzione può avvenire ricorrendo alla distribuzione di zolfo (ad esempio zolfo pellettato) durante il periodo autunnale in modo da permettere ai tiobatteri di degradare lo zolfo in acido solforico. La distribuzione va fatta a spaglio e non concentrata su superfici limitate. Nei terreni acidificati è poi necessario (previa analisi chimica) ripetere l'operazione tutti gli anni con dosi più piccole per poter replicare il fenomeno. 

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