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Agrumi, l'Italia è sempre più sotto attacco

Dalla Tristeza o Ctv all'Hlb o Greening, passando per il Cbc-Citrus bacterial canker e il Citrus black spot. Plantgest ha intervistato Salvatore Davino dell'Università di Palermo per saperne di più

Agrumi, l'Italia è sempre più sotto attacco - Plantgest news sulle varietà di piante

In Sicilia questa malattia è una delle principali cause della contrazione agrumicola, assieme al calo dei prezzi

Fonte immagine: © jm4t1c - Fotolia

Nell’era della globalizzazione le coltivazioni di tutto il mondo vengono messe costantemente sotto attacco da insetti e patologie aliene. Al di là dell'aspetto climatico e dei suoi cambiamenti. In Italia negli ultimi anni si sono succedute diverse situazioni di questo tipo. Anche l'agrimicoltura è stata messa in crisi da un virus denominato Tristeza (Ctv-Citrus Tristeza Virus).

 

Agrumi che Tristeza!

"Il Ctv è presente oramai in tutte le aree agrumicole del mondo - spiega Salvatore Davino, professore presso il dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali (Saaf) dell'Università di Palermo - con un'incidenza variabile. E' causa della morte di milioni di piante. In Sicilia è stato rinvenuto per la prima volta nel 2002. Da lì in poi la sua diffusione è stata elevata. Oggi si segnala la sua presenza anche in Calabria e in Puglia. Nell'ambiente siciliano questa malattia è una delle principali cause della contrazione agrumicola, assieme al calo dei prezzi. 

Si presume che la mallatia venga introdotta nelle varie aree e si diffonda poi su larga scala attraverso la movimentazione di materiale infetto (piante e marze). Una volta giunta poi sul territorio si diffonde grazie a due vettori: l'Afide del cotone (Aphis gossypii) e
l'Afide marrone degli agrumi (Toxoptera citricidus). Il primo è presente in Italia ed è il vettore del Ctv nel nostro Paese. Il secondo, che ha capacità vettrice più alta, al momento non è presente in Italia (è presente però in Spagna e Portogallo).


 
Frutto d'arancio su pianta in un agrumeto
Ci sono 70mila ettari dedicati all’agrumicoltura in Sicilia; 45mila ettari sono in ginocchio
(Fonte foto: ©Hans-Pixabay)


I sintomi più diffusi sono: butteratura del legno con scanalature e clorosi nervale, decolorazionegiallume dei semenzali, nanismo (riduzione della grandezza dei frutti), deperimento (lento oppure repentino). La pianta colpita è in un evidente stato di secchezza dovuto a carenza idrica e nutrizionale e va incontro a disseccamento di foglie e rametti. La pianta può anche arrivare a morire nel giro di pochi giorni".

I sintomi possono variare e dipendono dalle diverse specie. Nell'arancio dolce il problema è accentuato dalla combinazione nesto/portainnesto. Quest'ultimo è l’arancio amaro, molto sensibile al Ctv. Questo perchè il virus provoca la necrosi delle cellule del sistema linfatico dell’arancio amaro in prossimità del punto di innesto, ed impedisce così alla linfa elaborata di giungere alle radici che in breve tempo collassano.

"Per contrastarlo sono state messe in atto tre azioni: l’eradicazione degli alberi infettil'uso di materiale vivaistico sano e certificato e l'uso dell'Arancio trifogliato e dei suoi ibridi come portainnesto al posto dell'arancio amaro, che veniva prima usato e che risulta molto sensibile alla Tristeza. Attenzione però perchè sul trifogliato si iniziano ad evidenziare infezioni di viroidi dell'Exocortite e della Cachexia. Patologie che erano state in passato sottovalutate perchè silenti in arancio amaro in Italia. Per quest'ultimo motivo dobbiamo usare piante che siano sane anche su questi viroidi".

 
Frutti di limone su pianta in agrumento
L'Hlb o Greening è malattia da quarantena non ancora arrivata in Italia
(Fonte foto: ©Distretto agrumi Sicilia)
 

L'Hlb o Greening, sta arrivando

"Un nuovo nemico minaccia l’agrumicoltura dell’Europa mediterranea, Italia compresa - continua Davino -. Si chiama Huanglongbing (Hlb) o Greening, nome di una delle più antiche malattie degli agrumi e nota da oltre un secolo in Cina. Viene associata a batteri del genere Candidatus Liberibacter trasmessi da Psille e che colpisce tutte le specie e le cultivar di agrumi, a prescindere dal portainnesto, con particolare riferimento ad arancio dolce, limone, pompelmo e mandarino. Quando si presenta nelle piantagioni è un’ecatombe ed al momento non ci sono rimedi per combatterlaAd oggi non è presente in Europa, anche se ci sono segnalazioni dell'insetto vettore nelle isole Canarie, nel'isola di Madeira e in Galizia. E’ però molto diffusa in Asia e Sud Africa e, recentemente, in Brasile (2004) e Florida (2005). Credo però che prima o poi arriverà anche in Italia". 

I sintomi su pianta sono: deperimento, foglie gialle e rami secchi. I frutti rimangono piccoli, si deformano, presentano colore verde nella parte stilare e tendono alla cascola". Molti di questi però sono riconducibili anche ad altre patologie rendendo complicata la diagnosi.

"Due i potenziali insetti vettori: Diaphorina citri e Trioza erytreae - riporta Davino -. Al momento per combatterla c'è solo la prevenzione. Nei paesi in cui questa malattia ed i vettori sono diffusi viene adottata una strategia integrata di lotta che si basa su tre elementi (Bovè, 2012): contenimento delle psille con insetticidi, monitoraggio ed estirpazione degli alberi infetti, uso di piante sane e certificate".


 
Fette di limone e arancio su un tavolo
Altre malattie potrebbero arrivare: ad esempio Cancro batterico e Citrus black block
(Fonte foto: ©StockSnap-Pixabay)
 
 

Cancro batterico, sarà simile al kiwi?

Il Cbc-Citrus bacterial canker è causato dal batterio Xanthomonas axonopodis pv. citri (riclassificato come Xanthomonas citri subsp. citri) - puntualizza Davino -. La situazione è simile a quanto è già avvenuto nell'actinidia, sia per modalità di sviluppo che per metodi di difesa. Infatti una volta colpite le piante devono essere distrutte: l'eradicazione degli alberi infetti è l’unica opzione di gestione praticabile".
E' una malattia devastante che colpisce la maggior parte di specie e varietà di agrumi causando notevoli danni economici, dal momento che colpisce anche i frutti provocandone la caduta o rendendoli incommerciabili. La malattia è endemica in molti Paesi del continente asiatico e del Medio Oriente, in alcuni Paesi del Sud e Centro America e in alcune regioni del continente africano. Negli Stati Uniti sono state segnalate diverse epidemie della malattia. Al momento in Europa non è segnalato.


"In linea generale credo però che sia quella che desta meno preoccupazione visto che sappiamo già come prevenirla e sappiamo che per contenerla è possibile eseguire trattamenti di copertura a base di rame.

 
Mandarini all'interno di una cassetta da frutta
Il futuro agrumicolo può essere roseo, ma ci vuole volontà ed imprenditorialità
(Fonte foto: ©Hans-Pixabay)
 

La macchia nera minaccia gli agrumi

"In futuro dobbiamo stare attenti anche al Citrus black spot - conclude Davino -, causata dal fungo patogeno Guignardia citricarpa Kiely. Si tratta di una delle più devastanti malattie degli agrumi conosciute che provoca la maculatura dei frutti e delle foglie di specie appartenenti ai generi Citrus, Poncirus, Fortunella e loro ibridi. La macchia nera non si è mai insediata in Europa ma è stata segnalata in Olanda in materiale proveniente da alcuni Paesi dell'Extra Ue (tra cui Nord America, America Centrale e della regione caraibica). Attualmente, infatti, le zone mediterranee sono esenti dalla malattia quindi gli agrumi provenienti dalle zone infette rappresentano un rischio per l'introduzione di questo patogeno nelle nostre regioni. 

Quale sarà il futuro dell'agrimicoltura siciliana? Spero roseo. I suoi prodotti sono una vera eccellenza del made in Italy e con qualità organolettiche uniche. Ma per guardare al futuro con positività ci vuole anche volontà politica ed imprenditoriale. Una delle basi deve essere la creazione di rete e di aggregazione, perchè questo è quello che vuole il commercio globale. Senza dimenticare la necessità di valorizzazione e di comunicazione"
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Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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