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Melo, liste varietali 2019 per il centro-sud Italia

La melicoltura meridionale rappresenta il 10% circa della produzione made in Italy. Può rappresentare una valida risorsa, a patto di puntare su valorizzazione di antiche varietà e su nuove varietà di melo. Plantgest indica le liste varietali 2019, con l'aiuto del Distal dell'Università di Bologna

Melo, liste varietali 2019 per il centro-sud Italia - Plantgest news sulle varietà di piante

L'innovazione varietale nel melo rappresenta una leva per la salvaguardia del settore e per il suo sviluppo

Fonte immagine: ©MPloscar - Pixabay

La stagione 2018/2019 è stata con molta probabilità l'annus horribilis per la melicoltura italiana ed europea. Il principale problema è stato l'enorme squilibrio tra la domanda (consumi in forte ribasso) e l'offerta (record produttivo con 13,5 milioni di tonnellate). Quella 2019/2020 dovrebbe essere una stagione migliore e in linea con quelle di altri anni. Tra le priorità del settore melicolo moderno c'è sicuramente la ricerca di nuove varietà e di nuove opportunità di mercato. I principali parametri su cui il miglioramento genetico della mela si stà concentrando sono: differenziazzione varietale, resistenza alle principali malattie, polpa croccante e succosa, gradevolezza gustativa, aroma e conservabilità.

Le mele sono coltivate in tutto il territorio italiano, ma sono tradizionalmente concentrate nelle regioni montane e pedemontane: soprattutto Valle d'Aosta, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige. Il clima particolare e la perfetta esposizione al sole dei frutteti consentono in questi ambienti di ottenere un prodotto molto saporito e di ottima colorazione. La melicoltura meridionale diventa così una piccola fetta di mercato, con poco meno del 10% del totale per produzione che per superfici. Se si esaminano i soli dati numerici (fonte Istat), l’unica regione del centro-sud Italia in grado di 'competere' con il comprensorio melicolo settentrionale è la Campania (707mila quintali di mele prodotte in 3510 ettari), seguita a grandissima distanza dalla Toscana (220 quintali di mele prodotte in 847 ettari) e Sicilia (159 quintali di mele prodotte in 713 ettari).

La melicoltura meridionale per avere successo deve porsi in una situazione di non competizione con le produzioni del nord Italia, cercando d'individuare nicchie di mercato in grado di eccellere per caratteristiche qualitative, organolettiche, nutraceutiche, salutistiche, biologiche. Fatto questo si deve creare interesse nell'opinione pubblica e nel consumatore, massimizzando il più possibile queste caratteristiche ed il valore che rappresentano. Per evidenziare queste nicche si può procedere attraverso due strade: riscoperta e valorizzazione di 'antiche' varietà rivisitate in una agricoltura moderna e sostenibile; rilancio di competitività ed interesse verso varietà nuove che presentano caratteri innovativi, quali ad esempio la resistenza ad uno o più patogeni. Il tutto all'interno di una cornice fatta di fattori agronomici ed ambientali quali: disponibilità idrica e possibilità di disporre di un adeguato impianto d'irrigazione, concimazioni, diradamento, potatura, difesa fitosanitaria, sviluppo d'impianti intensivi o semi-intensivi, ecc.

 
Varietà di melo B48C251, costituita dall'Università di Bologna
Varietà di melo B48C251: frutto con estesa rugginosità, sapore dolcissimo, succoso ed aromatico
(Fonte foto: © Roberto Gregori - Unibo)
 

Riscoperta di varietà 'antiche'

L'esempio più noto di una mela made in sud Italy è quello della mela Annurca, coltivata in Campania e considerata una delle tradizioni frutticole dell'agricoltura meridionale. L’Annurca è una antica varietà di origini molto antiche, che possiano far risalire all’epoca Romana. Il frutto è di piccola taglia, ma dalle caratteristiche organolettiche eccellenti e con elevata conservabilità. La produzione si aggira intorno a 40 mila quintali annui e rappresenta circa l’80% di mele prodotte nella regione Campania. La maggior parte del prodotto viene consumato in regione.

Altro esempio è la Mela Rosa dei Monti Sibillini (varietà Rosa Marchigiana), riconosciuto dal 2008 come Presidio Slow Food e prodotta nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. E' molto antica e risale all’epoca Romana. La pianta ed il frutto sono tolleranti alla ticchiolatura e ad altri patogeni, così da favorirne una coltivazione biologica. Il frutto è di pezzatura piccola, schiacciata con peduncolo corto, buccia di colore verdognolo con sfumature che vanno dal rosa al rosso violaceo. La polpa è soda e compatta, acidula, dolce e profumata, di ottima conservabilità (viene raccolta all'inizio di ottobre è può essere consumata fino alla primavera dell'anno successivo).
Ricordiamo anche le mele Panaia, Rigata e Roggia coltivate in Toscana nel Parco delle Alpi Apuane; la mela Rotella presso le Alpi Apuane; Limoncella e Gelata coltivate in diverse aree del centro e del sud Italia; le varietà Cola e Gelato prodotte in Sicilia, sulle pendici dell’Etna; le varietà Appio e Trempa Orrubia in Sardegna.

 
Fuji Kiku Fubrax: clone di Brak 8 rosso-striato e dal sapore dolce
Varietà di melo Fubrax* Fuji Kiku®: clone migliorativo di Brak 8*, striato e dal sapore dolce e poco acido
(Fonte foto: © Roberto Gregori - Unibo)


 

Attenzione a nuove varietà di melo

Se l’interesse invece è rivolto all’utilizzo di varietà nuove che presentano caratteri innovativi, quali ad esempio la resistenza ad uno o più patogeni, bisogna rivolgersi a vivaisti aggiornati. È da sottolineare che è molto importante per queste nuove varietà avere una conoscenza precisa (o più precisa possibile) del fabbisogno di freddo in ambienti caldi (caratterizzati da inverni dove le temperature scendono raramente sotto i 7°C per sufficienti periodi). Test e sperimetazioni diventano attività fondamentali. Se si tratta d'introdurre nuovi cloni (es. cloni di Gala o di Fuji) si presuppone che non avranno problemi di soddisfacimento di ore di freddo, visto la lunga sperimentazione sulle varietà di riferimento che non hanno evidenziato inconvenienti (ad es. fioritura costante negli anni).

 

Liste varietali melo 2019, per il centro-sud Italia

Con l'aiuto di Roberto Gregori, ricercatore presso il Distal-Dipartimento di scienze e tecnologie agroalimentari dell'Università di Bologna, la redazione di Plangest indicherà quali sono le varietà che meglio si potrebbero adattare agli areali produttivi del centro-sud Italia. L'elenco è frutto di attività di sperimentazione che lo stesso Dista ha fatto negli anni, in collaborazione con altri Istituti/Dipartimenti/Enti pubblici sparsi per tutto il territorio italiano (anche all'interno del progetto Liste di orientamento varietale dei fruttiferi, Mipaaf e Regioni)
Tra le varietà estive si punta sui alcuni cloni di Gala, sia a colorazione striata che uniforme. I cloni a tipologia striata sono: Baigent* Brookfield® Gala e Gala Schnitzer* Schniga® (cloni di riferimento), Gala SchniCo* Schniga® e Annaglo* (clone di riferimento). Tra le Gala a colorazione uniforme: Simmons Buckeye® (clone di riferimento) e Galaval* . Altri cloni di Gala interessanti sono: Fendeca* Gala Decarli, vigoria un pò più debole rispetto ai riferimenti, elevata estensione del sovraccolore rispetto agli altri cloni; Devil Gala*, frutti di colore rosso scuro uniforme che compare in anticipo rispetto ai cloni di riferimento; Fengal* Gala Venus, con frutti dalla buona estensione del sovraccolore striato indicata per maggiormente per le sole zone in quota; Gala Perathoner* Redlum®, dai frutti con estesa ed attraente colorazione.
Vi sono altre varietà estive interessanti ticchiolatura resistenti (TR): Gaia* (TR), frutti appiattiti di buona pezzatura, colorazione attraente con sovraccolore rosso striato, croccante di buon sapore, dolce e aromatico; B47G047 (TR e resistente all’afide grigio).
Tra le varietà autunnali per quanto riguarda il gruppo dei cloni Red Delicious indichiamo: Sandidge* Superchief® (pianta spur) e Jeromine* (cloni di riferimento) ad habitus semispur; Roat* King® e Stark Gugger RedVelox® piante con elevata e costante produttività, di grossa pezzatura e colorazione rosso vinosa su tutta la superficie. Del gruppo Golden Delicious i mutanti più interessanti sono sempre gli stessi da diversi anni: Golden Delicious clone B, Golden Reinders®, Yellow Delicious Smoothee e Golden Orange* (TR). A differenza del mercato settentrionale che ricerca Golden prive di rugginosità, il mercato meridionale richiede invece mutanti ad elevata rugginosità.

 
Devil Gala, nuovo clone di Gala a maturazione molto precoce e migliorativo
Devil Gala*, nuovo clone di Gala a maturazione molto precoce e migliorativo
(Fonte foto: © Roberto Gregori - Unibo)



Tra le altre varietà autunnali adatte ai soli ambienti collinari ed oltre: Gold Pink* Gold Chief®, ottime caratteristiche organolettiche, aspetto attraente; Renetta del Canada, contraddistinta per un frutto di aspetto particolare e irregolare e sapore tipico. Tra le varietà autunnali ticchiolatura resistenti: CIVG198* Modì® (TR), pianta di media vigoria, molto produttiva e di facile gestione, frutti di colorazione rosso esteso anche in pianura, polpa consistente e caratteristiche gustative intermedie; Civren Renè (TR), frutti con velata rugginosità della buccia, sapore eccellente, dolce e aromatico; Coop 39* Crimson Crisp® (TR), frutti di buona qualità e colorazione, costante produttività favorita da un buon autocontrollo delle fertilità fiorale; Inored Story (TR), varietà francese, con frutti di aspetto attraente, caratterizzati da un peduncolo lungo e sovraccolore rosso brillante e ottimo sapore; Smeralda* (TR) frutto dall’aspetto simile a Granny Smith, ma con una colorazione verde meno intensa e una minore acidità; SQ159 Natyra® (TR), ottime caratteristiche organolettiche dei frutti che possono incorrete in craking nella cavità calicina. Citiamo poi tre mele di recente dell’Università di Bologna: B47G086 (TR e resistente all’afide grigio), con frutti di bell’aspetto di colore rosso intenso, croccanti e succosi; B48G054 (TR), piante di vigoria medio-elevata, con frutti Golden-simili di ottima pezzatura e assenza di rugginosità; B48C251, con frutti caratterizzati dalla estesa rugginosità bronzata-fine, che ricopre la totalità del frutto, dal sapore dolcissimo (oltre 20°Brix), molto succosi e aromatici.

Tra le varietà invernali del gruppo Fuji: Aztec* Zhen®, pianta un pò alternante, frutti dalle ottime caratteristiche organolettiche ed esteso sovraccolore rosso brillante; Fuji Fubrax* Kiku®, frutti di sovraccolore rosso semistriato esteso. Tra le varietà a buccia verde continua ad essere molto richiesta la Granny Smith. Altre varietà invernali molto interessanti per il meridione sono l’Annurca e il suo mutante Annurca Rossa del Sud diffuse e consigliate nel Sud, principalmente in Campania; Imperatore Dallago molto produttiva e con frutti destinati spesso alla trasformazione industriale.
Tra le varietà invernali resistenti a ticchiolatura ricordiamo: Coop 38* GoldRush® (TR), con frutti di colore grigio-verde-giallo, polpa molto consistente, ottime caratteristiche organolettiche e conservabile; Fujion* (TR), frutti Fuji-simile, con una colorazione attraente, evidenti striature, polpa croccante, dolce, succosa, di buon sapore; B47G082 (TR e resistente all’afide grigio), mela dell’ Università di Bologna, pianta di vigoria ridotta adatta ad ambienti collinari o superiori, produttiva, con frutti dall’aspetto rosa-rosso molto gradevole, simile a Cripps Pink*, sapore equilibrato e raccolta tardiva.

Autore: Lorenzo Cricca

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