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Melo, nuove varietà e nuove tecniche

La produzione di mele in Italia è stabile. Stanno cambiando però la coltivazione delle mele e le richieste dei consumatori. Quali sono le varietà più interessanti? Quali le indicazioni agronomiche più innovative? Plantgest vi aiuta a rispondere a queste domande

Melo, nuove varietà e nuove tecniche - Plantgest news sulle varietà di piante

La mela made in Italy è sempre più ricercata e sempre più gradita dai consumatori di tutto il mondo

Fonte immagine: © Agronotizie

Sono circa 2,10 milioni le tonnellate di mele che saranno prodotte nel 2020 in Italia, come da dati forniti da Assomela. Nel 2019 sono state 2,20 milioni le tonnellate di mele, mentre nell'ultimo decennio la media produttiva è stata di 2,18 milioni di tonnellate. In base a questi dati è possibile dire che la produzione melicola made in Italy è stabile. Quello che sta cambiando però sono le tecniche di coltivazione e le varietà che di fatto stanno modificando la melicoltura italiana.

In Italia, in base ai dati Cso Italy, le varietà più coltivate sono Golden Delicious (36%), Gala (17%), Red Delicious (11%), Fuji (8%) e Granny Smith (7%). Esse rappresentano complessivamente l’80% della produzione nazionale. Le nuove varietà incidono per il 5% del totale della produzione, con un trend in crescita. "Al momento - spiega Assomela in un comunicato dell'11 novembre 2020 - la previsione produttiva per le Golden Delicious è decisamente sotto la media. Record produttivo per le Gala e per le 'nuove varietà' a club". In linea generale gli sbocchi commerciali europei sono buoni, con buone prospettive anche per i mercati internazionali visto l'ok all'esportazione delle mele italiane, da questa stagione, verso Thailandia e Taiwan.

"Le mele di quest'anno presentano una buona qualità - spiega Walter Guerra, direttore sezione pomologia del Laimburg -, oltre ad avere un'elevata conservabilità (che apre positive situazioni di mercato) e l'assenza di problemi post-raccolta".

 
Il meleto sostinibile rappresenta una necessità per la melicoltura moderna
La melicoltura made in Italy è sempre più sostenibile, dal punto di vista ambientale ed economico
(Fonte foto: © Fondazione E.Mach)

Concentriamoci ora sull'innovazione varietale, aspetto trattato all'interno dell'Interpoma Connects 2020 (a Bolzano dal 19-20 novembre 2020). "Ecco alcune delle principali nuove novità per il 2020 - spiega Guerra -, divise per principale ambiente di coltivazione: per l'Alto Adige abbiamo CivM49* Sk23, Ipador*, WA38* Cosmic Crisp®; per la Valtelliana PremA96* Rockit®; per il Piemonte Fengapi* Tessa®, MC38* Crimson Snow®, Liuza*, Venice*, M1009*; per la pianura Regalyou* Candine®, Cripps Red* Joya®, Inored* Story®.

Di seguito un elenco con alcune delle varietà oggi in commercio e segnalate in diverse pubblicazioni. L'elenco è parziale ed è focalizzato sui partner di Plantgest. Per maggiori informazioni è possibile visitare la banca dati di www.plantgest.com, dove saranno presenti molte delle varietà oggi commercializzate in Italia ed indicate dai principali vivaisti italiani ed europei ed esclusivisti.
Mele con con brevetto e/o marchio: Aztec* Zhen® (Vivai F.lli Zanzi), Bigigalaprim* Early Red Gala® (Vivai Top Plant), CG10YD Golden Smoothee® (Vivai F.lli Zanzi, Vivai Tabarelli), Civt15* T-Rex® (Vivai Salvi), Coop38* GoldRush® (Vivai F.lli Zanzi, Vivai Geoplant), Coop39* Crimson Crisp® (Vivai F.lli Zanzi), Coop42* Primiera® (Vivai F.lli Zanzi), Devil Gala* (Vivai F.lli Zanzi, Vivai Salvi), Erasni* Scarlet spur® (Vivai F.lli Zanzi, Vivai Salvi, Vivai Tabarelli), Fubrax* Fuji Kiku® (Vivai Battistini, Vivai Geoplant, Vivai Quadrifoglio, Vivai Salvi, Vivai F.lli Zanzi), Fuciv181* Ko-Civ® (Vivai Salvi), Fujion* (Vivai Salvi), Gaia* (Vivai Salvi), Gala SchniCo* Gala Schniga® (Vivai Battistini, Vivai Geoplant, Vivai F.lli Zanzi, Vivai Tabarelli), Gala Schnicored* Gala Schniga® (Vivai Geoplant, Vivai Tabarelli), Gala Schnitzer* Gala Schniga® (Vivai Battistini, Vivai F.lli Zanzi, Vivai Quadrifoglio), Galafab* Gala Star® (Vivai Geoplant, Vivai Salvi), Gold Pink* Gold Chief® (Vivai F.lli Zanzi), Golden Orange* (Vivai F.lli Zanzi, Vivai Tabarelli), Jeromine* (Vivai F.lli Zanzi, Vivai Salvi), Red Jonaprince* Wilton's Star® (Vivai F.lli Zanzi), Smeralda* (Vivai Salvi), King red Delicious Roat (Vivai F.lli Zanzi), Sandidge* Superchief® (Vivai Geoplant, Vivai Salvi, Vivai F.lli Zanzi, Vivai Tabarelli), Stark Gugger* RedVelox® (Vivai Battistini, Vivai Tabarelli);
Varietà in esclusiva e propagate con contratti: Civg198* Modì® (Vivai Salvi), Civm49* (Vivai Salvi), Civni* Rubens® (Vivai Salvi), Mc38* Crimson Snow (Vivai F.lli Zanzi).

 
Nel 2020 Interpoma sarà solo online con Interpoma Connects
Quest'anno, il 2020, l'edizione di Intepoma sarà solo online con Interpoma Connects
(Fonte foto: © Fiera Bolzano)


Se interessati a guardare le Liste varietali melo 2019, per il centro sud Italia, potete leggere l'approfondimento pubblicato su Plantgest nel dicembre del 2019. "L’innovazione varietale - prosegue Guerra - è sempre più importante per il futuro della mela. Grazie alle nuove varietà è possibile crearsi nuove situazioni di mercato e distinguersi dalla massa: una concreta possibilità di reddito. Senza dimenticare come l'innovazione varietale permetta di produrre in modo sempre più sostenibile ed etico. Ecco qualche spunto su dove si stanno concentrando i breeder italiani e mondiali: frutti a buccia rossa (l'occhio vuole la sua parte) e polpa succosa, croccante e dolce (soprattutto in Europa) e spesso con alto contenuto di polifenoli; mele a pezzatura ridotta, formato snack, per un consumo più moderno e facile; nuovi ibridi a buccia gialla; mele a basso contenuto allergenico o ad alto valore nutraceutico. Tutti mercati ancora di non grandi dimensioni ma che danno certezza di risultato costante nel tempo". 
E poi abbiamo le varietà tolleranti o resistenti alle principali malattie della specie, per un'aspetto ecosostenibile e per una maggiore appetibilità verso il consumatore (oltre che per necessità di abbassare i costi di produzione). Qui è la resistenza resistenza o tolleranza alla ticchiolatura (leggi articolo di Plantgest del 2018) l'aspetto che viene ad oggi tenuto maggiormente in considerazione. Nel 2018 erano circa 5 mila gli ettari coltivati nel mondo a varietà resistenti alla ticchiolatura sui complessivi circa 3 milioni di ettari coltivati a melo.
 

Mele 'managed' o  'commodity'

"Ad oggi le mele vendute come 'commodity' - continua Guerra - rappresentano la parte maggiore e questa tendenza rimarrà anche nel futuro. Semmai c'è la necessità di avere cloni di mele migliorativi, con caratteristiche più moderne e di qualità: ad esempio che colorino anticipatamente e in modo migliore o che abbiano caratteristiche gustative più buone e costatnti. Le mele 'managed' o vendute all'interno di club, sottoposte a controllo da parte di un'azienda detentrice del brevetto, rappresentano un'interessante possibilità odierna, destinata a crescere nel tempo. Questo rende possibile una programmazione e gestione della produzione, ottenendo una garanzia sulla qualità ed un equilibrio tra domanda e offerta. Senza dimenticare come questo garantisca una migliore differenzazzione del prodotto ed una sua capacità di esclusività".

 
La mela rossa, sia esternamento ed internamento, è una delle principlai novità nelle varietà di melo
La mela rossa, sia esternamente che internamente, è una delle principali novità
(Fonte foto: © Red Moon Apple)
 

Il portainnesto del melo

L'aspetto del portainnesto è elemento sempre più importante della frutticoltura e nella melicoltura, in quanto la giusta scelta è indispensabile per ottenere una buona produzione ed una buona gestione agronomica. Sono tanti i progetti di ricerca e tanti i ricercatori che stanno lavorando per ottenere portainnesti capaci di sostutuire, o di essere alternativa, al famoso M9 (ed i suoi cloni). "Una buona scelta - conclude Guerra -, permette grandi risultati ed un gran risparmio di risorse. Tutto deve essere pensato in funzione del terreno, dell'ambiente, della varietà che si sceglie, degli obiettivi e del mercato che si vuole raggiungere".
 

Mele biologiche al top

Le mele biologiche rappresentano un prodotto sempre più ricercato in Italia, che ha portato diversi frutticoltori ed Op ad avvicinarsi alla loro coltivazione. Nel 2020 si stimano 178mila tonnellate mentre nel 2019 la produzione è di 155mila tonnellate (circa l'8,5% del totale). In particolare si segnala l'esplosione della produzione biologica in Piemonte ed una notevole crescita in Alto Adige.  Tra le varie realtà produttive piemontesi si ricorda la Gullino Srl, azienda che dai primi anni '90 è vocata alla coltivazione biologica e l'altoatesina Vog . "Oggi - dice Maria Carola Gullino, AD della Gullino srl - produciamo circa 10mila tonnellate di prodotti biologici, di cui il 60% è composto da mele". "Nel 2020 stimiamo di produrre circa 30mila tonnellate di mele biologiche - dichiara Walter Pardatscher, direttore generale del Vog, +40% rispetto al 2019. Stimiamo di arrivare a mille ettari entro il 2022".

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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