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Actinidia, il punto sull'innovazione varietale

Aumentano i consumi di kiwi, in Italia e nel mondo. L'Italia è il secondo produttore mondiale, dopo la Cina. Quali oggi, anche dopo la batteriosi, sono le principali varietà di actinidia (tra verde, giallo, rosso e bianco) in commercio? Plantgest ha prodotto una lista.

Actinidia, il punto sull'innovazione varietale - Plantgest news sulle varietà di piante

Fonte immagine: ©AlexasFotoscorn-Pixabay

Dall’8 al 10 settembre 2019 si è tenuto a Torino l'annuale incontro dell'Iko-International kiwi organization, associazione costituita dai rappresentanti dei principali Paesi produttori ed esportatori di kiwi. Quella di quest'anno è la 38esima edizione. Il Cile, la Nuova Zelanda, gli Usa, la Francia, il Portogallo, la Spagna, la Grecia e l'Italia, hanno così condiviso consuntivo raccolte annata precedente, stime di raccolta per l'annata in corso, proiezioni future e tendenze commerciali, difficoltà fitosanitarie e nuove opportunità operative in uno scenario in grande evoluzione. Dal 2007 al 2017, in base ai dati Fao, la produzione di kiwi mondiale è cresciuta in modo esponenziale del 37% circa, passando dalle 2.549.311 tonnellate alle 4.038.872 tonnellate. Il principale produttore oggi è la Cina con 2.024.603 tonnellate e 165.728 ettari, seguiti da Italia con 541.150 tonnellate e 26.403 ettari e dalla Nuova Zelanda con 411.783 tonnellate e 11.705 ettari. Tutto questo in un contesto fitosanitario difficile che dal 2008, a causa della comparsa di Pseudomonas syringae pv actinidiae (Cancro batterico dell'actinidia) in primis, aveva messo a dura prova la produzione di kiwi nel mondo.

Un mercato quello dell'actinidia che sta cambiando sia nella sua geografia che nei suoi equilibri di mercato. Il riferimento è soprattutto a Turchia, Corea, Iran, Sud Africa e Giappone: Paesi che si stanno affermando con prepotenza sulla scena internazionale del kiwi. "La stagione del kiwi nell’Emisfero sud - spiega il Cso-Centro servizi ortofrutticoli, organizzatore di Iko nel 2019, in un recente comunicato - sta volgendo al termine e l'andamento commerciale appare regolare ed in linea con le aspettative. Tutto questo porta ad un cauto ottimismo per la stagione dell’Emisfero nord, sia per produzioni che per flusso commerciale, incoraggiato tra l'altro da ridotti (se non nulli) stock di magazzino dell'annata scorsa. Buona o discreta la qualità complessiva del prodotto. Dal punto di vista produttivo la stagione 2019 dovrebbe portare ad una contrazione del raccolto italiano di circa il 10%".


 
Super Bo-Erica, actinidia con frutto a polpa verde distribuita dalla Geoplant Vivai
Il kiwi verde è ancora la tipologia di frutto più consumato: ecco Super* Bo-Erica, selezione clonale di Hayward
(Fonte foto: © Geoplant Vivai)



In Italia comunque l'actinidia rimane una specie frutticola importante, anche se gli ultimi anni appena passati hanno tolto la convinzione generale che sia una cultivar di facile coltivazione e di facile difesa dalle avversità. In questo contesto il miglioramento genetico dell'actinidia ha rappresentato un elemento di grande importanza, allo scopo d'individuare varietà migliorative. Gli obiettivi principali dei breeder mondiali sono: l'ottenimento di nuove varietà a polpa bicolore (comunemente definite come varietà a polpa rossa), l'ottenimento di selezioni resistenti al cancro batterico (Psa), l'ottenimento di nuove tipologie di frutto attraverso incroci interspecifici, l'ottenimento di piante più produttive e più facilmente gestibili (ad esempio nessuna presenza di fiori doppi o tripli, che aumentano i costi di produzione), l'ottenimento di frutti di elevate qualità organolettiche e prolungata conservabilità.

Ma quali sono le principali varietà oggi in commercio? Ecco un breve elenco di quelle che oggi risultano essere le più coltivate, con una breve descrizione frutto di sintesi di pubblicazioni scientifiche, rapporti tecnici, depliant o siti aziendali, commenti dei costitutori, etc.
Da segnalare:
  • * vicino al nome della varietà indica la presenza di un brevetto europeo, di un brevetto in un singolo Paese o di un brevetto in più Paesi. Per vedere il detentore del brevetto basta cliccare su nome della varietà per accedere alla scheda informativa della varietà sul Data Base di Plantgest;
  • ® indica la presenza di un marchio registrato che predispone un copyright su quel nome.
 
Jintao* Jingold, kiwi a polpa gialla distribuito dalla Jingold di Cesena
Cresce l'interesse per il kiwi a polpa gialla, anche dopo l'avvento della Psa
(Fonte foto: © Jingold)
 
 

Le varietà a polpa verde

Green Angel® CM 2018*: selezione clonale di Hayward, identificata da Dario Miretti a Saluzzo (CN). Le caratteristiche principali sono le stesse di Hayward (varietà di riferimento mondiale). E' però caratterizzata da un frutto leggermente più allungato, di maggiore pezzatura media rispetto ad Hayward e da un grado brix mediamente più alto. Quello che può risultare più interessante è la maggiore tolleranza alla batteriosi, almeno dalle osservazioni fino ad ora eseguite, rispetto alla varietà originale Hayward. Il periodo di raccolta è simile ad Hayward.

Hayward: cultivar di Actinidia deliciosa e varietà di riferimento nel mondo. Identificata in Nuova Nelanda da semi provenienti dalla Cina. La pianta è vigorosa, con produttività media. Può presentare fiori doppi o tripli. I frutti hanno buona pezzatura (>100 grammi), polpa verde brillante, buccia pelosa, ottimo sapore ed eccezionale conservabilità. La fioritura è tardiva. Viene raccolta tra la fine di ottobre ed i primi di novembre.

Hayward clone 8: selezione clonale di Hayward, individuata dall’Università di Udine. Le caratteristiche principali sono le stesse di Hayward (varietà di riferimento mondiale): pianta vigorosa, fioritura tardiva, produttività media, frutti di pezzatura elevata (>100 grammi), buccia marrone tomentosa con peli ispidi, polpa verde brillante con numerosi semi, buone qualità organolettiche, elevata conservabilità. Ciò in cui è migliorativa è la quasi totale assenza di frutti doppi o deformi, grazie anche alla quasi assenza di fiori doppi o tripli.

Summer 3373* Summerkiwi®: cultivar di Actinidia deliciosa nata dall'incrocio tra Hayward e un maschio non definito effettuato da Vincenzo Ossani nel faentino. La pianta si presenta più compatta e con foglie più piccole rispetto ad Hayward. La produttività rimane media. I frutti sono di pezzatura media leggermente inferiori (<100 grammi) e con una peluria più marcata. Inoltre ha una maturazione più precoce di Hayward di circa 4-7 settimane (prima decade di settembre). Le caratteristiche organolettiche rimangono buone.

Super* Bo-Erica: selezione clonale di Hayward, identificata da Angelo Bovo nel veronese. Le caratteristiche principali di questa varietà sono le stesse di Hayward. Differisce però per un frutto leggermente più allungato rispetto ad Hayward e dalla maggiore pezzatura media (110-120 grammi).

Tuscia: cultivar di Actinidia deliciosa costituita dall'Università della Tuscia la pianta presenta elevata vigoria ed elevata produttività. La raccolta è contemporanea di Hayward. Epoca di fioritura medio-tardiva e con fiore tendenzialmente singolo. Il frutto presenta pezzatura media elevata (> 120 grammi), elevate qualità gustative (ben equilibrato tra dolcezza e acidità), ottime capacità di conservazione.

Z5Z6*: cultivar di Actinidia deliciosa d'origine cinese che presenta una pianta d'elevato vigore e produzione elevata. L'epoca di raccolta è simile ad Hayward. Il frutto forma ha forma allungata, leggermente non uniforme (alcuni frutti possono allargarsi nella fase distale), con elevata pezzatura media (>100 grammi) e con scarsa presenza di peluria esterna che ne conferisce un aspetto decisamente attraente. Il colore della polpa è verde intenso brillante ed il sapore è molto dolce e gradevole. Presenta una maggiore tolleranza di Hayward a basse temperature, umidità ed ai principali patogeni.


 
HFR18*, nuovo kiwi a polpa rossa distribuito dalla Vivai F.lli Zanzi di Ferrara
Il kiwi a polpa rossa sta riscuotendo interesse sul mercato: ma la pianta va migliorata dal punto di vista agronomico
(Fonte foto: © Vivai F.lli Zanzi)
 

Le varietà a polpa gialla

Dorì® AC1536*: cultivar di Actinidia chinensis ottenuta dall'Università di Bologna e dall'Università di Udine per incrocio. La pianta è molto produttiva, produce fiori singoli e doppi (ma in percentuali diverse a seconda dell'annata e delle condizioni ambientali). Il frutto ha elevate dimensioni (>100 grammi), forma allungata, buone caratteristiche organolettiche e buona conservabilità in cella. Si raccoglie a partire da metà settembre.

Jinyan*: ottenuta dall'Istituto di Botanica di Wuham (Cina) per incorcio interspecifico tra Actinidia eriantha e Actinidia chinensis. La pianta è molto vigorosa e dall'elevata produttività. Tende a produrre fiori doppi e tripli, che richiedono una certa attività di diradamento namuale. Il frutto presenta elevata pezzatura (>100 grammi). Buone le carattersitiche organolettiche del frutto. Viene raccolta tra la fine di ottobre ed i primi di novembre.

Jintao* Jingold®: cultivar di Actinidia chinensis ottenuta dall'Istituto di Botanica di Wuham (Cina). E' molto produttiva. Normalmente produce fiori singoli, ma attenzione alla concimazione: se fertilizzata eccessivamente può presentare fiori doppi che necessitano di diradamento manuale dei fiori. Il frutto è allungato, regolare, con una pezzatura intermedia (circa 90 grammi) e dalle ottime caratteristiche organolettiche. Viene raccolta nella seconda metà di ottobre. Eccellente la conservabilità.

Soreli®*: cultivar di Actinidia chinensis ottenuta dall'Università di Udine per incrocio. La pianta ha un basso fabbisogno in freddo, buona produttività e fiori singoli. I frutti sono di elevata pezzatura (>100 grammi), forma allungata, buone caratteristiche organolettiche, buona conservabilità. Viene raccolta tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre.

Zespri® Sun Gold Zesy002* (Gold3): cultivar di Actinidia chinensis d'origine neozelandese introdotta in Italia per sostituire la Hort16A*, che era risultata molto sensibile alla batteriosi. E' una pianta molto produttiva e con buona vigoria. Presenta una certa tendenza alla produzione di fiori doppi e tripli, che richiedono diverse giornate di lavoro all'anno per il diradamento manuale dei fiori. Ha una maturazione tendenzialmente più precoce di Hayward. Ottime le caratteristiche organolettiche, così come la conservabilità.

 
Actinidia arguta, oltre al colore della polpa cambiano i guasti e le abitudini di consumo
Actinidia arguta, oltre al colore della polpa cambiano i gusti e le abitudini di consumo
(Fonte foto: © AnthonyRosenberg - IstockPhoto)
 
 

Le varietà a polpa rossa (o bicolore)

Dong Hong* Oriental Red®: cultivar di Actinidia chinensis ottenuta dall'Istituto di Botanica di Wuham (Cina) che presenta pianta di elevata vigoria e produzione elevata. Si raccoglie a metà settembre, con un certo anticipo rispetto ad Hayward. I frutti sono di colore giallo oro nell'esocarpo e rosso vivace nell'endocarpo, a forma cilindrica, con epidermide glabro, con elevato calibro medio (90-100 gr), con elevate caratteristiche organolettiche (polpa dolce e sapore intenso) e dalla buona conservabilità (maggiore rispetto alla media delle varietà a polpa rossa).

Enza Red® RS1* (Sun Red 1, Honyang, Red Sun): originaria della Cina, è la varietà a polpa rossa più coltivata in Cina. E' un'Actinidia deliciosa che matura nella 3° decade di settembre. La pianta presenta una buona produttività. Il frutto ha forma oblunga o ovoidale, peso medio di 80 grammi, superficie esterna liscia, glabra, di colore marrone chiaro leggermente maculato. La polpa è giallo dorato nella parte esterna e rossa nella parte centrale, consistente e succosa. Il sapore è dolce (16-18 gradi Brix, con media acidità) ed aromatico. La conservabilità è minore rispetto ad Hayward.

HFR18*: cultivar di Actinidia chinensis originaria della Cina che presenta elevata fertilità e buona produzione. Si raccoglie alla fine di settembre. I frutti hanno forma ovoidale, regolare e con peso medio di 80-100 grammi. La buccia è di colore bruno, leggermente tomentosa, resistente alle manipolazioni. La columella centrale è ridotta, non è dura e di colore bianco. La polpa si presenta di colore rosso intenso vicino alla columella mentre la restante parte e più esterna è di colore verde chiaro paglierino. Il sapore è molto aromatico ed identificativo, con media acidità e tenore zuccherino molto elevato (16-18 gradi Brix): un mix che conferisce un gusto interessante.


 

Arriva la polpa bianca

Nell'ottica di differenziare ulteriormente il prodotto il miglioramento genetico mondiale sta lavorando all'individuazione di ulteriori tipologie di prodotto. Se guardiamo il colore non solo quindi verde, giallo e rosso. Da alcuni anni, ad esempio, un gruppo di studio cinese di Hangzhou (Zhejiang Gongshang University) sta studiando l'Actinidia eriantha: una delle oltre 75 specie di Actinidia che popolano la Terra. Quesa pianta produce un frutto dalla forma subcilindrica allungata, dall'elevata pezzatura e dalla polpa color bianco. Durante l'attività di ricerca il gruppo cinese ha individuato alcune varietà molto interessanti, tra cui spicca Actinidia eriantha 'White': caratterizzata da un'elevata quantità di acido ascorbico (Vitamina C) che ne aumenta la conservabilità in cella frigorifero.
Proprio quest'ultimo aspetto è stato tema di una pubblicazione su Plant Physiology and Biochemistery (Zhen-Ye Yang e coll.; Vol. 24, pp 2'-28, 2018). Nella pubblicazione è presente anche un'indagine biochimica sul metabolismo dell'acido ascorbico, sulle attività enzimatiche e sull'espressione genica dei numerosi enzimi che presiedono la sua biosintesi fino al processo che consente al contenuto dell'acido di aumentare in magazzino da 5,69 g/kg di peso fresco fino a 11,37 g/kg di peso fresco. Tutto questo diventa ancora più importante visto che conosciamo i geni responsabili delle varie fasi biosintetiche, che dovrebbero così aiutare il breeding nel processo di miglioramento genetico che porterà all'individuazione di nuove varietà con alto contenuto di vitamina C. Per maggiori informazioni sullo studio di Actinidia eriantha 'White' puoi consultare Reserchgate e Sciencedirect.

 

Autore: Lorenzo Cricca

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