che cos'è

Micropropagazione, qualità per il made in Italy

La moltiplicazione in vitro è una tecnica di propagazione vegetativa capace di realizzare cloni di una pianta madre, controllate dal punto di vista genetico e sanitario. Un aspetto simbolo del vivaismo made in Italy. Intervista a Maurizio Lambardi, del Cnr-Ibe di Firenze, con il supporto della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana

Micropropagazione, qualità per il made in Italy - Plantgest news sulle varietà di piante

Cos'è la Micropropagazione? Una tecnica per ottenere piante-cloni sane e garantite

Fonte immagine: © Agronotizie

Per l'affermazione del vivaismo moderno, made in Italy in particolare, la moltiplicazione in vitro o micropropagazione ha rappresentato un elemento di grande importanza. Grazie a questa tecnica di propagazione vegetativa è possibile propagare velocemente ed in grande quantità (oltre che in spazi limitati e condizioni controllate) diverse specie vegetali. Le piantine che si ottengono sono cloni di un'altra pianta, partendo da una pianta-madre intera o da tessuti vegetali della stessa pianta-madre. Nello specifico del settore frutticolo la base di questa tecnica è la coltura in vitro che si effettua a partire da porzioni di pianta (ad esempio apici di germogli, gemme, meristemi, nodi) provenienti da piante madri controllate dal punto di vista genetico (per la corrispondenza varietale) e sanitario (esenti dai principali virus e batteri): due punti di forza delle piante made in Italy certificate.

Gli stadi principali del processo sono: introduzione in vitro, moltiplicazione, allungamento e radicazione. Il ciclo della micropropagazione si completa con l'uscita del materiale radicato dal laboratorio per la fase di ambientamento in serra, molto delicata e che determina il successo della propagazione commerciale su grande scala. Per vedere tutto il ciclo completo della micropropagazione e per ulteriori informazioni è possibile leggere l'approfondimento su Plantgest dal titolo 'Micropropagazione e tecnologie in vitro' del 24 maggio 2017  ed il video 'Micropropagazione, qualità e innovazione al servizio del vivaismo' pubblicato il 24 maggio 2017 sul canale You Tube di AgroNotizie.

Le piante made in Italy e tutto il settore vivaistico italiano rappresentano un vero fiore all'occhiello nel nostro sistema Paese, oltre che un'importante fonte di guadagno visto il valore di oltre 2,5 miliardi di euro. Il 20 giugno 2019 a Cesena si è tenuto un evento dal titolo 'Micropropagazione: nuove opportunità per giovani imprenditori e ricercatori': per leggere il reportage di quella giornata puoi leggere su Plantgest l'articolo 'Micropropagazione, l'unione fa la forza'. Per scoprire meglio la situazione ad oggi della micropopagazione in Italia e del suo sviluppo futuro abbiamo intervistato Maurizio Lambardi, ricercatore del Cnr-Ibe di firenze e coordinatore del gruppo di Micropropagazione della Soi.

 
Piante micropropagate su substrato di agar
Piantine clone realizzate da germogli della pianta madre e coltivati su substrato di Agar
(Fonte foto: © AgroNotizie.it)
 

Che cosa rappresenta oggi la micropropagazione in Italia e per l’Italia?

"E' una tecnica di produzione delle piante di assoluta qualità - spiega Lambardi - che, proprio nel nostro Paese, ha raggiunto livelli di eccellenza, riconosciuti a livello mondiale. E’ infatti innegabile che, nel settore della produzione in vitro di varietà e portinnesti da frutto, la micropropagazione italiana ha una posizione leader in Europa e nel mondo, acquisita grazie a 40 anni di costante ricerca di procedure e tecniche di laboratorio di elevata affidabilità e riproducibilità. La micropropagazione commerciale è nata in Italia negli anni ’70 grazie all’intuito e alla visione di pochi pionieri del settore che ne hanno immediatamente capito potenzialità ed opportunità di sviluppo, aprendo la strada ad altri valenti imprenditori: si stima che oggi la produzione italiana si collochi intorno ai 60 milioni di piante annue, in larga parte specie da frutto alle quali si aggiungono alcune importanti ornamentali, soprattutto da esterno, e una specie orticola, il carciofo. A questo risultato contribuiscono largamente due grandi laboratori commerciali, a cui si affiancano altri 15-20 laboratori di medie e piccole dimensioni, alcuni dei quali gestiti da giovani manager caratterizzati da entusiasmo e voglia di emergere nel settore. Un quadro, quindi, assolutamente confortante che denota una grande vivacità della micropropagazione italiana".  I due principali laboratori di micropropagazione in Italia sono Vitroplant Italia srl società agricola con circa 20 milioni di piante da frutto prodotte all'anno e Battistini Vivai Soc. agricola SS con oltre 7 milioni di piante da frutto all'anno.


Quali sono le opportunità che può apportare al sistema agricolo ed ortoflorofrutticolo made in Italy?

"Il made in Italy si basa, da sempre, su un concetto di qualità eccelsa dei prodotti. Difficile che il nostro Paese si possa giocare le sue carte nel sistema dell’ortoflorofrutticoltura sui numeri e sui bassi prezzi; ma ha pochi rivali se si parla di eccellenza delle produzioni che, in ambito vivaistico, vuol dire piante di assoluta rispondenza genetico-sanitaria, capaci di rispondere adeguatamente alle richieste di elevata qualità e sostenibilità delle colture. In tal senso, la micropropagazione fa la sua parte, in quanto tecnologia che, proprio per le sue peculiarità riproduttive, non ha confronti nel proporre un prodotto-pianta di assoluta eccellenza. E’ inoltre auspicabile che aumenti l’offerta della micropropagazione nel comparto delle piante ornamentali dove, certamente, è in grado di rispondere alle richieste, in larga parte provenienti dall’estero, di nuove varietà brevettate".

 
Piantine micropropagate eradicate e pronte per essere negli ombrai per crescere e poi essere vendute
Piantine micropropagate eradicate e pronte per essere poste negli ombrai per crescere
(Fonte foto: © AgroNotizie.it)

 


Cosa bisogna aspettarsi per il futuro?

"La competizione proveniente da Paesi a minore input tecnologico, ma caratterizzati da un basso costo della manodopera - che incide fortemente nel costo di produzione della pianta da micropropagazione -, diventerà sempre più assillante. I grandi laboratori italiani hanno reagito decentrando parte della loro produzione in altri Paesi, ma questa non può essere l’unica risposta possibile e, comunque, non lo è per laboratori medio-piccoli. Un’altra strategia, che personalmente preferisco, è quella che punta all’innovazione nei nostri laboratori. Innovazione in termini di tecniche, procedure ed offerta di specie. In questo la micropropagazione italiana può trarre grande vantaggio da un’altra sua eccellenza: quella della ricerca di settore. Nelle nostre università e negli enti di ricerca sussistono valenti ricercatori che, a fronte di opportune collaborazioni con aziende private, possono mettere le loro competenze e la loro professionalità a disposizione del comparto produttivo, perseguendo un fine condiviso di miglioraramento della produttività e sostenibilità. E’ proprio con questo fine che oltre un decennio fa nacque il Gruppo di lavoro Soi-Micropropagazione e tecnologie in vitro che raccoglie oltre 140 iscritti tra ricercatori, studenti e addetti del settore e rappresenta un valido esempio di interazione del settore della ricerca con quello produttivo, cosa che, da sempre, anima la Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana".


Questo approfondimento è stato realizzato grazie al contributo della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana, di cui Maurizio Lambardi è socio. Sin dalla sua fondazione nel 1953, la Soi (già Società orticola italiana) si adopera per sviluppare la cooperazione scientifica e tecnica tra il mondo della ricerca, gli imprenditori ed i professionisti del settore orto-floro-frutticolo, interessando con le sue azioni ed attività un ampio settore dell'agricoltura che include le colture arboree da frutto e da legno, le piante ortive, le colture floricole, le piante ornamentali, il vivaismo, i tappeti erbosi e la gestione del paesaggio e la tutela degli spazi a verde, con il fine ultimo di favorirne il progresso e la diffusione. La Soi promuove studi, ricerche, convegni, mostre attività editoriali ed altre iniziative attraverso le attività delle sue sezioni e dei gruppi di lavoro.

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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