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Lampone, vera opportunità di reddito

Il mercato dei piccoli frutti è esploso negli ultimi anni, aumentando l'interesse dei produttori. Quali le principali varietà di lampone? Cosa serve per coltivarlo? Plantgest prova a rispondere a queste domande

Lampone, vera opportunità di reddito - Plantgest news sulle varietà di piante

Lampone rosso è un frutto sempre più apprezzato dai consumatore italiani, così come tutti i piccoli frutti

Fonte immagine: Agronotizie

Il settore dei Piccoli frutti in Italia ha evidenziato un deciso incremento negli ultimi, sia per consumi che per superfici coltivate. Il lampone rappresenta il re di questi frutti. La sua produzione mondiale è stata di 822.493 tonnellate nel 2019 per una superficie coltivata di 127.578 ettari, in base ai dati Faostat: +48% per quantità e +31% per ettari coltivati rispetto al 2009. Il primo produttore è la Russia con 74mila tonnellate seguita dal Messico con 128.848 tonnellate e dalla Serbia con 120.058 tonnellate. L'Italia con 2.280 tonnellate è il 21esimo Paese.  

L'area di maggiore coltivazione è il Trentino Alto-Adige seguito dal Piemonte e dalla Lombardia. Da segnalare che la coltivazione del lampone si sta spostando sempre più a sud e sempre di più in aree meno vocate: tra le realtà più interessanti l'Emilia-Romagna, il Veneto ed il Lazio, grazie anche all'uso di varietà dal basso fabbisogno in freddo ed allo sviluppo delle tecniche di coltivazione. Si coltiva principalmente in suolo, ma si sta intensificando la coltivazione fuori suolo (e anche in ambiente protetto). In aumento l'uso delle varietà rifiorenti. In funzione di questo grande interesse da parte del mercato diversi breeder pubblici e privati di tutto il mondo hanno attivato o implementato programmi di miglioramento genetico allo scopo d'individuare nuove varietà o varietà migliorative rispetto a quello precedenti. I principali aspetti che sono stati tenuti in considerazione sono il sapore del frutto, l'aspetto, il colore, la consistenza del frutto, la facilità di stacco, la produttività, la shelf-life, l'ampliamento del calendario di maturazione, una maggiore capacità d'adattamento e la resistenza alle malattie ed alle problematiche pedo-climatiche.

Il lampone o Rubus idaeus rappresenta quindi una fonte di reddito molto interessante, grazie all'elevata domanda ed ai prezzi che si mantengono costantemente alti. Aspetti che danno elevata marginalità. Una coltura che rappresenta una valida alternativa alle produzioni di massa. Ha un apparato radicale superficiale e perennante ed un apparato aereo composto da un certo numero di polloni, che hanno durata biennale, e che sono in continuo rinnovamento. Questi polloni rappresentano l'aspetto botanico fondamentale per la produzione dei frutti. Le varietà di lampone si possono dividere in due gruppi in base alle modalità di fruttificazione: unifere, i cui polloni producono una sola volta, nell’anno successivo a quello di crescita, solitamente tra giugno e luglio; e rifiorenti o bifere in cui i polloni possono produrre due volte, apicalmente al termine della stagione di crescita (autunno) e sui laterali sottostanti nella stagione successiva nel periodo d'inizio estate.

 
Enrosadira, varietà di lampone di Vivai Molari
Enrosadira®*, una novita` assoluta nel panorama varietale del lampone
(Fonte foto: © Molari Società agricola S.S.)


 

La scelta varietale è importante

Nel lampone rosso, come in tutte le piante in generale, scegliere la giusta varietà da coltivare rappresenta un aspetto fondametale per raggiungere i propri obiettivi produttivi ed economici. Ma tra le tante quali sono le varietà più interessanti? Per rispondere a questa domanda ci affidiamo alle varietà consigliate dal Progetto 'Liste varietali  dei fruttiferi e dei piccoli frutti', realizzato dal Mipaaf e dalle Regioni. Questo elenco è riferito all'anno 2017 su dati del 2016 (ultimo anno di vita di questo ultra ventennale progetto). 
In Trentino Alto-Adige, prima regione italiana, abbiamo Lagorai* (rifiorente), Amaranta* (rifiorente), Vajolet* (rifiorente), Enrosadira* (rifiorente), Regina (rifiorente) ed Amira (rifiorente). Accanto a queste varietà più nuove sono ancora diffuse vecchie varietà come Tulameen (unifera); In Piemonte abbiamo Himbo Top® Rafzaqu* (rifiorente), Regina (rifiorente), Amira (rifiorente), Imara® Advaberimar* (rifiorente), Heritage (rifiorente), Kweli® Advabereen* (rifiorente), Kwanza® Advabertwee* (rifiorente), Malahat* (unifera), Korpiko* (unifera), Tulameen (unifera), Saanich* (unifera), Ukee* (unifera), Tadmor* (unifera); In Lombardia abbiamo Autumn Bliss (rifiorente), Heritage (rifiorente), Rossana (rifiorente), Himbo Top® Rafzaqu* (rifiorente), Sugana®* (rifiorente), Tulameen (unifera), Glen Moy* (unifera), Glen Prosen* (unifera), Willamette (unifera).
Diamo qualche interessante varietà di lampone giallo, prodotto che si sta affacciando sul mercato, che sono oggi in fase di sperimentazione: Amira gialla (rifiorente), Fallgold* (rifiorente), Alpengold* (rifiorente).

 

Cosa serve per coltivare il lampone?

Nella coltivazione in suolo si prediligono terreni ricchi di sostanza organica, con pH subacido (circa 6,5), privi di calcare attivo (massimo 5-6%) e ben drenati (sebbene la disponibilità idrica debba essere buona e costante). Può adattarsi bene ai terreni argilllosi con i giusti aggiustamenti tecnici ma di contro trova difficoltà ad adattarsi ai terreni pesanti e compatti, causa del manifestarsi di asfissia radicale e clorosi. Alcuni suggerimenti tecnici legati alle tipologie di piante: in generale le unifere soffrono il freddo invernale intenso e prolungato ed i venti causando disidratazione dei polloni; le rifiorenti sono invece molto sensibili ai ritorni di freddo primaverili, che possono danneggiare i nuovi polloni in emergenza.

 
Tulameen, varietà unifera distribuita in Italia anche dai Vivai Battistini
Tulameen*, varietà unifera distribuita in Italia anche dai Vivai Battistini
(Fonte foto: © Vivai Battistini)
 

Il lampone fuori suolo

La coltivazione del lampone in fuori suolo sta crescendo. Questa tecnica permette di ovviare ad alcune problematiche tipiche della coltivazione in suolo: è una valida alternativa per risolvere i problemi della stanchezza del terreno, aumentare le rese al metro quadro, permettere la riduzione dell’impatto ambientale usando meno e meglio le risorse primarie. È però un metodo di coltivazione che richiede maggiori investimenti e competenze. I sistemi fuori suolo sono principalmente di tre tipi: coltivazione idroponica, coltivazione aeroponica e coltivazione su substrato. In base a delle ricerce e sperimetazioni effettuate dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige (TN) la tecnica di coltivazione del lampone in vaso (quella più usata per questo piccolo frutto) permette d'influenzare positivamente il volume dei frutti, il peso medio dei frutti, la rusticità della pianta e la resistenza della pianta agli stress ambientali. In particolare più grande è il vaso (l'optimum è il vaso da 60 litri) maggiore è l'influenza. Inoltre abbiamo un'entrata in produzione anticipata: già al terzo anno il volume prodotto è decisamente buono ed economicamente interessante (rispetto al normale che avviene al 5° anno). Nessuna influenza particolare per quanto riguarda la qualità.
La coltivazione fuori suolo da la possibilità di programmare al meglio le produzioni garantendo una migliore finestra di vendita del prodotto con la contemporanea migliore gestione delle risorse. Possono essere coltivate sia le varietà unifere che le rifiorenti e per entrambe le tipologie, si è assistito ad un incremento delle produzioni. Ovviamente, i benefici potenziali della coltura fuori suolo, vanno equilibrati con i costi associati al vaso, substrato, fertirrigazione e manodopera addizionale.

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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