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Agrumi, tra varietà e difesa

L'agrumicoltura made in Italy è in difficoltà, ma c'è ancora spazio per fermare il trend negativo e per crescere. Serve rinnovarsi dal punto di vista varietale ed agronomico. La redazione di Plantgest ha intervistato Carmelo Mennone dell'Alsia, con il supporto della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana.

Agrumi, tra varietà e difesa - Plantgest news sulle varietà di piante

Fonte immagine: ©Oranfrizer

L’agrumicoltura italiana stà vivendo un momento di crisi, che ha portato il settore a perdere di competitività e superfici coltivate. In base ai dati Istat nel 2018 la superficie coltivata ad agrumi è stata di 144.881 ettari, con una produzione di 2,92 milioni di tonnellate. Un dato in contrazione rispetto al 2011 quando gli ettari coltivati sono stati 198.814 e le tonnellate prodotte 3,91 milioni. La Sicilia è la Regione con la maggiore superficie agrumetata, con il 62% delle superfici nazionali. Seguono la Calabria con il 24 % e la Puglia con il 7%. Le specie più coltivate a livello nazionale sono l’arancio, il clementine ed il limone. Non mancano produzioni più limitate di altri agrumi in areali vocati, quali il bergamotto, il pompelmo ed il cedro.

"Il 2019 è stato un anno difficile per l'agrimicoltura made in Italy - spiega Carmelo Mennone, tecnico dell'Alsia-Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura -. In linea generale la produzione media degli agrumi è stata inferiore del 30-40%: in particolare per le arance le tonnellate raccolte sono state inferiori del 10% circa mentre per le clementine del 50-60%. Le cause di questa situazione sono da ricercarsi nelle condizioni atmosferiche anomale (siccità, grandine, vento e bombe d'acqua in primis) e nella recreduscenza di alcune malattie (soprattutto Ctv-Citrus tristeza virus)".

"Negli ultimi anni, a seguito del cambiamento climatico, le principali Regioni agrumicole sono state protagoniste (nell'arco di tutta la stagione) di fenomeni atmosferici che hanno provocato danni significativi alle piante ed alla produzione. Inoltre il virus della Tristeza degli agrumi ha colpito quasi interamente la produzione siciliana di arance, diventando di fatto endemica. Tutto questo rende difficile fare previsioni corrette per il futuro prossimo del settore, in un mercato sempre più globalizzato e competitivo. C'è comunque ancora spazio per gli agrumi made in Italy". 
E' necessario quindi adottare iniziative volte a creare un vero sistema agrumicolo nazionale e promuovere accordi di qualità con le industrie di trasformazione. In quest'ottica va il Piano agrumicolo nazionale, che però ad oggi non è ancora stato messo in atto. Nel frattempo si è intervenuti a sostengno del settore agrumicolo attraverso il così detto Fondo agrumicolo nazionale che prevede lo stanziamento di 6 milioni di euro per il 2019 e 4 milioni di euro per il 2020: per sostenere il finanziamento del ricambio varietale, di campagne di comunicazione e per la salvaguardia e sviluppo dei prodotti agrumicoli Dop e Igp.


 
L'arancio è il primo agrume coltivato in Italia, seguonom clementine e limone
L'arancio è il primo agrume coltivato in Italia: nel 2019 81.710 ettari per una produzione di 19.111.706 tonnellate
(Fonte foto: © Hans - Pixabay)


 

L'innovazione varietale, cosa coltivare?

Guardiamo quali sono le varietà di arancio e clementine, le principali specie agrumicole coltivate in Italia, che oggi gli agricoltori scelgono per coltivare negli agrumeti. Nel settore delle arance a polpa bionda ed ombelicate abbiamo Navelina VCR, Newhall VCR, Whasinghton Navel, e Lanelate. Nelle arance bionde non ombelicate ricordiamo Salustiana e Valencia Late. Tra le arance a polpa rossa ci sono Moro e Tarocco. Per le clementine ricordiamo invece Clemenrubi, Oronules, Spinoso, Corsica 2, Clementine comune ISA, Clemenules, Rubino, Hernandina e Nour.
Interessante è anche la crescita della varietà triploidi, che presentano il vantaggio di produrre frutti apireni. Il Crea di Acireale è stato pioniere in questo settore con un programma di miglioramento genetico sin dal 1978 e che ha permesso di realizzare alcune varietà: Tacle, Clara, Camel, Alkantara, Mandalate*, Mandared, Early Sicily, Sweet Sicily. In Spagna presso l'Ivia di Valencia sono state selezionate Safor e Garbì, in Israele abbiamo Winola e in California sono state individuate Shasta Gold, Tahoe Gold e Yosemite Gold.
Da segnalare la diffusione delle varietà club, un modo per valorizzare il prodotto ed avere un maggiore controllo sulla produzione e sulla commercializzazione. Tra tutte indichiamo Tango® Tang Gold*, varietà di mandarino precoce e senza semi.
 

Virus della Tristeza e portinnesti

La diffusione del Ctv-Citrus tristeza virus è oggi una vera e propria emergenza nel sud Italia. Si stima che gli ettari di agrumeti colpiti siano circa 35-45mila, soprattutto nelle province di Catania e Siracusa, sui 70mila ettari totali in Sicilia. Ma come è possibile combattere questa malattia? "Una delle prime cose da fare contro la Tristeza - prosegue Mennone - è il contenimento degli afidi, vettori del virus. Si tratta quindi di un'azione preventiva. Anche l'uso di materiale vivaistico certificato e sano è una misura efficace per preservare gli agrumenti. Per difendersi invece in caso di piante infette bisogna estirparle e distruggerle, procedendo poi al reimpianto o al reinnesto con materiale vegetale sano e tollerante/resistente al virus. Un'altra soluzione sembra essere l'uso di portinnesti alternativi all’arancio amaro quali l’arancio trifogliato e i suoi ibridi (Citrange e Citrumelo) che presentano una certa tolleranza o resistenza alla malattia".

 
Clementine, pianta di agrume che produce clementino
Il clementine è il secondo agrume più diffuso e coltivato in Italia con 26.192 ettari nel 2019 e 6.779.955 tonnellate
(Fonte foto: © Couleur - Pixabay)
 
 

Bilancio fitosanitario

Il 2019 è stato un'anno abbastanza difficile per gli agrumi, dal punto di vista fitosanitario. "Alcune nuove malattie - dice Mennone - si stanno affacciando al territorio italiano e bussano alla nostra porta. Malattie che non sono quindi in Italia, ma segnalate in altri Paesi extra europei dove gli agrumi sono coltivati. Tra queste ricordiamo il Black spot (un fungo), il Citrus canker (batterio) e il Greening o HLB-Huanglongbing o Malattia del ramo giallo (batterio). Altre storiche malattie sembrano, anche per motivi climatici, aver aumentato la loro pericolisità. Alcuni viroidi - in particolare Exocortite, Cachessia e Xiloporosi - hanno colpito alcune piante dell'areale siciliano. Si sono notati diversi danni da Mosche bianche in genere (Trialeurodes vaporariorum, Bemisia tabaci e Dialeurodes citri)".
 

Cosa serve per fare reddito?

L'aspetto del reddito è sempre più complesso per un'agrumicoltore. E' evidente che per creare marginalità è fondamentale gestire al meglio i costi di produzione ma allo stesso tempo privilegiare alcuni aspetti della produzione utili a soddisfare le esigenze del mercato. Tra tutte la pezzatura. "Il frutto - conclude Mennone - per ottenere la giusta remunerazione da parte del mercato deve avere le giuste dimensioni. Solo in questo modo l'agricoltore spunterà i migliori prezzi. Non dobbiamo dimenticarci anche la qualità del prodotto ed il periodo di raccolta (e in cui mettiamo il prodotto sul mercato): e qui la varietà scelta è molto importante. I migliori periodi sono generalmente per arance e clementine quello precoce e quello tardivo. Qui il mercato è molto più recettivo per richieste e con meno offerta". Attenzione all'uso dell'acqua in un agrumeto, che deve essere apportata in modo adeguato sia per quantità che per qualità. Il volume da somministarre è variabile in base alle caratteristiche pedoclimatiche, alla specie, al portinnesto e all’età delle piante. In linea generale possiamo dire possono essere sufficienti circa 2.500-3000 m3/ha. Il metodo migliore per somministrare è quello localizzato a goccia, con turni irrigui brevi e frequenti.

Questo approfondimento è stato realizzato grazie al contributo della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana, di cui Carmelo Mennone è socio. Sin dalla sua fondazione nel 1953, la Soi (già Società orticola italiana) si adopera per sviluppare la cooperazione scientifica e tecnica tra il mondo della ricerca, gli imprenditori ed i professionisti del settore orto-floro-frutticolo, interessando con le sue azioni ed attività un ampio settore dell'agricoltura che include le colture arboree da frutto e da legno, le piante ortive, le colture floricole, le piante ornamentali, il vivaismo, i tappeti erbosi e la gestione del paesaggio e la tutela degli spazi a verde, con il fine ultimo di favorirne il progresso e la diffusione. La Soi promuove studi, ricerche, convegni, mostre attività editoriali ed altre iniziative attraverso le attività delle sue sezioni e dei gruppi di lavoro.

 

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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