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Organismi alieni, è allarme in Italia

Sono sempre di più e sempre più dannosi. Ma il lavoro fatto per prevenirli e per difendersi è stato molto. Il 23 marzo 2018 si è svolto a Palermo un convegno per parlarne

Organismi alieni, è allarme in Italia - Plantgest news sulle varietà di piante

I danni che stanno causando questi organismi alieni al nostro made in Italy si stimano in oltre il miliardo di euro

Fonte immagine: © Ultima Gaina - IStockPhoto

Danneggiano il verde urbano e devastano le coltivazioni agricole. Sono i nuovi insetti ed organismi non indigeni, la cui introduzione e diffusione in Italia sta minacciando l'ambiente e la produzione agricola. E nel prossimo futuro ne arriveranno altri, perchè sono fuori dalla nostra porta e stanno bussando per entrare.

Eccone alcuni esempi: dalla Popillia Japonica alla Drosophila suzukii, dal Dryocosmus kuriphilus alla Xylella passando per Pseudomonas syringae pv actinidae, Erwinia amylowora, Rhynchophorus ferrigines, Citrus tristeza virus, Tomato leaf Curli New Delhi virus, Citrus greening. Questi sono solo alcuni dei 63 nuovi patogeni pericolosi che Agrinnova-Centro di Competenza per l'Innovazione in Campo Agro-ambientale dell'Università di Torino ha individuato nell'agosto del 2017 in un documento pubblicato. Secondo Coldiretti il danno alle coltivazioni made in Italy ammonta a circa un miliardo di euro, mettendo a rischio di estinzione il patrimonio dei prodotti tipici italiani.
Per ulteriori approfondimenti puoi leggere anche l'articolo 'Gli alieni sono tra noi' pubblicato nel dicembre 2016 su AgroNotizie.it.

Un problema italiano ma comune a molti Paesi dell’Unione Europea, che ogni anno registrano danni per 12,5 miliardi di euro. Questi numeri hanno portato l'Ue a mettere in campo strategie di prevenzione e difesa per arginare la difficile situazione: entro il 2020 si dovrà individuare e classificare in ordine di priorità le specie esotiche invasive ed i loro vettori, contenere o eradicare le specie prioritarie, gestire i vettori per impedire l’introduzione e l’insediamento di nuove specie, attuare adeguate misure fitosanitarie atte a ridurre l’impatto economico ed ecologico sul patrimonio ambientale locale e mondiale.

 
Adulto di Cimice asiatica o Halyomorpha halys
Un adulto di Cimice asiatica o Halyomorpha halys
(Fonte foto: ©Osservatorio fitopatologico di Modena)


Questi organismi alieni fanno sicuramente paura ma ricercatori e tecnici si sono profondamente impegnati per dare all'imprenditore agricolo tutti gli strumenti per contrastarli, difendersi ed adeguarsi alle nuove necessità. In diversi casi il risultato è stato positivo mentre in altri la strada da percorrere è ancora lunga. 

Il 23 marzo 2018 si è svolta a Palermo - presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali - una giornata di studio sulle problematiche delle accidentali introduzione d'insetti alieni in Italia. In questo caso ci si è focalizzati sull'aspetto entomologico. L’evento è stato organizzato dalla Sezione 'Sud-Ovest' dell’Accademia dei Georgofili e dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo.

"I principali fattori che hanno influenzato l’arrivo e l’insediamento di questi nuovi insetti - spiega Andrea Battisti, professore di entomologia agraria all’Università degli Studi di Padova - sono il commercio globale ed il cambiamento climatico. Il primo influisce sullo spostamento e l'introduzione mentre il secondo sull'adattabilità.
E' evidente inoltre che l’insediamento di una specie dipende dal risultato di una serie d'interazioni su vari livelli trofici, le quali sono spesso di difficile individuazione e possono portare a risultati inattesi.
Una volta introdotte queste specie aliene possono modificare l’areale in cui si stabiliscono, in funzione anche del clima. Pertanto il cambiamento climatico può svolgere un ruolo importante a riguardo. Esistono tuttavia limitate prove che ciò sia avvenuto nel recente passato ed è necessario quindi concentrare le ricerche in questa direzione".


 
Adulti di Moscerino dei piccoli frutti o Drosophila suzukii
Adulti di Moscerino dei piccoli frutti o Drosophila suzukii
(Fonte foto: ©IsiPlast-www.isiplast.com)

Uno degli insetti più pericoli e discussi degli ultimi anni è la Cimice asiatica o Halyomorpha halys. Un'individuo che ha evidenziato caratteristiche biologiche e comportamentali che gli hanno permesso di diffondersi in ogni parte del mondo e del nostro Paese e ne hanno reso difficilissimo il controllo. "La Cimice asiatica - spiega Lara Maistrello dell’Università di Modena e Reggio Emila - è tristemente nota per i danni gravissimi ai frutteti, ed a molte altre colture, che sta causando durante le recenti estati e per il fastidio che suscita quando in autunno entra in massa negli edifici per svernare (una vera e propria transumanza)". Al momento la difesa chimica non è sufficiente a contrastarla ed è necessario un mix tra l'uso di agrofarmaci, monitoraggio, trappole, reti, insetti antagonisti, etc.

"Grazie ad una task force da me coordinata dal 2012 - continua Maistrello - è stato possibile: seguire le tappe dell'invasione in Italia, anche grazie ad un'indagine 'citizen science'; effettuare la caratterizzazione genetica, dimostrando l’elevata biodiversità delle popolazioni italiane; studiare la biologia e la fenologia e comprenderne le potenzialità riproduttive e la suscettibilità nei confronti delle condizioni meteoclimatiche; effettuare indagini in campo, da cui è emerso come la Cimice asiatica sia divenuta in brevissimo tempo fitofago chiave dei frutteti e stia sconvolgendo i precedenti piani di difesa integrata.
Solo grazie agli sviluppi della ricerca su più fronti sarà possibile progredire nella definizione di strategie mirate e sostenibili per rendere meno problematica la convivenza con questo alieno invasivo".

Per ulteriori approfondimenti sul tema puoi leggere anche l'articolo 'Stop alla cimice asiatica. Come fare?' pubblicato su AgroNotizie.it.

 
Sintomi di Tomato leaf Curl New Delhi virus (Tolcndv) su zucchino
Sintomi di Tomato leaf Curl New Delhi virus (Tolcndv) su zucchino (Fonte foto: ©Giurato Raffaele - gd.eppo.int/taxon/TOLCND/photos)

Un nuovo insetto può quindi diventare la 'scintilla' per un cambiamento radicale degli equilibri ambientali e degli ecosistemi, sia in modo diretto che indiretto. Facciamo un esempio di come possono avvenire. "Poniamo l'accento sui possibili effetti che le specie aliene possono avere sulle comunicazioni semiochimiche - spiega Stefano Colazza dell’Università degli Studi di Palermo - nelle reti trofiche endemiche. I semiochimici sono tutte quelle sostanze (composti chimici) che regolano le interazioni tra gli organismi viventi in un certo ambiente.
È noto che il meccanismo di difesa indiretta della pianta si basa sulla produzione di specifici metaboliti volatili in grado di facilitare il processo di localizzazione dell’insetto fitofago da parte dei suoi antagonisti naturali, predatori e parassitoidi. Ebbene, l’insediamento di una specie fitofaga aliena potrebbe influenzare negativamente questa comunicazione semiochimica. Questa ipotesi è altamente probabile nel caso della Cimice asiatica, in quanto in prove di laboratorio, la sua presenza in concomitanza con specie fitofaghe tassonomicamente affini ha compromesso la capacità degli insetti parassitoidi di localizzare la pianta attaccata".


La giornata è proseguita con l’intervento della prof.ssa Gaetana Mazzeo, dell’Università degli Studi di Catania, impostato sul quesito 'Le specie del genere Dactylopius: utili o dannose?'.
"Partiamo dal genere Dactylopius - spiega la Mazzeo -, che comprende specie di cocciniglie vincolate a piante di alcuni generi di Cactacee, ad esempio Opuntia e Nopalea. Nell'ambiente d'origine questi insetti fitomizi possono causare danni ingenti alle piante. Tuttavia alcune specie sono usate per la produzione di colorante o per il controllo biologico delle opunzie in varie parti del mondo.

 
Sintomi di Batteriosi dell'actinidia o Pseudomonas syringae pv actinidiae su kiwi
Sintomi di Batteriosi dell'actinidia o Pseudomonas syringae pv actinidiae su kiwi
(Fonte foto: ©Regione Lazio)
 
Il Dactylopius coccus è una specie nota fin dall’antichità poiché dal corpo disseccato delle femmine si ricava un colorante rosso carminio di ottima qualità. In Sicilia è stato realizzato negli anni ’90 un allevamento in ambiente protetto per la creazione di colorante, che ha dimostrato che non ci sono ostacoli tecnici ed agronomici sebbene sia opportuno valutarne la convenienza economica.
Il Dactylopius opuntiae è la cocciniglia più utilizzata per il controllo biologico delle opunzie infestanti, sopratutto in areali come l'Australia ed il Sud Africa. Negli ultimi anni però è stato indicato come uno dei principali fitofagi del fico d'India nel bacino del Mediterraneo, areale in cui è in atto una pericolosissima invasione biologica che potrebbe avere notevoli ripercussioni anche in Sicilia per il reale rischio di introduzione.


Ha concluso la giornata l’intervento del prof. Paolo Inglese, dell’Università degli Studi di Palermo dal titolo 'Effetti dell’introduzione accidentale di Dactylopius opuntiae in Marocco: aspetti agronomici e sociali'. Il caso è stato affrontato partendo dalla documentazione fotografica dello straordinario impatto che lo sviluppo della cocciniglia ha avuto, distruggendo oltre 60mila ettari nelle zone nord occidentali del Paese. Si è quindi discusso il piano d’urgenza adottato dalla Fao con la collaborazione di tutte le agenzie e gli Enti governativi marocchini e gli esperti internazionali. Si sono analizzate le prospettive di controllo nelle zone ancora non colpite e quelle di reimpianto nelle zone dove la coltura del Fico d'India è stata del tutto eliminata. Si è, infine, posta l’evidenza della necessità di un controllo transfrontaliero considerata l’elevata possibilità che la cocciniglia arrivi in Sicilia.

Segnalo anche altri articoli che parlano di insetti e patologie pericolose e di difficile gestione. Per ulteriori approfondimenti puoi leggere anche l'articolo 'Drosophila suzukii mantenere alta la guardia' pubblicato su Plantgest.com, 'Zucchine, arriva in Italia il rischio new delhi virus' pubblicato su AgroNotizie.it, 'Agrumi, l'Italia è sempre più sotto attacco' pubblicato su Plantgest.com.
 

Autore: Lorenzo Cricca

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